Crollano i prezzi agricoli ed il desiderio di coltivare

Aprile 16th, 2010
Post2PDF Versione PDF | No Comments

In un anno il prezzo dei prodotti agricoli all’origine è crollato di quasi il 10% polverizzando i guadagni degli imprenditori agricoli e provocando un sensibile calo delle coltivazioni. Di questo passo il Ministero dell’Agricoltura tra poco si chiamerà dell’Orticoltura.

Leggi il documento ismea

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

Pane e bugie: il nuovo libro di Dario Bressanini

Aprile 15th, 2010
Post2PDF Versione PDF | 2 Comments

pane-e-bugieEsce oggi 15 Aprile 2010 il nuovo libro di Dario Bressanini, “Pane e bugie”. Un libro che parla di alimentazione per capire la truffa ai danni degli OGM e dei consumatori.

Ne parlano anche sul Corriere della Sera

Nella categoria: News, OGM & Media

O gli OGM o i pesticidi

Aprile 12th, 2010
Post2PDF Versione PDF | No Comments

Oramai in quasi tutti i quotidiani italiani si è capito che gli OGM sono un problema su cui dibattere, su cui ci sono posizioni opposte che vanno approfondite e pur sapendo che i lettori sono quanto meno cauti, su molti quotidiani si presentano le varie opzioni e si da finalmente spazio anche alla voce della Scienza.
Restano le eccezioni di La Repubblica, l’Unità ed il Manifesto che ancora non sono sfiorate da un alito del dubbio e sopratutto La Repubblica resta ancora orfana della firma di Giovanni Maria Pace scomparso ormai da 8 anni.

In questo articolo Il Giornale contrappone gli OGM ai pesticidi ponendoli come alternativi gli uni agli altri (leggi ilgiornale-OGM-contro-pesticidi).

Non si tratta di un’opinione di parte, ma di un dato pacifico e ribadito in tutte le sedi (tranne che al MIPAF). Un ulteriore esempio viene dalla notifica della clausola di salvaguardia tedesca recapitata a Bruxelles quasi un anno fa.

La Germania nel chiedere il bando dell’OGM Monsanto MON810 pone una serie di questioni tutte e solo ecologiche che riguardano possibili effetti dannosi su pulci d’acqua, vermi e larve. Ma nell’introdurre queste problematiche il documento dell’analogo tedesco del Ministro Zaia, spiega che molto peggio è mettere i pesticidi sul mais tradizionale e che per avere un minore impatto ambientale si deve coltivare mais senza usare pesticidi.  Questo  equivale a dar da mangiare alle piralidi e mangiare noi un concentrato di fumonisine. Leggi eco-toxicology

Nella categoria: News, OGM & Insicurezza alimentare

Salmone aumenta di peso

Aprile 12th, 2010
Post2PDF Versione PDF | 9 Comments

foto-dichioOggi Salmone.org aggiunge una nuova rubrica curata da Fernando Antonio di Chio, agronomo del Tavoliere delle Puglie. Questa nuova rubrica servirà ad aprire uno sguardo sulla crisi dell’agricoltura italiana che va ben oltre la tematica degli OGM e che coinvolge tante altre produzioni (ad esempio il grano) oltre quelle del mais di cui salmone.org si occupa da tempo.

Fernando Di Chio ha una conoscenza diretta delle problematiche dell’agricoltura avendo fatto per anni anche il certificatore delle produzioni biologiche di cui conosce quindi le problematiche strutturali. Una produzione di nicchia che alcuni vorrebbero proporre quale produzione di massa.
Anche questa come le altre rubriche verranno aggiornate periodicamente ed i vecchi articoli dell’autore resteranno disponibili sul sito in archivio.

Auguri e benvenuto a Fernando

Leggi Di-Chio-zero

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

I mali della cerealicoltura meridionale

Aprile 12th, 2010
Post2PDF Versione PDF | 15 Comments

Un amico agronomo e scrittore, un giorno mi ha chiesto il perché della profonda crisi che investe il settore agricolo ed in particolare quello cerealicolo. Le motivazioni sono tante, ma la prima cosa che mi viene in mente per riassumerle tutte è ciò che un giorno mi ha detto un agricoltore mentre visitavamo i suoi campi. Mi raccontò che una sera, mentre era in pizzeria, rimase stupefatto quando realizzò che una semplicissima pizza aveva più valore di un quintale del suo grano.

Credo che questo esempio riassuma un pò lo stato in cui versa attualmente la cerealicoltura, il frumento che vale meno di tredici euro il quintale e i prezzi dei mezzi di produzione a livelli altissimi, elementi che non fanno altro che deprimere ulteriormente il settore. In quest’ottica, diventa perciò difficile parlare di un rilancio di un settore che è altamente depresso ed in cui anche la professione di agronomo diventa difficile da svolgere in quanto, ogni qual volta si consiglia ad un agricoltore di compiere la più semplice delle operazioni colturali (sia questa la concimazione o il diserbo) ci s’imbatte in costi che difficilmente possono essere compensati dalla produzione.

Quest’anno, ad esempio, a fronte di una notevole superficie investita a frumento, almeno per quel che concerne la realtà cerealicola meridionale, c’è da rilevare una netta riduzione delle aziende che hanno provveduto alla concimazione di fondo (primo passo per giungere ad ottenere buone produzioni), applicabile ad altre operazioni colturali, quali il diserbo, che molte aziende non praticano per ridurre ulteriormente i costi.
Questa premessa sullo stato attuale della cerealicoltura è importante per rispondere ad un’altra domanda che lo stesso amico mi poneva, ossia perché il grano estero e quello canadese in particolare risultano qualitativamente superiori. In primo luogo si tratta di superfici investite molto elevate,le varietà coltivate sono poche (il che garantisce una maggior uniformità di produzione) ed infine la tecnica colturale che è molto più spinta determina una produzione quantitativa e qualitativa superiore.

Ciò che fa la differenza è la qualità fattore rilevante per un rilancio del settore; negli ultimi anni, infatti quando il grano, per eventi speculativi vari, giunse a toccare quota 50 euro al quintale, ogni agricoltore fu stimolato ad applicare tutte le tecniche colturali più idonee per ottenere un prodotto quantitativamente e qualitativamente migliore.

Tutto questo però all’agricoltore che aveva prodotto un frumento qualitativamente migliore non garantì un prezzo più elevato, anzi in seguito il mercato iniziò una graduale discesa che ha portato poi ai prezzi attuali.
Ciò aiuta a capire che in fondo il malessere della nostra cerealicoltura è dovuto alla mancanza di una seria programmazione e di un prezzo alla produzione che tenga conto dei costi di produzione e non sia invece solo frutto di speculazioni da parte di chi detiene il mercato, cioé mulini e commercianti.

Ultimamente, un termine che ritorna spesso nei progetti di rilancio del settore, è il cosiddetto Contratto di Filiera, ossia un contratto che lega l’agricoltore al commerciante e al mulino che ritirerà il grano. Ciò, se ben congeniato, potrebbe rappresentare la chiave di svolta, perché si stabilirebbe un prezzo garantito all’agricoltore, a patto che questo attui tutte le tecniche colturali che permettano l’ottenimento di un prodotto di qualità superiore.
Per quello che mi è dato sapere, ad oggi esiste un solo progetto pilota che interessa il Meridione e la Capitanata in modo particolare, con l’obiettivo di produrre frumento con caratteristiche qualitative superiori e tali da soppiantare l’utilizzo di frumento estero. E’ chiaro che tutto questo rappresenta solo l’inizio, ma è auspicabile pensare che, se questo progetto dovesse andare a buon fine, potrebbe rappresentare il punto di svolta.
E’ auspicabile perciò pensare che a partire da questo progetto, molte altre aziende si attivino per fare in modo che simili iniziative diventino la norma, a beneficio di tutti ed in particolare del consumatore, spesso convinto di acquistare pasta prodotta con farina italiana ma che in realtà d’italiano ha solo il nome.

Nella categoria: Fernando Di Chio

Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale

Pane e Pace

“Chi produce pane, produce pace.” - Norman Borlaug, agronomo americano premio

Luca Simonetti

Sentenza TAR Della Libera del 2011

Siamo così arrivati all’ennesimo episodio del duello fra Della Libera…

napolitano_monti