Il candidato alle elezioni politiche Catania scrive a Clini

Gennaio 31st, 2013
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clausola-o-non-clausolaOgm: Catania a Clini, valutare clausola di salvaguardia Italia

Il ministro per le Politiche agricole e alimentari, Mario Catania, “ha chiesto formalmente al responsabile dell’ambiente Corrado Clini, essendo il ministro che ha le maggiori competenze in materia, di guardare concretamente alla prospettiva di una clausola di salvaguardia per la coltivazione di Ogm in Italia”. Nel contempo ha chiesto alle sue strutture “di lavorare su un dossier tecnico che esamini questa possibilità”. Catania, interrogato sul dossier Ogm a Bruxelles in margine al consiglio dei ministri dell’Agricoltura e della pesca, ha affermayo “di non ritenere, personalmente, che al sistema economico agroalimentare italiano giovino gli Ogm, anzi tutt’altro. I consumatori poi - ha detto - non li percepiscono positivamente. Detto questo, se si volesse effettivamente arrivare all’introduzione in Italia di coltivazioni Ogm sul territorio - ha spiegato - è assolutamente necessario che ci sia un quadro giuridico di garanzia per chi gli Ogm non li fa e vuole continuare a fare agricoltura tradizionale o biologica”. Sull’iniziativa avviata Catania “non tira nessuna conclusione, ma ritiene che in questa fase, considerato una somma di fattori in campo, ci siano le condizioni per prendere seriamente in considerazione” l’introduzione di una clausola di salvaguardia, prima di tutto sul piano tecnico e poi sul piano politico. “E lì - ha concluso - non spetta solo a me pronunciarmi in quanto siamo in diversi a dover decidere, a partire da Clini stesso”. (ANSA).

martedì, 29 gennaio 2013, 10:26

http://www.conipiediperterra.com/ogm-catania-a-clini-valutare-clausola-di-salvaguardia-italia-0129.html

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Un’altra conversione

Gennaio 29th, 2013
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di Alberto GUIDORZI

alberto_guidorzi
Un dibattito sugli OGM imperversa in Ecuador: dopo averli banditi nel nome dell’ambiente, il presidente Rafael Correa dichiara di aver commesso un grave errore privandosi di queste coltivazioni e promette di reintrodurle, se sarà eletto nel prossimo mese di febbraio; ciò al fine di lottare contro la povertà. Nel 2008, questo economista di sinistra e campione dell’anticapitalismo in America latina, ha fatto inserire nella Costituzione del paese attraverso un referendum l’interdizione degli organismi geneticamente modificati, dichiarando dunque il paese andino libero da coltivazioni e sementi transgeniche. Il testo prevede eccezioni solo in caso di interesse nazionale e ciò ad insindacabile giudizio del Capo dello Stato o del Congresso.

Tuttavia a meno di un mese dalle elezioni presidenziali del 17 febbraio p.v. Rafael Correa, grande favorito per un ulteriore mandato di quattro anni, ha operato uno spettacolare voltafaccia ammettendo l’errore dall’aver inserito la proibizione nella Costituzione. Dichiara, inoltre, di essersi lasciato fuorviare da un ecologismo infantile. Egli afferma che le sementi geneticamente modificate possono quadruplicare la produzione e fare uscire dalla miseria le popolazioni contadine più povere. E’ per questo che egli emenderà la Costituzione, facendo con ciò infuriare gli ecologisti, che si sentono traditi dal ripensamento dl Presidente.

Il portavoce della rete dei guardiani delle sementi Javier Carrera, una ONG che promuove l’agricoltura biologica, pensa che sarebbe dannoso autorizzare gli OGM in Ecuador in quanto è un paese convertito, per la sua biodiversità, in banca genetica dell’umanità. Sarebbe un grave rischio, sottolinea, permettere l’uso di sementi che possono provocare una contaminazione genetica.

La questione dei vantaggi degli OGM in termini di produttività è oggetto di discussione. Certi vi vedono più un mito che la realtà, è ciò che pensa Roberto Gortaire, membro della conferenza multinazionale ed interculturale per la sovranità alimentare, che è un movimento di cittadini fondato per difendere l’agricoltura biologica. In Ecuador vi sono 15.000 aziende che hanno adottato il sistema dell’agricoltura ecologica e più di 120 imprese commerciali sono incaricate di vendere questi prodotti sul mercato; Gortaire assicura che il biologico produce di più della media. Secondo lui vi sono dei gruppi economici che hanno l’interesse che l’Ecuador non sia più dichiarato libero dagli OGM al fine di fare i loro affari.

La crociata del Capo dello Stato malgrado tutto ha ricevuto il sostegno di certi settori accademici. Per Cesar Paz y Mino, docente dell’istituto di ricerca biomedicale dell’università delle Americhe di Quito, la proibizione delle sementi transgeniche costituisce un freno per la scienza. Noi ci priviamo di uno strumento potenziale afferma, compreso lo sviluppo della sua tecnologia, anzi teme che l’Ecuador possa subire una perdita di competitività rispetto ai paesi vicini. Le coltivazioni transgeniche non fanno altro che guadagnare terreno in America del Sud dove i paesi che le hanno autorizzate (Argentina, Brasile, Cile, Colombia e Uruguay) sono ben più numerosi di quelli che ora le proibiscono (Venezuela, Perù ed Ecuador).

Il ricercatore rifiuta anche l’argomento dei detrattori secondo i quali gli OGM minacciano la salute e sono causa di rischi di allergie, d’aborto spontaneo o di complicazioni intestinali. Non esistono prove definitive che indichino che il consumo di questi tipi di alimenti siano nocivi. Seppure gli OGM siano vietati in Ecuador, non è così per le importazioni dei prodotti che li contengono. Infatti, la maggioranza del bestiame consuma alimenti a base di mais o soia geneticamente modificati.

http://www.romandie.com/news/n/_Vif_debat_sur_les_OGM_en_Equateur11250120130634.asp

Vif débat sur les OGM en Equateur
QUITO - Le débat sur les OGM fait de nouveau rage en Equateur: après les avoir bannis au nom de l’environnement, le président Rafael Correa assure avoir commis une grave erreur en se privant de ces cultures qu’il promet désormais de relancer s’il est réélu en février, afin de lutter contre la pauvreté.

En 2008, cet économiste de gauche, l’un des champions de l’anticapitalisme en Amérique latine, a fait graver par référendum dans la Constitution l’interdiction des organismes génétiquement modifiés avec une loi déclarant le pays andin libre de cultures et semences transgéniques.

Le texte ne prévoit d’exceptions qu’en cas d’intérêt national, à l’appréciation du chef de l’Etat ou du Congrès.

Mais à quelque mois de la présidentielle du 17 février, M. Correa, grand favori pour un nouveau mandat de quatre ans, a opéré une spectaculaire volte-face: invoquant une erreur dans la Constitution, il assure s’être laissé berné par l’écologisme infantile.

Les semences génétiquement modifiées peuvent quadrupler la production et tirer de la misère les couches les plus pauvres, clame-t-il désormais, annonçant qu’il amendera la Constitution, à la grande fureur des écologistes, qui s’estiment trahis par ce revirement présidentiel.

Porte-parole du Réseau des gardiens de semences, une ONG promouvant l’agriculture bio, Javier Carrera estime qu’il serait très dangereux d’autoriser les OGM en Equateur, un pays converti par sa biodiversité en banque génétique de l’humanité.

Ce serait un énorme risque de permettre l’usage de semences qui pourraient provoquer une contamination génétique, souligne-t-il.

La question des avantages des OGM en termes de productivité sème aussi la controverse. Certains y voient plus un mythe qu’une réalité, à l’image de Roberto Gortaire, membre de la Conférence plurinationale et interculturelle pour la souveraineté alimentaire, un mouvement citoyen fondé pour défendre l’agriculture écologique.

En Equateur, il y a environ 15.000 exploitations qui ont adopté le système de l’agriculture écologique et plus de 120 démarches commerciales ont été prises pour vendre ces produits sur le marché, confie-t-il, assurant que ce type d’agriculture peut avoir un rendement plus élevé que la moyenne.

Mais, selon lui, plusieurs groupes économiques ont intérêt à ce que l’Equateur ne soit plus déclaré libre d’OGM pour pouvoir réaliser des bénéfices.

La croisade du chef de l’Etat a malgré tout reçu le soutien de certains secteurs académiques. Pour Cesar Paz y Miño, doyen de l’Institut de recherches biomédicales de l’université des Amériques de Quito, la prohibition de semences transgéniques constitue un frein pour la science.

Nous nous interdisons d’un instrument potentiel, y compris pour le développement, la technologie, affirme-t-il, craignant que l’Equateur n’accuse une perte de compétitivité par rapport à ses voisins.

Les cultures OGM ne cessent en effet de gagner du terrain en Amérique du sud où les pays qui l’autorisent (Argentine, Brésil, Chili, Colombie et Uruguay) sont bien plus nombreux que ceux qui l’interdisent actuellement (Venezuela, Pérou et Equateur).

Le chercheur réfute également l’argument de ses détracteurs selon lesquels les OGM menacent la santé par des risques d’allergies, d’avortement spontané ou de complications intestinales. Il n’y a pas de preuves tranchantes indiquant que la consommation de ce type d’aliments est nocive, explique-t-il.

Si les cultures OGM sont interdites en Equateur, ce n’est d’ailleurs pas le cas pour l’importation de produits qui en contiennent. Ainsi la majorité du bétail y consomme des aliments à base de maïs ou soja génétiquement modifiés.
(©AFP / 25 janvier 2013 06h31)

alberto_guidorzi

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Vincenzo Cappellini scatenato sul tema Aflatossine nel mais

Gennaio 28th, 2013
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Da Il Resto del Carlino di Rovigo: E’ la stesso miopia che hanno sugli OGM

Da Il Gazzettino di Rovigo: Meglio togliersi dalla Coldiretti

Da La Voce di Rovigo: Aflatossine, inspiegabile posizione della Coldiretti

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L’Agenzia Europea per l’Ambiente si affida a David Quist

Gennaio 28th, 2013
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bufaleQualcuno lo avrà forse scordato ma David Quist fu al centro del dibattito sulla presunta contaminazione stabile e trasmissibile del mais messicano con transgeni derivati da mais Bt con un articolo pubblicato su Nature nel 2001
http://www.nature.com/nature/journal/v414/n6863/full/414541a.html

Difficile è oramai trovare in rete a cosa fu costretta dalle evidenze scientifiche degli scienziati internazionali la stessa prestigiosa rivista Nature con una nota (in arancione) dello stesso editore che si autoaccusa di aver pubblicato un articolo che non aveva evidenze scientifiche che giustificassero la stessa pubblicazione dell’articolo originale:
http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2007/09/editorialnoteeditor.pdf

Ora Quist e coworkers hanno fatto carriera e ci spiegano come sia saggio diffidare degli OGM: non aspetteremo la nuova ritrattazione, ci siamo già fatti un’idea della solidità scientifica di queste affermazioni.

Leggete il commento di Marcel Kuntz
http://www.marcel-kuntz-ogm.fr/article-aee-noyaute-114755500.html

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Fermare il Declino prende posizione sugli OGM e quote latte

Gennaio 24th, 2013
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http://www.fermareildeclino.it/fare/approfondimento-agricoltura

Vi riporto solo qualche stralcio del programma:

Approfondimento agricoltura

Agricoltura
La superficie media dell’impresa agricola italiana è di 7,9 ettari a fronte dei 53 di quella francese, i 56 di quella tedesca, i 65 di quella danese, i 79 di quella del Regno Unito e i 152 di quella Ceca. E’ la fotografia di un sistema produttivo che sconta inefficienze decennali, frutto prima di tutto di una eccessiva frammentazione fondiaria e di un utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune finalizzato prevalentemente a sostenere lo status quo piuttosto che a superare le cause profonde di queste inefficienze.

Non si può continuare a negare, alle imprese agricole italiane, il diritto di avvalersi delle tecnologie che migliorano le rese unitarie o garantiscono rese analoghe con minori imputs produttivi. Il bando all’uso delle varietà geneticamente modificate iscritte al catalogo comune europeo, per le quali nessuna evidenza scientifica ha mai dimostrato pericoli per la salute umana e per l’ambiente, deve essere rimosso. Allo stesso tempo va rimosso l’anacronistico bando alla ricerca in campo aperto sulle biotecnologie agrarie, che potrebbe rappresentare un fondamentale strumento per il recupero e la difesa di importanti varietà tradizionali italiane.

Numerose evidenze supportate dalle risultanze di indagini investigative hanno portato alla luce tali e tante incongruenze nella gestione delle anagrafi bovine e dell’intero sistema di gestione delle quote latte e delle erogazioni in agricoltura, da suggerire la possibilità, tutt’altro che remota, che l’Italia non abbia mai sforato la quota nazionale ad essa assegnata, e che di conseguenza i prelievi sugli allevatori siano di fatto illegittimi. Qualsiasi decisione in merito alla riscossione dei tributi agli allevatori deve essere subordinata alla piena chiarezza su queste vicende.

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Le rubriche di Salmone

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