L’agricoltura biologica dipende da quella convenzionale

09 Dic 2014
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Senza prodotti da agricoltura convenzionale non si fa la biologica visto che il 23% dell’azoto, il 73% del fosforo ed il 53% del potassio vengono importati nelle aziende biologiche da aziende convenzionali.
U gatto che si morde la coda.

http://iopscience.iop.org/1748-9326/8/4/044045/pdf/1748-9326_8_4_044045.pdf

7 commenti al post: “L’agricoltura biologica dipende da quella convenzionale”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Infatti, io ho sempre sostenuto che è una turlupinatura per il consumatore, in quanto un’azienda biologica deve autoprodursi tutto il concime organico se vuole attenere la certificazione; troppo comodo far somministrare i concimi minerali agli altri e poi comprare le deiezioni degli animali alimentati con i prodotti concimati e protetti con prodotti che poi sbandierano di non aver usato. Ca nisciuno è fesso.

  2. PieroNo Gravatar scrive:

    siccome noi non siamo manichei, segnalo questo articolo
    http://www.lescienze.it/news/2014/12/10/news/confronto_rese_agricoltura_biologica_industriale-2406436/?ref=nl-Le-Scienze_12-12-2014
    per la comune riflessione

    a parte, vorrei anche segnalare il libro di Luca Simonetti CONTRO LA DECRESCITA veramente molto interessante e pieno di spunti di riflessione

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Solo il 20% in meno, ottimi risultati da una metanalisi sulle produzioni da agricoltura biologica

    http://www.lescienze.it/news/2014/12/10/news/confronto_rese_agricoltura_biologica_industriale-2406436/?ref=nl-Le-Scienze_12-12-2014

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    I lavori sul biologico sono fatti da chi cerca di portarne avanti la causa non solo ma le ricerche in AB (agricoltura biologica) non sono diverse nei metodi, ma nei tipi di ricerca. Inoltre in AB si testa un materiale diverso ed i testimoni sono diversi rispetto a quanto si fa in AC (agricoltura convenzionale). In AC si cerca di stabilire il massimo potenziale di una varietà, mentre in AB si valuta come si comporta una varietà totalmente diversa da quelle seminate in AC in quanto inadatte per lo scarso potenziale produttivo già in partenza. Per esempio nel frumento in AB si coltivano varietà più alte (che alletterebbero in AC per effetto della concimazione), molto più adatte a luoghi a scarsa fertilità e sicuramente molto più resistenti alle malattie. Tu comprendi che se faccio il confronto in questo contesto potrebbe risultare che tra testimone (varietà adatta all’AC e quindi all’intensificazione) e la varietà rustica vi siano minori differenze. Ricerche veramente analitiche sull’AB sono molto recenti rispetto a quelle sull’AC e quindi limitate per eseguire una vera metanalisi. Inoltre molto dipende da quali coltivazioni sono state fatte nelle prove prese in considerazione. Dire un 19% di differenza non significa nulla e spiego il perchè riportando il differenziale di produzione di una serie di coltivazioni in AB.

    Io possiedo questi dati di produzione (INRA 2000), Frumento bio produce il 40/50% del frumento convenzionale, Triticale 50%, Orzo invernale 40%, mais in asciutta o irrigato dal 40 al 90%, Girasole dal 60 al 100%, Colza dal 10 al 70%, Pisello (coltivato in miscugio con orzo) 20 al 30%, Favino dal 60 al 70%, soia 80-90%, erba medica 90/100%.

    Si comprende da questi dati che se io ho prove dove il differenziale è minore il 19% ci può anche stare, ma non certo se prendo in considerazione coltivazioni con un differenziale penalizzante molto l’AB.

    A mio avviso è una metanalisi che varrebbe la pena di analizzarla più in dettaglio, specialmente a livello di singoli lavori analizzati..

    Ora tenuto conto dei prezzi che si spuntano con le derrate bio e ammettendo un differenziale di solo il 19% a mio avviso si dovrebbe assistere ad una esplosione della AB cosa che in vece non capita, anzi tende a regredire.

    Inoltre in AB tutto il mondo è paese a leggere questo articolo che riporta da USDA, fonte autorevole quindi.

    http://www.foodsafetynews.com/2014/12/usda-audit-of-organic-certifying-agents-suggests-program-may-need-overhaul/#.VIojy9KG9DS

    e questo è il tenore di un commento:

    It’s actually far, far worse than this article makes out.

    Three-quarters of all USDA certified-organic food is imported from countries like China, Mexico, Argentina, Turkey and Brazil. And HALF of all USDA certified-organic food tests positive for prohibited pesticides.

    This is what happens when you set up a multibillion dollar industry without field testing.

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Alberto, il mio 20% in meno era ironico….

    Guardate qui cosa ha scoperto la Gabbanelli Cappucceto rosso-Alice nelpaesedellemeraviglie.
    http://www.corriere.it/inchieste/reportime/ambiente/report-mondo-finto-bio/24b735ea-8232-11e4-bed6-46aba69bf220.shtml

    Naturalmente alla fine fara’ vedere le tre aziende buone che faranno sei chicchi di riso bio a 20 euro al kilo….

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco un altro aggiornamento sulla produzione biologica dei cereali a paglia in Francia.

    FranceAgrimer, istituto pubblico che monitora l’andamento delle produzioni e dei mercati comunica che:

    ° la raccolta di frumento Bio in Francia è stata di 75.000 t, vale a dire -17% rispetto alla campagna precedente che era giù calata del 10%, mentre la domanda cresce del 4% anno.

    ° Le superfici invece non sono calate, ma sono rimaste uguali, quindi la mancanza di rese è dovuta ai cali di produzione medi e alle produzioni molto ballerine.

    ° La produzione del frumento convenzionale resta stabile intorno ai 75 q/ha, mentre dal 2011 le medie delle produzioni bio subiscono ogni anno cali sensibili, nel 2011 erano 32 q/ha, nel 2012 31, nel 2013 28 e nel 2014 25 (stime). Le produzioni variano dai 10 q/ha ai 45 q/ha e la causa più importante sono le malattie, in particoare la ruggine gialla difficile da combattere in convenzionale e impossibile in biologco.

    ° Ma alla “peste si aggiunge la carestia” in quanto la qualità del grano è infima perchè in molti casi il 40% delle partite è stata declassata di una o due categorie. Solo chi ha raccolto immaturo ed ha proveduto all’essiccamento artificiale si è salvato dalla pregerminazione

    ° per sosddisfare la domanda la Francia Importa (se lo fa la Francia immaginatevi l’Italia e quindi cosa mangiano i ” consumatori bioaccaniti”. La Francia ormai importa 50.000 t di frumenti bio, ma sarei curioso di vedere come sono stati prodotti. Tutto ciò comunque sembra destinata a produrre mangimi biologici e quindi vi è la conferma dell’impanificabilità della derrata. Questo aumento di domanda si riflette sui prezzi che sono arrivati ai 400-450 €/q il che può soddisfare le produzioni intono ai 40 q/ha.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Evidentemente volevo dire 400-450 €/t

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