Anche il New Yorker capisce chi è la Shiva

03 Ott 2014
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[Articolo aggiornato il 3/10/2014 dopo la pubblicazione iniziale]

Un articolo accurato e paziente che lascia una domanda inespressa: perché questa signora che si nutre delle sventure dei suicidi indiani a fini personali, perché deve essere presente ad EXPO 2015?

http://www.newyorker.com/magazine/2014/08/25/seeds-of-doubt

Shiva conferma tutte le affermazioni del New Yorker:
1. non è una scienziata, ma solo una laureata.
2. elenca due suicidi di agricoltori e non più 280.000

Leggi Vandana Shiva su La Repubblica

10 commenti al post: “Anche il New Yorker capisce chi è la Shiva”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Me l’ero già letto tutto quando è comparso e posso dire che la Vandana Shiva non poteva essere più sbugiardata di così. D’altronde non potevamo pensare che il 90% dei cotonicoltori indiana, vale a dire la quasi totalità della superficie investita a cotone in India fosse autolesionista. I fessi sono equamente distribuiti fino a prova contraria.

  2. PaoloNo Gravatar scrive:

    La risposta del direttore del New Yorker alle critiche della Shiva riguardo l’articolo:

    http://www.geneticliteracyproject.org/2014/09/02/new-yorker-editor-david-remnick-responds-to-vandana-shiva-criticism-of-michael-specters-profile/

  3. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Il prezzo del cotone e` salito di >300 volte a causa dell`arrivo della Monsanto. Neanche Godzilla puo` fare tanto in cosi` poco tempo.

  4. PieroNo Gravatar scrive:

    Repubblica ha (ri)aperto la polemica sugli Ogm
    Naturalmente, per ora si spera, l’ultima parola a Petrini che ormai annoia con i suoi ripetuti slogan.
    Sul reale rapporto fra opinioni, peso e serietà di scienziati pro e contro ha già ampiamente scritto Bressanini.
    Sulle multinazionali bisognerebbe cominciare a chiedere: prima di continuare con questo litania dateci spiegazioni RAZIONALI del rogo delle piante di Rugini.
    Sulle tipicità italiane si vadano a rileggere i disciplinari di produzione dei “gioielli” italiani (prosciutti di Parma, San Daniele, parmigiano, grana padano, le carni dei bovini della razza piemontese tanto per rimanere in zona di Petrini, ma ce ne sono altri) dove non si fa mai neppure menzione di alimenti ottenuti o no da sementi geneticamente modificate.
    Alla fine cosa difende Petrini: la polenta tipica italiana?

  5. FrancescoNo Gravatar scrive:

    Petrini difende il pensiero non-sscientifico, gli antichi saperi e blah blah. Una volta era la destra bigotta e reazionaria a menarla con queste cose, oggi è la sinistra che ha dimenticato cosa la sinistra dovrebbe essere. è tanto che lo dico, ma ormai dov’è la sinistra?

  6. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Carissimi, se avete tempo vi segnalo quest’articolo:

    http://www.panorama.it/scienza/salute/ogm-disputa-vandana-shiva-new-yorker/

    Buona lettura

  7. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Segnalo anche questo:

    http://www.ilfoglio.it/articoli/v/121605/rubriche/il-no-agli-ogm-e-il-modello-culturale-dellignoranza.htm

  8. PieroNo Gravatar scrive:

    Francesco: la sinistra ha semplicemente dimenticato il gramsciano “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”, così siamo costretti a leggere parole sagge su il Foglio…
    Il fatto è che i tanti e le tante che esercitano un minimo di spirito critico, che amano informarsi prima di far proclami e non si accodano acriticamente a quelli demagogici dei guru alla moda, sicuramente ci sono ma preferiscono restare in disparte. Forse pensano che questi temi, in fondo, siano marginali. Non è così, ahimè.

  9. GiulioNo Gravatar scrive:

    Fosse anche premio Nobel per la fisica, non mi pare abbia acquisito titoli in campo agronomico, biologico, medico, economico, materie che le permetterebbero di esprimere pareri scientificamente credibili. Ho ascoltato una sua intervista nella quale difendeva il diritto dei contadini di coltivare ciò che vogliono come vogliono. Non mi pare che nessuna società multinazionale sementiera intenda violare questo diritto. Da ex agricoltore posso testimoniare che i demoni delle multinazionali davano suggerimenti e consigli che, se messi correttamente in pratica, facevano aumentare l’utile economico delle colture praticate. Nessuno mi ha mai impedito di seminare il “Marano”, ma raccogliere 25 - 30 quintali ad ettaro non era tra i miei obiettivi.

  10. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non solo Giulio, ma ti posso assicurare che la Monsanto ha preso le popolazioni locali di Marano Vicentino e le ha migliorate ed ora i mulini da polenta è quello che lavorano e non certo le popolazioni locali conservate dal bisnonno. Solo Petrini e Farinetti vogliono far credere questo.

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