Altroconsumo non crede in Bio

03 Set 2015
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altro-consumo-bio Riceviamo a Francesco due interessanti notizie: la prima fa parte dell’indagine di Altroconsumo che dimostra (ancora una volta) che il Bio serve solo a spendere più’ soldi.

Cari tutti, spero di fare cosa gradita segnalando vari argomenti trattati oggi dal portale FreshPlaza (in un sol giorno!). Attenzione, gli articoli ed i link sono a scadenza a sbrevissimo termine, è un portale info in continuo aggiornamento.

http://www.freshplaza.it/article/76735/Non-crediamo-in-bio-Altroconsumo-mette-frutta-e-verdura-biologica-sotto-la-lente-dingrandimento

http://www.freshplaza.it/article/76373/Papa-Francesco-Sugli-OGM-serve-mettere-sul-tavolo-linformazione-completahttp://www.freshplaza.it/article/76451/Svizzera-il-clima-secco-rallenta-la-sperimentazione-sulle-patate-OGM

http://www.freshplaza.it/article/76409/Con-BioDirect-Monsanto-guarda-oltre-gli-OGM-e-lavora-alla-molecola-dei-sogni

FRASE DEL GIORNO - Papa Francesco: “Non è possibile frenare la creatività umana. Se non si può proibire a un artista di esprimere la sua capacità creativa, neppure si possono ostacolare coloro che possiedono doni speciali per lo sviluppo scientifico e tecnologico, le cui capacità sono state donate da Dio per il servizio degli altri”.

16 commenti al post: “Altroconsumo non crede in Bio”

  1. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Peccato che sia in inglese…..
    http://www.slate.com/articles/health_and_science/science/2015/07/are_gmos_safe_yes_the_case_against_them_is_full_of_fraud_lies_and_errors.html?mkt_tok=3RkMMJWWfF9wsRokvKXAZKXonjHpfsX57OUoW6Sg38431UFwdcjKPmjr1YAHT8p0aPyQAgobGp5I5FEATrPYRadit6IEWA%3D%3D

  2. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    M.bianchessi

    I lettori ne possono leggere diciamo una traduzione, ma tale non è, nell’allegato alla rubrica dal titolo ” Quanti altri casi Moore, Lomborg e Lynas? che Defez ha postato sotto.

  3. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    PGM, produrli No, ma usarli e mangiarli si può.

    La Commissione ha messo di fronte alle loro responsabilità gli Stati Membri e non ha voluto levare per loro le castagne dal fuoco. A mio avviso è così che si deve leggere le due proposte fatte:

    1° Nazionalizzazione delle decisioni sulla coltivazione di PGM

    2° Possibilità di rifiuto di importazioni di derrate provenienti da PGM autorizzate

    Ecco questa seconda proposta ha avuto un primo rifiuto.

    http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/content/20150901IPR91167/html/Agriculture-committee-opposes-national-bans-on-Imports-of-GM-food-and-feed

  4. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    La Cattaneo scrive a Buiatti ed Infascelli a seguito delle loro audizioni dell’8 luglio scorso. Le lettere sono state inviate ai destinatari a luglio.

    http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/redazione/ogm-sfida-campo-aperto/settembre-2015

  5. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Beh che dire, ambedue sono stati scoperti non con il “dito nella marmellata” ma con tutto il braccio…Buiatti vi aveva messa anche la testa.

    Vorrei qui far notare l’importanza di preoccuparsi dell’isogenicità quando si fa l’esperimento tra due varietà e pretendere che vi sia il solo elemento “costrutto genico trasferito” di differenza (che deve essere identico sia nel promotore che nel terminatore).

    L’esigenza deriva dal fatto che la trasformazione genetica e la creazione vegetale di una varietà viaggiano su binari paralleli, ma non alla stessa velocità. Tra una varietà modificata ad esempio 10 anni fa e la stessa modificata oggi sempre con lo stesso tratto genetico approvato 10 anni prima, vi è che questo è rimasto immodificato (se non lo fosse doveva sottostare ad una nuova approvazione) mente la varietà non modificata di 10 anni prima e di 10 anni dopo vi è una differenza non indifferente nell’assemblaggio genico. Le ditte sementiere mica conservano nel frigorifero le varietà da modificare.Il ragionamento vale a maggior ragione se si usano due varietà dichiarate diverse della stessa specie.

    L’isogenicità tra una varietà non modificata e quella modificata la può assicurare solo la ditta sementiera costitutrice della varietà.

  6. Gicomo CNo Gravatar scrive:

    Secondo me, questo articolo è scritto molto male perché non riporta i dati completi dell’articolo di Altroconsumo, che sono molto importanti.

    Il merito dell’indagine è di sottolineare come il biologico venduto tramite la Grande Distribuzione sia simile al convenzionale, ma solo dal punto di vista nutrizionale e questo non dipende solo dalla certificazione!

    Infatti, bisogna evidenziare che, nei prodotti convenzionali, Altroconsumo ha trovato 93 diversi pesticidi contro gli 8 del biologico. Anche se spesso entro i limiti di legge, bisogna dire che non ci sono prove scientifiche che dicano che questi prodotti (notoriamente tossici) non abbiano conseguenze sulla salute dell’uomo. Gli stessi componenti chimici vengono rilasciati nell’ambiente in grandi quantità e ritornano all’uomo tramite l’aria, le falde acquifere, oltre che con l’assunzione diretta.

    Sul tema dei pesticidi, bisogna sottolineare che nei prodotti venduti dai supermercati è sempre stata rilevata una quantità maggiore di pesticidi rispetto ai fruttivendoli.

    Per di più, l’indagine è basata solo sui prodotti in Grande Distribuzione (perché anche i fruttivendoli sono tali, comprando ai magazzini generali al 90%) mentre non sono presi in considerazione i prodotti in vendita diretta, nei mercati locali e nei mercati dei contadini. Il biologico certificato del supermercato, infatti, è senza dubbio una mezza truffa (Report ce lo ricorda praticamente ogni settimana). I prodotti venduti direttamente dai contadini sono gli unici “veri” biologici (che abbiano la certificazione o meno), e sono quelli che, raccolti spesso 1-2 giorni prima della vendita, presentano aspetti nutrizionali ben più elevati e pesticidi in quantità molto minori. I prodotti in GD per motivi di mercato, non saranno mai salutari.

    Infine, per quel che riguarda la composizione nutrizionale, questa non dipende solo dalla certificazione bio o meno. A parte quello che ha giustamente sottolineato Luigi (la differenza di concimazione). Dipende anche da quanto tempo sono stati raccolti i prodotti, come sono stati conservati, la varietà di cultivar, la zona di produzione.

    Ecco perché, non solo, credo che questo articolo riporti solo una piccolissima parte di quanto emerso dall’articolo completo; ma anche penso che Altroconsumo si sia dato la zappa sui piedi, perché affermare che “chi sceglie il bio per motivi salutistici, sappia che spende di più per una ragione infondata”. Basti pensare alle persone che abitano nei pressi delle contivaizioni che richiedono alto consumo di pesticidi, concimi e fertilizzanti, come in Trentino per le mele: è la zona a più alto utilizzo di pesticidi e con dati in merito alla salute molto allarmanti.

    http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2015/agricoltura/ABitterTasteITA.pdf

  7. PieroNo Gravatar scrive:

    qualcuno è stato invitato?
    http://www.expo2015.org/it/news/tutte-le-news-/al-padiglione-slow-food-a-expo-milano-2015-un-incontro-sugli-ogm

  8. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Era una buona occasione per rispondere alla lettera della Senatrice Cattaneo. O aspetta un invito al Senato?

  9. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Locandina vergognosa.
    Non ho altri commenti…

  10. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Quello è come un pungiball, più gli dici che è un incompetente ed un disonesto intellettuale più meriti acquisisce da chi lo ha eletto a loro rappresentante “faccia tosta”.

  11. VitangeloNo Gravatar scrive:

    A me ricorda Ercolino sempre in piedi di una pubblicità di tanti anni fa!
    Comunque, ha ragione Franco, ogni commento è superfluo. C’è da aspettare che le pagliacciate a EXPO 2015 finiscano anche se c’è poi da smaltire l’azione soporifera dei 500 milioni per i produttori di latte e da noi dei milioni di Euro per gli olivicoltori…..non colpiti da Xylella! Da noi si dice: “Quando piove, piove per tutti!”. E le piogge di Euro non mancano. Ci fossero agricoltori degni di questo nome! E politici capaci di analizzare i danni che hanno fatto!

  12. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Vorrei solo sottolineare che i 500 milioni sono per il comparto lattiero caseario europeo non solo italiano. Alla fine ai veri allevatori arriveranno solo poche migliaia di euro se arriveranno. Sarebbe stato sicuramente meglio per il mio settore che l’ Europa non si fosse imbarcata nello scontro economico con la Russia da cui stiamo uscendo con le ossa rotte.
    Ma io mi chiedo: i russi cosa stanno mangiando?

  13. franco nulliNo Gravatar scrive:

    I russi mi dicono che vivano a vodka.
    Quelli che mangiano qualcosa, il ceto dell’ex potere sovietico, si mangiano i quattrini degli ucraini e degli altri ex satelliti.
    Così almeno mi dicono le tre badanti di mia suocera che vengono da quei luoghi.
    Donne al tempo di una certa levatura sociale ora ridotte a fare questo nobile (per me) lavoro per mantenere le famiglie in loco.
    Il tutto ovviamente con beneficio d’inventario, come si suol dire…
    Ma a pensar male si fa peccato sbagliando molto poco… ;-)

  14. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Mbianchesi hai fatto benne a precisare. Non mi era sfuggita la portata europea della cifra; e, con quel ‘quando piove, piove per tutti’ volevo significare che sia sugli spiccioli che sulle cifre grosse si avventa anche chi non ha diritto.
    La questione russa dimostra ancora una volta che gli embarghi fanno solo danni; ma non può essere diversamente perché sono il frutto di cattive politiche pensate e attuate da pessimi politici. A me viene da ridere a pensare alla lite fra Cuba e Usa che ha coinvolto mezzo mondo in disastri e che ora gioiscono per aver fatto la pace! Dei danni non ne parla nessuno! Ma si continuerà per accontentare gli allocchi.

  15. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Leggetevi questo anche se è un po’ OT.

    Leggetevi questo:

    http://www.biofortified.org/2015/08/gluten-free-gm-wheat-can-help-celiac-patients/

    Altamente istruttivo di come l’Europa meriti di essere colonizzata da popoli più giovani.

    Una ricerca spagnola implicante l’uso dell’RNA interferente (RNAi) ha prodotto un grano le cui farine sono adatte ai celiaci (sembra!) .

    Ebbene hanno preferito vendere il loro operare alla Dow Agrosciences americana, perchè, stante la situazione in Europa, non vale la pena imbarcarsi nella omologazione ed eventuale commercializzazione.

  16. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=2409
    No comment!

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