Un ennesimo colpo al settore sementiero

Giugno 29th, 2010
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La prima volta che ho scritto su questo sito, ho detto di essere un agronomo che opera nel settore sementiero e a tale scopo oggi sono qui a parlare (e mi scuso se potrà sembrare un discorso di parte) di un evento a dir poco scandaloso a cui stiamo assistendo.

Si è infatti deciso l’accorpamento dell’Ente Nazionale Sementi Elette ad un altro Ente (INRAN), in un’ottica di snellimento ma che appare più di “svilimento” di un settore importante come il comparto sementiero. Ritengo opportuno precisare però, prima di ogni commento cos’è l’ENSE e cosa ha prodotto in questi ultimi anni.

Tale Ente nacque nel lontano 1954 con lo scopo di certificare i prodotti sementieri, in tal senso la parola “certificazione” aveva un valore più ampio, poiché lo scopo era di puntare ad un riordino del settore puntando ad una maggior qualità nella produzione sementiera nazionale.

In seguito poi con l’obbligo dell’uso di sementi certificate, tale Ente acquisì sempre maggior importanza poiché il compito di sorveglianza assunto, determinò un maggior controllo delle ditte sementiere che mantenevano in purezza e diffondevano nuove varietà di cereali e non solo.

Ora però a quanto pare, la scomparsa dell’obbligo di usare sementi certificate e l’esigenza di tagliare i cosidetti ENTI INUTILI, ha determinato quella che definirei una vera caccia alle streghe che ha coinvolto anche Enti quali l’ENSE appunto, che hanno un buon motivo per continuare ad operare sul territorio, specialmente se si vuol puntare a ciò che si definisce qualità.

Da figlio di agricoltore rammento i tempi in cui, mio padre al tempo della trebbiatura conservava parte del seme raccolto per poterlo poi “svecciare”ossia ripulirlo e riseminarlo nuovamente l’anno seguente. Allora girare per le campagne significava vedere campi di frumento difformi con un livello di inquinamento varietale inverosimile, poiché l’agricoltore, con il lavoro di svecciatura non era in grado di eliminare piante fuori tipo o di altre specie che potevano esser presenti.

In seguito però, con l’avvento dell’obbligo di utilizzare sementi certificate tutto cambiò, non essendo possibile usare seme autoprodotto e grazie anche all’opera di sorveglianza dell’ENSE si sono raggiunti livelli eccellenti, con varietà uniformi e con caratteristiche qualitative e produttive superiori.
A costo di risultare ripetitivo voglio concludere dicendo che un plauso a quanto in questi anni è stato fatto, va anche all’ENSE, poiché il lavoro di sorveglianza e di controllo, ha contribuito al miglioramento della coltivazione di numerose specie erbacee.

Se l’art.68 aveva dato un forte colpo alla qualità, costringendo molte ditte sementiere a ridimensionare la propria produzione di seme, ora un simile atto determinerà un ulteriore smacco a chi si è sempre battuto per ottenere un prodotto di qualità. Mi auguro che questa “fusione” non porti ad uno snaturamento dell’ENSE che in un momento così importante in cui sempre più si discute di colture OGM e della loro auspicabile introduzione, l’ENSE in mancanza di Enti accreditati potrebbe essere l’unico Organismo di Controllo capace di svolgere quel compito di sorveglianza che dette colture necessitano.

Nella categoria: Fernando Di Chio, OGM & Agricoltura italiana

L’India al pit-stop e le Filippine in pole position

Giugno 29th, 2010
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Dopo la pausa che si è presa il governo indiano che sta ritardando la commercializzazione della melanzana Bt, le Filippine annnunciano il sorpasso e dal 2011 commercializzeranno le prime melanzane OGM. Si attendono aumenti di produzione del 100%, difficile che gli indiani mordano il freno ancora a lungo.

Philippines the First in Asia to Commercialize GM Eggplant

- Melody M. Aguiba, Manila Bulletin, June 28, 2010 http://www.mb.com.ph/

The Philippines will become the first in Asia to commercialize the genetically modified (GM) fruit and shoot borer (FSB)-resistant eggplant by 2011. This developed after the harvest of Bacillus thuringiensis (Bt) eggplant, funded by the United States Agency for International Development (USAID), in a trial site in Pangasinan.

“The performance is better than what we expected. We expect to have a considerable increase in yield for this field trial,” said Agricultural Biotechnology Support Project (ABSP) Director Frank A. Shotkoski in an interview in a harvest festival in Sta. Maria, Pangasinan.

Barring any unforeseen hindrance, the Institute of Biotechnology-University of the Philippines in Los Baños (IPB-UPLB) will release to the market Bt eggplant seeds by next year after an approval of the National Biosafety Committee (NCBP), according to ABSP Product Development Manager Desiree M. Hautea. Bt eggplant can arrest loss from FSB infestation, which reaches to 50 percent or higher. Average eggplant yield in the country is 9.95 metric tons per hectare.

It can substantially cut pesticide use, cut production cost for farmers, reduce their exposure to harmful chemicals, benefit consumers through lower price from higher eggplant production while protecting their health, and even enhancing environmental protection.
With a technology donated by the Mahyco of India, an Indian green and striped eggplant variety was crossed by the IPB with local varieties Dumaguete Long and Mara to produce the Filipino-desired color and size. “It took us long time from 2005 to develop a variety that has the 99.9 percent characteristic of our local variety. The technology was donated to us, but it’s really Filipino-developed,” she said. IPB will come up by 2011 with an open pollinated variety (OPV) for the Bt eggplant. This will enable resource-poor farmers to save the seeds after one planting for continued use in the next planting, bringing cost savings.
However, a hybrid Bt eggplant will be put to the market by IPB most likely in 2012 which will have the hybrid vigor that can produce 100 percent more yield than the OPV, although this will require farmers to buy the seeds each season.

Bt eggplant seeds’ commercial release will follow after another set of multilocational field trials for the dry season which starts perhaps in October this year. On top of the present sites’ Pangasinan, Bicol, and Los Baños - the Bt eggplant will also be pilot-planted in (Visayas) Leyte and Iloilo and (Mindanao) Kabacan, North Cotabato and Davao. IBP will initially produce the seeds through its National Seed Foundation. It may later enter into seed production deals with the Department of Agriculture or other State Universities and Colleges.

For the initial seeds marketing and eventual extensive commercial production, seed companies like East West or Syngenta may enter into a franchising or licensing agreement with IBP. No such deal has been completed so far, officials said. Eggplant is the most popular vegetable in the Philippines planted on 13 percent of the 600,000-hectare vegetable land, according to the World Vegetable Center

The Philippines can become the first to commercialize Bt eggplant next year as the Indian government has halted its commercial release due to lobbying from environmental groups. Bt eggplant will be the first GM vegetable to be released in the country.

Nella categoria: News, OGM & Mondo

Il campo di Fanna fa paura solo ai politici

Giugno 28th, 2010
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I cittadini di Fanna non hanno battuto ciglio, che il campo sia o non sia OGM per loro i problemi non sono gli OGM. A Roma qualcuno sta tremando: dove sono andati a finire i sondaggi che dicevano che gli italiani sono terrorizzati dagli OGM? Oppure i tre milioni di voti raccolti dall’organizzazione liberi da OGM?.

Qui se non si assoldano i soliti disobbedienti il campo di mais fiorisce ed allora addio rendite di posizione.

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Invito a cena giovedì primo luglio

Giugno 28th, 2010
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Una iniziativa che coniuga informazione a degustazione, per capire cosa sono le piante oggi dopo 10,000 anni di selezione e miglioramento: Organismi Gentilmente Modificati

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Bandiera bianca per il grano duro

Giugno 28th, 2010
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Da un editoriale della Libera si vede come la pasta italiana di grano duro oramai non ha più alcun diritto di chiamarsi italiana (leggi duro-grano).
Come faremo a difendere anche i prodotti tipici se le materie prime non sono nazionali?

Nella categoria: News, OGM & Grano

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…