Dal 18 settembre in libreria

Luglio 29th, 2011
Post2PDF Versione PDF | No Comments

perche-gli-ogm-copertinaElio Cadelo ha coordinato un nuovo libro sugli OGM che tiene insieme molte competenze interessanti. Oltre a molti specialisti che già conoscete credo saranno di grande interesse le parole sulla psicologia degli OGM da parte di Vittorino Andreoli ed i dati tecnici di un analista finanziario come Giovanni de Caro.

Il libro è ora in libreria a 12€ e Elio Cadelo è interessato ad andare a presentarlo in tutta Italia, quindi chi volesse organizzare un evento può scrivere a sagri@salmone.org proponendo una iniziativa attorno al tema del libro.

Nella categoria: News, OGM & Economia

Il Ramadan delle vacche

Luglio 29th, 2011
Post2PDF Versione PDF | 3 Comments

L’Informatore agrario lancia i primi dati per sostituire alla soia OGM fava e pisello. Meglio leggere numeri e tabelle, ma gli autori sembrano molto fiduciosi: io dopo averne parlato con un veterinario nutrizionista non ho l’impressione che qualcuno convertirà le diete e si metterà a piantare fave e piselli.
Osservo giusto per inciso che invece di dire che vogliono coltivare soia OGM-free in Emilia decidono di stravolgere le diete ed andare per strade pericolose. Questo mi sembra voler dire che senza soia resistente ai diserbanti non si va da nessuna parte: bravi, in Argentina lo avevano capito 15 anni fa!

Ma passiamo alle 10 domande che lascio alle considerazioni degli autori e dei lettori di salmone:

1) Avete fatto tante analisi, ma non ci avete detto quanto lattosio trovate nel latte: non e’ un dato idifferente, ci potete dare qualche valore?
2) Quanto costa produrre tutte le proteine e tutti gli amidi della nuova dieta? Ossia quanto costa produrre fava, pisello ed anche quanto costa aggiungere altro mais alla dieta?
3) fioccare le proteine costa soldi ed energia (ossia anidride carbonica) quanto costa fioccare?
4) la fioccatura consente a parte delle proteine di attraversare il rumine per essere direttamente digerite nell’intestino: state convertendo dei ruminanti in monogastrici, ossia facciamo latte da maiali?
5) come sta il fegato delle vacche? come se la cava con l’assorbimento del glicerolo?
6) Possiamo avere qualche dato sulla frazione azotata nei letami? quanto azoto finisce nei letami e quanta proteina stiamo perdendo?
7) come ce la caviamo con la normativa nitrati? vacche alimentate in questo modo ci costano per caso di piu’ per lo smaltimento dei letami?
8) Gli esperimenti riguardano brevi periodi e la frazione proteica nel latte viene dalla degradazione dei muscoli, non dalle proteine di leguminose somministrate nella dieta. Cosa succede se usiamo le nuove razioni per due-tre anni? ce la fanno le vacche a reggere queste diete nel lungo periodo o bisogna interrompere e fargli una cura rigenerante con la buona vecchia soia OGM? Ma sopratutto queste vacche nutrite con queste diete come si riproducono o fanno per caso poco latte e niente vitelli?
9) Viste le diete proposte non si tratta di vacche OGM-free o perche’ c’e’ ancora tanta soia OGM nelle diete o perche’ dura solo tre mesi il ramadan delle vacche: tanto lavoro per nulla?
10) Infine come va con le cellule somatiche, come vanno le infiammazioni della mammella con questa dieta e poi quanto latte fanno in funzione dell’eta’ delle vacche?

Nella categoria: News, OGM & Soia

L’azienda è Bio, i germogli Bio, quindi la colpa è degli OGM (AGGIORNAMENTO)

Luglio 24th, 2011
Post2PDF Versione PDF | 76 Comments

Le argomentazioni di Burdese sono surreali. Invece di chiedersi cosa fanno di sbagliato per arrivare a tranto cercano di scaricare la colpa sugli OGM. Qui serve un pool di bravi psicologi.

E. coli. Facciamo il punto - Di Roberto Burdese

10/06/2011 - Sloweb

Il susseguirsi di notizie degli ultimi giorni sulla contaminazione da Escherichia coli che ha colpito diversi Paesi europei mostra ancora una volta che allo stato attuale non esistono risposte certe che possano dire dove si è originata l’epidemia.
In questo frangente, inoltre, non può passare inosservata la confusione che predomina anche nel mondo della comunicazione. Preoccupa la leggerezza con cui quasi ogni giorno vengono pubblicate nuove accuse in totale assenza di prove certe che attribuiscano la responsabilità a un determinato soggetto.

Ancora non si conosce la causa di questa epidemia, ma non si può pensare sia stata una casualità. Una causa c’è e sarebbe importante riuscire a trovarla, non solo per fare chiarezza verso chi è stato ingiustamente accusato ed evitare che altri subiscano lo stesso trattamento, ma anche per evitare in futuro di ripetere un errore che al momento è costato la vita a 22 persone e milioni di euro di danni ad agricoltori e produttori.

Imputare al mondo del biologico la responsabilità delle epidemie da E. coli è, nella migliore delle ipotesi, indice di superficialità e ha forti ripercussioni su un settore, quello dell’agricoltura più attenta all’ambiente e alla salute, spesso opera di piccoli e medi imprenditori che mai come oggi sono in difficoltà. Così come sono stati analizzati nel dettaglio i passaggi produttivi del mercato biologico, varrebbe la pena considerare che colonie di E. coli sono comunemente impiegate nei laboratori per clonare frammenti di DNA da inserire all’interno di piante geneticamente modificate. Nuovi ceppi di E. coli evolvono in modo sostanzialmente imprevedibile per mutazione o per trasferimento genico da un batterio a un altro e alcuni possono sviluppare mutazioni pericolose per l’uomo o per gli animali.
A priori, dunque, non si può escludere la possibilità che una forma mutata di E. coli compaia durante il processo di produzione di una pianta geneticamente modificata e persista in qualche modo fino a quando il prodotto arriva sul mercato. E allora come mai non si guarda anche in questa direzione? Se non ci sono certezze non ci sono per nessuno.

Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia

AGGIORNAMENTO del 11.07.2011: leggi Batterio Killer E-Coli: falle nel sistema di allerta

Nella categoria: News, OGM & Salute

Nessuno sciacallaggio sulla tragedia norvegese

Luglio 23rd, 2011
Post2PDF Versione PDF | 9 Comments

Le notizie che ci arrivano dalla Norvegia sono sconvolgenti e non a caso si scopre una relazione diretta con gli indimenticabili orrori dei genocidi nazisti.

A poche ore dalla tragedia il GR1 descriveva il criminale, autore delle stragi, come “titolare di una azienda agricola biologica e questo gli ha permesso di procurarsi l’esplosivo“.
Vogliamo dire con estrema chiarezza che noi non stabiliamo alcuna relazione tra una una tecnica di coltivazione agricola ed un pazzo criminale neo-nazista. Questo sito non lascerà alcuno spazio che possa consentire qualunque tipo di ambiguità su questa vicenda che non esiteremmo
a definire di volgare sciacallaggio.
Ci possiamo solo augurare che anche coloro che avversano le nostre posizioni dichiarino una simile presa di distanza dalle false speculazioni, appena ribadite, sulle inesistenti relazioni tra suicidi di agricoltori indiani ed utilizzo di semi di cotone trasgenico.

Nella categoria: News, OGM & Mondo

La Greenpeace DOC è pro-OGM

Luglio 20th, 2011
Post2PDF Versione PDF | 7 Comments

Torna a farsi sentire uno dei fondatori ed ex-direttore di Greenpaece International, Patrick Moore. Non ha cambiato idea né sul fatto di essere pro-OGM né sulle critiche alla generazione rampante dell’organizzazione.

Un riferimento pragmatico per dimostrare come i veri ambientalisti sono favorevoli all’uso degli OGM.

Leggi Greenpeace ed OGM

Nella categoria: News, OGM & Ambiente, OGM & Politica

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…