Come è stata bloccata la Ricerca Scientifica Pubblica Italiana

Settembre 28th, 2007
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I due documenti che testimoniano il blocco della ricerca portano la firma dello stesso direttore generale del Ministero delle Politiche Agricole, ma riguardano due Governi e due maggioranze diverse. In uno si vietano test già approvati dalla competente commisione ministeriale e che da allora non sono mai più ripresi.

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Nel secondo documento (scarica) si mostra come la questione sia ideologica fino al punto che il Ministero si priva dei proventi che deriverebbero dalla concessione di una licenza su un brevetto di cui è proprietario sulla base del principio di precauzione. In questo caso si capisce che la precauzione riguarda il maneggio delle carte necessarie a concedere una licenza d’uso ad un qualunque Paese (ad esempio le Filippine, o il Vietnam che si erano detti interessati).

Nella categoria: OGM & Ricerca

Biologico vuol dire sicuro?, non sempre!

Settembre 25th, 2007
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La dolorosa storia degli spinaci biologici statunitensi non è un caso isolato, ma un problema emergente e molto sottovalutato. Ad occuparsene sono ora il CDC di Atlanta e la FDA.

Visita il sito: http://www.fda.gov/ola/2006/foodsafety1115.html

Per leggere l’intera storia dei 200 consumatori ospedalizzati, 20 gravi e tre morti, scarica (qui) il documento.

Per capire quanto il fenomeno è diffuso e potenzialmente esplosivo è istruttivo leggere cosa avviene nella bellissima e fredda Norvegia.

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Nella categoria: OGM & Luoghi comuni

La vicenda della farfalla monarca

Settembre 20th, 2007
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La strana storia della farfalla monarca

La vicenda era tanto poetica che non si poteva non cavalcarla anche se era chiaro si trattasse di una bufala. Ambientalisti schierati per una innocua farfalla aggredita dai caterpillar delle multinazionali fameliche: il genere di notizie che serve a fare le prime pagine dei giornali, tanto la smentita andrà in un trafiletto di una pagina interna.
Troppo raffinato comparare gli effetti sulle timide farfalle dei pesticidi spruzzati a tonnellate da piccoli aerei che volano a bassa quota con quelli che potrebbero derivare dall’uso del mais Bt. Troppo ambizioso chiedere di osservare che si tratta di una “scientific correspondence” e non di un vero articolo. Troppo fiscale notare come nel testo gli autori dicono di aver depositato il polline di mais Bt “con la spatola fino ad arrivare ad occhio alla quantità che si raggiunge in campo”. A occhio? Una valutazione occhiometrica? Si, ma hanno dato dei colpettini gentili sulla spatola che trasportava il polline, non hanno mica usato la pala!

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I dati, numeri e fatti della storia delle farfalle monarca: col mais Bt crescono meglio!

Con una monumentale analisi dettagliata in tutti gli aspetti un largo gruppo di specialisti fuga ogni sospetto della possible pericolosità del mais Bt per la farfalla monarca. Da un punto di vista scientifico un successo, ma dal punto di vista mediatico un disastro. La documentazione tecnica pubblicata in 6 articoli su PNAS arriva oltre 2 anni dopo il lancio della “corrispondenza”, non articolo scientifico, di Nature. Nel mondo dei media la smentita non lascia traccia mentre la falsa notizia incide tuttora sulle coscenze dei poco informati.

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Lucciole per lanterne: il nuovo caso della farfalla monarca

A distanza di 6 anni dal primo manoscritto di Nature che lanciava un grido d’allarme per la sorte della farfalla monarca l’emergenza torna a galla per un articolo di PNAS, ma sopratutto per il fatto che il commissario all’ambiente Dimas ha usato questo spunto per chiedere un supplemento d’indagine a due mais Bt che già avevano superato il vaglio dell’EFSA.

Nel 2001 Losey et al., avevano condotto un esperimento di laboratorio mettendo con “una spatola” un quantitativo imprecisato di polline di mais Bt su foglie di cui erano poi state forzate ad alimentarsi delle farfalle monarca (scarica il documento). L’esperimento di laboratorio era tanto palesemente lontano dalla vita reale che gli stessi autori esortavano alla cautela nella parte finale del testo. Due anni dopo ben 6 articoli in sequenza pubblicati su PNAS mostravano come in mais Bt non solo non aveva fatto strage di farfalle monarca negli USA, ma che la popolazione delle farfalle traeva beneficio dalla riduzione dei trattamenti con pesticidi sparsi con gli aeriei che restano ancora l’unica valida alternativa all’uso delle piante Bt (scarica i sei articoli ai link).

Ora Rosi-Marshall et al., sempre conducendo un esperimento di laboratorio, fanno nuove estrapolazioni agli ambienti reali con possibili drammatici effetti su insetti, farfalle e sulla catena alimentare che sta loro a monte (scarica l’articolo di PNAS).

In una lettera pubblicata da un qualificato gruppo di scienziati (leggi la lettera) vengono fatte le pulci a questo nuovo allarme ambientale e vale la pena di leggere integralmente la lettera che spiega tra l’altro come lo stesso gruppo quando ha effettuato in passato analisi di campo, e non solo di laboratorio, aveva scritto che: “non ci sono effetti negativi del polline mais Bt su alcuni insetti monitorati“. Ma sopratutto punta il dito su due omissioni: non si paragonano i potenziali danni ambientali del polline Bt rispetto a quelli derivanti dall’uso dei pesticidi ed oltretutto si fa finta che tutta la tossina Bt sia di origine OGM, ossia derivi solo da polline di mais BT. Invece è noto a chiunque che molti insetticidi anche usati in agricoltura biologica contengono esattamente la stessa tossina spesso contenuta nelle spore di Bacillus turingensis.

Infine andrebbero letti ancora altri documenti. Un articolo di Science che compie una metanalisi su 42 esperimenti di pieno campo (e non solo di laboratorio) per trarre conclusioni del tutto rassicuranti sulla presenza di invertebrtati non-bersaglio in campi di mais Bt o di cotone Bt se paragonati a campi dove vengono usati pesticidi sulle stesse colture. Non viene taciuto il fatto che ci sono più invertebrtati non-bersaglio della tossina Bt in campi dove non c’è nè colture Bt nè pesticidi (leggi l’articolo di Science).

Ad analoghe conclusioni arrivano alcuni gruppi tedeschi che seguono la vitalità di molte specie di insetti, invertebrati e farfalle. Dalle loro analisi è chiaro che a seconda degli organismi considerati ci sono maggiori o minori resistenze alla tossina di Bacillus turingensis indipendentemente se sia spruzzata come spora in agricoltura biologica o derivante da polline di mais Bt.

I vari argomenti sono affrontati ai seguenti siti:

  1. Ecosistemi dove si coltiva mais bt: http://www.gmo-safety.eu/en/maize/corn_borer/317.docu.html
  2. Danni alle api: http://www.gmo-safety.eu/en/news/527.docu.html
  3. Danni a vari scarafaggi del terreno: http://www.gmo-safety.eu/en/news/522.docu.html
  4. Danni ai lombrichi: http://www.gmo-safety.eu/en/news/515.docu.html
  5. Il lavoro di PNAS è criticato dal gruppo tedesco: http://www.gmo-safety.eu/en/news/591.docu.html
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La normativa Europea sulle micotossine che entra in vigore nel 2007

Settembre 20th, 2007
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La verità rovesciata della noce brasiliana

Settembre 18th, 2007
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Uno dei più abbusati luoghi comuni sugli OGM è la loro possible allergenicità dimostrata dalla vicenda della “noce brasiliana”. In realtà quella storia mostra l’esatto opposto rispetto a quello che si vuole far credere. Mentre tutti gli altri alimenti arrivano al consumatore senza che vengano fatti controlli (pensate solo all’arrivo dei kiwi in Italia avvenuto solo pochi anni fa, frutti altamente allergenici ma che non riportano alcuna etichetta in tal senso), sugli OGM i controlli veri vengono fatti da sempre, tanto che nell’accurato processo di validazione non è sfuggito ai ricercatori che una soia trasformata con un gene di noce brasiliana era effettivamente risultata a rischio allergenicità. Quella soia non è mai uscita dai laboratori. Quella storia dovrebbe essere d’esempio a chi vorrebbe tutelare davvero i consumatori e si dovrebbe chiedere che tutti i cibi, prodotti da tutti I tipi di agricoltura venissero analizzati al buio con l’obbiettivo di tutelare i consumatori e non i produttori.

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…