Dati straordinari dal sondaggio 2008 di Eurobarometro
Ancora una volta possiamo misurare la distanza tra le dichiarazioni di politici e rappresentanti della grande distribuzione ed i dati reali della pubblica percezione degli OGM.
Nel rapporto 2008 appena uscito di Eurobarometro ci si spiega che:
1. Tra 15 possibili emergenze ambientali proposte, gli OGM sono percepiti dagli Europei solo all’11 posto, in calo del 4% rispetto alle preoccupazioni dei cittadini di 3 anni fa;
2. solo il 34% degli europei si sentono poco informati sugli OGM, ed appena il 27% degli italiani vuole piu’ informazioni;
3. queste informazioni gli europei le chiedono in egual misura a scienziati ed associazioni ambientaliste, solo che gli scienziati in 3 anni passano dal 32 al 36% del gradimento del pubblico mentre Greenpeace e soci scendono dal 42 al 36%.
Ma il dato assolutamente straordinario riguarda il gradimento nell’uso di OGM. Il 58% degli europei sono contrari ed il 21% a favore, ma in Italia i contrari sono solo il 55% ed i favorevoli il 30%. L’Italia è il secondo Stato europeo più favorevole agli OGM preceduto solo dall’Olanda. Nonostante le costosissime campagne mediatiche orchestrate da Coldiretti e COOP e guidate da Pecoraro e Capanna il risultato finale è a dir poco imbarazzante. Nell’unico Paese europeo dove è vietata la ricerca scientifica sugli OGM e la sperimetazione in pieno campo, ben il 30% degli italiani è favorevole agli OGM nonostante che non possa comprarli in nessun supermetcato. Nei supermercati non ci sono alimenti etichettati contenere prodotti da OGM, ma si ascoltano solo ossessivi ritornelli che ci garantiscono prodotti privi di OGM.
Appare sconcertante che il risultato di un tale battage pubblicitario sia stato quello di generare una vera insurrezione dei cittadini italiani che chiedono di essere informati dagli scienziati più che dagli ambientalisti e che sono favorevoli agli OGM nel 30% dei casi. Sarebbe banale osservare che l’esistenza di una cosidetta “nicchia di mercato” del 30% dei consumatori dovrebbe generare una enorme disponibilità di merci e di prodotti (basti pensare per paragone che solo il 2% di quello che mangiamo in Italia deriva da agricoltura biologica). Ma il 30% di italiani che vogliono OGM, probabilmente in cambio di prezzi più bassi, non è capace di generare nemmeno un solo prodotto da OGM su uno scaffale di supermercato. Si tratta di una vera e propria dittatura alimentare orchestrata dalle grandi catene di distribuzione del cibo che cercano di imporre un’immagine inesistente del consumatore italiano per giustificare aumenti dei generi alimentari sempre più immotivati ed onerosi.
Ancora una volta si dimostra che le ossessive campagne pubblicitarie e gli enormi fondi investiti per criminalizzare gli OGM, anche col sostegno di larghe fette della politica, non hanno ingannato i consumatori italiani e che se gli interessi commerciali disprezzano le opinioni della stragrande maggioranza della comunità scientifica oltre che di tantissimi imprenditori agricoli, il disastro è spesso dietro l’angolo.
scarica il report di Eurobarometer (qui)
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