Una arachide anallergica potrebbe salvare la vita ai 50 americani che muoiono ogni anni per allergie alle comuni noccioline.
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Da Il Giorno (quì) del 09.12.2008
Dal sito dell’NCBI-PubMed (quì)
Scarica l’articolo da Il Corriere della Sera del 03.10.2008 (qui)
Scarica l’articolo da La Stampa del 24.09.08 (qui)
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Gene-chips prove transgenes are clean genes - GMO Pundit a.k.a. David Tribe (blog), Jul. 25, 2008. Link to site
Recent empirical evidence from gene-chips is confirming the considered judgment of geneticists - that genetic engineering is more precise than conventional breeding- is indeed correct.
These gene activity testing devices are providing solid confirmation that transgenic rice, wheat , soybean and thale cress are substantially equivalent to their non-transgenic counterparts.
Gene chips (known also as microarrays) enable the activity of thousands of genes to be measured. Many new studies with these chips listed below convincingly demonstrate that insertion of transgene DNA causes minor perturbation to transcription activity of other genes.
Use of gene-chips to comprehensively survey tens of thousands of genes is revealing that the unintended, unexpected effects of transgenes are small compared to perturbations caused by conventional cross-breeding, which typically perturb an order of magnitude more unrelated genes away from those at the insert target (Baudo 2006, Batista 2008, Cheng 2008, El Ouakfaoui, Miki 2005)
Radiation treatment used to deliberately create mutations in many existing crops also causes many more gene activity perturbation than does transgene insertion (Batista 2008, Dubouzet 2007, Zhang 2006). Note that apart from the intended trait, transgene insertion is generally silent in terms of change to plant phenotype(appearance) (Bouché N, Bouchez D. 2001) .
Yes indeed, transgene inserts are generally clean events as far as unexpected changes to untargeted gene activities. Transgenes are clean genes.
Di seguito sono riportati gli avvenimenti tra SAgRi e INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
COMUNICATO STAMPA
Prof. Sala: sono 6 milioni gli ettari di pioppi già coltivati, la metà dei quali selezionata in Italia,e il Governo cinese punta al raddoppio della superficie per produrre biomasse.
Roma, 15 febbraio 2008 – Sono 250.000 i pioppi biotech piantati in Cina frutto della collaborazione tra la ricerca pubblica cinese e italiana, quest’ultima costretta a trasferirsi all’estero per sperimentare le applicazioni sugli OGM. Un altro caso di know-how italiano riconosciuto a livello internazionale ma che non può esprimersi nel nostro Paese, dove la ricerca sugli OGM è di fatto impedita.
Il dato è tra più eclatanti del rapporto annuale ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications) presentato a Manila il 13 febbraio.
“La Cina oggi coltiva 6 milioni di ettari a pioppo, commenta il Prof. Francesco Sala che ha diretto la ricerca, e l’obiettivo è di raddoppiare le superfici in pochi anni in quanto il Governo ha intenzione di incrementare la produzione di biomasse. Abbiamo progettato un pianta che contiene un gene resistente agli insetti, prosegue Sala, che quindi non richiede trattamenti chimici. Dal punto di vista economico e della sostenibilità ambientale, si pensi a quale potrebbe essere l’impatto dei pesticidi su 12 milioni di ettari di colture stimati. Il beneficio per l’ambiente inoltre è duplice: questa tipologia di pioppo non può riprodursi per seme ma per talea. In questo modo viene salvaguardata la biodiversità del pioppo selvatico”.
Il Prof. Sala è titolare della cattedra di Botanica e insegna Biotecnologia all’Università di Milano. Negli ultimi 20 anni si è occupato dello studio delle piante transgeniche (bio¬sicurezza e produzione di riso e pioppi resistenti agli insetti) ed è un’autorità riconosciuta a livello mondiale.
L’Italia è il centro mondiale per la selezione di nuove varietà di pioppo. Il 50% dei pioppi impiantati nel mondo sono stati creati nel Centro di ricerca di pioppicoltura di Casale Monferrato, che da 80 anni fa ricerca e che qualche tempo fa ha rischiato persino la chiusura.
Gli scienziati francesi scendono in campo contro il divieto di piantare mais Bt in Francia
On December 7, more than 300 scientists (from France and world-wide) publicly stated in French and English their opposition to France’s MON810 suspension.
Gli Accademici dei Lincei e delle Scienze chiedono che il dibattito sugli OGM si svolga su basi scientifiche e non scenda nelle bassezze degli attacchi alle persone.
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Mentre in Italia si fa finta di non sapere e non vedere quanto il nostro sistema agro-alimentare dipenda da derivati di OGM, le multinazionali anche europee si stanno procurando le migliori armi a disposizione. La Ricerca Scientifica Pubblica resta con le mani legate e gli oppositori degli OGM fanno il gioco dei grandi gruppi industriali. L’Herald Tribune sintetizza in pochi passaggi l’intera storia delle moratorie Europee agli OGM mostrando ancora una volta come un sasso non è mai riuscito a fermare il fiume del progresso.
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I due documenti che testimoniano il blocco della ricerca portano la firma dello stesso direttore generale del Ministero delle Politiche Agricole, ma riguardano due Governi e due maggioranze diverse. In uno si vietano test già approvati dalla competente commisione ministeriale e che da allora non sono mai più ripresi.
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Nel secondo documento (scarica) si mostra come la questione sia ideologica fino al punto che il Ministero si priva dei proventi che deriverebbero dalla concessione di una licenza su un brevetto di cui è proprietario sulla base del principio di precauzione. In questo caso si capisce che la precauzione riguarda il maneggio delle carte necessarie a concedere una licenza d’uso ad un qualunque Paese (ad esempio le Filippine, o il Vietnam che si erano detti interessati).
Prima lo fanno ma poi se ne vergognano. Ad ogni dichiarazione pubblica le vestali dell’opposizione agli OGM dichiarano di non essere contro la Ricerca (perchè sanno bene che i cittadini non glielo perdonerebbero), ma ogni volta che possono le vietano di studiare, valutare e capire. Si tratta di un atteggiamento molto comprensibile perchè le prove che potremmo accumulare contro le loro falsità li sommergerebbero sotto un mare di numeri e di dati. Solo nell’ignoranza possono sperare di restare a galla.
Scarica (quì) l’articolo dal Sole24ore
Scarica (quì) comunicati ANSA
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Microarray analyses reveal that plant mutagenesis may induce more transcriptomic changes than transgene insertion.(See Abstact)
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L’India mette in campo varietà GM di cotone fatte (parzialmente) in casa.
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Ancora una volta gli scienziati italiani reclamano il diritto a poter rispettare le norme vigenti in tutta Europa per la ricerca e sperimantazione degli OGM contro la lobby allestita da una organizzazione agricola contro il Ministro in carica reo di aver ipotizzato il ristabilirsi dei diritti dei ricercatori italiani.
Visiona il documento con le firme al sito: http://www.siga.unina.it/Appello_OGM.html
21 Società scientifiche nazionali coordinate dalla Società di Genetica Agraria in rappresentanza di oltre 10,000 scienziati italiani sottoscrivono un nuovo testo comune per definire la possibilità di una coesistenza pacifica tra differenti tipi di agricolture.
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Per la prima volta scendono in campo le Società scientifiche nazionali che firmano un documento comune che attesta la sicurezza degli OGM dal punto di vista della salute umana. Il documento è redatto dalla Società italiana di Tossicologia.
Scarica (quì) il documento.
Il nuovo Governo vara norme ancora più restittive contro la Ricerca scientifica pubblica sugli OGM e la comunità scientifica nazionale si riunisce nuovamente attorno al testo di un appello - scarica qui il documento con i primi firmatari - che guadagna ancora una volta le prime pagine dei quotidiani.
Per la prima volta in un Paese sviluppato il Governo subisce una manifestazione di piazza da parte del fior fiore dei ricercatori del Paese esasperati, dal sistematico disprezzo verso le opinioni scientifiche non dei singoli ma dell’intera comunità scientifica nazionale. A far esplodere la protesta è la vicenda degli OGM che fa da goccia che fa trabbocare il vaso. La comunità scientifica italiana sottoscrive il testo di un appello pubblicato sull’inserto culturale del Sole 24 ore di Domenica 5 novembre 2000 - Scarica (quì) il testo dell’appello con le firme). La documentazione, i firmatari, le varie interviste che hanno seguito quella manifestazione, la copertura della stampa internazionale come Science e Nature sono scaricabili sui siti: