The results suggest that biotechnology could contribute to 2.7% of the GDP of OECD countries in 2030, with the largest economic contribution of biotechnology in industry and in primary production, followed by health applications. The economic contribution of biotechnology could be even greater in developing countries, due to the importance of primary production and industry in their economies.
http://www.oecd.org/document/48/0,3343,en_2649_36831301_42864368_1_1_1_1,00.html
Scarica qui il rapporto dell’OECD
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Finora i geni che venivano introdotti in piante atterravano in un qualunque punto del genoma con una conseguente incertezza nei livelli di espressione. In pratica una volta ottenuti centinaia di trasformanti si doveva sciegliere quelli piu’ efficenti e piu’ stabili.
Ora due articoli su Nature illustrano una nuova tecnica che permetterà un atterraggio mirato di geni con grande stabilità di espressione.
http://www.nature.com/news/2009/090429/full/news.2009.415.html
Un mais fortificato per beta-carotene, ascorbato e folato è stato ottenuto a partire da varietà Sudafricane nell’ottica di miglorare la disponibilià di importanti vitamine per la dieta delle popolazioni del continente africano.
http://www.pnas.org/content/early/2009/04/27/0901412106
Un breve articoletto ci consente di fare qualche ragionamento.
Se le mele del Trentino dovessero essere consumate a km zero ogni abitante della regione dovrebbe ingollarne 1000 tonnellate circa all’anno.
Come mai non notiamo mai che i prodotti industriali non sono mai biologici?
Non stiamo rischiando di pubblicizzare quello che non abbiamo (mele biologiche) e che forse non ci possiamo permettere (questione di costi)?


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