Notizia in evidenza 21 Mag 2015| 22 Commenti

o265201In una commissione Igiene e Sanità piena di senatori M5S in corso, ex o fuoriusciti molto molto tempo fa, insomma tutte le tonalità. Ad ognuno le sue valutazioni personali.

Auguri.

http://www.radioradicale.it/scheda/442753/commissione-igiene-e-sanita-del-senato#i=3416304

o anche qui trovate i documenti ossia anche i testi depositati

http://www.senato.it/Leg17/3688

Nella categoria: Evidenza

Le HOT NEWS di Salmone

News, OGM & Agricoltura italiana

Due analisi che come al solito prima devono bonificare il terreno dalle chiacchiere da bar.

http://www.intersezioni.eu/index.php?objselected=872&scheda=view_articolo

http://www.intersezioni.eu/index.php?objselected=869&scheda=view_articolo

News, OGM & Politica

l_5fad11c5b5Ecco un documento stenografico della riunione che si è tenuta il 13 maggio in Senato. Praticamente nessuno ne ha parlato, ma a me pare di estremo interesse.
Elena Cattaneo ha colto l’occasione del recepimento della direttiva che vieterà la coltivazione di Ogm in Italia per rilanciare il tema della sperimentazione in campo aperto. Lo ha fatto con un Ordine del giorno che era stato firmato da molti capigruppo e come vedrete ha generato molti mal di pancia nel PD (guardate la proposta di Ruta).
L’OdG alla fine è stato ritirato per non essere bocciato da un governo che era contrario (ed impreparato), ma con la promessa di discuterne a breve.
Il risultato principale è che se ne è potuto parlare, che gli Ogm sono un argomento reale di discussione e non solo una fobia, che, direi un terzo, dei senatori avrebbero votato il testo, quando due anni fa c’erano zero favorevoli alla ricerca in pieno campo.

News, OGM & Argomenti contro, OGM & Coesistenza

imagesQualcuno finalmente parla di fame, di distribuzione del cibo, di Ogm, di Rivoluzione verde. Abbiamo preso come ambasciatore l’indiano sbagliato: nominiamo Sen ambasciatore.

Leggi : SI agli OGM Contro la povertà

News

Di Alberto Guidorzi

La diatriba su biologico si e biologico no o circa le qualità superiori del cibo biologico, tanto da farlo costare da un 50 ad un 80% in più non avrà mai fine fino a quando la questione è impostata solo ideologicamente, o perché si crede di praticare una filosofia di vita ritenuta eticamente superiore. Eppure vi sarebbe la possibilità di fare più chiarezza sulla questione.

  • Da un punto di vista del coltivare bisognerebbe che si togliessero finalmente i palesi conflitti di interesse che vi sono alla base.

a) Non è che non ve ne siano anche nel produrre convenzionale, ma perlomeno sono alla luce del sole: io imprenditore agricolo gestisco un’impresa per fare reddito e questo lo ottengo combinando due fattori, uno è dato dalle quantità prodotte (e dai costi per produrle) e l’altro deriva dal prezzo di mercato che riesco a spuntare; dato però che quest’ultimo non lo controllo devo obbligatoriamente ingegnarmi ad agire sul primo fattore e sui miei costi. Ora c’è da chiedersi, in base a questo “diktat” che mi impone il mercato, mi è concesso diventare un agricoltore poco responsabile ed abbandonare, ad esempio, ciò che è ancora valido delle tradizionali regole agronomiche? La risposta è no! In primo luogo perchè vi sono appunto le regole agronomiche che se dimenticate prima o dopo ce la fanno pagare cara, in secondo luogo, trattandosi di cibo, vi sono i controlli che le autorità pubbliche ed anche i miei acquirenti mi impongono. Non ultimo vi sono gli incentivi al reddito che, essendo denaro pubblico, sono modulati in modo da non permettermi di andare oltre nella mia libertà di produrre.

b) Nel produrre biologico, di conflitti ve ne sono molti di più, solo che sono negati, anzi l’autorità pubblica demanda e accetta acriticamente quanto in questo business avviene. Un esempio? Vi sono più prati pascoli biologici in Sardegna che in nessuna altra regione, possibile che in Sardegna non vi siano un numero di formaggi biologici paragonabili a cotanta superficie così classificata? Ho già, comunque, mostrato come il Ministero abbia pontificato su dei dati statistici forniti dalle associazioni del biologico senza vedere le palesi contraddizioni che vi sono contenute. http://www.salmone.org/le-stranezze-dei-dati-della-produzione-biologica-italiana/ L’agricoltore biologico parte subito con handicap dovuti: - all’impossibilità di aumentare la produzione mediante le acquisite conoscenze di pratiche agronomiche recenti, - anche lui il prezzo non lo controlla, anzi non esiste un mercato strutturato e quindi ben poco gli viene riconosciuto dai suoi acquirenti dell’importante sovrapprezzo che viene praticato, anzi fanno credere al consumatore che la merce prodotta biologicamente la pagano molto di più ai produttori per compensarli della minor produzione. E’ un tipico esempio di sfruttamento di un comportamento fideistico del consumatore. Non per nulla in Inghilterra, che forse gli enti certificatori e i Ministeri competenti sono più seri dei nostri, capita questo: http://www.theguardian.com/environment/2015/mar/14/why-are-organic-farmers-across-britain-giving-up?CMP=share_btn_tw

Ormai poi sono più le derrate biologiche importate da luoghi dove l’ente certificatore nostrano accetta di ricertificare sulla base solo di un agreement preventivo e di documenti (la cui veridicità è tutta da stabilire) che accompagnano la merce. Tuttavia il conflitto di interesse più palese sta appunto in questi enti certificatori, in quanto sopravvivono solo se certificano le aziende produttrici e più certificano più soldi incassano. Si dice che vi sia il controllo dello Stato su questi enti a cui è stato concesso il mandato, ma se accettano, anzi si fanno un vanto di dati come quelli che ho discusso nel link sopraccitato, non penso che i controlli possano ritenersi efficaci. La politica è schiava del consenso ed il consenso è più facile da ottenere seguendo l’onda (ma non sempre è l’onda che dice il vero) che non remando contro.

· Da un punto di vista delle obiettive superiorità del biologico invece basterebbe affidarsi agli studi o meglio a delle meta-analisi di studi; uno studio vale nella misura in cui esso è confermato da altri. La superiorità presunta del biologico verte sulle seguenti peculiarità

A) – E’ vero che i cibi biologici non usano pesticidi?

E’ invalsa l’idea che nelle coltivazioni biologiche non si usino pesticidi, invece se ne usano e quindi anche i cibi biologici sono soggetti a contenere residui, inoltre sono molto frequenti le deroghe dal protocollo di coltivazione. http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2014/09/biologico-e-deroghe.pdf

Dicono che sono naturali e quindi per definizione sani, ma anche l’arsenico è naturale, ma è

e resta un veleno, per giunta per accumulo.

a) Subito non si può sottacere che si è usato per anni il rotenone e solo nel 2008 è stato tolto dalla lista per evidente tossicità per pesci e api. Inoltre ad alte dosi è stato trovato avere neurotossicità con sintomi simili al Parkinson, senza poi contare che lo smaltimento dei prodotti in uso è durato fino al 2009 e che quattro prodotti insostituibili in certe colture frutticole sono stati prorogati per l’uso fino al 2011. Tuttavia è bene che si sappia che in realtà il rotenone si usa ancora in quanto si sono create miscele (Show) di rotenone (2%), piretro (0,5%) e piperonilbutossido o PBO (2%) in modo da sfruttare il sinergismo che si crea tra le sostanze per aumentare la tossicità per gli insetti. Solo che anche il PBO è in discussione, è ammesso nell’UE, in Giappone, ma non in USA, Canada e Svizzera. Insomma sono a conoscenza i consumatori bio che il rotenone è uscito dalla porta, ma è entrato dalla finestra? Quando li si interroga su queste contraddizioni sia i produttori che gli enti certificatori rispondono che non si può lasciar andare in malora la produzione; come se, invece, i produttori convenzionali lo dovessero fare.

b) Vogliamo fare un confronto tra i pesticidi ammessi e più usati in agricoltura biologica e quelli usati nel coltivare convenzionale? Partiamo dagli anticrittogamici.

Il più usato in biologico è il solfato di rame e per valutarlo ne diamo il valore del DL50 (Dose Letale per il 50% degli intossicati) che è di 30 mg per kg di peso corporeo, una dose abbastanza elevata 1 seppure già a dosi più basse abbia dimostrato avere effetti cronici come anemia, crescita stentata, e le malattie degenerative. 1 , 2 , 3 Inoltre, il solfato di rame ha dimostrato di interrompere la riproduzione e lo sviluppo, compresa l’inibizione dello sviluppo dello sperma, perdita di fertilità, ed effetti duraturi da esposizione in-utero 3 , 4 . Il solfato di rame è mutageno e cancerogeno 4 . Il rame è un oligoelemento ed è fortemente bioaccumulato, cioè basse dosi continuative possono portare a livelli tossici 3 , 5 . Nelle persone a una maggiore esposizione esso è stato collegato a malattie del fegato e anemia 3 , 6 . Qualcuno potrebbe pensare che sulla nocività del rame, al pari di altri prodotti che l’agricoltura biologica si rifiuta di usare per dare una patente di maggiore sanità delle loro produzioni, abbia esagerato, ma chi pensa ciò deve sapere che dal regolamento 1107/2009 che fissava i criteri per stabilire la futura cancellazione di prodotti di trattamento dalla lista dei prodotti autorizzati, si evince che i prodotti rameici rientrano in questa categoria perché aventi due caratteristiche della categoria PBT (Persistenti, Bioaccumulabili e Tossici). Quindi l’agricoltura biologica è destinata a rimanere senza la possibilità di usare il rame. Per inciso esce il glufosinate ma non il glifosate.

Il fungicida più usato in convenzionale è invece il clorotalonil che ha LD50 superiore a 10.000 mg / kg. Questa è stata la dose massima testata, ma i ratti non avevano ancora raggiunto il 50% di tasso di mortalità 1 . Ratti alimentati con una serie di dosi di clorotalonil dall’EPA nel tempo non ha mostrato effetti sul fisico, sul comportamento, o la sopravvivenza 1, 3 . Per contro in alcuni studi di alimentazione ad alto dosaggio il clorotalonil ha dimostrato un potenziale mutageno o cancerogeno 1,4 Il Clorotalonil non è tossico per gli insetti pronubi, lo è, invece, per i pesci, Mentre è innocuo per gli uccelli. 1,7

Vogliamo passare agli insetticidi? Il più usato in biologico è il piretro. L’LD50 del piretro nei ratti varia da 200 mg / kg a circa 2000 mg / kg. Gli animali che ricevono una dose letale soffrono di tremori, convulsioni, paralisi e insufficienza respiratoria per poi morire. 1 Ecologicamente, il piretro è estremamente tossico per la vita acquatica e un po’ tossico per gli uccelli. 16 L’esposizione al piretro, comporta aumenti dei tumori del polmone, della pelle, del fegato, della tiroide in topi e ratti 15 .Il piretro ha dimostrato di essere altamente tossico per api e vespe, cioè agli insetti pronubi. 18

Il piretro in biologico lo possiamo far corrispondere al clorpirifos del produrre convenzionale, che ha LD50 pari a 95-270 mg / kg – cioè da 2,5 a 10 volte meno tossico del solfato di rame, pur essendo l’uno un insetticida e l’altro un fungicida, ma comunque se paragonato con il piretro certamente non sfigura, anzi… 1 . Per quanto riguarda i suoi effetti cronici, dei cani nutriti con clorpirifos a dosi giornaliere elevate hanno mostrato un aumento del peso del fegato e l’inibizione della colinesterasi e ciò significa potenziale di tossicità neurologica. Ma gli effetti sono spariti quasi subito, allorché non è stato più somministrato. Effetti sulla salute a lungo termine non sono stati osservati sia sul cane e anche da uno studio simile sui ratti 7,8 . Inoltre, nessuna prova di mutagenicità è stata trovata in nessuna delle quattro prove recensite dall’EPA 9 .Non è neppure considerato cancerogeno - ratti e topi alimentati ad alte dosi, per due anni non hanno mostrato aumenti di crescita tumorale 9

In conclusione: se c’è da preoccuparsi dei residui lo si deve fare sia quando si mangia cibo biologico che quando si mangia cibo convenzionale, o meglio non vi è da preoccuparsi di nessuno dei due, visto che le verifiche ci dicono e che siamo in presenza di un perfetto controllo di rientro nei termini prefissati per quanto riguarda i residui di pesticidi. Non ultimo vi è da considerare che una recente indagine mostra come gli agricoltori che dovrebbero essere i più esposti ai pesticidi sono più sani della gente inurbata, anzi i dati stanno migliorando nel tempo appunto perché è stato fatto uno sforzo per migliorare distribuzione dei pesticidi e soprattutto i tassi di tossicità dei prodotti più usati in convenzionale. http://www.la-croix.com/Ethique/Medecine/Pourquoi-la-maladie-d-Alzheimer-baisse-t-elle-chez-les-agriculteurs-2015-02-10-1279039

B) E vero che nel cibo biologico vi è una obiettiva superiorità salutistica ed alimentare?

E’ un confronto che dura da ben 50 anni ed ancora si rifiuta di usare come strumento di

confronto le sole metanalisi (analisi di tutti i lavori scientifici vertenti sullo stesso argomento)

e non il singolo lavoro che non è mai probante se non supportato da altri studi con risultati

analoghi). Per sincerarsene basta analizzare i due documenti riportati in bibliografia

come il 19 e il 20. Oppure leggere questo bel lavoro: http://blogs.scientificamerican.com/guest-blog/2011/08/11/nutritional-differences-in-organic-vs-conventional-foods-and-the-winner-is/

Vogliamo poi fare una breve deviazione nel vino biologico, ed in particolare nelle pratiche enologiche ammesse. L’uso dei solfiti nel vino convenzionale è da sempre un bersaglio degli ideologici del biologico, ma sanno che l’aggiunta di solfiti è ammessa in enologia biologica e che le quantità ammesse sono prossime a quelle dei vini convenzionali? (100 mg/l per i rossi bio e 150mg/l e per i bianchi/rosé; contro i 150 mg/l e 200 mg/l rispettivamente per i convenzionali). Credete voi che se i solfiti fossero veramente un veleno come molti insistono nel dire, l’usarne solo i ⅔ o i ¾ in luogo dell’unità sarebbe salutare?

C) E’ assodato che l’agricoltura biologica certificata produce meno dell’agricoltura convenzionale

D’altronde è lapalissiano che se il sistema biologico producesse per lo meno uguale al sistema di agricoltura convenzionale nessun agricoltore continuerebbe a concimare e a proteggere con prodotti più costosi. Non solo, ma non si sarebbe ipotizzato nessun contributo pubblico aggiuntivo verso i coltivatori biologici. Tuttavia atteniamoci sempre alla letteratura, infatti, qui si trova che l’agricoltura biologica certificata secondo un’indagine di 21 anni pubblicata su Science nel 2002, produce almeno l’80% della convenzionale. 21 Una ulteriore revisione fatta nel 2008 ci dice che addirittura le rese sono state inferiori del 50-75% 22 Per contro una recente meta-analisi riporta la percentuale di minor produzione all’82%. 23 si è trovato un solo studio che dicesse che il sistema biologico produce di più del convenzionale. Certo Badgley et al. 24 riportano studi in cui si afferma il contrario, sono studi e non indagini. Altri link interessanti sono questi:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0308521X1100182X

http://www.nature.com/articles/nature11069.epdf?referrer_access_token=OUI6fFl8T6ziGSROfUqcF9RgN0jAjWel9jnR3ZoTv0OOiOFJwg8AGydfsSIsPdDn7zNlaZeoGs2l_OGI5sxL2L-9TWAdE0zk7zTAym3jxvrSmYrn_izy9C4WIA06knlBfO2jKBt2nGP__8nR9hKTekQ-HrsmdAu8D-7Z92XHN1ll7A4WdOJ30CA4T2g2ePB-XCqzFR5fpQ5it7XnJZk2v5GLmAMfO6TCu_3TxNRRJIc%3D&tracking_referrer=www.theguardian.com

In questo assunto certe volte si bara in quanto si confonde “agricoltura sostenibile” con agricoltura biologica, mentre quest’ultima è solo una categoria dell’agricoltura sostenibile, vale a dire quella che produce meno, in quanto nelle altre forme si usano i fattori di produzione (tutti!) in modo da limitare il più possibile l’impatto con l’ambiente, ma senza incidere più di tanto sulla produttività. Infatti nei 293 studi esaminati e che danno come risultato un 91% di resa del biologico rispetto ai sistemi convenzionali, dunque un divario non eccessivo, ben 100 sono studi di agricoltura sostenibile, il che innalza la media produttiva 25, 26. Non dimentichiamo poi che stanno venendo avanti anche sistemi migliori per compendiare le esigenze ambientali e che non incidono sulla produttività 27.

Qualcuno potrebbe contestare il fatto che il parametro produzione non è poi così importante se buttiamo il cibo o le statistiche dicono che si produce già oggi abbastanza cibo per tutti. Ciò è vero oggi, però, non sarà vero nel 2050 quando saremo in 9/10 miliardi di persone, in gran parte inurbate e abitanti in paesi solo ora in via di sviluppo. Nel frattempo la produttività deve obbligatoriamente accompagnare la crescita demografica e ciò è esiziale se non si vogliono fomentare disordini e guerre. Certo nel mondo già sviluppato si potrà anche pensare alla “decrescita produttiva” scambiandola con una presunta maggiore sostenibilità ambientale, ma nel conto dobbiamo anche mettere, però, che l’accesso a questo cibo comporterà esborsi di denaro maggiore e di conseguenza escluderà i meno abbienti, cosa che qualsiasi società annovera, trovandoci di fronte ad un concetto relativo. Oggi il cibo sulla spesa famigliare incide in media il 12%, ma non più tardi di mezzo secolo fa era del 24%,

D) L’agricoltura Biologica non può usare gli OGM perché le loro associazioni hanno deciso così.

In USA, inizialmente il governo aveva detto che nulla ostava perché l’agricoltura biologica potesse usare sementi di PGM in quanto non ledeva i fondamenti agronomici del coltivare biologico, l’ideologia, però, ha preso il sopravvento e la possibilità è stata rifiutata, anzi hanno inscenato dimostrazioni affinché il governo, nello stendere la legge, lasciasse cadere la possibilità. Dopo questo rifiuto gli agricoltori biologici hanno cominciato a denunciare l’agricoltura convenzionale, che usava le PGM, come colpevole di inquinare le loro coltivazioni. Dunque il paradosso è evidente: era stato concesso di usare le PGM anche a loro ma si sono rifiutati di farlo ed ora si lamentano del possibile mescolamento e flusso genico sulle loro coltivazioni. L’atteggiamento è veramente kafkiano, in quanto sono assimilabili all’anedottico matricida/parricida che durante il processo invoca clemenza alla corte perché è un “orfano”. Per giustificare la contraddizione palese allora ricorrono alla cattiva propaganda dicendo che le PGM non danno nessun beneficio agli agricoltori, ma in questo sono smentiti dall’indagine tra i coltivatori di PGM che invece su 168 intervistati, ben 132 dicano di ricavarne benefici, 32 ne vantaggi, ne svantaggi e solo 13 denunciano risultati negativi, ma ciò che più conta è che i risultati positivi sono vantati nei paesi in via di sviluppo 28.

Che si tratti di cattiva e falsa propaganda lo dice il fatto che i benefici maggiori sono dichiarati nelle piante GM Bt, vale a dire quelle che producono la stessa tossina che i biologici distribuiscono “ad abundantiam” sotto forma di irrorazioni in piena aria, pratica che come è dimostrato ha molte più probabilità di incidere sulla biodiversità che non la tossina presente nei tessuti di piante appositamente modificate 29. Non si può neppure non far notare che sulle coltivazioni di PGM Bt si sono ridotte del 30% e più le irrorazioni insetticide 30 ed inoltre della drastica riduzione dell’inoculo parassitario ne hanno molto goduto tutte le coltivazioni non-OGM, ivi comprese le coltivazioni biologiche 31. Ben tre metanalisi hanno confermato che le PGM Bt hanno beneficiato di più gli insetti non bersaglio, tra cui le api ed altri insetti 29, 32,33. A niente sono valse 49 pubblicazioni peer-reviewed che mettono a confronto i risultati di utilizzatori di PGM. I risultati di 12 paesi dicono che le PGM Bt o HT aumentano le rese, avvantaggiando appunto di più i piccoli coltivatori nei paesi in via di sviluppo, perché appunto, in mancanza di semi OGM, sono impossibilitati ad usare tecniche alternative che invece nei paesi sviluppati usano.

http://www.nature.com/nbt/journal/v28/n4/abs/nbt0410-319.html

http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.4161/gmcr.2.1.15086#.VRSR0vyG-HM

Il secondo link invece ci dice che 155 articoli, sempre peer-reviewed, dimostrano aumento delle rese, diminuzione dei pesticidi, aumento nell’uso di diserbanti a minor impatto ambientale e di avere permesso un’agricoltura più sostenibile.

Sarebbe bene che si guardasse con più obiettività alla tecnica del DNA-ricombinante tralasciando di discutere più di tanto sulle PGM fino ad ora sul mercato. Solo così potremo sperare che vengano accordati finanziamenti alla ricerca pubblica per fare ricerche meno legate al beneficio economico che possono dare all’inventore e più al beneficio della collettività. Una bella lettura potrebbe essere questa:

http://homepages.see.leeds.ac.uk/~lecajd/papers/WA%20vol%202%20No%201%20Benton%20Land%20sparing_FINAL.pdf , e il caso del Golden Rice dovrebbe insegnare 34.

Se poi vogliamo ridare un letta ad un documento degli organismi incaricati dall’UE di valutare la pericolosità per la salute e l’ambiente delle OGM durato 10 anni basterebbe leggere: http://ec.europa.eu/research/biosociety/pdf/a_decade_of_eu-funded_gmo_research.pdf

Ma è proprio vero che in biologico non si usano OGM a tutti gli effetti, anche se spudoratamente esclusi in quanto sarebbero andati a scalfire la “verginità del produrre biologico? Nel frumento in coltivazione biologica si consigliano varietà particolarmente rustiche e resistenti alle comuni patologie e una, particolarmente usata in questo tipo di agricoltura, è proprio il Renan. Allora leggetevi di quali “manipolazioni” è frutto:

http://www.salmone.org/grano-bio-renan-ogm/

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Riferimenti:

1 EXTOXNET: Extension Toxicology Network. Un pesticida Informazioni sul progetto degli Uffici di estensione cooperativa di Cornell University, Michigan State University, Oregon State University e University of California a Davis.http://pmep.cce.cornell.edu/profiles/extoxnet/index.html

2 Clayton, GD e FE Clayton, eds. 1981. Patty di igiene industriale e tossicologia. Terza edizione. Vol. 2: Tossicologia. NY: John Wiley and Sons.

3 TOXNET. 1975-1986. Biblioteca Nazionale della rete dati di tossicologia della medicina. Sostanze pericolose Data Bank (HSDB).Public Health Service. Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento di Salute e Servizi Umani. Bethesda, MD: NLM.

4 Istituto Nazionale per la sicurezza e la salute (NIOSH). 1981- 1986. Registro degli effetti tossici delle sostanze chimiche (RTECS).Cincinati, OH: NIOSH.

5 Gangstad, EO. 1986. Freshwater gestione della vegetazione. Fresno, CA: Thomson Publications.

6 New York State Department of Health. 1984. Chemical Scheda: Solfato di rame. Bureau di sostanze Gestione Toxic. Albany, NY.

7 Conferenza Americana degli Igienisti Industriali, Inc. 1986. Documentazione dei valori limite di soglia e indici biologici di esposizione. Quinta edizione. Cincinnati, OH: Ufficio delle pubblicazioni, ACGIH.

8 Hayes, WJ e ER Laws (ed.). 1990. Manuale di pesticidi Tossicologia, Vol. 3, Classi di pesticidi. Academic Press, Inc., NY.

9 US Environmental Protection Agency. Giugno 1989. Registrazione standard (secondo turno Review) per la nuova registrazione del antiparassitari prodotti contenenti Clorpirifos. Ufficio di programmi di pesticidi, US EPA, Washington, DC.

10 Eaton, DL et al. 2008. Revisione della Tossicologia di Chlorpyrifos con l’accento sull’esposizione umana e neurosviluppo.Recensioni critiche in Toxicology 2008 38: s2, 1-125

11 New York State Department di conservazione ambientale. 1986. Progetto di dichiarazione di impatto ambientale sulle modifiche alla 6 NYCRR Part 326 relative al restrizione pesticidi aldrin, clordano, clorpirifos, dieldrin e eptacloro. Divisione delle terre e foreste. Ufficio dei pesticidi. Albany, NY.

12 Nolan, RJ et al. 1984. Clorpirifos: farmacocinetica in volontari umani. Toxicol. Appl. Pharmacol. 73: 8-15.

13 US Environmental Protection Agency. 1984. Chlorothalonil: Fact Sheet Number 36. 30 settembre 1984. Washington, DC.

14 Dolce, DV, ed. 1987. Registro degli effetti tossici delle sostanze chimiche Microfiche gennaio 1987. NIOSH, Washington, DC.

15 United States Environmental Protection Agency (EPA). Ufficio di Prevenzione, pesticidi e sostanze tossiche. Cancerogenicità Peer Review di piretrine. 22 febbraio 1995. Washington, DC.

16 Casida, JE, ed. 1973. Piretro, l’insetticida naturale. Academic Press, New York

17 Shelley LK, Balfry SK, Ross PS, Kennedy CJ. 2009. Effetti immunotossicologico di un’esposizione sub-cronica a selezionati pesticidi corrente uso in trota iridea (Oncorhynchus mykiss). Aquat Toxicol 92: 95-103

18 Cox, C. 2002 piretrine / Piretro Insetticida Factsheet. Journal of pesticidi Reform 22 (1) 14-20.

19 Dangour, A., Lock, K., Hayter, A., Aikenhead, A., Allen, E., & Uauy, R. (2010). Effetti sulla salute legate alla nutrizione di alimenti biologici: una revisione sistematica American Journal of Clinical Nutrition, 92 (1), 203-210 DOI: 10,3945 / ajcn.2010.29269

20 Rosen, J. (2010). Una rassegna della Nutrition affermazioni fatte da fautori di alimenti biologici Comprehensive recensioni in Scienza e la sicurezza alimentare, 9 (3), 270-277 DOI: 10.1111 / j.1541-4337.2010.00108.x

21 Mader, P. (2002). Fertilità del suolo e la biodiversità in agricoltura biologica Science, 296 (5573), 1694-1697 DOI: 10.1126 / science.1071148 Kirchmann, H et al. 2008. Può Crop Organic Production nutrirà il mondo? ORGANIC PRODUZIONE CROP - AMBIZIONI E LIMITAZIONI. 39-72, DOI: 10.1007 / 978-1-4020-9316-6_3

22 Kirchmann, H et al. 2008. Può Crop Organic Production nutrirà il mondo? ORGANIC PRODUZIONE CROP - AMBIZIONI E LIMITAZIONI. 39-72, DOI: 10.1007 / 978-1-4020-9316-6_3

23 Mondelaers, K et al. 2009. Una meta-analisi delle differenze di impatto ambientale tra agricoltura biologica e convenzionale.British Food Journal, 111 (10); 1098-1119. DOI: 10,1108 / 00070700910992925

24 Badgley, C et al. L’agricoltura biologica e l’approvvigionamento alimentare globale. Rinnova. Agric. Il cibo Syst. 22, 86-108

25 Avery, A. 2007. report ‘abbondanza Biologico’: fatalmente incrinata. Rinnovabili Agricoltura e Sistemi alimentari, 22: 321-323

26

27 Gelfand, I., SS Snapp, et al. Efficienza 2010. Energia di convenzionale, biologica, e alternative colturali Sistemi per cibo e carburante in un sito nel Midwest degli Stati Uniti. Environmental Science & Technology 44 (10): 4006-4011.

28 Carpenter JE. Indagini Peer-reviewed indicano effetti positivi delle colture GM commercializzate. Nat Biotech 2010; 28: 319-21

29 Wolfenbarger LL, Naranjo SE, Lundgren JG, Bitzer RJ, Watrud LS 2008 Effetti Bt Crop su Gilde funzionali gli artropodi non bersaglio: A Meta-Analysis. PLoS ONE 3 (5): E2118. doi: 10.1371 / journal.pone.000211

30 Naranjo, SE 2009. Impatto di colture Bt di invertebrati non bersaglio e utilizzare insetticidi modelli. CAB Recensioni: Perspectives in Agricoltura, Scienze Veterinarie, nutrizione e delle risorse naturali 4: No 11 ( PDF )

31 Hutchison, WD et al. 2010. areawide soppressione della piralide del mais Bt raccoglie risparmio ai coltivatori di mais non-Bt.Science. 330: 222-225.

32 Duan, JJ et al. 2008. Una meta-analisi degli effetti delle colture Bt sulle api mellifere (Imenotteri: Apidae). PLoS ONE 3, e1415.

33 Marvier, M. et al. 2007. Una meta-analisi degli effetti di cotone Bt e mais di invertebrati non bersaglio. Science 316, 1475-1477

34 Ye X et al. 2000. Engineering provitamina A (beta-carotene) via biosintetica in (senza carotenoide) endosperma riso. Science 287: 303-305

News, OGM & Argomenti contro, OGM & Luoghi comuni

voila_capture2015-05-09_02-51-38_pmIl tema degli Ogm arriva secondo con la metà dei voti rispetto al primo (Rovelli) e col doppio dei voti popolari rispetto al terzo. La giuria popolare è costituita da un liceo per ogni provincia italiana e questo incredibile successo dimostra che al contrario di alcuni vecchi santoni, i giovani hanno voglia di ragionare con la loro testa.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2015/8-maggio-2015/premio-galileo-vincitore-2301360777087.shtml

News, OGM & Politica

Chi si oppone agli Ogm si oppone alla sperimentazione animale ed alla Scienza in generale. Gli orfani di Stamina sono sempre gli stessi, cambiano solo i bersagli.

http://www.repubblica.it/scienze/2015/05/05/news/perche_la_scienza_non_puo_rinunciare_a_sperimentare_sugli_animali-113592288/

Per chi vuole avere qualche dato sulla necessità della sperimentazione animale:

Resoconto stenografico della seduta del 30/04/2015 sul tema della sperimentazione animale

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Sentenza Fidenato

E così finalmente siamo arrivati alla fine della vicenda giudiziaria…