Hot News
- Che l’Unita’ sia tornata dalla parte della scienza?
Scarica l’articolo (qui) da L’Unità del 30.06.2008
- Le zanzare geneticamente modificate volano libere
Scarica gli articoli dal Riformista (qui) e (qui) e da Libero Mercato (qui)
- Dichiarazione del commissario Ue all’Agricoltura
Il commissario Ue all’Agricoltura Mariann Fischer Boel: “Per quanto riguarda gli ogm finalmente le cose sembra stiano prendendo la giusta direzione. Se non ci convinciamo ad accettare in Europa gli organismi geneticamente modificati, fra qualche anno ci troveremo nelle condizioni di dover importare prodotti ottenuti attraverso colture gm senza neppure che siano stati autorizzati dall’Ue“. 27/06/2008
- Sondaggio del TG1 sugli OGM
Il sondaggio va inteso come una generica apertura di credito alla tecnologia e non come un decreto di efficacia immediata. Serve sopratutto a tastare il polso ai votanti e crediamo che sia importante ricominciare a studiare, capire, valutare la validita’ dei vari OGM.
Clicca (qui) per votare.
- Biologico, autarchia e chilometri zero (ma solo per le importazioni di prodotti dall’Africa)
Scarica l’articolo (qui) di Anna Meldolesi sul Riformista del 19.06.08
- Gli agricoltori sono gia’ pronti a piantare mais GM
Scarica l’articolo (qui) dal giornale Il messaggero Veneto del 18.06.08
- Ambientalismo ed OGM vanno daccordo.
Scarica l’articolo (qui) dal giornale La Stampa del 18.06.08
- Il Governatore del Friuli apre agli OGM.
Scarica l’articolo (qui) dal giornale Il Piccolo del 14.06.08
- 35 ecoterroristi distruggono un campo sperimentale svizzero.
Scarica (qui) il documento
- Il sottosegretario Urso apre alla ricerca sugli OGM, il governatore toscano Martini rimpiange Alemanno ed il Miistro Zaia nomina Ambrosio Capo Gabinetto.
Leggi le ANSA (qui)
- Una condanna senza appello ai sussidi che aiutano il biologico e ostacolano gli OGM
Scarica l’articolo da La Stampa (qui) del 04.06.2008
- SAgRi scrive al Ministro dell’Ambiente On. Prestigiacomo
Leggi la lettera (qui). Nella lettera si fa riferimento della richiesta rivolta dalla Francia al Consiglio dell’Unione europea (scarica)
- La FAO gioca all’equilibrista sul capitolo degli OGM
Scarica (qui) l’articolo dal Riformista del 04.06.2008
- Il responsabile del commercio estero Urso si schiera per gli OGM
Scarica (qui) l’articolo da Il Tempo del 04.06.2008
- Tra i bluff degli ambientalisti l’ostilita’ agli OGM
Scarica (qui) l’articolo dal Corriere della Sera del 04.06.2008
- Salmone.org citato come fonte su Wikipedia alla voce “Dibattito sugli OGM”
Clicca (qui)
- Monsanto e Syngenta trovano l’accordo sulle tecnologie biotech
Clicca (qui) per visonare l’articolo
- Europa ed USA fanno la pace
Scarica (qui) l’articolo
- Emma Bonino torna a chiedere finanziamenti alla ricerca e coltivazioni OGM
Scarica l’articolo (qui) del Corriere della Sera del 23.05.2008
- La FAO prevede prezzi alimentari alti per 10 anni
Scarica L’articolo (qui) del Sole24 ore del 23.05.2008
- Anche la Francia approva una legge sugli OGM: ora l’Italia e’ davvero isolata.
Scarica L’articolo (qui) del Sole24 ore del 23.05.2008
- Programma televisivo sulle Biotecnologie
Programma TV sulle biotecnologie su Password su Canale 3, emittente regionale toscana che è anche su Sky TV (al canale 843 ). Andrà in onda sabato e domenica 24 e 25 maggio verso le 14.30. Col contributo di Alessandro Spina, dottorando all’Universita’ di Siena
- Polli ruspanti
Un pollo nutrito con OGM costa 3,7 dollari contro gli 11 di un pollo ruspante: come sarebbe bello avere la possibilita’ di sciegliere liberaMENTE.
Scarica (qui) l’articolo
- Un convegno sugli OGM utili all’Italia
Scarica (qui) il programma
- Interrogazione al parlamento Europeo
Gli Eurodeputati Cappato e Pannella chiedono alla Commissione EU quali iniziative intende prendere per consentire la coltivazione di OGM in Italia. Due dei fondatori di SAgRI, Futuragra e Associazione Luca Coscioni, portano in Europa i paradossi italiani.
Leggi (qui) l’interrogazione
- Zapatero aumenta del 40% le coltivazioni OGM
Leggi l’articolo (qui) del quotidiano spagnolo El Pais
- Comitato etico in Svizzera
Nei Paesi poveri non c’e’ cibo, la Svizzera ha il comitato etico per la dignita’ delle piante. Clicca (qui)
- Moria delle Api: Legambiente punta il dito sui pesticidi spruzzati sul mais
Scarica l’articolo (qui) da Il Salvagente del 01.05.08
- La Banca mondiale chiede che l’Europa usi derrate africane contenenti OGM
Scarica l’articolo (qui) da La Stampa del 27.04.08
- Emma Bonino: manca cibo, si agli OGM
Scarica l’articolo (qui)) da Il Giorno del 27.04.08
- Per le derrate alimentari gli OGM sono una delle soluzioni
Scarica (qui) l’articolo de La Stampa e (qui) l’articolo de Il Foglio del 20.04.2008
- OGM, inflazione e Tibet: un unico filo
Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, dipinge una intricata tela delle politiche internazionali
Scarica l’articolo (qui) pubblicato dal Corriere della sera il 17.04.2008
- Convegno a San Marino sugli OGM
Scarica l’invito (qui)
- La guerra dei cereali: la soluzione OGM
La carenza di cibo mostra come erano corrette le previsioni di 10 anni fa che indicavano negli OGM un passaggio obbligato per accogliere e nutrire i nuovi nati e consentire il miglioramento degli standard di vita di vaste popolazioni.
Scarica l’articolo (qui) dal Corriere della Sera del 14 aprile 2008
- Nature Biotechnology abbraccia le tesi di SAgRi nella polemica con l’INRAN
Nature Biotechnology aveva già preso posizione nel dicembre 2007 sulla vicenda tra SAgRi ed INRAN. Vedi (L’articolo)
In seguito ad una replica del dott. Monastra ora Nature Biotechnology torna sul tema, sposando le ragioni di SAgRi nel convocare il 13 novembre 2007 una conferenza stampa per pubblicizzare dei dati favorevoli ad un OGM ottenuti in esperimento di campo condotti in Italia. Scarica il (documento).
- I vantaggi economici del mais Bt spagnolo derivanti dalla riduzione dell’uso di pesticidi
Scarica il (documento)
- Alcune sintonie tra Biotech e Biologico
Molti scienziati pro-OGM, ben sapendo di sostenere una tesi considerata a torto una eresia, dicono esplicitamente che il miglior modo di fare agricoltura biologica è quello di usare alcune varietà di piante geneticamente ingegnerizzate che riducono l’uso di pesticidi. Una recente intervista al presidente dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, Andrea Ferrante chiama in causa direttamente SAgRi e ci da l’occasione di correggere qualche inesattezza, ma soprattutto di sottolineare qualche punto di sintonia.
L’intervista disponibile al sito (clicca qui)
1) Ferrante intervistato sul problema di aflatossine ed OGM risponde lasciando intendere come se SAgRi avesse assecondato la confusione sul tema. Ci teniamo quindi a sottolineare che noi abbiamo sempre e solo parlato di riduzione delle fumonisine e mai di riduzione di aflatossine tramite vatietà Bt. Una ennesima riprova di questo la si trova sul sito web del Corriere TV al sito (clicca qui);
2) Molto interessante è l’accusa di Ferrante alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) di aver creato delle linee di prodotti biologici fatti in supermercato che stavolgono la visone dell’agricoltura biologica vera come agricoltura di basso impatto sull’ambiente, fatta di produzioni locali vendute da piccoli produttori e solo con produzioni di stagione;
3) Ancora più interessante è la soluzione proposta da Ferrante ossia la vendita diretta ai gruppi d’acquisto. Questa soluzione è non solo auspicabile, ma è anche la riprova del fatto che non c’è dissidio tra OGM ed agricoltura biologica. Noi consideriamo che gli unici derivati da OGM che possano realisticamente raggiungere la commercializzazione sono le commodity, le grandi derrate alimentari, quelle che hanno raddoppiato i prezzi in un anno e di cui le scorte sono già scese alla metà delle soglie consigliate dalla FAO: riso, grano duro e tenero, mais, cotone, soia. Forse qualche riflessione più pacata gioverebbe a molti di noi.
- Prezzi alti e marchi d’origine controllata non sono sinonimo di prodotto sicuro
Una indagine di consumatori di Cuneo mette a nudo una falla normativa: non ci sono limiti alle micotossine per i formaggi. L’analisi riguarda il contenuto di aflatossine, micotossine che non si riducono usando mais Bt. Speriamo che una prossima indagine riguardi anche il contenuto in fumonisine di formaggi derivanti da animali nutriti con mais italiano OGM-free.
Per visionare l’articolo: (clicca qui)
Micotossine pericolose in formaggi di qualità, un’inchiesta del Movimento Consumatori di Cuneo scopre livelli di contaminanti superiori ai limiti.
I prodotti acquistati in un superstore e in botteghe. Il problema esiste ma non c’è legislazione specifica come avviene per il latte.
Da “Il Salvagente” del 20 marzo 2008, di Lorenzo Misuraca (scarica l’articolo), Slowfood garantisce il sapore ma non ne sa nulla della sicurezza alimentare, difatti vieta l’uso di mangimi con OGM che diminuirebbero il contenuto in fumonisine e l’uso di un po’ di pesticidi.
FRANCESCO DOGLIO - Formaggi contaminati da micotossine. Questo l’allarme che lancia il Movimento Consumatori di Cuneo con una lunga e dettagliata inchiesta pubblicata sul nuovo numero de “Il Salvagente” in edicola in queste ore.
L’inchiesta parte dalla sezione cuneese dell’associazione. I formaggi, tra i quali anche alcuni prodotti dop della Granda, sono stati comprati tra Eataly (il famoso superstore di qualità torinese) e alcune botteghe sparse sul territorio. Cuneocronaca.it propone l’intera inchiesta del Salvagente e l’intervista che l’autore dell’articolo, Lorenzo Misuraca, ha fatto al professor Alberto Ritieni.
L’elenco dei contaminati.
La lista dei formaggi che hanno rivelato una presenza allarmante di aflatossina M1 inizia, purtroppo, da un Dop: il Murazzano prodotto dalla Cascina Raflazz a Paroldo, nel Cuneese, che presenta 0,69 microgrammi di micotossina su un chilo di prodotto, pari a quasi 14 volte il limite massimo ammesso per il latte. La lunga sequenza di formaggi contaminati prosegue con il pecorino senese del caseificio Pinzani di Castel San Giminiano (1,28 microgrammi/kg), il caciocavallo del caseificio Olanda Michele di Andria, nel Barese (0,69), e il Nostrale Elva del Caseificio cooperativo Elvese di Elva, Cuneo (0,48). Uscendo dalle produzioni nazionali la presenza di micotossine non si attenua, anzi. Anche il formaggio greco più diffuso in Italia, la Feta, che nel caso del campione analizzato è prodotto da Kolios ed è riconosciuto da un marchio corrispondente al nostro Dop, fa segnare una presenza di 16,45 microgrammi/kg di aflatossina M1, ben 329 volte il limite ammesso per il latte.
Ed è un altro formaggio estero, il francese Banon, della Fromagerie de Banon, a colpire per la quantità di aflatossina presente: 27,43 microgrammi/kg, quasi 550 volte oltre il limite.Sorprende un altro fatto: che i campioni dei formaggi in questione sono stati comprati nel punto vendita di Torino di Eataly, specializzato grazie alla consulenza di Slow Food in prodotti di alta qualità.
- Mentre l’Europa annaspa, l’Asia corre sulla via del biotech
Il treno del biotech e della produzione di alimenti ha ormai abbandonato l’Europa che ha scelto di dipendere dalle importazioni di cibo in maniera strutturale esponendo la sua economia e la sua indipendenza alle produzioni di altri mercati.
L’India crea un ministero per le Biotecnologie
L’India sta per creare un ministero indipendente per le biotecnologie dal momento che considera che il XXI secolo sarà il secolo biotech e che le biotecnologie saranno capaci di sostenere la crescita indiana del 9% all’anno e l’aumento di produzioni alimentari del 4% annuo.
Biotechnology may get separate ministry - The Financial Express (India), Mar. 17, 2008. Per visionare l’articolo: (clicca qui)
Scienziati cinesi mettono a punto una strategia per evitare il flusso indesiderato di transgeni.
Il riso cinese biotech, probabilemnte con multiple modifiche genetiche, è prossimo ad essere coltivato commercialmente ed ora la prospettiva diventa ancora più concreta. Il riso è originario della Cina e quindi è possibile che piante transgeniche di riso si incrocino con piante fertili selvatiche. Quindi coltivare riso biotech in Cina è molto più rischioso che coltivarlo in altri continenti. Per scongiurare questi rischi e per rendere il riso una pianta capace anche di produrre farmaci ed enzimi industriali gli scienziati cinesi hanno pubblicato su PLOS one un metodo che rende il riso sensibile ad un erbicida a cui le piante selvatiche sono resistenti. Spargendo l’erbicida tutte le piante transgeniche e quelle selvatiche che si sono incrociate con le transgeniche verranno eliminate, riducendo ancora di più la diffusione involontaria di transgeni.
A built-in strategy for transgene containment Creation of selectively terminable transgenic rice - Zhejiang University (press release), Mar. 18, 2008. Per visionare l’articolo: (clicca qui)
L’Indonesia ha un riso GM resistente alla siccità
Anche l’Indonesia investe sul biotech ed ha ora varie piante di riso ingegnerizzate che danno risultati incoraggianti in esperimenti in pieno campo.
Indonesia develops a biotech drought tolerant rice - Indonesian Institute of Sciences, Research Center for Biotechnology (press release), Mar. 13, 2008. Per visionare l’articolo: (clicca qui)
Il Giappone apre ai mangimi con OGM
Il Giappone è da sempre uno degli stati che più ha avversato gli OGM addirittura evitandone il consumo in zootecnia. Ora i costi del mais OGM-free hanno spinto il Giappone a riconsiderare questa politica dai costi enormi ma che non innalza la qualità alimentare.
Soaring Corn Prices Test Japanese Distaste For GMO - Reuters via PlanetArk, Mar. 17, 2008. Per visionare l’articolo: (clicca qui)
- Dati straordinari dal sondaggio 2008 di Eurobarometro
Ancora una volta possiamo misurare la distanza tra le dichiarazioni di politici e rappresentanti della grande distribuzione ed i dati reali della pubblica percezione degli OGM.
Nel rapporto appena uscito di Eurobarometro ci si spiega che:
1. Tra 15 possibili emergenze ambientali proposte, gli OGM sono percepiti dagli Europei solo all’11 posto, in calo del 4% rispetto alle preoccupazioni dei cittadini di 3 anni fa;
2. solo il 34% degli europei si sentono poco informati sugli OGM, ed appena il 27% degli italiani vuole piu’ informazioni;
3. queste informazioni gli europei le chiedono in egual misura a scienziati ed associazioni ambientaliste, solo che gli scienziati in 3 anni passano dal 32 al 36% del gradimento del pubblico mentre Greenpeace e soci scendono dal 42 al 36%.
Ma il dato assolutamente straordinario riguarda il gradimento nell’uso di OGM. Il 58% degli europei sono contrari ed il 21% a favore, ma in Italia i contrari sono solo il 55% ed i favorevoli il 30%. L’Italia è il secondo Stato europeo più favorevole agli OGM preceduto solo dall’Olanda. Nonostante le costosissime campagne mediatiche orchestrate da Coldiretti e COOP e guidate da Pecoraro e Capanna il risultato finale è a dir poco imbarazzante. Nell’unico Paese europeo dove è vietata la ricerca scientifica sugli OGM e la sperimetazione in pieno campo, ben il 30% degli italiani è favorevole agli OGM nonostante che non possa comprarli in nessun supermetcato. Nei supermercati non ci sono alimenti etichettati contenere prodotti da OGM, ma si ascoltano solo ossessivi ritornelli che ci garantiscono prodotti privi di OGM.
Appare sconcertante che il risultato di un tale battage pubblicitario sia stato quello di generare una vera insurrezione dei cittadini italiani che chiedono di essere informati dagli scienziati più che dagli ambientalisti e che sono favorevoli agli OGM nel 30% dei casi. Sarebbe banale osservare che l’esistenza di una cosidetta “nicchia di mercato” del 30% dei consumatori dovrebbe generare una enorme disponibilità di merci e di prodotti (basti pensare per paragone che solo il 2% di quello che mangiamo in Italia deriva da agricoltura biologica). Ma il 30% di italiani che vogliono OGM, probabilmente in cambio di prezzi più bassi, non è capace di generare nemmeno un solo prodotto da OGM su uno scaffale di supermercato. Si tratta di una vera e propria dittatura alimentare orchestrata dalle grandi catene di distribuzione del cibo che cercano di imporre un’immagine inesistente del consumatore italiano per giustificare aumenti dei generi alimentari sempre più immotivati ed onerosi.
Ancora una volta si dimostra che le ossessive campagne pubblicitarie e gli enormi fondi investiti per criminalizzare gli OGM, anche col sostegno di larghe fette della politica, non hanno ingannato i consumatori italiani e che se gli interessi commerciali disprezzano le opinioni della stragrande maggioranza della comunità scientifica oltre che di tantissimi imprenditori agricoli, il disastro è spesso dietro l’angolo.
scarica il report di Eurobarometer (qui)
- Il Guardian spiega quale sia la vera partita sugli OGM
Il vero scontro e’ tra company degli agrofarmaci e pesticidi (le prime tre al mondo sono europee) e chi controlla il mercato dei semi biotech, ossia le company statunitensi. Svela anche l’involontaria alleanza tra Greenpeace e Monsanto nel chiedere sempre piu’ controlli di sicurezza che si traduce nella prosecuzione del predominio delle multinazionali.
Infine indica l’unica via d’uscita vincente mutuando l’esempio dal mondo dell’informatica: serve piu’ competizione e liberalizzazioni. Insomma per contrastare Microsoft la strada e’ stata quella di Google, Yahoo ed Apple, non quella dei divieti come sta attuando l’Europa sugli OGM.
Visiona l’articolo(qui)
- OGM e prezzi
Il Corriere della sera vede negli OGM il sistema per ridurre i costi delle derrate alimentari. Chi non vuole gli OGM mira a tenere alti i costi dei prodotti alimentari ed è ruolo della Scienza di convincere il pubblico della bonta’ di alcune piente GM
Scarica l’articolo (qui)
- Le piante derivanti da mutagenesi andrebbero analizzate come un OGM visto che alterano molti più trascritti di una pianta GM
Microarray analyses reveal that plant mutagenesis may induce more transcriptomic changes than transgene insertion.(See Abstact)
Scarica l’articolo (qui)
- ASSALZOO: materie prime e No agli OGM, le cause del rialzo dei mangimi
Scarica il comunicato (qui)
- Le piante GM sono piante normali: un possibile caso di introgressione
Il ritrovamento di una singola pianta di Brassica rapa che sembra aver “assimilato” il carattere resistenza ad erbicida (HR) da una stretta parente GM è un dato interessante, ma che spinge gli stessi autori alla cautela per indagare con che frequenza altri eventi simili si verifichino. L’articolo (scarica l’articolo) ha il pregio di mostrare con quale velocità madre Natura faccia pulizia di geni estranei (come appunto quelli HR) che nel giro di 3 anni scendono dal 34% al 2,5% dei campioni analizzati. Suggerisce attenzione nel coltivare piante con caratteri che potrebbero dare vantaggi selettivi a piante selvatiche della stessa specie. In particolare non si dovrebbe poter piantare mais Bt in Messico dove potrebbe incrociarsi con mais selvatico (teosinte). Applicando la stessa logica però, non ci sono pericoli a piantare OGM di mais, pomodoro, patata, melanzana, peperone o soia in tutta Europa. Ma geni per la resistenza ad erbicidi non ci sono solo in piante da OGM e si coltivano anche piante di Brassica che sono “naturalmente” resistenti ad erbicidi ed il cui polline si diffonde fino a 3 chilometri di distanza (Rieger et al., Science 2002 scarica). Se si impedisce l’innovazione in agricoltura dovremo coltivare solo piante (”naturali” ed OGM) che non hanno alcun tipo di geni di resistenza facendo così la fortuna delle multinazionali produttrici di pesticidi a cui affideremmo l’intera nostra agricoltura.
Infine una considerazione generale. Le piante GM sono spesso accusate di essere sterili per avvantaggiare le multinazionali biotech e costringere i poveri contadini a ricomprare tutti gli anni i semi. Questo caso mostra come le piante GM siano piante normali che si incrociano come tutte le altre e danno progenie vitale, ma siccome gli OGM non vanno comunque bene li si vorrebbe contemporaneamente prolifici e sterili.
- Le nomine di De Castro
De Castro nominera’ autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca agricola. Chissa’ se SAgRi dispone di simili rappresentanti.
Vedi l’interrogazione parlamentare (qui)
- Oltre il 60% dei maiscoltori aderenti a Coldiretti pronti a piantare mais Bt
Vedi il comunicato stampa di Futuragra (qui)
- Le fumonisine INRAN sono andate in fumo
Nella ricostruzione apparsa sul sito web dell’INRAN (clicca qui) della vicenda SAgRi-INRAN sul contenuto in fumonisine del mais normale e Bt si trovano alcune informazioni che ci sembrano chiudere definitivamente la diatriba.
In primo luogo sale ancora la differenza tra mais Bt e tradizionale. In un primo comunicato l’INRAN asseriva che il mais coltivato non-modificato conteneva solo il 20% in più di fumonisine (vedi il documento), in una seconda versione (vedi il documento) si capiva che il mais tradizionale conteneva l’81% in più di fumonisine rispetto al Bt. Ora si scopre che questo valore è ancora salito: siamo ora al 95% in più. Chissà dove arriveremmo nel giro di pochi mesi andando avanti di questo passo.
Ma la ricostruzione del dott. Monastra ci dimostra come nessuno dei dati INRAN sulle fumonisine sia affidabile. Essa ha il merito innegabile di fornire un documento originale, autografato ed illuminante che mette la parola fine all’intera querelle. Ci riferiamo alla lettera a firma della dott. Miraglia dell’Istituto Superiore di Sanità, una rispettata ricercatrice nel campo delle micotossine. Ci piace notare come tale lettera sia datata 28 febbraio 2006 ossia risalga a 7 giorni prima della conferenza stampa tenuta all’INRAN: notiamo che non si è trovato il tempo di illustrare i dati della dott. Miraglia in quella sede e quindi continuiamo a credere che il ruolo di pungolo di SAgRi sia stato utile a consentire che dati favorevoli ad un tipo di OGM fossero diffusi sui grandi mezzi di comunicazione.
Con la pubblicazione della lettera originale della dottoressa Miraglia sembra che la Direzione del progetto OGM in agricoltura intenda scaricare sull’Istituto Superiore di Sanità (ISS) l’onere della prova e la responsabilità di aver prodotto dati difficilmente utilizzabili per una pubblicazione scientifica.
Veniamo dunque all’unico dato interessante della ricostruzione INRAN, ossia la descrizione del metodo di campionamento. Nei mesi scorsi SAgRi aveva offerto piena disponibilità al dott. Monastra a pubblicare su salmone.org una sua versione dei fatti della vicenda “fumonisine ed OGM”. Unica condizione posta era che si descrivessero le procedure di campionamento adottate per le analisi sul contenuto in fumonisine. SAgRi aveva sempre espresso sorpresa per un così basso contenuto in fumonisine riscontrato dai dati INRAN-ISS (2450 ed ora scopriamo addirittura 1850) per le varietà di mais tradizionale. Ricordiamo che secondo i dati Aires (vedi il documento) il valore medio italiano del 2005 era attorno ai 6000 con punte di 20000ppb!.
Ora il nodo viene al pettine. Come la dott. Miraglia rivela (vedi allegato) per i primi due campionamenti (eseguiti a 50 e 70 giorni dopo la fioritura) vengono prelevate 160 spighe adottando uno schema rigoroso (48+16+32+16+48 spighe) tale da rendere statisticamente affidabile il dato che deriva da un tale campionamento. Per il terzo ed ultimo campionamento, ossia il campionamento alla raccolta, quello da paragonare con i risultati di Maggiore, la dott. Miraglia non fa riferimento allo schema rigoroso di campionamento usato per i primi due e scrive chiaramente che vengono prelevate 200 spighe. Chi le ha prelevate? Come le ha scelte? Che schema ha usato? Il campionamento è stato effettuato da personale INRAN o ISS? A noi risulta che la dott. Miraglia non è andata a Landriano, cosa è dunque successo? Si tratta in realtà di domande retoriche, la frittata è stata fatta. Per quanto riportato dal Prof. Maggiore le 200 spighe sono state prese dal mucchio e non sono in alcun modo rappresentative del campo sperimentale e non rispondono a nessun tipo di disegno di campionamento, quindi i dati sul contenuto in fumonisine alla raccolta sono poco affidabili e non vedranno mai la luce su un giornale con una seria peer-review: peccato una bella occasione sprecata e tanti soldi pubblici gettati al vento.
Ricordiamo infatti che solo per questo esperimento sono stati investiti 75.000€. Su un budget complessivo di 6,2 milioni di euro del progetto “OGM in agricoltura” affidato all’INRAN senza alcun bando pubblico. Dove sono andati a finire gli altri fondi? E’ possibile averne un rendiconto dettagliato? Quante pubblicazioni su giornali con peer review hanno prodotto tutti questi fondi?
Infine notiamo che nella conferenza stampa del marzo 2006 mentre non sono state divulgate le stime incoraggianti sul contenuto in fumonisine nel mais Bt appena trasmessi dall’ISS, sono stati invece proposti alla stampa dati preoccupanti su topi alimentati con quello stesso mais Bt. A quasi due anni di distanza le alterazioni annunciate sui topi non sono ancora state né pubblicate, né smentite e quindi la diffusione di quei dati appare oggi, a due anni di distanza, perlomeno prematura.
- Rapporto ISAAA - 2007
Per il dodicesimo anno consecutivo aumentano le superfici coltivate con piante ingegnerizzate e sopratutto aumentano i coltivatori diretti che usano questa tecnologia nei Paesi in via di sviluppo. Impressionante il dato del cotone GM indiano: le superfici coltivate sono aumentate in 6 anni di oltre 100 volte smentendo con i fatti le leggende dei suicidi dei contadini indiani.
- Nomisma lancia l’allarme sulle disponibilita’ di mais
La societa’ di studi economici Nomisma presenta il nuovo rapporto sugli scenari di approvigionamento del mais. La disponibilita’ di mais OGM-free si sta esaurendo, i prezzi salgono alle stelle e l’Italia produce sempre meno mais. Inoltre produce mais inquinato da fumonisine inadatto in parte al consumo umano. Il rapporto Nomisma lascia presagire che se non cambieremo rotta anche l ‘allevamento zootecnico potrebbe subire gravi ripercussioni.
Scarica (qui) il rapporto Nomisma (summary)
Scarica (qui) il rapporto Nomisma (completo - 11,5 MB)
- Altro Consumo: perchè non abbiamo partecipato al referendum
Altro Consumo chiede che la ricerca pubblica vada avanti e dimostra di essere una organizzazione seria perche’ rifiuta i referendum populisti di chiaro stampo anti-scientifico.
Scarica l’articolo (qui)
- Ponzio Sarkozy non trova un lavandino per lavarsi le mani
Il caso francese e’ tanto interessante che merita una lunga e dettagliata trattazione a parte. Il presidente ha commesso l’ennesimo scivolone e non e’ detto che non sara’ proprio su questo caso che non sara’ costretto a capitolare. Basta forse dire che il 52% dei francesi vogliono che si piantino OGM e si e’ messo contro, l’aziende sementiera Limagrain (1 miliardo di euro di fatturato), la Coop France ed il primo sindacato agricolo francese, l’analogo di Coldiretti. Tra pochi giorni sapremo chi vincera’ la partita.
Leggi (qui) l’articolo dal Riformista del 17.01.2008
- La Francia sceglie di non scegliere sugli OGM
Ponzio Sarkozy con una alchimia burocratica finge di essere molto preoccupato per i lombrichi (qui) che potrebbero diminuire di numero nei campi coltivati con mais Bt ed investe di questi suoi timori Bruxelles. In realtà sa bene di non avere alcun dato scientificamente valido in mano, ma sa anche che la mossa non è pericolosa e che Bruxelles farà per lui il lavoro sporco imponendogli di ripristinare la coesistenza e la coltivazione degli OGM. Intanto però saranno passate le elezioni municipali per le quali è a richio visto il suo calo di popolarità. Gli agricoltori intervistati dalle reti televisive hanno detto a chiare lettere che andranno a comprare i semi di mais Bt in Spagna e li pianteranno come al solito sui loro terreni. Questa soluzione Pilatesca è forse quello che i governanti europei chiedono a bassa voce in modo da fare senza sciegliere. Forse questa mossa fungerà da ispirazione anche per molti coltivatori italiani e potrebbe diventare la soluzione operativa di fronte ad una politica balbettante in tutta Europa. In fondo anche Brasile e Pakistan hanno tollerato semine illegali prima di legalizzarle.
Scarica il documento (qui)
- Appello contro la moratoria in Francia
Gli scienziati francesi scendono in campo contro il divieto di piantare mais Bt in Francia. Il Governo si è impegnato a presentare un testo in Parlamento entro il 9 febbraio e come tutti sapete il mais non si pianta a Natale. Si fa quindi in tempo ad abrogare la moratoria invernale, seguire su questa strada la scelta già compiuta dalla Germania e ripiantare anche nel 2008 il mais Bt.
On December 7, more than 300 scientists (from France and world-wide) publicly stated in French and English their opposition to France’s MON810 suspension.
See: http://nonaumoratoire.free.fr/english.htm
- Capanna viene destituito dopo una fallimentare campagna di comunicazione
(ANSA) - ROMA, 20 DIC - “Giunta a conclusione la consultazione nazionale, considero terminato il mio ruolo di coordinatore della coalizione ItaliaEuropa - liberi da ogm.” Lo afferma in una nota Mario Capanna che precisa di aver concluso il suo ruolo “affidatomi per consenso unanime e non per delega formale, proprio in conseguenza dello straordinario risultato raggiunto dalla consultazione nazionale”. Capanna sottolinea
inoltre di seguire “un costume di trasparenza culturale e politica” e di essere ” convinto che sia un bene la non cristallizzazione di compiti e funzioni”.
“L’auspicio, coincidente con quello espresso da milioni di persone - che ringrazio di cuore a nome della coalizione e mio personale - è - secondo Capanna- che non si interrompa il cammino intrapreso. Non solo: la inedita esperienza vissuta di democrazia partecipata e di ricoesione sociale, e il suo farsi sistema, possono diventare la leva per determinare nuovi equilibri produttivi nel nostro Paese e in Europa, anche per contribuire in modo originale a quella globalizzazione democratica, multiculturale, multipolare e condivisa, che è assolutamente necessaria”.
- Nature spiega come l’Europa stia rischiando grosso sugli OGM
In un editoriale la prestigiosa rivista Nature (vedi l’editoriale), chiarisce alcuni complicatissimi aspetti della partita sugli OGM che si stanno giocando in Europa.
I nostri governanti sono chiamati non solo a prendere una seria decisione sul tema vestendosi dei panni degli statisti e dismettendo quelli da campagna elettorale, ma anche a spiegare chi, come e quanto verranno pagate le ritorsioni commerciali a cui stiamo andando incontro. Ci devono chiedere se siamo disposti a pagare centinaia di euro l’anno per vedere diminuire la sicurezza alimentare degli alimenti (come dimostra la vicenda del mais Bt vs mais tradizionale nell’esperimento condotto dall’INRAN) e perche’ l’opzione OGM-free deve essere imposta in tutta Italia senza che ci possa essere un solo prodotto etichettato come contenente OGM in vendita.
Saremmo il primo Paese con una alimentazione di Stato, un bell’esempio di tolleranza e democrazia partecipata.
- Il Ministro de Castro sulla graticola
Il Ministro delle politiche Agricole viene indicato da Nature Biotechnology (leggi l’editoriale) quale maggior responsabile politico del silenzio calato sulla vicenda delle fumonisine nel mais italiano.
Vogliamo ricordare che l’INRAN, aderendo ad una richiesta di chiarezza del Ministro de Castro, ha divulgato un comunicato stampa che mostrava come dai dati in loro possesso prodotti in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanita’, il mais normale aveva un contenuto in fumonisine dell’81% superiore rispetto al mais Bt nell’unico esperimento di campo condotto in Italia negli ultimi 7 anni. Fatta chiarezza dovrebbero ora seguire le scelte, ossia la ripresa della sperimentazione di pieno campo come ha appena deciso di fare la Germania e come si appresta a fare la Francia.
Ora anche l’Italia deve autorizzare la coltivazione commerciale di mais Bt come indicato nella direttiva 556/2003 e come fanno tutti i maggiori Paesi agricoli Europei a cominciare dai 70000 ettari a mais Bt coltivati da un decennio in Spagna. Gli agricoltori italiani sono pronti ad investire nel loro futuro e nella tutela della sicurezza alimentare dei consumatori.
- I Lincei e l’Accademia delle Scienze chiedono serietà nella discussione sugli OGM
Gli Accademici dei Lincei e delle Scienze chiedono che il dibattito sugli OGM si svolga su basi scientifiche e non scenda nelle bassezze degli attacchi alle persone.
Leggi il documento (qui)
- Lettera al commissario all’Ambiente Dimas
La Federazione Europea delle Biotecnologie scende in campo contro il commissario all’Ambiente Dimas che respinge l’approvazione di due mais Bt in assenza di valutazioni scientifiche condotte dagli uffici competenti.
Leggi la lettera (qui)
- Lettera di Marco Aurelio Pasti (Presidente Associazione Italiana Maiscoltori) inviata al Ministro De Castro
<<Rabbia e frustrazione. Questi, Signor Ministro, sono i sentimenti che provo come cittadino, ancor prima che come maiscoltore, quando sento parlare di mais il signor Mario Capanna, leader del movimento “Liberi da OGM”, che il Suo Ministero finanzia e appoggia.>>
Inizia così la lettera che Marco Aurelio Pasti, Presidente Associazione Italiana Maiscoltori ha inviato al Ministro De Castro (leggi la lettera)
- INRAN e SAgRi: la ricostruzione dei fatti.
Negli ultimi giorni, a seguito della nostra conferenza stampa di Roma del 13 novembre, i toni del dibattito tra INRAN, SAgRi ed il Prof. Tommaso Maggiore si sono probabilmente scaldati oltre le intenzioni dei diretti interessati. La materia del contendere, però, resta di forte rilevanza, perché riguarda la salute dei consumatori, i rapporti tra dati scientifici e decisioni politiche, il dovere di trasparenza che la comunità scientifica ha nei confronti della società nel suo complesso. Inoltre il caso italiano ha suscitato già grande interesse a livello internazionale come documenta la rapida diffusione che la vicenda ha avuto su molti siti internazionali:
- http://www.bionity.com/news/e/74334/;
- http://www.biotechbrasil.bio.br/;
- http://gmopundit.blogspot.com/2007/11/italian-field-trial-results-showing-gm.html;
- http://www.seedquest.com/News/releases/2007/november/20929.html;
- http://www.congoo.com/news/2007November14/Italian-field-trial-results-suppressed;
- http://www.truthabouttrade.org/article.asp?id=850;
- http://www.checkbiotech.org/green_News_Genetics.aspx?infoId=16152;
- http://www.osel.cz/index.php?clanek=3084.;
- http://www.isaaa.org/kc/cropbiotechupdate/online/default.asp?Date=11/16/2007;
e i seguenti siti nazionali:
- http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/.;
- http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/.
Vale la pena, dunque, di ricostruire gli avvenimenti, nella speranza che questo possa servire finalmente a fare chiarezza e a rilanciare il confronto su nuove basi, dopo aver rimediato agli errori del passato e avviato i cambiamenti necessari affinché non si ripetano più in futuro.
Non è credibile che l’INRAN fino al 13 novembre sia rimasta all’oscuro dei dati sulle fumonisine ottenuti sui campioni di mais Bt e mais convenzionale della sperimentazione di Landriano. All’inizio del 2006, infatti, il Prof. Maggiore conclude la relazione sulla parte agronomica della sperimentazione in campo (vedi allegato1) sul mais Bt e sul suo isogenico non modificato e la spedisce (per email e per posta). Nella relazione si menziona che le analisi sulle fumonisine sono in corso. Nella relazione (a pag.2, secondo paragrafo) si legge: “Sono in corso ancora le analisi della granella sulle micotossine e quelle sugli insilati”. Il giorno 23 febbraio del 2006 il Prof. Maggiore invia per posta elettronica i dati a Roma all’INRAN all’attenzione del dott. Pastore. Il messaggio consiste in una lettera d’accompagnamento (vedi lettera) e in un secondo file (vedi) con i dati delle fumonisine. I dati però non vengono diffusi dall’INRAN, tanto che la questione diventa il 6 giugno 2007 oggetto di un’interrogazione parlamentare (vedi interrogazione)e a luglio del 2007 viene sollevata sul Domenicale del Sole 24 ore (articolo1) e (articolo2). Ben prima del 13 novembre 2007, inoltre, i dati del Prof. Maggiore erano già stati pubblicizzati da un appello divulgato alla fine di giugno 2007 e tutt’ora disponibile sul sito della SIGA (qui).
Non sta a noi stabilire chi e perché abbia deciso di non diffondere i dati e se ci siano stati problemi di comunicazione all’interno dell’INRAN, ma è evidente che qualcosa non ha funzionato e che, di conseguenza, l’opinione pubblica e i decisori politici non sono stati messi a conoscenza di risultati scientifici di interesse pubblico.
Il coordinamento SAgRI è fermamente convinto che le fumonisine rappresentino un’emergenza per la maiscoltura italiana. Per questo lo scorso 13 novembre abbiamo organizzato una conferenza stampa per rilanciare i dati del Prof. Maggiore, mettendoli in continuità con quelli del Prof. Amedeo Pietri, dell’Università Cattolica di Piacenza, che mostrano come il problema riguardi anche alcuni prodotti in vendita al dettaglio (vedi i dati). Lo stesso giorno appare un primo comunicato stampa dell’INRAN (vedi comunicato) in cui si nega di aver occultato dei dati mai ricevuti o commissionati e si afferma che analisi autonome dell’Istituto sulle fumonisine mostravano come lo scostamento tra mais Bt e tradizionale fosse solo del 20%. Questa differenza sale, nel giro di soli due giorni, all’81% in un comunicato stampa dell’INRAN del 15 novembre (vedi comunicato2) con dei valori relativi di 1350 ppb per il mais Bt e 2450 ppb per il mais tradizionale.
E’ interessante notare che questi risultati alternativi, ottenuti dall’Istituto Superiore di Sanità, sono stati comunicati solo in seguito alla conferenza stampa di SAgRI. E in ogni caso non possono essere utilizzati per sostenere che l’emergenza non esista. I valori ottenuto dal Prof. Maggiore per il mais tradizionale (intorno a 6000 ppb), infatti, sono perfettamente in linea col contenuto medio di fumonisine del mais italiano nell’anno 2005 secondo i dati Aires (vedi i dati), abbondantemente al di sopra della soglia limite fissata dalla normativa europea. In questo caso il valore di 2450 appare davvero troppo basso visti i valori medi dell’annata.
E’ ormai noto che il mais Bt presenta un contenuto di fumonisine ridotto rispetto al mais convenzionale. La riduzione, ovviamente, varia di anno in anno e da un luogo all’altro, a seconda della pressione della piralide e della diffusione del Fusarium. Ma seppure lo scostamento dovesse essere “soltanto” di 3-10 volte come documentato in esperimenti precedenti - condotti dal Prof. Pietri tra il 1997 e il 1999 (vedi esperimenti) prima che la deriva anti-OGM portasse al blocco delle sperimentazioni – questo rappresenterebbe un aiuto determinante per tenere sotto controllo il problema delle fumonisine in Italia, con evidenti vantaggi per l’economia e soprattutto per la salute umana e animale. Infatti l’Aires stima che il 54% del mais italiano nel 2005 avrebbe dovuto essere considerato non utilizzabile per i consumo umano, secondo i requisiti della recentissima normativa UE 1126/2007.
Concludiamo ribadendo che la salute dei cittadini e la competitività del paese non possono essere tutelate senza un ricerca libera e trasparente. Auspichiamo dunque che le sperimentazioni in campo con gli OGM siano riavviate al più presto e che le recentissime prese di posizione della stessa INRAN (leggi qui) in tal senso contribuiscano a risolvere l’impasse.
- OGM: De Castro; rendere pubblico lo studio 2005 su MAIS-BIOTEC
(ANSA) - ROMA, 15 NOV - “Rendere immediatamente fruibili i risultati della ricerca”. E’ l’input che viene dal Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro a proposito dello studio sul mais geneticamente modificato commissionato nel 2005 dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) ente pubblico vigilato dal Mipaaf.
“La nostra è una linea di totale trasparenza. Ecco perché ho chiesto al Presidente dell’Istituto, Carlo Cannella, la sollecita divulgazione di tutti i documenti. La salute e la tutela dei cittadini sono al primo posto nel nostro intento di governo. Sugli ogm siamo portatori in Italia e in Europa del principio di massima precauzione e non possiamo permettere che ombre di alcun tipo si frappongano tra la verità e l’opinione pubblica. In questo, la scienza e la ricerca - ha concluso il Ministro - sono nostri fondamentali alleati”.
- L’arroganza di chi gode di finanziamenti illimitati
Evidentemente deluso dallo scarsissimo interesse mediatico che ha riscosso la sua coalizione Liberi da OGM e probabilmente sotto critica dagli stessi sponsor che hanno profuso fiumi di finanziamenti nella campagna pseudo-refenderaria, l’attempato leader sessantottino mostra tutta la sua goffaggine andando ad importunare il presidente Petruccioli ed attaccando Gianni Riotta ed il TG1.
Appare strano che chi non ha il coraggio di mostrare i bilanci faraonici della sua organizzazione si permetta di diffamare degli scienziati veri come Francesco Sala e sopratutto con parole che vengono da chi, come il leader del sedicente consiglio per i diritti genetici, oltre 3 anni fa solo per annunciare la nascita dell’organizzazione acquisto’ a pagamento mezza pagina del Corriere della sera: da dove venivano quei soldi? chi ha pagato quel salatissimo conto? cosa deve fare in cambio di tutti quei fondi: beneficenza?
Solo a Capanna (ma forse si scive Kapanna) puo’ sembrare sconcertante che il Servizio Pubblico RAI faccia il suo mestiere e che una volta ascoltata una campana cerchi di ascoltarne una diversa sopratutto se si tratta dei rappresentanti dell’intera Comunita’ Scientifica nazionale, delle piu’ prestigiose Societa’ scientifiche ed Accademie nazionali. Solo un Capanna col fiato corto per aver allestito banchetti dove la stessa persona puo’ firmare piu’ volte sempre senza esibire un documento e che e’ stato incapace di far assumere una rilevanza mediatica paragonabile all’investimento profuso, puo’ spiegare alla RAI come si garantisce la pluralita’ dell’informazione ed insegnare a Gianni Riotta come si fa il giornalista.
Scarica (qui) le notizie ANSA
- Il Parmigiano aderisce alla campagna di Capanna, ma gli spiega come non sia possible evitare gli OGM. Visti i tempi di stagionatura, per almeno tre anni non rischiamo che ci venga imposto alcun Parmigiano bio(il)logico.
Il Consorzio di tutela diffonde un comunicato stampa al vetriolo senza nemmeno far finta di mettere in discussione il Suo prestigioso Disciplinare di produzione. Si tratta di una vera e propria lezione di economia aziendale e mostra quanto sia difficile condurre un’azienda vincente in questo disastrato Paese che cerca solo di fare le scarpe a chi ha successo. Credo che avrebbe fatto meno danni a Capanna restando fuori dalla coalizione. Siamo sempre più sconcertati di vedere che l’equivalente alimentare della Ferrari debba difendersi in questo modo da quelle che definisce senza giri di parole “INTIMIDAZIONI”.
Scarica il documento stampa (qui)
- Colpiti ed affondati in una sola mossa
(ANSA) - ROMA, 26 SET - “Tutti le 28 organizzazioni della coalizione liberi da ogm - a partire dalle grandi organizzazioni agricole, della moderna distribuzione, dell’artigianato, della piccola e media impresa, dei consumatori - sono notoriamente in prima fila nella battaglia concreta e quotidiana per il contenimento dei prezzi dei prodotti agroalimentari”. La Fondazione dei Diritti Genetici replica così alle dichiarazioni del professore Roberto Defez del Cnr di Napoli riportate dal sito di La Repubblica lo scorso 24 settembre. La frase pronunciata da Defez che l’organizzazione guidata da Mario Capanna trova “indegna” sarebbe la seguente: “L’interesse che tiene insieme la coalizione di Capanna è quello di giustificare l’innalzamento dei prezzi dei prodotti alimentari che già ora subiscono i consumatori”. “Un simile sproposito - afferma il segretario generale della Fondazione Diritti Genetici Ivan Verga - dimostra la debolezza di argomenti dei nostri avversari, e la diffamazione è di indiscutibile evidenza e gravità”. Nonostante questo la fondazione ha deciso di non sporgere, per ora, querela penale nei confronti di Defez.
- Ancora un ricorso perso
L’Alta Austria aveva soldi da buttare e si è fatta dire ancora una volta dalla Corte di Lussemburgo che non può senza motivi validi diventare OGM-free.
OGM: CORTE UE AD ALTA AUSTRIA, NO A REGIONE FREE
(ANSA) - BRUXELLES, 13 SET - La Corte europea di giustizia ha oggi confermato la sentenza del Tribunale Ue di primo grado che aveva respinto il ricorso dell’Alta Austria contro la decisione della Commissione la quale aveva detto no alla richiesta di Vienna di mettere al bando nella regione gli organismi geneticamente modificati. La battaglia, sostenuta anche da molte regioni italiane che si sono già dichiarate “ogm free”, era stata avviata dall’Alta Austria negli anni scorsi ricevendo però il parere negativo dell’eurogoverno e dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Il Tribunale si era espresso già nell’ottobre 2005 e oggi, secondo quanto si è appreso, la decisione è stata confermata dalla Corte del Lussemburgo. (ANSA)