A Bologna per gli OGM [Aggiornato al 09.04.2014]

07 Apr 2014
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Bologna e’ una delle sedi periferiche di EXPO e ad accogliere i visitatori ci saranno anche i componenti dell’Accademia Agraria di Bologna che chiedono di usare OGM.
Leggi: Cantarelli Forte vuole gli OGM:non servono gli Ayatollah

5 commenti al post: “A Bologna per gli OGM [Aggiornato al 09.04.2014]”

  1. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    …c’è pure un’intervista interessante del Rettore
    http://www.viaemilianet.it/ambiente/2014/04/07/cantelli-forti-ogm-sicuri-basta-pregiudiziali/#.U0LiNqJlvwk

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Francesco PD

    Ben vengano testimonianze si questo genere, ma veramente avrebbero dovuto cominciare prima. E’ inutile che io mi sforzi di cercare e portare contributi obiettivi sulle tecniche di biologia transgenetica o che mostri i vantaggi che queste nuove tecniche possono offrire all’aumento della variabilità genetica nelle specie coltivate atta, appunto, a risolvere problemi ambientali, agronomici ed in futuro prossimo problemi di nutraceutica inseriti nelle derrate alimentari, io non arriverò mai ad occupare spazio su programmi di ascolto. Io sono un signor nessuno, anche se so quel che dico è cerco le basi scientifiche di ciò che affermo.

    Ormai sono quelli che sono capaci di bucare lo schermo che fanno opinione, e lo schermo lo buchi solo se puoi dire di essere alla vetta di una organizzazione o di un istituto di ricerca credibile e senza conflitti d’interesse palesi. Ma dove sono questi? Ogni tanto vi è un intervento estemporaneo che lascia il tempo che trova.

    Occorre fare lo sforzo di organizzare campagne come organizzano gli altri e quindi occorre la mobilitazione anche di chi ha tutto da perdere nel fare ciò e che quindi mette in gioco la sua credibilità e soprattutto il suo tempo. Occorre avere la modestia di abbassarsi a fare opera di divulgazione anche se si è scienziati di fama.

    LO so anch’io che da una parte c’è la scienza e dall’altra la ciarlataneria, ma purtroppo sta vincendo la ciarlataneria e quindi si devono usare delle armi efficaci e con questi le armi efficaci sono le “randellate” ( oh capitemi bene non in senso letterale, ma parlo delle randellate dell’evidenza scientifica mostrata da chi è inattaccabile per la sua autorità derivatagli dallo studio e dalla ricerca) Inoltre queste randellate devono essere date ai politici che armati di tanta disonestà intellettuale cavalcano l’onda.

  3. PieroNo Gravatar scrive:

    sullo stesso sitò compare anche questa notizia
    http://www.viaemilianet.it/flash/svizzera-syngenta-rileva-psb-societa-produttori-sementi/#.U0OhTemKDIU
    non servono commenti, credo

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    - http://nr1.dire.telpress.it/news/2014/04/07/2014040702133600281.MP4 (in allegato, video 1).
    - http://nr1.dire.telpress.it/news/2014/04/07/2014040702115700278.MP4 (in allegato, video 2);

    Qui di seguito invece le 2 notizie in formato testo:

    PRESIDENTE ACCADEMIA NAZIONALE: SONO PIÙ GARANTITI DEI FARMACI (DIRE) Bologna, 7 apr. - L”Italia non puo” continuare a opporsi agli Ogm con “questo atteggiamento manicheo e da ayatollah”. Perche” i prodotti agricoli geneticamente modificati sono “piu” studiati e garantiti di un farmaco e impediscono lo sviluppo delle micotossine”. Insomma, i benefici sarebbero superiori ai rischi. A sostenerlo e” Giorgio Cantelli Forti, presidente dell”Accademia nazionale di agricoltura, che questa mattina a Bologna ha inaugurato il 207esimo anno accademico dell”istituzione. Cantelli Forti ricorda che gia” 10 anni fa, da presidente della Societa” italiana di tossicologia, promosse due documenti sulla sicurezza degli Ogm e sulla loro trasferibilita” nell”ambiente. “Il prodotto Ogm, una volta validato, e” piu” studiato e garantito di un farmaco- afferma Cantelli Forti- e impedisce grandemente lo sviluppo delle microtossine. Non si puo” dire utopisticamente ”non voglio”, il ”no” nazionale. Io devo correre un rischio per non avere un altro rischio. E siccome le microtossine sono portatrici di patologie gravissime, quindi di fattori di rischio cronici a basse dose, bisogna cercare di pensare che se gli Ogm impediscono la loro formazione, o le riducono di molto, e fanno usare meno antiparassitari, allora perche” non accettarne i benefici?”. Del resto, sottolinea Cantelli Forti, “il 60-80% del mais per mangimi o per alimenti viene gia” da Paesi che producono solo Ogm. Quei Paesi sono 40 anni che stanno consumando prodotti da ingegneria genetica: sono passate due generazioni e non abbiamo avuto mostri, non abbiamo avuto geni che si sono trasferiti, chi ha mangiato piante con la clorofilla non e” diventato verde”. Questo vuol dire che in Italia “abbiamo un atteggiamento maniacale e manicheo sugli Ogm, un atteggiamento da ayatollah, antistorico e antimoderno”. (SEGUE)

    (DIRE) Bologna, 7 apr. - Nel corso del convegno, Cantelli Forti lancia dunque la sua proposta di “agricoltura traslazionale, che dovrebbe essere promossa anche come strategia dell”intero Paese”. Ovvero, spiega il presidente dell”Accademia nazionale di agricoltura, fare ricerca scientifica che “parta dall”uomo verso la campagna, per cercare di avere prodotti agricoli progettati per la qualita” e la salute”. Secondo Cantelli Forti, infatti, bisogna “cercare di promuovere il made in Italy implementando la sicurezza degli alimenti. Dobbiamo cercare di fare col made in Italy oltre alla qualita”, che abbiamo, anche la sicurezza”. Questo vuol dire mettere in piedi “un network trasversale di competenze, dal medico all”agronomo che progetta, la campagna che da” la materia prima e l”industria di trasformazione che deve utilizzare questi prodotti, perche” sa che avra” un risultato sicuro”. Il consumatore, dal canto suo, “deve essere correttamente informato e l”Accademia ha questo ruolo- afferma il presidente- in modo che il consumatore sappia fare le proprie scelte, che non possono essere solo di discount ma devono essere scelte di qualita”, perche” se non c”e” sicurezza il costo sanitario e” a carico di tutti”. L”Accademia nazionale di agricoltura si sta anche preparando per l”Expo 2015 di Milano. “Stiamo lavorando attivamente- conferma Cantelli Forti- costituiro” una commissione di 12 o 14 esperti esterni e indipendenti, che dovranno dare idee su come muoverci, anche per un ciclo di conferenze che vogliamo fare nella nostra aula qui all”Archiginnasio, perche” il cittadino e il consumatore possano venire ad ascoltare su vari temi agronomici, medici, biochimici e nutrizionali”. (San/ Dire) 12:39 07-04-14 NNNN

    Annalisa Bellocchi

    Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione

    Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

    Via Farini, 15 — 40124 Bologna

    +39 051 2754127

    +39 338 1537468

    http://www.fondazionecarisbo.it

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco abbiamo perso l’ultima ditta sementiera nazionale e chi l’ha comprata? Una multinazionale, che guarderà al mercato italiano come guarda a quello del Burkina-Faso. Inoltre una multinazionale non ha nessun interesse ad investire in ricerca in ambito di una pianta autogama, in quanto non è possibile proteggere le varietà che si costituiscono. Potrà ritrovare interesse nelle piante autogame solo nella misura in cui potranno essere modificate geneticamente, mediante transgenesi in quanto brevettando il tratto si protegge la varietà che lo contiene.

    In fatto di sementi di frumento tenero e duro avevamo una certa indipendenza ora abbiamo perso anche quella e quindi per il nostro rifornimento di sementi dipendiamo da ditte estere per tutto ciò che coltiviamo.

    Potremo sostenere a lungo la panzana della nostra tipicità quando le sementi sono il frutto di scelte selettive che avvengono a migliaia di chilometri di distanza dal nostro territorio e non tenendo conto in modo prioritario delle nostre esigenze pedoclimatiche?

    Il Marchio PSB lo conserveranno sicuramnente per onorare il contratto con la Barillla, in quanto altrimenti essa rimarrebbe orfana di una certa parvenza di italianità nell’approvvigionamento di frumento e i suoi clienti non crederebbero più alla tanto propagandata tipicità (già da ora fatta sotto bandiera canadese e sempre meno italiana).

    A proposito sapete perchè la Produttori sementi Bologna è andata in difficoltà? Quando la banca che le stava dietro si è stufata di immettere risorse per appianare i bilanci che diventavano sempre più negativi. Ciò per due motivi. 1° - Non si possono creare risorse per sostenere le spese selezionando praticamente una sola pianta, per giunta autogama e in un mercato come quello italiano che non è disposto a pagare per ottenere innovazione. 2° - Ormai la variabilità genetica della specie è stata ampiamente sfruttata, bisogna crearne di nuova o scoprire quella ancora nascosta, ma qui non è più possibile avvalersi della osservazione di campo come si faceva prima, occorre passare alle biotecnologie (che non necessariamente vogliono dire transgenesi), ma se si intraprende questa strada i costi salgono vertiginosamente.

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