Emma Bonino, Umberto Veronesi e Paolo de Castro chiedono conto della politica sugli OGM.

Marzo 31st, 2009
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Si comincia a coagulare un partito della semina del mais Bt, non sara’ per nulla banale rispondere a questa interrogazione che pone l’Italia in posizione imbarazzante rispetto all’Europa ed alle convenzioni internazionali.

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No agli OGM, danneggiano le vendite dei PESTICIDI

Marzo 31st, 2009
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La Germania piantera’ quest’anno 3688 ettari a mais Bt, ma la ministra per l’Agricoltura Aigner pensa a fare una moratoria in alcune regioni e spiega questa sua idea cosi’:

“Consumers see no benefit from the cultivation of GMO maize,” she said. “The genetic changes are basically a replacement for plant protection chemicals, about whose use no one is shouting about anyway.”

Tradotto vuol dire: i semi di Monsanto riducono le vendite di pesticidi della Bayer e noi siamo per i pesticidi, anche perche’ nessuno grida per i pesticidi. La signora Ainer ha anche l’incarico di Protezione del Consumatore: complimenti!

http://planetark.org/wen/52148

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UK: un piano per spiegare alla gente che gli OGM sono sicuri

Marzo 31st, 2009
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http://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/news/government-launches-bid-to-allay-fears-over-gm-food-1647353.html

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Con quale multinazionale ci schieriamo?

Marzo 30th, 2009
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Il dibattito sull’uso di OGM in Europa è spesso viziato dall’affermazione che se adottassimo questa tecnologia faremmo un piacere a Monsanto e Pioneer, e che quindi rifiutare tale tecnologia aiuti le piccole ditte sementiere (quali?).
In realtà ai più sfugge una grande dote europea ossia quella di annoverare le prime tre multinazionali al mondo in quanto a fatturato per la produzione di agrofarmaci e pesticidi. La guerra commerciale degli OGM potrebbe quindi essere semplificata dicendo che da un lato ci sono i leader mondiali della produzione di semi biotech (Monsanto e Pioneer appunto) che cercano di commercializzare i loro semi i quali richiedendo meno trattamenti con pesticidi danneggiano le tre multinazionali dell’agrofarmaco europee (Syngenta, Bayer e BASF).
Ma questa semplificazione regge fino ad un certo punto perche’ i grandi attori che agiscono a valle hanno anche essi pesantissime strategie commerciali e fatturati di almeno 10 volte superiori e questi sono le grandi catene della distribuzione del cibo. Negli schemi qui allegati (vedi file multinaz.) si nota come la prima azienda della distribuzione del cibo italiana, ossia COOP, pur avendo un fatturato quasi doppio a quello di Monsanto,  non compare nemmeno tra le prime dieci leaders di mercato al mondo.

Illuminante al riguardo sono le affermazioni dell’ad di Syngenta a La Padania (vedi La Padania) che relega gli OGM nella categoria dell’agricoltura “irresponsabile” .

Queste posizioni sono emerse nel corso del recente forum di Confagricoltura a Taormina con i comunicati stampa che riportavano le posizioni di SAgRI, della Chiesa Cattolica, del On. Bersani e della Prof.ssa Levi Montalcini (allegato Velino Confagricoltura).

Infine alcuni dei temi sono stati sitetizzati in un articolo apparso sul Secolo XIX di Genova (allegato).

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Al meeting annuale di Confagricoltura si parla di OGM

Marzo 25th, 2009
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Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

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