Condannato il MIPAF per mancata risposta

Febbraio 26th, 2013
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Ancora un successo per Gabriele Pirocchi nella causa di Silvano Dalla Libera contro il MIPAF. Questi viene condannato a pagare i primi 1000 euro più altre spese ed ha 30 giorni di tempo per rispondere. I ricorsi convengono e quindi meglio subissare il ministero di richieste.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%202T/2012/201204969/Provvedimenti/201302022_01.XML

Il ricorso introduttivo del giudizio è dunque fondato e per l’effetto va ordinato all’amministrazione intimata di concludere il procedimento - iniziato con la domanda presentata dalla società ricorrente in data 30 gennaio 2012/ 7 febbraio 2012 - entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della presente sentenza.

Atteso che la risarcibilità del danno prospettato dalla società ricorrente discende dalla spettanza del bene della vita, la relativa domanda, allo stato, deve essere respinta non essendo stata accertata la fondatezza della pretesa sostanziale dedotta con il ricorso.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda Ter,

- accoglie l’azione avverso il silenzio proposta con il ricorso introduttivo e, per l’effetto, ordina all’amministrazione intimata di concludere il procedimento entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore, della presente sentenza;

- dichiara inammissibile il ricorso per motivi aggiunti;

- condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate complessivamente in € 1.000,00 (mille/00), oltre accessori di legge, in favore della società ricorrente.

Contributo unificato refuso.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2012 con l’intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Maria Cristina Quiligotti, Consigliere, Estensore

Roberto Caponigro, Consigliere

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La corsa degli OGM continua inarrestabile

Febbraio 25th, 2013
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Mappa coltivazioni OGM

Mappa coltivazioni OGM

Nell’ultimo rapporto ISAAA ancora numeri di grande crescita delle superfici e del gradimento degli OGM nel mondo.
Per la prima volta dall’introduzione degli OGM i Paesi in via di sviluppo superano i Paesi sviluppati per numero di ettari coltivati con OGM.

Ancora 17 milioni di nuovi ettari coltivati ad OGM nel mondo. Come se molto più di tutta la superficie agricola dell’intera Italia si fosse aggiunta alle superfici coltivate con OGM solo 12 mesi fa. Ancora una volta la superficie media per campo OGM nel mondo resta sotto i 10 ettari, dimostrando che è una tecnologia anche per piccoli proprietari, ma non per coloro che hanno piccole capacità di visione.

Il Brasile continua la corsa agli OGM e raggiunge i 36 milioni di ettari ad OGM, secondo stato al mondo per superficie coltivata.
L’India aumenta gli ettari coltivati a cotone ed aumenta la percentuale di questi coltivati a cotone OGM: 93%. Quindi o Vandana Shiva ha ragione e l’India sta per suicidarsi in massa oppure è l’attivista indiana a non sapere cosa accade in quello che era il suo paese.

Aumentano del 13% le coltivazioni di OGM in Europa con in testa la Spagna che è arrivata al 30% di uso di mais OGM.

Arrivano nuovi Paesi coltivatori di OGM, tra questi il Sudan e Cuba che coltiva 3000 ettari del SUO mais OGM per un programma di abbattimento dell’uso dei pesticidi

In a landmark event Cuba joined the group of countries planting biotech crops in 2012. For the first time, farmers in Cuba grew 3,000 hectares of hybrid Bt maize in a “regulated commercialization” initiative in which farmers seek permission to grow biotech maize commercially. The initiative is part of an ecologically sustainable pesticide-free program featuring biotech maize hybrids and mycorrhizal additives. The Bt maize, with resistance to the major pest, fall armyworm, was developed by the Havana-based Institute for Genetic Engineering and Biotechnology (CIGB).

Oramai l’81% sia della soia che del cotone mondiale sono OGM ed anche il trend del mais OGM è in costante aumento: il 35% del mais mondiale è OGM. La siccità ha colpito anche gli USA sul 55% del suo miliardo di ettari coltivati. Le perdite per la scarsa qualità di soia e mais sono state ingenti. La stima è che solo per la siccità in Texas il mais abbia subito perdite nel 2011 di 7,6 miliardi di dollari e questa cifra sarà ancora superiore per i valori del mais 2012. Non sorprende quindi il lancio nel 2013 del primo mais OGM resistente alla carenza d’acqua: ne vedremo l’efficacia e la produttività.

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La farina del sacco sbagliato

Febbraio 22nd, 2013
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imgres1L’enorme mercato delle farine animali non si era mai fermato nonostante l’indice puntato su di loro da 12 anni (in Italia), da almeno 20 nel Regno Unito e da oltre 30 sui giornali scientifici di tutto il mondo. Ora prendono nuovo vigore con delle liberalizzazioni progressive ben illustrate da Alberto Guidorzi. Certo viene da pensare che al posto di preoccuparsi di OGM sicuri potrebbero preoccuparsi dei rischi veri dell’uso di farine animali… Ed invece non sorprende nemmeno il gioco delle tre carte dei deputati francesi che votano, si pentono, criticano ed approvano allo stesso tempo.

Ma inutile ragionare sui retroscena: prendiamoli in parola e aiutiamoli nella loro battaglia. Josè Bovè vuole che si etichettino le carni di animali nutriti con farine animali: pienamente d’accordo! siamo pronti a lanciare una raccolta di firme. Solo aggiungerei che vorrei la stessa etichetta sulle PIANTE NUTRITE CON FARINE ANIMALI (per i pochi che ancora non lo sapessero stiamo parlando di una cospicua parte delle produzioni biologiche), ed allora lì forse ci perderemmo la zavorra delle signore e dei signori eurodeputati francesi.

Leggi farine animali e Soia OGM nei mangimi

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Botta e risposta tra Vincenzo Cappellini e Coldiretti

Febbraio 21st, 2013
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Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale il 21/02/2013

La polemica non sembra spegnersi (leggi anche http://www.salmone.org/vincenzo-cappellini-aflatossine-og/ ) e Coldiretti viene messa in discussione tanto da essere costretta ad una replica che non da risposte puntuali, ma solo allusive e mancanti di una qualunque visione che non sia quella di difendere i prodotti tipici. Un’agricoltura pensata per non rinnovarsi e non competere come se non avessimo capito tutti che sovvenzioni statali ed Europee non terranno più in piedi questo sistema di produzioni.

Leggi articolo di Visentin e la risposta di Cappellini

Il 21 Febbraio Cappellini rilancia sulla stampa locale con un nuovo articolo su “Coldiretti: una politica arretrata

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Denominazione d’Origine (poco) Controllata

Febbraio 20th, 2013
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Il negoziato con gli USA si avvia su un binario morto. L’UE cerca di imporre denominazioni d’origine di prodotti ottenuti alimentando il parco zootecnico con vegetali prodotti negli USA. Siamo partiti bene per tenere aperto a lungo il negoziato. Tanto loro esportano a tutto spiano col dollaro sottovalutato e noi importiamo pagando con moneta pregiata. Già questo stallo è un buon accordo (per loro).

Leggi il negoziato tra USA e UE

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…