God save the Queen (and jump a generation)

Aprile 29th, 2009
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L’ultima passerella del principe Carlo, nuovo vate dell’ambientalismo da salotto, diventa l’ennesimo spot per dare voce a chi non ha nozioni. Quanto stride l’immagine del duca di Galles che trova il tempo, tra una caccia alla volpe ed un pieno di carburante ad una delle sue macchine fatto con vino e formaggio biologico, di apporre una data di scadenza al Pianeta Terra rispetto all’immagine del Presidente Obama che modera i termini sull’influenza di origine messicana (dicendo che c’e’ allerta ma non allarme) e scieglie di parlare alla nazione dalla sede dell’Accademia per le Scienze Americana.
Forse sono distratto, ma non ricordo se ci sia stata una sola occasione in cui un Presidente del Consiglio o della Repubblica Italiana abbia tenuto un discorso autorevole dalla sede italiana dell’Accademia delle Scienze.

Scarica qui l’articolo del Secolo d’Italia dal titolo “Non facciamo di ogni OGM un fascio…”

Nella categoria: News, OGM & Media

Il modello nostalgico di repubblica

Aprile 28th, 2009
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Il giornale Repubblica pubblica, oggi martedì 28 aprile, un dialogo tra il regista Ermanno Olmi e Carlo Petrini. I due discutono sul documentario di Olmi, terra madre, di prossima uscita. Credo si possa dire: è un dialogo da antologia, antologia del (cattivo) gusto nostalgico. Alcune affermazioni, parecchio superficiali, come “dignità della miseria” colpiscono molto, fanno a pezzi, centinaia di testimonianze, e serissimi saggi e inchieste su come era, ed è, invece poco dignitosa la miseria. Saggi e inchieste che hanno cercato di indagare i motivi della povertà e hanno cercato di vie di uscita. A Petrini e Olmi non piacciono gli occidentali: sono brutti, curvi sui telefonini, niente a che vedere con l’austerità (e si sottintende, la bellezza) del mondo contadino. Produciamo tanto e male (secondo Petrini e Olmi) e la sinistra crede ancora all’idea del progresso, mentre bisognerebbe riflettere sulla qualità e sul senso di quello che produciamo. Quei compagni di strada, che si intestardiscono sulla produzione secondo Petrini, hanno tradito gli ideali della sinistra. Mi sento chiamato in causa, sono infatti, di sinistra. Credo nelle regole e nella sana distribuzione del reddito, non mi importa se una nuova tecnologia, come i cellulari, potrebbe rendermi più brutto e curvo e torvo, sono più interessato a capire se gli operai, i tecnici, gli impiegati, gli informatici che lo producano abbiano miglioramenti di reddito e di diritti. Ma a parte la suddetta questione, la cui trattazione richiederebbe un saggio a parte, la cosa che incuriosisce è questa incoerenza, che possiamo chiamare, modello (nostalgico) repubblica.  Petrini  scrive su un giornale,  repubblica appunto, che è nato da un’accorta e moderna strategia di marketing. Al tempo si è capito che esisteva un pubblico medio alto, di sinistra, (idealmente) progressista e che esistevano degli inserzionisti danarosi ma raffinati, per capirci, stilisti d’alta moda, interessati a finanziare attraverso la pubblicità il giornale. Si poteva dunque sfruttare questo segmento di mercato, blandire il pubblico con idee liberal, criticare lo status quo e contemporaneamente educare la massa, abituata da anni  di “miseria democristiana” al buon gusto, ai prodotti high teach, all’alta moda, alla raffinate inchieste sui cambiamenti di costume. Si poteva fare tutto questo, e Repubblica fa tutto questo, a patto di non spaventare troppo il pubblico e di conseguenza gli inserzionisti: progresso sì, ma solo se è di buon gusto, raffinato e idealizzato. Bene la tecnologia se produce un televisore al plasma, un vestito che calza a pennello e ben disegnato (magari prodotto nel napoletano in nero), benissimo se si tratta di un architetto cool, ma per quanto riguarda l’alimentazione, lì siamo all’antica e dunque la terra, l’orto, il contadino che si scambia i semi, la dignità della miseria ecc. Molto cool anche questo, in effetti. Il paradosso, la moderna ambiguità è questo. Ed un paradosso della sinistra, dichiararsi dalla parte dell’austero contadino ma mantenendo il proprio raffinato tenore di vita. Il paradosso della sinistra è insomma quello di sfruttare appieno le potenzialità della società moderna e battersi, solo a parole (non bisogna spaventare gli inserzionisti), affinché si mantenga in qualche luogo della nostra memoria l’idea di società assorta. Quel tipo di società tradizionale dove i conflitti venivano regolati dalla tradizione o dalla religione, quella società che non considerava l’individuo con i suoi conflitti, i suoi diritti, le sue paure, ma solo la comunità, appunto, immobile e assorta. Ma gentili Petrini e Olmi, davvero credete che basta dichiarare la propria avversione ai “veleni chimici” che inquinano la terra per migliorare il mondo? Non sarà un atteggiamento di sinistra snobistico? Non sarebbe più corretto devolvere i proventi del documentario terra madre o parte dei numerosi finanziamenti che le vostre iniziative raccolgono e che magari utilizzate per pagare i pubblicitari affinché realizzino loghi che rappresentino la dignità della miseria,  e, dicevo, devolvere, parte di questi finanziamenti per finanziare ricerche su come produrre nuove molecole di sintesi più leggere, biodegradabili e meno invasive? Il mondo moderno si migliora anche e soprattutto in laboratorio, altrimenti, come dice Defez, ci limitiamo a combattere i “cattivi” erbicidi ma nessuno di noi si candida per fare la mondina e strappare con molta dignità contadina le erbacce con le mani, curvi otto ore sotto il sole, la schiena a pezzi ecc ecc. Una posizione d’altronde poco consona con gli inserzionisti…ecc ecc.

Nella categoria: Antonio Pascale

L’agricoltura italiana lavora in perdita

Aprile 27th, 2009
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Senza innovazione, senza OGM, con i costi dei fertilizzanti che salgono anche quando crollano i costi delle derrate, la spina dorsale dell’agricoltura italiana stretta tra autarchia e prodotti tipici ha l’acqua alla gola.

Scarica l’articolo (qui ) da Il Sole24ore del 26.04.2009

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

Coldiretti Friuli non rappresenta gli interessi dei suoi associati

Aprile 27th, 2009
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Scarica l’articolo (qui) dal Messaggero Veneto del 25.04.2009

Nella categoria: News, OGM & Media

Una agricoltura che si da la zappa sui piedi

Aprile 27th, 2009
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Scarica l’articolo (qui) da Donna (inserto de La Repubblica) del 25.04.2009

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…