Agricoltura al verde

31 Gen 2012
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vangogh10Da Le inchieste de La Repubblica on line: Agricoltura al verde

Riportiamo qui sotto una serie di frasi che mirano tutte a far uscire l’agricoltura dalle attività produttive del Paese per farla entrare in quello del turismo e spettacolo.

Vale un terzo del bilancio europeo e in Italia muove 40 miliardi di euro all’anno. Ma c’è scontro di valutazioni sul nuovo piano per le Politiche agricole comunitarie, che distribuisce i sussidi con nuovi criteri. Regole che, secondo gli assessori regionali, rischiano di mettere in ginocchio i produttori italiani. Sul versante opposto, gli ambientalisti plaudono ai contenuti della Pac: “Così si tutela il paesaggio”

L’Europa finanzia chi salvaguarda un mosaico paesaggistico complesso, che è una delle caratteristiche più apprezzate del paesaggio rurale italiano

L’Europa investe fondi nella tutela del paesaggio, favorendo chi limita le emissioni di carbonio e i concimi chimici e contrastando un’agricoltura divoratrice di energia”, spiega Mauro Agnoletti, professore alla Facoltà di Agraria di Firenze, fra i promotori di questa inversione di tendenza“.
I numeri del dramma dell’agricoltura vengono peggiorati da altri dati appena usciti sul reddito degli agricoltori, calato di quasi il 15% in un anno (Leggi ArenaVerona :Redditi Agricoli in calo del 14,6%).

4 commenti al post: “Agricoltura al verde”

  1. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Anche il Club di Roma negli anni 1960 propugnava la decrescita supportati da un ragionamento maltusiano. Sono stati sbugiardati totalmente.

    Anche questi saranno sbugiardati nel loro motivare la decrescita, però haimé lasceranno sul campo dei “morti”. I primi saranno tutti gli agricoltori professional, mentre per secondi arriveranno quelli che non troveranno abbastanza cibo perchè troppo caro ed per di più non si godranno neppure i “nuovi bei panorami” rifacenti gli scenari della caduta dell’Impero Romano, (periodo storico non ricordato come opulento)

    Chi potrà vedrà e pagherà!!!!

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Leggete il mio articolo Bancarelle e tarantelle per l’agricoltura italiana sul numero in uscita di Spazio Rurale.

    Sono totalmente d’accordo con Alberto.
    Perchè non proviamo a coinvolgere nei nostri discorsi il neo-Ministro e De Castro? Mi sembra che dicano cose diverse e più sensate.
    Lasciamo stare i docenti della Coldiretti, Cia e Slow Food!

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Che bello!

    A Milano tira aria nuova da quando abbiamo Pisapia e a Roma c’é Monti!
    Un’aria di festa. Alla mattina quando esco alle 7 per andare in Azienda Agricola vedo bimbi sorridenti con vestine colorate che corrono saltellando verso la scuola, non ci sono più auto che sfrecciano sulla strada (a 5 Euro al giorno tutti vanno a piedi…).
    Non ci sono più le Mamme che accompagnano i bimbi all’asilo col vituperato “SUV”. Tutte a piedi col passeggino del bimbo piccolo e l’allegro infante a braccetto verso la meta!
    C’é un’aria magnifica. Si sente persino il profumo; lo stesso profumo che sento appena arrivo nei miei campi a pochi Km da Milano.
    Profumo di novità, olezzo di benessere, aria di campagna.

    …Poi mi sveglio.
    Esco da casa alle 6:50 e già so che dovrò sobbarcarmi un paio d’ore per sbrigare la pratica del taglio delle piante pericolanti che stanno cadendo nel fosso e rischiano di impedirmi il passaggio nella strada vicinale.
    Nessun problema. Se in 60 giorni non mi rispondono dal Parco Agricolo Sud Milano posso evitare di finire schiacciato sotto il tronco e le posso tagliarle; silenzio assenso. (poi mi risponderà apposito Architetto dopo 50 giorni indicandomi quali piantine autoctone devo mettere a dimora al posto di quelle tagliate!)
    Arrivo in Cascina e compilo il formulario per i rifiuti. Sono venuti a ritirare tossicissimi bidoncini dei miei diserbanti dello scorso anno. Tutti rigorosamente risciacquati e rigorosamente puliti, sennò vado in galera, ma sono comunque rifiuti speciali… (i bidoncini di detersivo da cucina che butta via mia moglie sono di più in un anno e…più sporchi credo)
    Dimenticavo! devo rinnovare la tassa di possesso della vecchia Land Rover che uso in azienda, ma il sito dell’ACI non mi permette di fare il pagamento (all ACI si può pagare solo in contanti e preferisco evitare per nonfinire nelle sgrinfie del redditometro).
    Dal tabaccaio non voglio andare perché la ricevuta si scolora in 6 mesi e in caso di contestazioni (cartelle pazze, già ricevute e perso una giornata a trovare le vecchie ricevute pagate) non so come fare a difendermi.
    Nessun problema! chiamo il numero verde di Regione Lombardia dove gentilmente, dopo 15 minuti di attesa musicale al telefono, mi consigliano di utilizzare il sito “tributi.lombardia.it”. Effettivamente funziona e riesco a pagare via internet (la mia ADSL viaggia a carbone in un paesino di campagna) l’agognata tassa con la collaborazione di INTESA SANPAOLO!
    Ah! dimenticavo Oggi scade il termine per il pagamento dei contributi INPS del mio dipendente. Un salto in banca ed é tutto fatto. 1.500 Euro circa e …tutti felici.
    E già che ci sono, per essere sicuro di non dimenticarmene, pago anche la terza rata del tributo per i rifiuti TARSU.
    Tornando dalla Banca non devo dimenticarmi di preparare i dati per l’ennesimo censimento ISTAT per le aziende agricole. Vogliono sapere cosa ho coltivato lo scorso anno e cosa intendo seminare il prossimo (vorrei saperlo anch’io…).
    Entrando dal cancello vedo che c’é nuova posta nella casella. Acc.! é arrivata una raccomandata e non c’era nessuno ad accoglierla. Raccolgo la cartolina gialla e vado in Posta. No! devo tornare domani dopo le 10:30.
    Poi arrivo finalmente a casa, in ufficio, ma sono le 12:30 e la mia TATA mi dice che é pronto il pranzo…
    Vado a mangiare con un groppo alla gola, non sono certo che riuscirò a digerire quello splendido cuore trifolato che Lei cucina in modo speciale!
    Sto pensando agli amici milanesi che devono godere del mio “bioparco”, dell’ambiente rurale, naturale, quello che per me é di tutti i giorni, quello che costruisco per tutti, costantemente con il mio lavoro e che non riesco più a curare per occuparmi delle mille “raccole” burocratiche di cui sopra.
    Sto pensando che dovrei cominciare a programmare le semine della prossima stagione, dovrei occuparmi della manutenzione dei miei impianti e devo allargare 2 ponti sui miei fossi per non finirci dentro col trattore ed il carro il prossimo anno… ma non ho il tempo per farlo.
    E allora m’incazzo!
    E allora dico che dovremmo smetterla di farci “pippe mentali” e dovremmo poterci occupare del nostro lavoro.
    Monti! se ci sei batti un colpo.
    L’impresa italiana, anche quella agricola, ha bisogno di poter lavorare senza lacci e lacciuoli. Dobbiamo fare il nostro lavoro, non quello che non fanno o fanno male i burocrati stipendiati da noi!
    Aiutaci
    Se non riesci a farlo tu chi potrà mai?
    Ci stai chiedendo un sacco di soldi, troppi, ad esempio per noi con lMU (ripensaci!).
    Toglici almeno il peso delle cose inutili!

    So di essere andato un po’ fuori tema, ma non troppo.
    Siamo al verde come dice Repubblica, ma ci sono ragioni ben precise per cui siamo in questa situazione.
    E fra queste anche il quadretto pittoresco che ho descritto, oltre all’annoso problema degli OGM (deinde delenda Carthago!).

    Ciao Franco

  4. giulioNo Gravatar scrive:

    Vorrei sapere quanti di quelli che parlano, fanno i conti e dettano le regole in agricoltura hanno provato per un periodo della loro vita a vivere di agricoltura. Basterebbero 10 anni per far loro capire quante sciocchezze dicono e quanti danni stanno facendo.

    Alcune facezie (sorridere non fa mai male)

    A proposito di alberi autoctoni, in un piano regolatore di un Comune friulano si impone l’impianto di gelsi o acacie (Rubininia pseudo acacia), “architettamente” definite specie autoctone, in caso di abbattimento o morte di piante arboree lungo i fossi.

    I danni da animali selvatici devono essere denunciati alla Provincia di Udine entro 6 giorni dall’evento.
    Gli uffici impiegano poi circa 15 giorni a trasmettere la denuncia dal protocollo (piano terra) alle guardie faunistico/venatorie (primo piano).
    Dopo quasi un mese (dalla denuncia) riescono a fare il sopralluogo. E nel frattempo si deve cercare di non cancellare le prove (tracce degli animali) che hanno fatto il danno. Pensate a un danno da cinghiali fatto a macchia di leopardo su un campo seminato a mais a pochi giorni delle sarchiature…

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