Futuragra pubblica i suoi sondaggi

Novembre 27th, 2012
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Confesso di non aver ancora visto i dati del rapporto sugli OGM, ma credo sia utile vedere cosa emerge da un sondaggio commissionato da mani diverse dalle solite: ecco il comunicato stampa di oggi.

duilio campagnolosilvano dalla libera

OGM: il 55% degli italiani chiede di riprendere la ricerca.
Possibilisti sull’acquisto di alimenti biotech il 52%

I risultati della ricerca ISPO per Futuragra

Roma, 27 novembre 2012 – Per il 55% degli italiani è utile continuare a fare ricerca scientifica sugli OGM e il 52% appare possibilista rispetto all’acquisto futuro di prodotti biotech. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca ISPO per Futuragra, l’associazione di agricoltori che si batte per l’introduzione delle biotecnologie in Italia. Informazione, ricerca scientifica e propensione all’acquisto sono i temi del sondaggio presentato oggi a Roma dal Prof. Renato Mannheimer (ISPO Ricerche) e Silvano Dalla Libera (Vicepresidente di Futuragra).

All’evento presso l’Hotel Bernini di Roma sono intervenuti il Sen. Giancarlo Galan, già Presidente della Regione Veneto, Ministro delle Politiche agricole e Ministro per i beni culturali, Gianni Betto, Direttore Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva sui dati dell’informazione radiotelevisiva in tema di OGM ai cittadini, l’On. Maria Antonietta Farina Coscioni, Deputata radicale e segretario della Xll Commissione Affari Sociali Camera e il Prof. Aristide Police, ordinario diritto amministrativo Università di Roma Tor Vergata sui nuovi scenari per l’agricoltura italiana dopo la sentenza della Corte di giustizia europea.

Favorevoli alla ricerca scientifica sugli OGM e possibilisti sull’acquisto

Il 55% degli italiani ritiene che sia utile continuare a fare ricerca scientifica sugli OGM e solo il 17% non è d’accordo. Il 62% pensa che gli scienziati italiani abbiano diritto di fare ricerca alle stesse condizioni dei colleghi degli altri Paesi. Il 49% non è d’accordo sul fatto che l’Italia abbia interrotto la sperimentazione. Tra i più forti  sostenitori della ricerca scientifica i laureati e i 35-44enni.

Il 52% degli italiani prenderebbe in considerazione la possibilità di acquistare prodotti alimentari OGM a determinate condizioni. Il primo driver di scelta (48%) riguarda i possibili benefici per la salute seguiti dalla loro maggiore sostenibilità ambientale (37%) e da un prezzo più contenuto rispetto a un prodotto equivalente (per il 27% del campione). Coloro i quali non acquisterebbero OGM a nessuna condizione rappresentano un quarto della popolazione.

“La ricerca mette a nudo il deficit di conoscenza sul tema degli OGM presso l’opinione pubblica italiana, al centro di messaggi spesso ideologizzati e bersagliata da dibattiti in cui le ragioni della scienza sono poco rappresentate, ha commentato ilProf. Mannheimer. Non deve dunque sorprendere se in un contesto di questo tipo la richiesta sia proprio quella di ridare la parola alla scienza e alla ricerca. La propensione all’acquisto espressa da più della metà della popolazione è un segno di grande maturità dei consumatori che manifestano meno pregiudizi di quanto fino ad oggi si sia voluto far credere. Questi dati aprono uno scenario nuovo nel dibattito e dimostrano un’apertura che non potrà essere ignorata in futuro”.

Attenzione per gli agricoltori

La maggioranza della popolazione (52%) è concorde con il fatto che se la legge permette di vendere OGM allora dovrebbe anche consentirne la coltivazione. Allo stesso tempo gli italiani si dimostrano sensibili al deficit di competitività dei coltivatori italiani. Per il 56% non è giusto che gli agricoltori stranieri possano produrre e poi vendere in Italia prodotti OGM se agli agricoltori italiani è impedito di coltivare mentre solo il 7% ritiene che questa situazione non ponga un problema di competitività. “Queste risposte sono quelle che ci danno più fiducia per il futuro, prosegue Dalla Libera. Al di là del dibattito sbilanciato su questo tema, gli italiani percepiscono l’agricoltura come un settore produttivo primario”.

“Abbiamo cercato di capire quale fosse l’origine di tanto scetticismo verso gli OGM, ha dichiarato Silvano Dalla Libera, Vicepresidente di Futuragra. Questa ricerca dimostra con grande chiarezza che se da un lato siamo di fronte a un fortissimo deficit di informazione dovuto a un dibattito squilibrato, dall’altro esiste una forte domanda di conoscenza che non può rimanere insoddisfattaL’Italia deve riprendere la sperimentazione e deve applicare le direttive comunitarie che consentono già oggi di coltivare sementi biotecnologiche nel nostro Paese”.

Informazioni sul sondaggio

Sondaggio ISPO Ricerche srl/3G Deal & Research srl per Futuragra. - Campione rappresentativo popolazione italiana maggiorenne  - Estensione territoriale: nazionale  - Casi: 800 - Metodo: CATI  - Rifiuti/sostituzioni: 1.077  - Date di rilevazione: 7-8 novembre 2012 - Margine di approssimazione:3,5%

Per informazioni:

Ufficio stampa Futuragra: 02 4351 1671

ISPO Ricerche: Dott.ssa Claudia Brunelli, 02 4800 4104

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La COOP sono “loro”

Novembre 27th, 2012
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Il tema dei “noi” e dei “loro” fa parte della polemica politica di questi giorni. Anche gli spot che assillano molti avventori dei supermercati COOP che rivendicano verginità per essere esenti dagli OGM ci chiariscono che la COOP non siamo “noi”.

Ora qualcun altro trova disagio, non come noi per le pubblicità anti-OGM, ma per questioni più dirette e personali:

http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2012/11/25/28690-noi-siamo-la-coop-e-questo-non-e-uno-spot-un-gruppo-di/

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Etichettatura alimenti derivati da OGM

Novembre 22nd, 2012
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Di Alberto Guidorzi

In concomitanza alle elezioni presidenziali USA sono stati sottoposti a voto popolare vari referendum statali e uno di questi (nota come proposta 37), fatto in California, lo stato più anti OGM degli USA, verteva sulla etichettatura o meno di tutti i prodotti alimentari grezzi o preparati, sia di origine animale o vegetale e contenenti del materiale genetico modificato. La proposta 37 interdiceva ogni accostamento all’aggettivo “naturale” per tutti gli alimenti provenienti da animali nutriti o “punturati” con medicine o vaccini ottenuti con l’uso di OGM . Per volgarizzare sarebbe come se dichiarassimo “non naturali” i formaggi ottenuti con caglio OGM o addirittura i diabetici che usano insulina prodotta da OGM.

La proposta è stata rigettata con il 53,7% dei voti contro un 46,3%. In altri termini si è realizzato un brusco voltafaccia tra gli elettori, in quanto sondaggi di metà settembre davano 61% di favorevoli all’etichettatura e solo il 25% di contrari.

Per contro i non favorevoli basavano i loro motivi di convinzione dell’elettorato sul fatto che l’etichettatura avrebbe comportato costi enormi è facenti rincarare il cibo, soprattutto in assenza di benefici per la salute pubblica. Inoltre vi era il rischio di intasare i tribunali con cause penali e civili aventi per oggetto danni presunti. In altri termini sulla bocciatura del referendum sono prevalse considerazioni di carattere economico e di rifiuto di ingerenza dello Stato. Il tutto era supportato dal pronunciamento di una grossissima maggioranza degli esperti in materia di biologia e di medicina.

Vediamo ora chi erano le organizzazioni favorevoli e contrarie che sono entrate in campo per esercitare potere di convinzione e quanti mezzi economici sono stati spesi.

I favorevoli all’etichettatura erano delle associazioni dei consumatori e dei produttori di alimenti biologici, il partito democratico, i partiti verdi e organizzazioni anti-OGM. Essi hanno messo in campo 8.7 milioni di $ derivati in gran parte dalle associazioni dei consumatori e dai produttori di cibi autodefiniti “naturali”; si ricorda che il partito democratico è nettamente maggioritario in California, ma sembra che non abbia dato sostegni economici. Contrari all’etichettatura era tutta l’industria dell’agroalimentare americana e quindi i fondi messi disposizione sono stati ben maggiori, vale a dire circa sei volte di più, ossia 45,6 milioni di $ raccolti da ben 39 grandi imprese (Dupont, Pepsico, Bayer, Kraft, Nestlé, CocaCola ecc.) Monsanto da sola vi ha contribuito per il 17,8%, cioè 8 milioni di $. Vi erano tuttavia anche scienziati rinomati, associazioni di agricoltori, e dirigenti di istituzioni che si occupano di salute pubblica.

Come si sono comportati i media?

La grande maggioranza della carta stampata (18 giornali contro 4) si è pronunciata contro l’etichettatura ed il motivo principale addotto era che essa rappresentava una complicazione amministrativa inutile in quanto la responsabilità di apporre l’etichetta era del distributore e non sul produttore, con conseguenti possibile denunce e relative cause per danni. La questione salutare non è stata molto usata in ambito massmediatico. Sicuramente i perdenti diranno che i massmedia sono stati comprati con i soldi della Monsanto, anche essa ha inciso solo per un 18% nelle sovvenzioni, La realtà è invece che gli americani si sono più preoccupati dal fatto di porre freni all’economia e d’inserire complicazioni amministrative volute dagli anti-OGM, piuttosto che nel prendere in considerazione eventuali effetti negativi sulla salute animale e umana. Indirettamente quindi gli americani, a differenza degli europei, dimostrano di avere molta più fiducia delle autorità scientifiche e sanitarie che sono intervenute per dire che pericoli non ve ne erano.

Si potrebbe quindi trarre la seguente conclusione: dato che il preteso rischio sanitario non esiste ed è ciò che hanno dimostrato le autorità sanitarie, la proposta è stata valutata solo per l’impatto sui costi e per l’intromissione dello Stato e perciò scientemente rifiutata.

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Dedicato ad OGM bb

Novembre 16th, 2012
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Tanto per far capire che non scherziamo per nulla, ieri sono state pubblicate 6 domande scientifiche da fare ai candidati alle primarie, quindi per ora solo a quelli del centro-sinistra, poi si vedrà.
L’iniziativa parte da alcuni blogger e dalla direttrice de Le Scienze, Claudia Di Giorgio.

Una delle domande verteva sugli OGM, ma nella sua impostazione iniziale era molto vaga, qualcosa del tipo: che ne pensa della ricerca sugli OGM e che ne pensa dell’etichettatura degli OGM.
Tutti i candidati avrebbero risposto che la ricerca deve continuare e deve essere più finanziata e che gli alimenti OGM devono essere etichettati visto che lo prevede una legge europea.

Salmone Sagri si è inserito nel dibattito on line ed ora la domanda 5 è profondamente cambiata:

5. Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di Ogm e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi Ogm?

Ora ci si deve schierare per la sperimentazione in campo e già qualche differenza di posizione ce l’aspettiamo, ma il pepe è sull’etichettatura (di qui la dedica al nostro anti-OGM bb).
Come faranno a dire che non li vogliono etichettare? Vendola di sicuro abboccherà subito all’amo, ma qualcuno di più saggio e responsabile avrà qualche tormento d’intestino.
Se chiede l’etichettatura mette in difficoltà i Consorzi di tutela, i grandi Supermercati e i consorzi agrari che vendono i mangimi OGM.
Ma per dire che l’etichettatura non serve devono spiegare che:
1. Seralini non ne ha detta una giusta,
2. gli OGM non provocano danni alla salute, allergie o danni all’ambiente
3. va bene acquistarli in Sudamerica
4. che se continuiamo così con un doppio binario le grandi aziende stanno buone anche se sulla pelle di agricoltori e scienziati.

Vediamo ora come ne escono da questo dedalo. Forse da politici, ma forse per una volta capiranno che non è tacendo e facendo marcire le situazioni che queste si risolvono. Forse capiranno che se si vuole fare politica le complessità vanno affrontate e non accantonate o appaltate ad una sola parte in causa.

Nella categoria: News, OGM & Politica, OGM & Salute

Il 27 novembre parla Futuragra

Novembre 13th, 2012
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Conferenza Stampa di Futuragra per commentare un sondaggio IPSO che certifica come sono stati disinformati gli Italiani dai media sul tema delle biotecnologie. I mezzi di comunicazione hanno spesso sostenuto le loro tesi di parte, faziose ed ideologiche più che fornire un servizio al pubblico.

Leggi l’invito alla conferenza stampa di Futuragra

Nella categoria: News, OGM & Luoghi comuni, OGM & Politica

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…