Archive for Novembre, 2007

Lettera al commissario all’Ambiente Dimas

La Federazione Europea delle Biotecnologie scende in campo contro il commissario all’Ambiente Dimas che respinge l’approvazione di due mais Bt in assenza di valutazioni scientifiche condotte dagli uffici competenti.

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Un sondaggio francese sul mais Bt

Un sondaggio francese tra gli imprenditori che hanno o non hanno piantato mais Bt nel 2006 e 2007. Ben l’87% di quelli che hanno piantato nel 2006 lo hanno rifatto nel 2007, nonostante si dicano sotto una forte pressione mediatica e stile.

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Lettera di Marco Aurelio Pasti (Presidente Associazione Italiana Maiscoltori) inviata al Ministro De Castro

<<Rabbia e frustrazione. Questi, Signor Ministro, sono i sentimenti che provo come cittadino, ancor prima che come maiscoltore, quando sento parlare di mais il signor Mario Capanna, leader del movimento “Liberi da OGM”, che il Suo Ministero finanzia e appoggia.>> (leggi la lettera)

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Quanti altri favori dobbiamo fare alle multinazionali?

Mentre in Italia si fa finta di non sapere e non vedere quanto il nostro sistema agro-alimentare dipenda da derivati di OGM, le multinazionali anche europee si stanno procurando le migliori armi a disposizione. La Ricerca Scientifica Pubblica resta con le mani legate e gli oppositori degli OGM fanno il gioco dei grandi gruppi industriali. L’Herald Tribune sintetizza in pochi passaggi l’intera storia delle moratorie Europee agli OGM mostrando ancora una volta come un sasso non è mai riuscito a fermare il fiume del progresso.

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Perchè l’ESFA concede le autorizzazioni

Vivendo in un Paese fuori dal mondo che ritiene oltretutto di essere normale non si capisce come l’EFSA conceda con tanta facilità il via libera ai dossier di nuovi OGM. Si perchè ci si illude che siano nuovi facendo finta di non sapere che sono già ben noti e consumati in tutti il mondo.  Questi sono già ampiamente valutati in alter sedi in maniera rigorosa ed approfondita.

Un esempio per tutti è quello del mais Mon863 ossia l’equivalente del demonio personificato per gli sponsor dei pesticidi sparsi a piene mani. Si tratta di un mais che resiste all’attacco della diabrotica, parassita delle radici contro cui esiste un solo rimedio: smettere di coltivare mais, ossia smettere di coltivare del tutto in molti casi.

Leggendo il rapporto della Food Agency di Australia e Nuova Zelanda si capisce quanto siamo in ritardo in Europa e quanto improvvisati siano alcuni studi pubblicati da Seralini in Francia dove non è stato usato come controllo un mais isogenico ma distrattamente una altro qualunque mais. Il classico caso che fa discriminare tra un ricercatore ed un attivista.

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Il 55% del mais del Sudafrica è GM, ed ora si passa a quello resistente alla siccità

Dopo aver raggiunto percentuali di adozione del mais GM che non si raggiungono in molti stati degli USA, il Sudafrica si accinge a sperimentare in pieno campo alcune varietà di mais resistente ai climi aridi. Con ragionementi del tutto sconosciuti nel nostro Paese, in Sudafrica si stima che oltre il 20% del mais prodotto localmente verrà perso da qui al 2025 a causa del riscaldamento globale del pianeta e corrono già oggi ai ripari con strategie manageriali. Quando fra qualche anno ci renderemo conto che i nostri figli non avranno adeguati servizi per i nuovi deficit commerciali italiani in campo agricolo che si aggiungeranno a quelli in campo energetico quale grande statista si assumera’ la colpa dell’errore?

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