Le nomine di De Castro
De Castro nominera’ autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca agricola. Chissa’ se SAgRi dispone di simili rappresentanti.
Vedi l’interrogazione parlamentare (qui)
De Castro nominera’ autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca agricola. Chissa’ se SAgRi dispone di simili rappresentanti.
Vedi l’interrogazione parlamentare (qui)
Il ritrovamento di una singola pianta di Brassica rapa che sembra aver “assimilato” il carattere resistenza ad erbicida (HR) da una stretta parente GM è un dato interessante, ma che spinge gli stessi autori alla cautela per indagare con che frequenza altri eventi simili si verifichino. L’articolo (scarica l’articolo) ha il pregio di mostrare con quale velocità madre Natura faccia pulizia di geni estranei (come appunto quelli HR) che nel giro di 3 anni scendono dal 34% al 2,5% dei campioni analizzati. Suggerisce attenzione nel coltivare piante con caratteri che potrebbero dare vantaggi selettivi a piante selvatiche della stessa specie. In particolare non si dovrebbe poter piantare mais Bt in Messico dove potrebbe incrociarsi con mais selvatico (teosinte). Applicando la stessa logica però, non ci sono pericoli a piantare OGM di mais, pomodoro, patata, melanzana, peperone o soia in tutta Europa. Ma geni per la resistenza ad erbicidi non ci sono solo in piante da OGM e si coltivano anche piante di Brassica che sono “naturalmente” resistenti ad erbicidi ed il cui polline si diffonde fino a 3 chilometri di distanza (Rieger et al., Science 2002 scarica). Se si impedisce l’innovazione in agricoltura dovremo coltivare solo piante (”naturali” ed OGM) che non hanno alcun tipo di geni di resistenza facendo così la fortuna delle multinazionali produttrici di pesticidi a cui affideremmo l’intera nostra agricoltura.
Infine una considerazione generale. Le piante GM sono spesso accusate di essere sterili per avvantaggiare le multinazionali biotech e costringere i poveri contadini a ricomprare tutti gli anni i semi. Questo caso mostra come le piante GM siano piante normali che si incrociano come tutte le altre e danno progenie vitale, ma siccome gli OGM non vanno comunque bene li si vorrebbe contemporaneamente prolifici e sterili.
In un editoriale la prestigiosa rivista Nature (vedi l’editoriale), chiarisce alcuni complicatissimi aspetti della partita sugli OGM che si stanno giocando in Europa.
I nostri governanti sono chiamati non solo a prendere una seria decisione sul tema vestendosi dei panni degli statisti e dismettendo quelli da campagna elettorale, ma anche a spiegare chi, come e quanto verranno pagate le ritorsioni commerciali a cui stiamo andando incontro. Ci devono chiedere se siamo disposti a pagare centinaia di euro l’anno per vedere diminuire la sicurezza alimentare degli alimenti (come dimostra la vicenda del mais Bt vs mais tradizionale nell’esperimento condotto dall’INRAN) e perche’ l’opzione OGM-free deve essere imposta in tutta Italia senza che ci possa essere un solo prodotto etichettato come contenente OGM in vendita.
Saremmo il primo Paese con una alimentazione di Stato, un bell’esempio di tolleranza e democrazia partecipata.
Gli scienziati francesi scendono in campo contro il divieto di piantare mais Bt in Francia
On December 7, more than 300 scientists (from France and world-wide) publicly stated in French and English their opposition to France’s MON810 suspension.
Gli Accademici dei Lincei e delle Scienze chiedono che il dibattito sugli OGM si svolga su basi scientifiche e non scenda nelle bassezze degli attacchi alle persone.
Leggi il documento (qui)