Non vogliamo pagare le multe

Giugno 27th, 2013
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Morandini scrive al Ministero: Perché sì agli OGM

Nella categoria: News, OGM & Politica

12.000 scienziati dicono si

Giugno 27th, 2013
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12.000 scienziati dicono si agli OGM: quanti sono quelli (veri, non quelli di pallanza) contrari?

http://www.ilsussidiario.net/mobile/Scienze/2013/6/26/NO-OGM-Come-ti-smonto-il-pregiudizio-antiscientifico-che-ci-lascia-solo-rischi/3/406418/

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Tre per una clausola

Giugno 24th, 2013
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Tre scimmiette Ora tutti vogliono la clausola di salvaguardia, ma nessuno sa come scriverla. L’ipotesi è di mettersi in tre, Agricoltura, Ambiente e Sanità, casomai con un bicchierino che traballa su un tavolino improbabile. (Leggi De Girolamo contro gli OGM sul Corriere della Sera) L’idea ancora non gli è venuta, speriamo bene che prima di emanare il decreto lo facciano vedere al ministro degli Esteri, a quello delle politiche comunitarie, al titolare della Giustizia e sopratutto che nessuna procedura d’infrazione possa ricadere sulle spalle dei contribuenti.

Noi qui da Salmone facciamo una piccola proposta operativa. Il campo (o meglio i campi) con mais OGM sono già seminati. Non perdete un anno di tempo. Decidete che adottate quei campi, li convertite in siti sperimentali, erogate un piccolissimo finanziamento (anche diecimila volte meno di quanto ci state facendo pagare le multe delle quote latte) e chiedete a due gruppi di esperti uno favorevole e l’altro contrario all’uso di OGM di effettuare tutte le verifiche che ritengono opportune ed economicamente possibili. I gruppi stilano una relazione entro il 31 gennaio 2014 e poi le analisi fatte da ognuno vengono ripetute per l’annata 2014 da organismi terzi facendo gestire a dei notai l’assortimento dei campioni e facendo fare le analisi a laboratori che non conoscono la sorgente dei campioni. Si dovrebbero ripetere almeno per un terzo anno le analisi, ma siamo certi che dopo due anni qualcuno troverà delle grandi emergenze che giustificheranno la redazione della clausola di salvaguardia che sarà farlocca come quelle che fin qui si è vista recapitare l’EFSA da vari stati, ma almeno avrà l’apparenza di disporre di nuovi dati sconosciuti. Vi ricordo che state spendendo 3 milioni di euro per Stamina già conoscendo il risultato prima di partire (come nel caso Di Bella d’altronde), basterebbero anche 10 volte meno fondi. Effetto secondario per il Presidente Letta: con questo sistema il cerino passerebbe al successore, che poi è la sola politica che funziona in questo Paese.

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La Democrazia secondo Ezio Mauro

Giugno 21st, 2013
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un lupo Ezio Mauro è il direttore de La Repubblica, il giornale di riferimento del Partito Democratico, ma La Repubblica in tema di OGM ignora cosa voglia dire il confronto delle opinioni. Dalla scomparsa di Giovanni Maria Pace hanno creduto di poter fare a meno di un giornalista scientifico autorevole e chiunque si fosse espresso in termini favorevoli agli OGM (Umberto Veronesi, Tullio Regge) è stato semplicemente epurato. Il maschio alfa di Repubblica sugli OGM è Carlo Petrini, uno che vende il sale grosso a 40€ al chilo nelle sue boutique del gusto: forse non ha notato la crisi economica del Paese. Per farlo assurgere al ruolo di ispiratore del pensiero unico (anti-OGM) il sistema è semplice: di OGM su Repubblica parla solo lui e così l’harem è garantito.

Strano che in quel giornale nessuno ricordi che le ideologie ossessivo-compulsive dello scorso millennio non hanno avuto fortuna e ci sono costate parecchio.
Non c’è bisogno di essere dei maestri di giornalismo per uscire sconfortati dalla lettura della nuova performance del maschio alfa degli ogm-repubblichini.
L’attacco dove si annuncia che non è la solita polemica OGM, si OGM no lascia stupiti per il solo fatto di aver scritto l’eresia dell’OGM si, come se potessero davvero esistere gli asini che volano.
Si passa quindi ai 5 dogmi (chissà se è già prevista la scomunica in caso di dubbi su anche uno solo di questi punti e se si prevede la radiazione grillina per chi non si allinea democraticamente). Uso la parola dogma perchè contiene OGM.

Primo dogma: gli OGM si possono fare ovunque e li può fare chiunque e spazzerebbero via le nostre mille diversità. Ci provi lui a farli gli OGM allora visto che è così facile. Il fatturato atteso per quest’anno degli OGM è di 130 miliardi di dollari, se li facessero loro (ma solo per venderli ad altri) col 10% del mercato non pagheremmo l’IMU e faremmo anche calare l’IVA: forza Carlin facci sognare. Bella l’idea che spazzerebbero via la diversità; un mais o una soia OGM li pianti solo in una pietraia pianeggiante, se appena hai un terreno migliore cerchi di fare reddito con ben altro che un mangime dove due anni su tre non ti ripaghi le spese (ossia non ti ripaghi le spese nè per il raccolto 2012 nè per quello 2013, lo sanno già gli agricoltori che quest’anno sarà un disastro).

Secondo dogma. Il Senato ha detto basta agli OGM. Bravo, ben detto! Ma come mai il Senato lo ha scritto in un ordine del giorno senza farne una legge? Forse perchè sapeva che gli ordini del giorno fanno una fine peggiore di quella indicata da Ennio Flaiano per i quotidiani (ossia sono buoni per incartare il pesce)? Perchè il saggio e competente Senato (guidato per l’occasione dal senatore Scilipoti) non ci ha spiegato quale procedura attuare per bloccare gli OGM ed ha solo passato la patata bollente al Governo ben sapendo che nessuno ha una qualsiasi soluzione? Che colpe ha questo Governo che raccoglie tredici anni di cecità strategica di tutti i governi che lo hanno preceduto?

Terzo. “Qualcuno considera illiberale che un certo tipo di coltivazioni sia vietato”. Che strano, ma davvero non posso fare qualunque cosa mi passi per il cervello? Davvero in questo Paese è vietato nominare senatore il proprio cavallo? Ma qualcuno li rilegge questi testi prima di farglieli pubblicare? Da quale Medio Evo riaffiora un simile pensiero? Ma perchè non vietiamo tutto quello che non ci piace come ad esempio le automobili fatte dalla Toyota o gli yogurt della Danone? Ma anche le lavatrici AEG e le scarpe della Timberland, in fondo non sono a kilometri zero, danneggiano le produzioni nazionali e sono anch’esse produzioni industriali che fanno scomparire la nostra diversità industriale e ne consentiamo la vendita in Italia per la solita ossessiva degenazione del “libero mercato”. Ezio Mauro ne ha parlato con Bossi di questa strategia? Perchè in effetti l’ha pensata prima il Senatur. Ma la chicca finale non la si può perdere: “Chi fa biologico non danneggia il vicino chi semina OGM si”. Ma lo ha mai sentito dire il nostro maschio alfa che le farine animali usate come principale fertilizzante in agricoltura biologica finiscono nella falda. Ha mai pensato che il suo vicino vorrebbe poter produrre un vegetale qualsiasi adatto per il consumo di un vegetariano stretto e non lo può fare perchè il suo vicino bio(il)logico gli ha riempito il canale di farine di sangue, di corna, di epiteli e di residui di macellazione?

Quarto dogma. Coltivare OGM è vietato. Bene, allora andate a Vivaro e sequestrate il campo. Se la legge ve lo consente. Strano, molto strano che un giornale come Repubblica che fa della difesa della magistratura un suo faro, che ripete (sopratutto in questa settimana) che le sentenze della magistratura si accettano e non si discutono, che ripete in ogni suo articolo che la magistratura è un potere autonomo dello Stato e non è asservito al potere politico, strano, davvero molto strano che consenta ad un suo editorialista di punta di esprimere un pregiudizio preventivo su una possibile sentenza del giudice penale che sta processando Fidenato. Evidentemente la Giustizia è giusta solo quando ti da ragione. O forse brucia il fatto che SlowFood si sia costituita parte civile in quel processo ed abbia anche fornito un ricercatore “esperto” del campo che ha testimoniato sotto giuramento che esistevano delle prove sperimentali che dimostravano la pericolosità del mais MON810 come quello piantato da Fidenato come attestato da due pubblicazioni scientifiche. Siamo davvero certi che quelle due pubblicazioni citate sotto giuramento rispondevano all’esatta domanda del giudice ripetuta due volte? Ci fate vedere queste due pubblicazioni tanto chiare e conclusive?

Quinto ed ultimo. Il Governo deve decidere. Bene, bravo, giusto. Ma se posso permettermi prima di decidere sui mille metri quadri di Fidenato (cento metri di lunghezza per dieci di larghezza, fronte strada, insomma più che un campo una corsia) possiamo discutere se continuare a far entrare in Italia quei 4 milioni di tonnelate di soia OGM con cui nutriamo vacche e maiali e facciamo il meglio dei prodotti DOP ed IGP che esportiamo in tutto il mondo? Possiamo decidere che qualunque sia la sorte del campetto di Fidenato la stessa identica sorte sarà riservata ai mangimi OGM venduti in quasi tutti i Consorzi Agrari della penisola? Non è importante per gli imprenditori agricoli sapere se il campo di Fidenato andrà al raccolto o al rogo, quello che importa all’agricoltura italiana è se dovranno continuare a lottare per sopravvivere avendo le due mani legate dietro la schiena mentre paghiamo le intere filiere produttive di Argentina, Brasile Ucraina e Canada che ci consegnano a domicilio tutte le derrate alimentari, in gran parte OGM, che costano meno delle nostre ed hanno migliore qualità. Se si vuole distruggere il campo di Fidenato non abbiamo obbiezioni, basta che un minuto prima spariscano da tutti i Consorzi Agrari tutti i mangimi con OGM che alimentano da 17 anni il nostro parco zootecnico.

Nella categoria: News, OGM & Argomenti contro, OGM & Media

Futuragra scrive al governo

Giugno 20th, 2013
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Lettera aperta di futuragra al governo italiano
legalità, innovazione, libertà di scelta: ricostruire un patto di fiducia tra agricoltori e politica sulle macerie di 10 anni di scelte scellerate e illegittime.

Pordenone, 20 giugno 2013

Per oltre 10 anni la politica italiana non ha voluto affrontare seriamente il tema degli OGM in agricoltura e adesso cerca di metterci una pezza invocando una clausola di salvaguardia illegittima e priva di qualsiasi fondamento scientifico. La legge dà ragione agli agricoltori che vogliono seminare e non è più possibile impedirglielo.
Le responsabilità di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti.
Per anni la Conferenza Stato-Regioni si è sistematicamente rifiutata di varare le norme regolamentari che avrebbero consentito di affrontare serenamente la questione e oggi le sentenze hanno chiarito che anche senza queste norme coltivare OGM è possibile. Per anni il Ministero dell’Agricoltura ha preteso il rilascio di un’autorizzazione alla coltivazione che Futuragra ha sempre denunciato come illegittima e anche su questo la giustizia si è pronunciata e le ha dato ragione.
Si è deliberatamente lasciata morire la ricerca italiana sulle biotecnologie in agricoltura e lasciato che altri Paesi beneficiassero delle scoperte dei nostri ricercatori. Agli ideologi dell’agricoltura bucolica e oscurantista non è bastato tagliare i finanziamenti, azzerare i progetti e diffondere una cultura del sospetto verso chi comunque ha cercato di occuparsi di OGM. Hanno chiesto e ottenuto la distruzione fisica con le ruspe dei campi sperimentali dell’Università della Tuscia, finanziati dalla ricerca pubblica.

Il diritto è stato calpestato senza riguardo facendo appello a ogni forma di cavillo burocratico, senza la minima considerazione della legislazione europea, dei pareri dell’EFSA, dei risultati della ricerca scientifica in campo e del parere degli scienziati.
In nome di un’ideologia che vede nell’innovazione in agricoltura solo una minaccia e che predica il ritorno a un modo di produrre anacronistico e non sostenibile, gli agricoltori italiani sono stati costretti ad affrontare una crisi epocale senza poter accedere alle biotecnologie consentendo loro di competere a pari condizioni con i produttori degli altri Paesi.

La filiera agroalimentare italiana, fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo, si è guardata bene dal chiarire la realtà dei fatti ai consumatori e contribuire così a uscire dal clima di terrorismo mediatico nel quale gli italiani sono immersi. Senza l’importazione di prodotti OGM dall’estero come soia e mais la produzione del tipico si fermerebbe in pochi giorni.
Oggi è arrivato il momento di chiudere una stagione e di aprirne una nuova, lasciandosi dietro forme ideologiche medievali e condizionamenti anacronistici. Futuragra chiede al Governo di assumere in modo responsabile e nel rispetto delle leggi e degli impegni europei la guida di un processo che riporti un clima di fiducia tra agricoltori, consumatori e ricerca per mettere al primo posto il tema dell’innovazione biotecnologica in agricoltura senza la quale gli imprenditori agricoli saranno costretti a chiudere e andare a produrre all’estero, dove esiste la libertà di impresa e di scelta.

Per informazioni e adesioni:
 Silvano Dalla Libera, Vicepresidente Futuragra, cell. 333 9866279
 Ufficio stampa: 02 43511671
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CHI SIAMO
Futuragra è un’associazione culturale composta da imprenditori agricoli, che promuove un modello di agricoltura basato sull’innovazione tecnologica, sulla cultura d’impresa e sulla libera scelta degli agricoltori. Nata nel 2004 in Friuli, Futuragra crede che le biotecnologie siano essenziali per migliorare la competitività e la qualità della produzione agricola e si batte per l’introduzione degli OGM in Italia.

Nella categoria: News, OGM & Aspetti legali

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