Oltre il 60% dei maiscoltori aderenti a Coldiretti pronti a piantare mais Bt
Vedi il comunicato stampa di Futuragra (qui)
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AGRICOLTURA: INRAN,NESSUN ALLARME BIODIVERSITA’ MEDITERRANEO (ANSA) - ROMA, 20 FEB - La perdita di biodiversità nell’area del Mediterraneo non è preoccupante, “la situazione è meno grave di quanto non si racconti”. A sostenerlo è stato Carlo Cannella, presidente dell’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, intervenuto alla Fao in occasione della 13/a riunione dell’Organismo Sussidiario di Consulenza Scientifica sulla Diversità Biologica. Il trend per il futuro sul fronte della biodiversità, secondo Cannella, si baserà sull’esigenza di rispondere a tre necessità: “quella di produrre per soddisfare la domanda globale selezionando le varietà più convenienti e a più alta resa, un costo ragionevole per chi lo deve acquistare e garanzia di reddito soddisfacente per chi lo produce”. La sostenibilità dell’agricoltura si basa su queste tre condizioni, “tutelando, allo stesso tempo l’ambiente”, ha aggiunto Cannella. La messa in atto di questo processo è visibile nel settore dei cereali, “i cereali che sfamano il mondo - ha spiegato il presidente dell’Inran - sono essenzialmente il frumento e il riso, per l’alimentazione umana, e il mais, per la maggior parte destinato all’ alimentazione animale”. Le preoccupazioni dell’agricoltura, secondo il presidente dell’ Inran, piuttosto che concentrarsi sull’impatto sulla salute umana dei prodotti Ogm, dovrebbero puntare alla ricerca per recuperare varietà perse e trovarne di nuove, più convenienti. “I prodotti Ogm che sono stati autorizzati non fanno male - ha detto Cannella - ora dovremmo trovare una via italiana che passi attraverso la ricerca e l’ingegneria genetica, per capire come si possono recuperare varietà perse, come nel caso del pomodoro San Marzano, oppure rendere più produttive e quindi più convenienti, dal punto di vista delle coltivazioni, varietà che rendono poco”. (ANSA).
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Accanto ad eccellenti e riconosciuti scienziati siedono ex-parlamentari. Sarebbe segno di una politica davvero innovativa pubblicare il curriculum vitae degli esperti delle commissioni scientifiche con accanto una motivazione dell’area disciplinare di cui i nominati sono considerati esperti. Ci sfugge ad esempio in quale aspetto della sicurezza alimentare eccella il prof. Tamino (di cui alleghiamo alla fine il CV derivante da PubMed). Notiamo infine che questa dovrebbe essere una commissione puramente tecnica che deve poi essere affiancata dal comitato dei consumatori.
SICUREZZA ALIMENTARE: TURCO E DE CASTRO INSEDIANO COMITATO
(AGI) - Roma, 19 feb - Si e’ insediato oggi il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA) alla presenza dei Ministri della Salute, Livia Turco e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Paolo De Castro. Le sue funzioni sono state determinate dal Decreto ministeriale del 26 luglio 2007, recante organizzazione delle funzioni di cui al regolamento 18 gennaio 2002 n. 178, del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di valutazione del rischio della catena alimentare. Il CNSA, composto da 18 membri, con sede presso il Ministero della Salute, ha eletto all’unanimita’ il presidente il Dott. Aldo Grasselli, medico veterinario Presidente della Societa’ italiana di Medicina Veterinaria Preventiva. Il CNSA, formula pareri scientifici, su richiesta del Comitato strategico di indirizzo, delle Amministrazioni centrali e delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Le richieste di parere saranno inoltrate al Comitato per il tramite del Segretariato nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare, che e’ responsabile del coordinamento dei processi di valutazione del rischio. Il CNSA sara’ affiancato dalla Consulta delle Associazioni dei consumatori e dei produttori in materia di sicurezza alimentare che e’ collocata presso il Segretariato Nazionale della Valutazione del rischio della catena Alimentare (SNURA) del Ministero della Salute.
Il Segretariato svolgera’ anche le funzioni di coordinamento con il Comitato di indirizzo politico strategico, che adotta il programma di lavoro annuale e pluriennale, definisce le priorita’ d’intervento e definisce le linee generali di comunicazione.
In occasione dell’insediamento del CNSA il Ministro della Salute Livia Turco, ripercorrendo il faticoso percorso che ha portato alla sua nascita, ha voluto sottolineare l’importanza centrale che tale organismo svolgera’ nei processi di valutazione del rischio e i delicatissimi compiti che lo attendono. E proprio per queste ragioni ha voluto ricordare che sono stati chiamati a farne parte i rappresentanti piu’ alti del mondo della scienza italiana: “Da essi il Paese si attende molto poiche’ la sicurezza degli alimenti e la tutela dell’interesse della salute sono fonte di crescente preoccupazione per i cittadini e i produttori, occorre, allora, far si che la fiducia dei consumatori e delle controparti commerciali sia garantita attraverso atti, interventi, misure aperti, trasparenti e non discriminatori”
Segue elenco componenti del COMITATO NAZIONALE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE:
DOTT. ALDO GRASSELLI (Presidente) Societa’ Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva - PROF. BARTOLOMEO BIOLATTI Universita’ degli Studi di Torino - PROF. LUIGI CECI Universita’ degli Studi di Bari - PROF.SSA MARIA LUISA CORTESI Universita’ degli Studi di Napoli - PROF. ANDREA FORMIGONI Universita’ degli Studi di Bologna - PROF. AUGUSTO MARINELLI Universita’ degli Studi di Firenze - PROF.SSA ADRIANA IANIERI Universita’ degli Studi di Parma - PROF.SSA LUCIANA AVIGLIANO Universita’ degli Studi di Tor Vergata - Roma PROF. ANTONIO MUSCIO Universita’ degli Studi di Foggia - DOTT. CANDIDO PAGLIONE Veterinario Azienda Sanitaria Regionale del Molise - PROF. RODOLFO PAOLETTI Universita’ degli Studi di Milano - PROF. GIANFRANCO PIVA Universita’ Cattolica di Piacenza- PROF. GIORGIO POLI Universita’ degli Studi di Milano - PROF. GIORGIO RONDINI Universita’ degli Studi di Pavia - PROF. GIUSEPPE ROTILIO Universita’ degli Studi di Tor Vergata - Roma PROF. FERDINANDO SBIZZERA Universita’ degli Studi di Padova PROF. GIANNI TAMINO Universita’ degli Studi di Padova - PROF. MARCELLO TICCA Esperto di Nutrizione umana e alimentazione.
COMUNICATO STAMPA
Prof. Sala: sono 6 milioni gli ettari di pioppi già coltivati, la metà dei quali selezionata in Italia,e il Governo cinese punta al raddoppio della superficie per produrre biomasse.
Roma, 15 febbraio 2008 – Sono 250.000 i pioppi biotech piantati in Cina frutto della collaborazione tra la ricerca pubblica cinese e italiana, quest’ultima costretta a trasferirsi all’estero per sperimentare le applicazioni sugli OGM. Un altro caso di know-how italiano riconosciuto a livello internazionale ma che non può esprimersi nel nostro Paese, dove la ricerca sugli OGM è di fatto impedita.
Il dato è tra più eclatanti del rapporto annuale ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications) presentato a Manila il 13 febbraio.
“La Cina oggi coltiva 6 milioni di ettari a pioppo, commenta il Prof. Francesco Sala che ha diretto la ricerca, e l’obiettivo è di raddoppiare le superfici in pochi anni in quanto il Governo ha intenzione di incrementare la produzione di biomasse. Abbiamo progettato un pianta che contiene un gene resistente agli insetti, prosegue Sala, che quindi non richiede trattamenti chimici. Dal punto di vista economico e della sostenibilità ambientale, si pensi a quale potrebbe essere l’impatto dei pesticidi su 12 milioni di ettari di colture stimati. Il beneficio per l’ambiente inoltre è duplice: questa tipologia di pioppo non può riprodursi per seme ma per talea. In questo modo viene salvaguardata la biodiversità del pioppo selvatico”.
Il Prof. Sala è titolare della cattedra di Botanica e insegna Biotecnologia all’Università di Milano. Negli ultimi 20 anni si è occupato dello studio delle piante transgeniche (bio¬sicurezza e produzione di riso e pioppi resistenti agli insetti) ed è un’autorità riconosciuta a livello mondiale.
L’Italia è il centro mondiale per la selezione di nuove varietà di pioppo. Il 50% dei pioppi impiantati nel mondo sono stati creati nel Centro di ricerca di pioppicoltura di Casale Monferrato, che da 80 anni fa ricerca e che qualche tempo fa ha rischiato persino la chiusura.
Un accurato piano di monitoraggio mostra come le attese resistenze insorte alle varie tossine Bt non preoccupano e vari rimedi sono gia’ attivi ed efficaci.
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In questi giorni c’e’ grande allarme per la moria delle api. (visita il link). Imputati numero uno sono i pesticidi utilizzati in agricoltura e forse quelli usati per la concia dei semi (quindi trasversali a tutte le agricolture).
Se non e’ facile individuare il colpevole e’ invece piu’ agevole trovare qualche innocente e tra questi le varieta’ Bt di OGM. In questa metanalisi si mostra come il Bt non sia dannoso per le larve ed adulti di api analizzate in laboratorio.
Ma se tutte le colpe verranno scaricate sulle seminatrici del mais che polverizzano parte dei pesticidi della concia dei semi, non è difficile prevedere che sparendo la concia sarà la diatrobiotica a ripartire alla grande
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Il vero scontro e’ tra company degli agrofarmaci e pesticidi (le prime tre al mondo sono europee) e chi controlla il mercato dei semi biotech, ossia le company statunitensi. Svela anche l’involontaria alleanza tra Greenpeace e Monsanto nel chiedere sempre piu’ controlli di sicurezza che si traduce nella prosecuzione del predominio delle multinazionali.
Infine indica l’unica via d’uscita vincente mutuando l’esempio dal mondo dell’informatica: serve piu’ competizione e liberalizzazioni. Insomma per contrastare Microsoft la strada e’ stata quella di Google, Yahoo ed Apple, non quella dei divieti come sta attuando l’Europa sugli OGM.
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