Ancora un anno senza etichette sulla polenta ignorando il regolamento fumonisine

10 Mar 2014
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Anche il 2013 si chiude con un dato imbarazzante: il 62% dei campioni finora analizzati supera la soglia di 4000 ppb per le fumonisine (http://mangimiealimenti.it/articoli/914-indagine-sulla-contaminazione-da-micotossine-in-mais-campagna-2013 ).

Ancora un anno in cui nonostante si venga minacciati di procurato allarme (da chi pratica invece una colpevole omertà) non si informa il consumatore del tenore di fumonisina dei singoli lotti di mais usato per consumo umano e per i quali si ignora se siano destinati al consumo per adulti o per bambini come recita il regolamento comunitario 1126/2007.

17 commenti al post: “Ancora un anno senza etichette sulla polenta ignorando il regolamento fumonisine”

  1. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Continuiamo tranquillamente e in tutta serenità a mangiare polenta dichiaratamente cancerogena.
    In questo modo siamo certi che sia OGM FREE!!!

    Viva L’Italia!

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma neppure per gli animali le fumonisine e le aflatossine sono elisir di lunga vita.

  3. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Figurati Alberto come le gradiscono i porcelli da cui ottengo i miei prelibati salami…
    Vorrei tanto per la “mia” DOP (e non la nomino per non fare pubblicità occulta) poter scrivere un giorno “ottenuto da carni di suini alimentati esclusivamente OGM esenti da afla/micotossine cancerogene”…
    Un’etichettatura al contrario; propositiva!
    Ma parliamo di fantascienza a livello di Star Treck..
    Più facile pensare un uomo su Marte che questo…

    P.S. No, non é pubblicità occulta. Non sto sottolineando il mio brand, ma solamente una D.O.P. regolamentata ufficialmente dal decreto 510/20 marzo 2006 della EC., il Salame di Varzi che riesce a essere prodotto solamente grazie alla presenza sul mercato italiano di alimenti per i suini a base di OGM per l’alimentazione dei suini! In alterativa non arsi la carne.
    Se lo volete buono é così…

  4. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    era:

    “in alternativa non avrei la carne”

    Non uso ardere la carne per fare i miei salami.
    Maledetti correttori automatici…

  5. LaniceNo Gravatar scrive:

    Io spero ardentemente che si arrivi a dover buttare TUTTA la produzione di mais per qualche anno consecutivo.

  6. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Da produttore di mais non vorrei arrivare a tanto; preferisco vivere… ( ma posso fare anche tutta soia…)
    Comunque concordo con te.
    Ci vorrebbe! Forse sarebbe un segnale importante e definitivo.

  7. stefanoNo Gravatar scrive:

    @ franco
    una domanda da esterno al settore
    cosa vieta che te proponga il tuo prodotto specificando ”carni da animali alimentati solo con ogm quindi esenti da aflatossine cancerogene” ?

  8. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Nessuno me lo vieta.
    Il difetto é solamente che in un clima di terrorismo mediatico per cui OGM = Satana e nessuno, se non gli addetti ai lavori, sa cosa siano le micotossine e i loro effetti potenzialmente cancerogeni e non venderei più un salame o un granello di mais per polenta…
    E non é cosa buona.
    Diverso sarebbe se ci fosse una ricerca anche pubblica seria ed imparziale e si lasciasse la scelta al consumatore non falsata da propagande antiscientifiche.
    In questo caso lo scriverei volentieri e a caratteri cubitali.
    Con la giusta informazione sarebbe una pubblicità fenomenale dei miei prodotti.

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Stefano

    Vi è stato uno che ha detto che il suo l’olio di Soia poteva derivare da piante OGM (faccio notare che un grasso non può essere OGM in quanto non codificato dal DNA). E’ scattata subito una campagna denigratoria tale che ha dovuto chiedere scusa per aver solo avuto un comportamento specchiato e onesto.

  10. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    stefano
    oltre le problematiche evidenziate da Franco Nulli e Guidorzi,per l’eventuale dicitura:”Carne ( prodotto) da animali alimentati solo con ogm”
    per quanto riguarda l’eventuale seconda parte “quindi esenti da aflatossine cancerogene”
    nion sono cosi esperto di questioni legali,ma temo che probabilmente in merito ,verrebbero sollevate obiezioni per pubblicità ingannevole, contestazioni sulla legalalità,correttezza ed esclusività per i prodotti ogm.sia della dizione: “esenti da aflatossine” che di :”cancerogene”..

  11. stefanoNo Gravatar scrive:

    non conosco la vicenda
    da consumatore posso dire che l’equazione ogm=salute è molto più efficace di ogm=reddito per l’agricoltore , ogm=sfamare il mondo , ogm=inquinamento biologico
    e ormai gli studi ci sono
    da imprenditore capisco la necessita’ di non esporre l’attivita’ a rischi poco valutabili ma in prospettiva immagino che questa potrebbe essere un’ottima pubblicità nell’immediato sicuramente per la farina di polenta .(ma in questo caso sarebbe possibile garantire l’assenza totale delle micotossine? )

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Stefano

    Quando avremo PGM che sono finalizzate ad ottenere cibi più salutistici allora valuteremo la vera accettazione o meno degli OGM da parte dell’opinione pubblica. Ora è facile convincere l’opinione pubblica ad essere scettica in quanto le PGM fino ad ora create offrono un vantaggio tangibile solo a certi sistemi agricoli, ma che a lungo andare ed a causa della mondializzazione degli scambi metteranno in difficoltà gli altri che se ne sono tenuti in disparte per precauzione.

    Un esempio l’abbiamo già. Nessuno più va a vedere come è stata prodotta l’insulina, che ormai è prodotta totalmente da microrganismi ingegnerizzati. L’uso di microrganismi ingegnerizzati per disinquinare sono già attuali e vengono sparsi nell’ambiente e nessuno fiata.

  13. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Alberto, se avessero lasciato provare o incoraggiato la costituzione di PGM derivate da quella che fu chiamata la “Via italiana alla transgenia o alle biotecnologie” sarebbero stati già sconfitti! Ma non l’hanno permesso con la scusa che dovevano “salvare l’umanità” ovvero “dominarla”! E ci sono riusciti con le macerie sotto i nostri occhi, che fanno finta di non vedere!!!
    Quando c’era la campagna delle “Città Libere da OGM” chiedevo anche di chiudere in tali città anche le farmacie che avevano già un certo numero di medicine derivate dall’applicazione dell’ingegneria genetica. E mi rispondevano “che c’entra?”. Era sintomatica la mentalità di chi considerava e considera l’agricoltura un settore avulso dall’innovazione. Anzi, in agricoltura l’innovazione fa male! Da qui l’ubriacatura da prodotti tipici (e relative bancarelle con sperpero di fondi) a digiuno di vera agricoltura! Basta vedere come è ridotto il CRA (e i suoi Ricercatori), il massimo organo di ricerca in agricoltura, ormai ridotto ad ente inutile. Eppure dagli Istituti di Ricerca e Sperimentazione Agraria del Ministero agricolo erano venuti i risultati più interessanti nella seconda metà degli anni Novanta, del Secolo scorso! Tanto che i primi brevetti pagati con fondi pubblici (come le ricerche che li avevano prodotti) stanno per scadere! Così al danno si aggiungerà la beffa di vederli sfruttare da altri! Ricordate la nota ministeriale che recitava “ti diamo i soldi per estendere il brevetto all’estero a patto che non venga utilizzato”?

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Infatti, ho dimenticato di dire che le PGM che favoriscono i consumatori, certamente saranno le ultime che le multinazionali creeranno, mentre dovevano essere le prime e lo sarebbero state se la ricerca pubblica avesse potuto operare, tra l’altro avrebbe operato guadagnandosi l’autosufficienza economica e non dipendendo dal sostegno pubblico. Quante ditte sementiere, ormai moribonde o morte decrepite avrebbero potuto rimanere sul mercato ben liete di poter offrire innovazione pagando royalties per del germoplasma innovativo seppure non ancora agronomicamente valide e ultimamente per dei tratti transgenici innovativi e capaci di valoririzzare in un solo anno delle varietà in decadimento.

    Se si vuole una conferma eccola il tratto transgenico che fa il riso più ricco in vitamina A è statp ottenuto da una multinazionale, ma essa non l’ha voluta sviluppare perchè non foriera di introiti, solo il pubblico e o di enti senza scopo di lucro sono in procinto di valorizzarlo.

    Leggevo oggi Di Eataly che prepara il pane in faccia al cliente con lievito madre e farina macinata a pietra. Ebbene, se il problema del fornaio è sempre stato quello della produzione giornaliera invenduta, Frainetti non crederà di evitare questo problema, solo che ha già pensato di scaricare i maggiori costi sul cliente visto che si tratta di un consumatore fideistico e danaroso, ma sfruttato da uno che si definisce di sinistra.

  15. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Lettera a perta al sig. Oscar Farinetti

    Eataly é una meravigliosa dimostrazione dell’ingegno italiano.
    Onore al merito del sig. Oscar Farinetti che ha saputo cavalcare al momento giusto un’idea, a mio avviso anormale, di fideismo salutista/Km zero etc.
    E’ un imprenditore di successo e gli tolgo tanto di cappello! Bravo.
    Quando ha iniziato a Torino ho anche pensato di contattarlo con il mio Salame, ma non ho osato.
    Forse avrei avuto più fortuna anch’io. ma….
    Ma io sto parlando di altro. Sto parlando di qualcosa che se non ci fosse non ci sarebbe nemmeno il sig. Farinetti insieme a tutta l’eccellenza italiana.
    La nostra eccellenza gastronomica non esisterebbe, mi scusi Sig. Farinetti, se non ci fossero soia e mais OGM…
    Cosa diamo da mangiare a vacche e suini?
    Vogliamo dirlo anche nei vostri negozi?
    Vogliamo scriverlo a caratteri leggibili anche all’inaugurazione fra pochi giorni del mega store “ex Smeraldo” di Milano (dove andavo a veder gli spogliarelli quando avevo 20 anni?)
    Dai, Sig. Farinelli.
    Sono sicuro che qualcuno dei suoi funzionari ci legge… Ci risponda!
    Ci pensi. Non siamo tutti schiavi della Coltivatori Diretti.
    Esiste una larga fetta di agricoltori/trasformatori agricoli anche con un pensiero meno talebano…
    Con stima Franco

    Con affetto

  16. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Franco, non essere ingenuo, ad Eataly si vendono e si usano solo prodotti derivati da materie prime ottenute con metodi di coltivazione e di allevamento biologici o biodinamici!!!!!!!!!
    Scherzi a parte, anch’io penso -e l’ho già scritto da queste parti- che Eataly potrebbe dare una scossa al sistema di commercializzazione dei nostri prodotti. Ci riuscirà anche dicendo la verità su come sono ottenuti e non creando steccati.

  17. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ho una profonda stima per il sig. Farinetti.
    In 10 anni circa ha creato un impero dal nulla e non credo assolutamente che sia un cretino!
    Ora che in sella al cavallo giusto ha ottenuto il successo sarebbe ancor più meritevole se si liberasse di sella e briglie e cominciasse a cavalcare a pelo con l’aiuto della ragione (e dell’onestà intellettuale).
    Non dispero…

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