Archivio della categoria 'OGM & economia'

Strategie Coldiretti

Beccalossi (An): Non si regalino cooperative alla Coldiretti

–IL VELINO AZIENDE–

Roma - Si alza sempre di più il polverone generato dal progetto di Coldiretti di portare i prodotti agricoli sugli scaffali dei supermercati con il proprio marchio “Campagna amica”. Sfidando agricoltori e grande distribuzione organizzata. E dalle campagne la polemica si sposta alle aule di Camera e Senato. L’oggetto di discussione è - stavolta - il disegno di legge 1441 ter A dello scorso 5 agosto che, all’articolo 5, consentirebbe ai consorzi agrari di usufruire delle caratteristiche di prevalenza mutualistica comuni alle cooperative, con tutti i vantaggi economici che ne derivano. Il disegno di legge, la cui lettura è ancora alla Camera, permetterebbe a Coldiretti - che detiene la maggioranza nei consigli di amministrazione della maggior parte dei consorzi agrari - di chiudere il cerchio e riuscire così a “integrare” il proprio progetto con cooperative a tutti gli effetti, per lo meno dal punto di vista legale. E gestite naturalmente dalla stessa organizzazione agricola. “Io mi riconosco nella maggioranza, ma a volte qualcuno fatica a capire che oltre alle cooperative ‘rosse’ di Legacoop, ci sono anche quelle ‘bianche’ di Confcooperative, che risulterebbero gravemente danneggiate da un provvedimento di questo genere”, dichiara al VELINO Viviana Beccalossi, componente della commissione Agricoltura della Camera, che aveva chiesto il ritiro, con un emendamento, proprio dell’articolo 5 relativo ai consorzi agrari.

“Le Confcooperative sono indispensabili per il sistema agricolo italiano - insiste Beccalossi - e l’articolo 5 del Dl 1441 finirebbe con il danneggiare tutta l’agricoltura italiana”. Anche perché, come spiega l’esponente di Alleanza nazionale, il sistema cooperativo italiano è già da qualche tempo sotto osservazione da parte di Bruxelles, e l’approvazione definitiva di questo disegno di legge porterebbe con ogni probabilità a un irrigidimento ulteriore da parte della Comunità europea con conseguenti multe all’Italia. “Senza parlare della violazione dell’articolo 2513 del codice civile. Credo che ci siano tutti i margini per fare ricorso e con molta probabilità qualcuno è già intenzionato a procedere in questo senso”. Poi la Beccalossi lancia l’affondo: “Credo di non svelare alcun segreto se dico che dietro alla connotazione politica di questo disegno di legge c’è la Coldiretti”. Si tratta, secondo l’esponente di An, “di una vera e propria richiesta della Coldiretti alla politica. Richiesta che è stata accolta andando contro a Confcooperative, Cia e Confagricoltura. In questo modo - incalza - si dà voce solo alla Coldiretti. È vero che l’organizzazione dei coltivatori diretti è importante, ma bisogna ricordare che non è l’unica ed esclusiva”.

Sfida Coldiretti, Cremonini: Consumatori non abboccano a poesie

–IL VELINO AZIENDE–

Roma - “Se i prodotti che Coldiretti proporrà ai consumatori saranno competitivi con quelli proposti dall’industria e dal commercio, avranno successo. Spero che i coltivatori diretti non credano, come è già stato fatto in passato, di risolvere il problema dell’agroalimentare italiano e smantellare il sistema dell’import e dell’export del settore” generando una minore importazione delle materie prime da altri paesi. È questo quanto dichiara al VELINO Luigi Cremonini, titolare dell’omonima azienda proprietaria di marchi come Montana, Inalca, Chef Express e Road House, riguardo il progetto dell’organizzazione dei coltivatori diretti di portare sugli scaffali dei supermercati - entro i primi mesi del 2009 - i prodotti agricoli rendendoli riconoscibili dai consumatori con un marchio, quello di “Campagna amica”, tutto italiano e tutto “Coldiretti”. Anche perché, spiega ancora Cremonini, “con una cassetta di mele non si va da nessuna parte”.

Secondo il titolare del Gruppo, i coltivatori diretti, “rappresentano la linfa vitale del sistema agroalimentare italiano e proprio per questo devono dialogare di più con l’industria”. Il fenomeno dei farmers’ market e il progetto della Coldiretti, secondo Cremonini “possono avere valenza per una nicchia di produttori e di consumatori, ma non credo che possano risolvere i problemi dei consumi italiani”. E saranno i consumatori stessi a fare da cartina tornasole. Anche per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie. “Se il progetto deluderà le aspettative dei consumatori andrà incontro a un cattivo esito, se invece le promesse fatte dall’organizzazione agricola saranno rispettate, la Coldiretti sarà sicuramente premiata. Ma se qualcuno pensa - tiene infine a precisare Cremonini - di poter fare della poesia e che i consumatori abbocchino, è sulla cattiva strada”.
“Per rilanciare i consumi bisogna che arrivino più soldi nelle tasche dei consumatori”. Lo ha dichiarato al VELINO Luigi Cremonini titolare della “Cremonini Spa” a margine del convegno che si è svolto a Roma per festeggiare i 25 anni dalla nascita di Federalimentare. “I consumatori italiani sono preparati ed esigenti e continuano a scegliere, nonostante la crisi, i prodotti di eccellenza. Le aziende che producono e lavorano bene - ha proseguito Cremonini - saranno le ultime a mostrare difficoltà, ma la verità è che, per poter rilanciare i consumi - insiste - i consumatori devono avere più soldi da spendere”.

nessun commento - clicca qui per commentare

ISMEA: la bilancia commerciale e’ ancora in deficit di 9,4 miliardi di euro sostenuta solo dalle esportazioni dei grandi produttori di prodotti DOC (in gran parte derivanti da animali alimentati con soia GM).

Scarica gli articoli (qui) e (qui)

nessun commento - clicca qui per commentare

Le liberalizzazioni dei mercati sono un rischio per chi non ha abitudine alla competizione

Scarica l’articolo (qui) da La Stampa del 21.07.2008

nessun commento - clicca qui per commentare

Europa ed USA fanno la pace

Scarica (qui) l’articolo

nessun commento - clicca qui per commentare

Monsanto e Syngenta trovano l’accordo sulle tecnologie biotech

Clicca (qui) per visonare l’articolo

nessun commento - clicca qui per commentare

Polli ruspanti

Un pollo nutrito con OGM costa 3,7 dollari contro gli 11 di un pollo ruspante: come sarebbe bello avere la possibilita’ di sciegliere liberaMENTE.
Scarica (qui) l’articolo

nessun commento - clicca qui per commentare

I vantaggi economici del mais Bt spagnolo derivanti dalla riduzione dell’uso di pesticidi

Scarica il (documento)

nessun commento - clicca qui per commentare

Il Guardian spiega quale sia la vera partita sugli OGM

Il vero scontro e’ tra company degli agrofarmaci e pesticidi (le prime tre al mondo sono europee) e chi controlla il mercato dei semi biotech, ossia le company statunitensi. Svela anche l’involontaria alleanza tra Greenpeace e Monsanto nel chiedere sempre piu’ controlli di sicurezza che si traduce nella prosecuzione del predominio delle multinazionali.
Infine indica l’unica via d’uscita vincente mutuando l’esempio dal mondo dell’informatica: serve piu’ competizione e liberalizzazioni. Insomma per contrastare Microsoft la strada e’ stata quella di Google, Yahoo ed Apple, non quella dei divieti come sta attuando l’Europa sugli OGM.

Visiona l’articolo(qui)

 

nessun commento - clicca qui per commentare

Nomisma lancia l’allarme sulle disponibilita’ di mais

La societa’ di studi economici Nomisma presenta il rapporto 2008 sugli scenari di approvigionamento del mais. La disponibilita’ di mais OGM-free si sta esaurendo, i prezzi salgono alle stelle e l’Italia produce sempre meno mais. Inoltre produce mais inquinato da fumonisine inadatto in parte al consumo umano. Il rapporto Nomisma lascia presagire che se non cambieremo rotta anche l ‘allevamento zootecnico potrebbe subire gravi ripercussioni.

Scarica (qui) il rapporto Nomisma (summary)

Scarica (qui) il rapporto Nomisma (completo - 11,5 MB)

nessun commento - clicca qui per commentare

I conti delle Multinazionali

Un quadro sintetico delle forze in campo nell’Agrobiotech. Le company europee fatturano il doppio di quelle USA come agrofarmaci e pesticidi. La situazione e’ ribaltata per quel che concerne la vendita di semi. Infine la situazione dei brevetti vede ancora una enorme frammentazione con tante Universita’ che cercano ancora di stare a galla in un mercato dove la sovraregolamentazione imposta sia da Monsanto che da Greenpeace costringe alla concentrazione.

scarica i dati (qui)

nessun commento - clicca qui per commentare

Quanti altri favori dobbiamo fare alle multinazionali?

Mentre in Italia si fa finta di non sapere e non vedere quanto il nostro sistema agro-alimentare dipenda da derivati di OGM, le multinazionali anche europee si stanno procurando le migliori armi a disposizione. La Ricerca Scientifica Pubblica resta con le mani legate e gli oppositori degli OGM fanno il gioco dei grandi gruppi industriali. L’Herald Tribune sintetizza in pochi passaggi l’intera storia delle moratorie Europee agli OGM mostrando ancora una volta come un sasso non è mai riuscito a fermare il fiume del progresso.

Scarica (qui) il documento1

Scarica (qui) il documento1

nessun commento - clicca qui per commentare

Gli OGM combattono il riscaldamento climatico.

Le varietà di piante ingegnerizzate resistenti agli erbicidi non sono molto popolari in Europa tanto che la stessa Monsanto non ha mai chiesto (fino al 2006) di piantare soia RR in Europa e quando all’inizio del 2007 la Romania è entrata a far parte dei 27 Stati membri ha dovuto rinunciare ai suoi 60.000 ettari coltivati con soia tollerante al glifosato perchè non esiste una tale possibilità in Europa. Paradossale è che non siano gli stessi flagellatori delle coscienze ambientaliste a richiedere queste varietà che permettono di coltivare terreni che non devono essere arati e che quindi riducono sia il dissesto idrogeologico che la liberazione di enormi masse di anidride carbonica. Si stima che le varietà resistenti agli erbicidi hanno contribuito a ridurre le emissioni di gas serra in misura equivalente a quella prodotta da 4,7 milioni di autovetture (nel 2005)

Scarica il testo (qui)

nessun commento - clicca qui per commentare

OGM-free: ma quanto mi costi?

Una valutazione dell’Unione Europea sui costi per i cittadini europei se si rinunciasse all’opzione OGM. Una valutazione che non include gli ultimi impressionanti aumenti di prezzo di pane pasta latte e sopratutto del mais che è alla base dell’alimentazione di mucche e maiali.

Scarica (qui) il documento

nessun commento - clicca qui per commentare

Quanto ci costa evitare gli OGM?

Una accurata analisi economica sui costi per i consumatori di filiere OGM-free che oltre che non aumentare la sicurezza alimentare tendono a modificare sempre più il costo della nostra spesa. Come mi disse personalmente un alto dirigente di una associazione ambientalista “gli italiani spendono il 20% dei loro guadagni per l’alimentazione e l’obbiettivo è quello di portare tale quota al 30%”.

Scarica (quì) il documento: 

nessun commento - clicca qui per commentare

Troppe regole favoriscono le multinazionali

La grande cautela dei consumatori sul tema degli OGM ha spinto i legislatori ad aumentare a dismisura le regole, le analisi e le documentazioni di sicurezza da allegare alle richieste di autorizzazione di nuovi derivati da OGM. Una tale scelta ha favorito I grandi gruppi industriali e schiacciato le piccole company nate dalle Università e dai centri di ricerca di tutto il mondo: una strategia da ripensare.

Scarica (qui) il documento: 

nessun commento - clicca qui per commentare