All’Espresso qualcuno ragiona

13 Apr 2015
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http://espresso.repubblica.it/opinioni/avviso-ai-naviganti/2015/04/08/news/quel-divieto-di-ogm-ipocrisia-pagata-cara-1.207383

Ci sono molti segni che in tanti abbiano capito, speriamo che qualcuno agisca o almeno smetta di impedirci di lavorare.

5 commenti al post: “All’Espresso qualcuno ragiona”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    … per quanto interessante mi rifiuto di leggere un contenuto a pagamento de La Repubblica ;-)

  2. Deborah PiovanNo Gravatar scrive:

    Merita!
    È ora che la politica smetta di nascondersi dietro a un dito e che affronti gli imprenditori con coerenza e con un po’ di programmazione di medio - almeno - termine.
    Qualcuno ha pensato che si potesse andare avanti, vendere il “Made in Italy”, propinare un nostalgico stile di vita che a ben guardare non è mai esistito, facendo a meno di scienza, impresa e innovazione. Ora gli italiani si accorgono che era una finta: senza importazioni, molte delle quali ingegnerizzate, il palco non sta in piedi. E intanto feriamo a morte ricerca italiana e imprese agricole!
    La domanda da porsi è: cui prodest? Ma soprattutto bisogna darsi una risposta e avere il coraggio di guardarla in faccia! A chi è giovato tutto questo? A chi si è assurto a ruolo di difensore da un nemico inesistente, costruito a tavolino.

  3. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    E non parlare di un’agricoltura che ogni anno che passa accumula ritardi rispetto a tutte le altre fuori e dentro l’Europa, anzi si dice che progredisce confondendo agroalimentare con produzione agricola.

  4. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Il “cui prodest” lo hai rubato ;-) da un mio vecchissimo post!
    E’ domanda che mi pongo da tempo immemore e alla quale ancora non ho dato una risposta esauriente e definitiva.
    E non c’é di peggio che non sapere chi sia veramente il tuo avversario (nota che non scrivo “nemico” come farebbero altri…).
    Il mais BT é arrivato alla metà degli anni ‘90 e a quei tempi in Italia il movimento del “Km zero” o assimilati ancora non esisteva; la Coldiretti ancora si occupava, seppur male, degli Agricoltori.
    Il made in Italy era un dato di fatto, ma non uno slogan.
    Mario Capanna ancora si occupava di contestazioni e cominciava a sfruttare la sua posizione per occupare posti di potere.
    Oscar Farinetti vendeva elettrodomestici ed elettronica di consumo (meglio, suo padre…).
    Vandana Shiva era una sconosciuta.
    Il movimento “oscurantista” non é nato fra noialtri, é nato all’esterno dei nostri confini guidato e pilotato, credo, da un’associazione di nome Greenpeace, braccio operativo dei Verdi internazionali.
    Chi la finanzia? Forse qui potremo trovare una risposta.
    Il danno comunque sono riusciti a farlo e le voci sulla possibile delega agli Stati membri per l’import di OGM é alle porte come una spada di Damocle per la nostra economia agroalimentare.
    Ma non solo per noi operatori, anche per la spesa dei nostri concittadini…
    Sarebbe una tassa sull’irragionevolezza1
    Speriamo che la ragione ad un certo punto possa avere la sua degna rivincita…

  5. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    La ragione è morta, uccisa dai disturbati che vogliono imporre un sistema non produttivo come quello del bio. Sistema che quando era reale, come l’ agricoltura praticata prima della rivoluzione industriale che era solo bio, causava dolore e tragedie nonché fame e miseria. Coloro i quali non vogliono confrontarsi con la produttività sono solo un branco di falliti che sperano nell’ arrivo del buyer del farinetti di turno che li frega facendo loro credere che sta creando valore per tutti ma alla fine gli unici che forse ci guadagnano sono solo i farinetti stessi!

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Nella categoria: News, OGM & Media

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