La madre degli stupidi è sempre incinta

Settembre 30th, 2010
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Volevo condividere con voi la rabbia che mi ha preso nell’apprendere quanto è accaduto in Friuli. Greenpeace si vanta di essere stata artefice della distruzione del campo di mais transgenico e si bea che il GIP di Pordenone abbia multato l’agricoltore colpevole.
Premesso che ho rispetto per le idee altrui, questo atteggiamento da “Salvatori della Patria” non mi piace assolutamente.

Ho sempre visto Greenpeace come un’ottima cosa, mi piacciono le loro battaglie per salvaguardare specie in via di estinzione, ma vorrei porre una domanda a queste persone: ”Lo sanno che anche gli agricoltori, di questi tempi, sono da ritenersi una specie a rischio? Si rendono conto che ben altre sono le cose di cui dovrebbero occuparsi? Possibile che il settore agricolo debba essere sempre alla mercè di chiunque abbia fiato per parlare?”
Tutto questo crea solo ulteriore confusione nell’opinione pubblica, acuisce questa “caccia alle streghe”e non aiuta di certo un settore già in fortissima crisi.

Non voglio esser noioso tornando su cose già dette ma mi chiedo e passo a voi il quesito “ Se trent’anni fa Greenpeace, o qualunque altra associazione ambientalista, avesse ostacolato una qualsiasi multinazionale che produceva un antiperonosporico per il pomodoro o per la vite, cosa sarebbe oggi la nostra agricoltura?”
La rabbia aumenta vedendo l’aria soddisfatta dei tanti fan di dette associazioni che festeggiano quella che per loro è una grande vittoria, ma che in realtà con il persistere di una simile situazione sarà solo una sconfitta per l’intero comparto agricolo.

Spesso mi trovo a parlare con consumatori spaventati dall’eccessivo uso di antiparassitari e la mia rabbia aumenta nel cercare di far capire che, l’agricoltura non è fatta di gente compiaciuta nell’utilizzare “pesticidi” o quant’altro, ma bensì di gente che cerca di produrre nel miglior modo possibile salvaguardando il raccolto e cercando di produrre qualità.

Attualmente, e questo concetto credo sia noto a chi come me opera in campo, l’uso dei fitofarmaci è limitatissimo, la grande distribuzione richiede prodotti con zero residui.
Spesso, a causa di ciò, per la difesa contro taluni insetti o contro talune malattie non si ha la possibilità di intervenire perché i principi attivi non sono ammessi da chi ritira il prodotto.
Allora mi chiedo “ Perché non si aiuta la gente a comprendere le difficoltà che incontra chi produce?” Perché invece di additare gli agricoltori come i peggiori fuorilegge non si fa maggior informazione per spiegare quanti e quali limiti vengono imposti nella coltivazione delle principali colture?

Certo mi rendo conto che è più facile additare un povero agricoltore come il signor Fidenato o è più facile dire che gli OGM sono una peste preservando i “prodotti biologici” che fanno tanto chic, senza pensare poi che le semole bio possono risultare pericolose per l’alto tenore di micotossine presenti al loro interno.
Ma qualcuno di Greenpeace ha mai pensato quanto sia importante per la sopravvivenza della razza umana l’adozione di tecniche che incrementano le produzioni? No loro sono attenti soltanto ad additare gli OGM come il Frankestein del nuovo millennio.

Del resto è facile parlare di queste cose quando i più illustri letterati e politici vantano conoscenze sulle metodologie di produzione delle piante OGM, neanche produrre OGM fosse facile come cucinare una torta di mele.
Scusatemi per lo sfogo, ma purtroppo vorrei che di agricoltura si occupasse soltanto chi veramente conosce le problematiche, sono stanco di sentire strafalcioni da parte di chiunque, riguardo agli OGM, riguardo l’uso dei fitofarmaci e quant’altro.

In ultimo permettetemi di esprimere piena solidarietà al signor Giorgio Fidenato per quanto accaduto e complimentarmi con lui per il coraggio che ha dimostrato.

Nella categoria: Fernando Di Chio, OGM & Agricoltura italiana

Messo in salvo il raccolto di Fidenato

Settembre 30th, 2010
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Come fa notare l’articolo della rubrica di Fernando di Chio, la madre degli stupidi (usando un eufemismo) lavora molto, per non parlare del padre…..

E’ fin troppo facile immaginare che i giornali ideologici anti-OGM proporranno la notizia degli sviluppi del caso Fidenato mostrandola come una vittoria della loro parte. Lo stato reale dell’arte è ben altro. Il giudice ha dato mandato ad un tecnico di trebbiare il campo di mais Bt di Fanna, dopo il raccolto il mais verrà essiccato (quindi predisposto per una sua successiva eventuale commercializzazione) ed infine stoccato in un luogo sotto la diretta garanzia di tutela dell’autorità giudiziaria.
Il mais era maturo ed andava raccolto. La scelta del giudice è quella di sospendere le procedure, ma tutelare il bene (il raccolto) in attesa di decidere cosa fare e chi ha ragione nella vicenda.
La decisione successiva può essere la sua distruzione o lo svincolo con permesso di vendere il mais Bt: vedremo.
Va notato che solo il 29 settembre sera a Fidenato è stato notificato il decreto (nè multa, nè condanna) del GIP. Il raccolto è ora nelle mani della legge, quindi fuori dalla portata dei disobbedienti-(obbedienti a chi non rispetta la legge).
Seguiremo da vicino l’intera vicenda giudiziaria di Giorgio Fidenato, ma anche quelle che Silvano Dalla Libera ha intentato contro il Ministero delle Politiche agricole e che a giorni vedrà delle nuove tappe con il giudizio sui ricorsi al TAR ed al Consiglio di Stato contro le azione dell’ex-Ministro Zaia.

Nella categoria: News, OGM & Aspetti legali

GreenWar

Settembre 28th, 2010
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Ecco come viene diffusa la notizia da Greenpeace:

ce l’abbiamo fatta, abbiamo fermato gli OGM. Il Gip di Pordenone ha stabilito una multa di 25mila euro per Giorgio Fidenato - l’agricoltore friulano che ha piantato illegalmente mais OGM - e la distruzione del campo OGM di Fanna. Dopo le denunce, le analisi di laboratorio, i nostri attivisti in azione per fermare la contaminazione, finalmente oggi si riporta la legalità in Friuli e si mettono le basi per porre fine a questa irresponsabile e assurda illegalità, che durava ormai da mesi.
In Friuli tutto ha avuto inizio ad aprile, quando Fidenato si è autodenunciato per aver seminato, a suo dire, sei piante di mais OGM. In realtà sono stati seminati due interi campi, tutto con mais OGM illegale. Ci è voluta un’intensa campagna di Greenpeace e delle associazioni che hanno a cuore l’agroalimentare italiano per smuovere le autorità e spingere i politici a prendere posizione. Alla fine l’obiettivo l’abbiamo raggiunto!

La verità è ben diversa. Il GIP ha accolto la richiesta del PM di procedere al contenzioso legale. Ora finalmente Giorgio Fidenato ed il suo legale potranno essere ascoltati dal giudice e portare le loro tesi che fino ad oggi non sono state ancora poste. Non e’ una sentenza e nemmeno un rinvio a giudizio, non e’ di certo una multa, si tratta solo di un decreto che in questo istante non e’ nelle mani di Fidenato ne’ in quelle del suo avvocato, ma gia’ nella disponibilita’ dei commenti della multinazionale ambientalista. Si tratta solo dell’inizio di una battaglia legale che andra’ avanti ancora per molto tempo. Vedremo alla fine chi avra’ ragione.

Straordinario il passaggio di Greenpeace che si arroga il merito di essere riuscita a “spingere i politici a prendere posizione. Alla fine l’obiettivo l’abbiamo raggiunto!”

Ossia sono stati i politici a decidere al posto dei giudici. Fantastico!

Nella categoria: News, OGM & Mais

Coccinelle vivono bene nei campi bt

Settembre 27th, 2010
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Le coccinelle vivono bene nei campi OGM Bt.
Leggi articolo sulle coccinelle
coccinelle nei campi bt

Nella categoria: News, OGM & Ambiente

India: oltre il 90% del cotone è Bt (OGM)

Settembre 27th, 2010
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Con forti diminuzioni dell’uso di pesticidi.

India: 90% of Cotton Area Under Bt

- Dilip Kumar, Business Standard (India), August 31, 2010 http://www.business-standard.com/commodities/storypage.php?autono=406361

Bt cotton has surpassed 90 per cent of cotton acreage this kharif season with farmers continuing to gain from the high-yielding seed since its commercialisation in 2002.

Over the last eight years, farmers have got better output through Bt cotton seeds compared to the conventional seeds. “Although, the final figure is yet to be assessed, we can safely say that the Bt area has crossed 90 per cent of the total cotton acreage this year,” said A B Joshi, textile commissioner. India is one of the fastest adopters of Bt cotton, especially after the introduction of Bollgard II, an insect-resistant genetically modified (GM) seed that reduces pesticide use by up to 80 per cent, two years ago.

However, 100 per cent use of Bt may not be possible as a section of farmers continue with conventional seeds, says Joshi. India’s cotton sowing area has increased substantially over the last three years to 110 lakh ha this kharif season, from 103 lakh ha and 98 lakh ha in 2009 and 2008, respectively.

Ashok Damji Daga, a Coimbatore-based cotton trader, attributed this growth to a significant rise in the minimum support price (MSP) and higher yield in the area under Bt seed. Till August 26, about 106 lakh ha was covered under cotton, thanks to a favourable climate. Total cotton output this year is estimated at 325 lakh bales (1 bale = 170 kgs) as against 295 lakh bales in the previous year, according to data by the Ministry of Textiles.

With mill consumption estimated at 221.5 lakh bales and export cap at 49.5 lakh bales, total mill cotton demand in the country is expected to fall to 315.5 lakh bales this cotton year (October ‘10 - September ‘11) as against the availability of 370.5 lakh bales. Last season, the total demand was estimated at 333 lakh bales against supply of 373.5 lakh bales.

According to sources at the ministry of textile, the evolution of Bt in the cotton sector has created additional value in the country worth Rs 40,000 crore until 2008. (Additional value from cotton sector includes income from exports, saving foreign currency through lower imports, technology tax to the government and cheap raw material available for local users, including ginners and textile manufacturers).

India earned Rs 2,800 crore through exports in 2008, while potential savings through lower imports was at Rs 7,545 crore. The user industry earned Rs 500 crore through availability of locally originating lint which has now become an import substitute.

Availability of cottonseed oil has eased pressure on vegetable oil, while cottonseed meal exports have fetched an additional Rs 3,500 crore. Processors like ginners earned Rs 720 crore. Farmers became rich with an additional income of Rs 20,000 crore due to higher yield with Bt technology.

Farm labourers recorded a growth of Rs 1,300 crore and technology providers earned a gross fee of Rs 280 crore. Hybrid seed companies shared less than one per cent of the total additional income with a sale of 238 packets worth Rs 110 crore.

Jagresh Rana, director, Mahyco Monsanto Biotech (India) said, “Year-on-year, farmers have continued to adopt Bt cotton, which has resulted in higher yields and significant higher incomes.”

“Adoption of cotton technology in over 90 per cent of the cotton acreages this year, clearly demonstrates the benefits farmers are experiencing from Bt Cotton. Their increasing vote in favour of Bt cotton technology is an example of how innovation and technology have helped them increase farming efficiencies, get better yields and better income. It is testimony to the fact that there is a growing need to create an environment where farmers have access to more such beneficial technologies.”
(I crore = 10 million; 1 lakh = 100,000; Rs. 1 crore = Approx. US$213,000; 1 US$ = Rs. 46)

Nella categoria: News, OGM & Cotone

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…