Archivio della categoria 'OGM & agricoltura italiana'

Prove tecniche di autarchia

Carlo Petrini fa finta di prendersela con degli OGM che non ci sono, per chiedere un sistema di privilegio assoluto dei prodotti italiani. La richiesta e’ quella di chiudere il mercato italiano al commercio con grave danno di tutte le nostre esportazioni. Saremo tutti costretti a mangiare solo biologico italiano colpendo cosi’ tutti i grandi consorzi di tutela nessuno dei quali vende perche’ biologico, ma solo perche’ e’ buono.

Quando la crisi morde le politiche iper-protezionistiche e conservatrici hanno un grande appeal, ma gli italiani non hanno i soldi in tasca per permettersi il biologico della grande ristorazione di lusso. Sciegliendo di chiudere i consorzi di tutela stiamo davvero colpendo al cuore l’alimentazione nazionale di qualita’ per consegnarci inermi ai diktat della grande distribuzione organizzata.

Leggi l’articolo (qui) pubblicato da La Repubblica

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La diabrotica minaccia il raccolto di mais italiano 2009 (disse Cassandra)

Scarica l’articolo da La Gazzetta di Modena (qui)

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Nonstante l’aumento dei prezzi le risiere sono in crisi

Nonstante l’aumento dei prezzi le risiere sono in crisi. Un interessante articolo che non parla di OGM, ma che da molti spunti per ragionare sul futuro dell’agricoltura in Italia. Ci viene detto ad esempio che chi impone prezzi e strategie e’ la grande distribuzione organizzata che ha bisogno di fare pubblicita’ ai suoi prodotti per venderli a prezzi piu’ elevati (da qui gli spot su prodotti piu’ costosi perche’ privi di OGM).

Vengono dati i numeri su quanto l’industrializzazione dell’agricoltura ha ridotto la manodopera e la fatica brutale nella moderna agricoltura (e che un ritorno al passato non e’ solo anacronistico, ma impossibile a meno di non intraprendere la tratta dei negri o degli asiatici). Ma ci viene anche detto come alcuni funghi si mangino tutti i guadagni, funghi che forse piante ingegnerizzate potrebbero sconfiggere senza ricorrere a prodotti di sintesi.

Scarica l’articolo da La Repubblica del 24.09.08 (qui)

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Diabrotica: il 2009 sara’ un anno di passione

Nell’articolo di Terra e Vita (Leggi) si capisce quanto il quadro di prospettiva sia molto inquietante. La diabrotica, che attacca le radici del mais, e’ arrivata fino in Piemonte ed e’ ben radicata in tutta la Lombardia. Centinaia di migliaia di ettari coltivati a mais sono a rischio e vedendo il numero di adulti che sono nati quest’anno e’ fin troppo facile prevedere che gli attacchi saranno devastanti l’anno prossimo. Se non si adoteranno soluzioni pragmatiche il rischio per il mais italiano e’ fortissimo e non vorremmo che una lunga lista di divieti finisca per aprire un mercato nero di insetticidi a lunghissima persistenza nel suolo gia’ da tempo vietati.

Inutile notare che non si nasconde nell’articolo il fatto che esistono piante GM resistenti a piralide e diabrotica gia’ in campo negli USA. Mais prodotto da queste piante e’ gia’ autorizzato per il consumo in Europa, ma non per la coltivazione: ancora una volta ci facciamo servire a caro prezzo un alimento su cui avremmo tutto l’interesse a fare ricerca e coltivare commercialmente nel vecchissimo continente.

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Futuragra: Senza Ogm filiera a rischio, Zaia ascolti agricoltori

Roma, 4 set (Velino) - Futuragra, l’associazione che si batte per l’introduzione delle biotecnologie in agricoltura e per la libertà d’impresa degli agricoltori, deve constatare con rammarico che il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia non sta dalla parte dei maiscoltori del Nord d’Italia che da tempo chiedono a gran voce di poter utilizzare sementi Ogm come previsto dalla Direttiva europea recepita in Italia e che attende solo il varo dei piani di coesistenza regionali. “Basterebbe che il ministro girasse per le campagne del Friuli e del Veneto per rendersi conto che gli agricoltori sono favorevoli all’introduzione degli Ogm”, commenta Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra. “Anche il sondaggio di Demoskopea, reso noto in febbraio, ha rivelato che il 67 per cento dei maiscoltori della Lombardia sono pronti a coltivare da subito mais Ogm. È inoltre del tutto infondato e sconcertante l’attacco alle colture intensive che rappresentano invece ancora oggi la vera ricchezza dell’agricoltura italiana e che sono necessarie a sostenere le nostre filiere di qualità. Il ministro Zaia - prosegue Campagnolo - forse non sa che il 90 per cento dei mangimi venduti in Italia, a partire dalla soia, sono Ogm ma devono essere importati da Paesi che da tempo hanno investito sulle biotecnologie. Senza questi mangimi l’Italia non potrebbe produrre i salumi e i formaggi di qualità che tutto il mondo ci invidia”.

“La realtà - spiega il presidente di Futuragra - è che contrariamente a quanto affermato dal ministro le biotecnologie continuano a crescere in modo esponenziale in tutto il mondo. Nel solo 2007 le piantagioni di Ogm nel mondo sono cresciute del 12 per cento portando la superficie coltivata a 114 milioni di ettari e contribuendo a incrementare le rese, diminuendo notevolmente l’uso dei pesticidi e offrendo un maggiore profilo di sicurezza alimentare e ambientale. Ci auguriamo che il governo non basi le decisioni politiche su posizioni meramente ideologiche e su logiche di partito ma assuma decisioni sulla base delle evidenze scientifiche e tenendo conto del quadro economico globale. Ci piacerebbe - conclude Campagnolo - che il ministro si dimostrasse in futuro più sensibile ai bisogni degli agricoltori della pianura padana piuttosto che alle illusioni delle lobby agricole romane che da anni prevaricano la libertà di scelta degli agricoltori e dei consumatori. Il rischio di un Medioevo agricolo è sempre in agguato”.

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Assalzoo lancia l’allarme: non conviene piu’ allevare in Italia con gli attuali costi dei mangimi aggravati dalle insensate norme che vietano l’uso di mais da OGM

L’allarme di Assalzoo e’ della massima rilevanza perche’ coincide con una aumentata richiesta di mangimi e quindi dovrebbe coincidere con una fase positiva del settore. Le prospettive future delineate dal rapporto sono invece molto negative e del tutto in linea con analoghe considerazioni elaborate sia nel rapporto del’Unione Europea a gennaio 2007 che dal rapporto Nomisma del gennaio 2008. I rischi concreti sono quelli della sempre piu’ massiccia delocalizzazione della zootecnia, di un forte aumento dei prezzi collegato ad una caduta dell’occupazione, con un calo complessivo della competitivita’ dell’Italia.

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l’illusione dell’agricoltura a chilometri zero

L’autarchia e’ una illusione e l’agricoltura a cilometri zero è un falso che millanta la riduzione delle emissioni di anidride carbonica che invece sarebbero fortemente aumentati da una agricoltura di prossimita’ (si pensi solo alle serre riscaldate a gasolio o ai capannoni frigoriferi per conservare pere e mele). Perdere la piazza con un simile scenario mostra quanto si debba diffidare da chi vorrebbe chiudere il mercato italiano in una riserva di caccia privata fino ad imporre proibitivi prezzi degli alimenti.

Scarica l’articolo (qui) da La Repubblica del 30.08.08

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I dati ISTAT sull’uso di agrofarmaci sul mais nel 2006/2007

Scarica (qui) i dati

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Niente mais Bt e raddoppiano i chilogrammi per ettaro di agrofarmaci

Scarica l’articolo (qui) da La Stampa del 14.07.08

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Il vino biologico perde un metallo pesante

Scarica l’articolo (qui) dal quotidiano Italia Oggi del 30.06.2008

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Allarme coldiretti: i mangimi hanno prezzi proibitivi

Coldiretti segnala che i mangimi per i maiali hanno prezzi pribitivi. Scarica (qui) il documento

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In 8 anni la spesa alimentare delle famiglie e’ salita del 28% (ed i consumi calati del 12%)

La CIA dimostra come i costi sono alle stelle ed i guadagni degli agricoltori siano crollati. Scarica il documento (qui)

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Gli agricoltori sono gia’ pronti a piantare mais GM

Scarica l’articolo (qui) dal giornale Il messaggero Veneto del 18.06.08

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Sull’uso dell’acqua in agricoltura

Scarica l’articolo (qui) da Bloomberg- FINANZA MERCATI del 17.06.08

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Norberto Pogna mostra il filo conduttore tra la storia dell’agricoltura e gli OGM

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In Italia ancora meno soia OGM-free: calano del 20% le superfici coltivate

Scarica l’articolo da Libero-Mercato (qui)

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Api e pesticidi

In questi giorni c’e’ grande allarme per la moria delle api. (visita il link). Imputati numero uno sono i pesticidi utilizzati in agricoltura e forse quelli usati per la concia dei semi (quindi trasversali a tutte le agricolture).

Se non e’ facile individuare il colpevole e’ invece piu’ agevole trovare qualche innocente e tra questi le varieta’ Bt di OGM. In questa metanalisi si mostra come il Bt non sia dannoso per le larve ed adulti di api analizzate in laboratorio.

Ma se tutte le colpe verranno scaricate sulle seminatrici del mais che polverizzano parte dei pesticidi della concia dei semi, non è difficile prevedere che sparendo la concia sarà la diatrobiotica a ripartire alla grande

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Un sondaggio francese sul mais Bt

Un sondaggio francese tra gli imprenditori che hanno o non hanno piantato mais Bt nel 2006 e 2007. Ben l’87% di quelli che hanno piantato nel 2006 lo hanno rifatto nel 2007, nonostante si dicano sotto una forte pressione mediatica e stile.

Scarica (qui) il sondaggio - formato ppt -

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Lettera di Marco Aurelio Pasti (Presidente Associazione Italiana Maiscoltori) inviata al Ministro De Castro

<<Rabbia e frustrazione. Questi, Signor Ministro, sono i sentimenti che provo come cittadino, ancor prima che come maiscoltore, quando sento parlare di mais il signor Mario Capanna, leader del movimento “Liberi da OGM”, che il Suo Ministero finanzia e appoggia.>> (leggi la lettera)

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I prezzi delle derrate alle stelle

Mentre ci diciamo che abbiamo troppo cibo le scorte stanno finendo ed i prezzi vanno alle stelle.

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Quanto costano i semi di mais Bt?

Circa 30€ in più per ettaro, un costo largamente ammortizzabile, ma su cui vanno fatti dei conti acccurati caso per caso (e zona per zona a rischio piralide). Un buon testo che aiuta a fare I conti è stato elaborato 4 anni fa in Spagna quando il barile di petrolio costava molto meno della metà di quanto costa oggi.

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Come disorientare gli imprenditori agricoli

Gli imprenditori agricoli italiani sono presi nella morsa tra la necessità di ricevere le sovvenzioni comunitarie per sopravvivere ed il fatto che queste si stanno tanto riducendo da non lasciare più margini di guadagno accettabili. L’uscita nel mare aperto del mercato globale vuol dire spesso cominciare a ragionare con la propria testa senza pubblicità aziendali. In questo quadro gli analisti del settore sono tenuti a rappresentare i dati con grande senso di responsabilità.

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L’Agricoltura di Qualità usa OGM: il rapporto Nomisma su DOP ed IGP

Era chiaro a tutti gli esperti che stavamo consumando soia GM dal 1996, ma il merito di questo studio economico dell’agenzia Nomisma è di dimostrare come l’uso di Ogm riguarda l’agricoltura di alto prestigio italiano, I cui prodotti vengono esportati in tutto il mondo.

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L’incerto destino dell’agricoltura italiana

Norberto Pogna traccia un quadro inquietante per l’agricoltura italiana dopo l’adozione della PAC al 100%.

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