Lettera al commissario all’Ambiente Dimas

Novembre 29th, 2007
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La Federazione Europea delle Biotecnologie scende in campo contro il commissario all’Ambiente Dimas che respinge l’approvazione di due mais Bt in assenza di valutazioni scientifiche condotte dagli uffici competenti.

Leggi la lettera (qui)

Nella categoria: OGM & Europa

Un sondaggio francese sul mais Bt

Novembre 21st, 2007
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Un sondaggio francese tra gli imprenditori che hanno o non hanno piantato mais Bt nel 2006 e 2007. Ben l’87% di quelli che hanno piantato nel 2006 lo hanno rifatto nel 2007, nonostante si dicano sotto una forte pressione mediatica e stile.

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Nella categoria: OGM & Agricoltura italiana, OGM & Mais

Lettera di Marco Aurelio Pasti (Presidente Associazione Italiana Maiscoltori) inviata al Ministro De Castro

Novembre 16th, 2007
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<<Rabbia e frustrazione. Questi, Signor Ministro, sono i sentimenti che provo come cittadino, ancor prima che come maiscoltore, quando sento parlare di mais il signor Mario Capanna, leader del movimento “Liberi da OGM”, che il Suo Ministero finanzia e appoggia.>> (leggi la lettera)

Nella categoria: OGM & Agricoltura italiana

Quanti altri favori dobbiamo fare alle multinazionali?

Novembre 8th, 2007
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Mentre in Italia si fa finta di non sapere e non vedere quanto il nostro sistema agro-alimentare dipenda da derivati di OGM, le multinazionali anche europee si stanno procurando le migliori armi a disposizione. La Ricerca Scientifica Pubblica resta con le mani legate e gli oppositori degli OGM fanno il gioco dei grandi gruppi industriali. L’Herald Tribune sintetizza in pochi passaggi l’intera storia delle moratorie Europee agli OGM mostrando ancora una volta come un sasso non è mai riuscito a fermare il fiume del progresso.

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Nella categoria: OGM & Economia, OGM & Ricerca

Perchè l’ESFA concede le autorizzazioni

Novembre 6th, 2007
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Vivendo in un Paese fuori dal mondo che ritiene oltretutto di essere normale non si capisce come l’EFSA conceda con tanta facilità il via libera ai dossier di nuovi OGM. Si perchè ci si illude che siano nuovi facendo finta di non sapere che sono già ben noti e consumati in tutti il mondo.  Questi sono già ampiamente valutati in alter sedi in maniera rigorosa ed approfondita.

Un esempio per tutti è quello del mais Mon863 ossia l’equivalente del demonio personificato per gli sponsor dei pesticidi sparsi a piene mani. Si tratta di un mais che resiste all’attacco della diabrotica, parassita delle radici contro cui esiste un solo rimedio: smettere di coltivare mais, ossia smettere di coltivare del tutto in molti casi.

Leggendo il rapporto della Food Agency di Australia e Nuova Zelanda si capisce quanto siamo in ritardo in Europa e quanto improvvisati siano alcuni studi pubblicati da Seralini in Francia dove non è stato usato come controllo un mais isogenico ma distrattamente una altro qualunque mais. Il classico caso che fa discriminare tra un ricercatore ed un attivista.

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…