Le zone rifugio sono efficaci contro l’emergere di parassiti Bt-resistenti sui campi di cotone
Leggi (qui)
Leggi (qui)
Per quanto appaia strano che Slow food si occupi di Monsanto, si trova qui una riprova di come colza ingegnerizzata sia una coltivazione troppo difficile da gestire.
Ci domandiamo se Slow food sosterrebbe anche la denuncia di un altro coltivatore di colza che si trova la propria incrociata con una resistente dallo stesso erbicida, ma ottenuta per mutagenesi e non per trasferimento genico. Ma anche se sia lecito che un agricoltore con cui si ha in comune la falda acquifera puo’ utilizzare farine animali come fertilizzante?
Scarica (qui) l’articolo da La Stampa del 20.04.2008
Il ritrovamento di una singola pianta di Brassica rapa che sembra aver “assimilato” il carattere resistenza ad erbicida (HR) da una stretta parente GM è un dato interessante, ma che spinge gli stessi autori alla cautela per indagare con che frequenza altri eventi simili si verifichino. L’articolo (scarica l’articolo) ha il pregio di mostrare con quale velocità madre Natura faccia pulizia di geni estranei (come appunto quelli HR) che nel giro di 3 anni scendono dal 34% al 2,5% dei campioni analizzati. Suggerisce attenzione nel coltivare piante con caratteri che potrebbero dare vantaggi selettivi a piante selvatiche della stessa specie. In particolare non si dovrebbe poter piantare mais Bt in Messico dove potrebbe incrociarsi con mais selvatico (teosinte). Applicando la stessa logica però, non ci sono pericoli a piantare OGM di mais, pomodoro, patata, melanzana, peperone o soia in tutta Europa. Ma geni per la resistenza ad erbicidi non ci sono solo in piante da OGM e si coltivano anche piante di Brassica che sono “naturalmente” resistenti ad erbicidi ed il cui polline si diffonde fino a 3 chilometri di distanza (Rieger et al., Science 2002 scarica). Se si impedisce l’innovazione in agricoltura dovremo coltivare solo piante (”naturali” ed OGM) che non hanno alcun tipo di geni di resistenza facendo così la fortuna delle multinazionali produttrici di pesticidi a cui affideremmo l’intera nostra agricoltura.
Infine una considerazione generale. Le piante GM sono spesso accusate di essere sterili per avvantaggiare le multinazionali biotech e costringere i poveri contadini a ricomprare tutti gli anni i semi. Questo caso mostra come le piante GM siano piante normali che si incrociano come tutte le altre e danno progenie vitale, ma siccome gli OGM non vanno comunque bene li si vorrebbe contemporaneamente prolifici e sterili.
La vicenda del trasferimento in piselli dell’inibitore dell’alfa amilasi di fagiolo dimostra come non tutti gli eventi di transgenesi siamo sicuri e che le valutazioni attente ed accurate vanno attuate sempre!, ma dimostra una cosa molto più importante ed è che questi controlli sugli OGM si fanno davvero e che non tutti i prodotti passano il vaglio, prova questa di una selezione rigorosa.
Scarica (qui) il documento