Zapatero aumenta del 40% le coltivazioni OGM
Leggi l’articolo (qui) del quotidiano spagnolo El Pais
Leggi l’articolo (qui) del quotidiano spagnolo El Pais
Scarica l’articolo (qui)) da Il Giorno del 27.04.08
Scarica l’articolo (qui) da La Stampa del 27.04.08
Nei Paesi poveri non c’e’ cibo, la Svizzera ha il comitato etico per la dignita’ delle piante. Clicca (qui)
Per quanto appaia strano che Slow food si occupi di Monsanto, si trova qui una riprova di come colza ingegnerizzata sia una coltivazione troppo difficile da gestire.
Ci domandiamo se Slow food sosterrebbe anche la denuncia di un altro coltivatore di colza che si trova la propria incrociata con una resistente dallo stesso erbicida, ma ottenuta per mutagenesi e non per trasferimento genico. Ma anche se sia lecito che un agricoltore con cui si ha in comune la falda acquifera puo’ utilizzare farine animali come fertilizzante?
Scarica (qui) l’articolo da La Stampa del 20.04.2008
Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, dipinge una intricata tela delle politiche internazionali
Scarica l’articolo (qui) pubblicato dal Corriere della sera il 17.04.2008
La carenza di cibo mostra come erano corrette le previsioni di 10 anni fa che indicavano negli OGM un passaggio obbligato per accogliere e nutrire i nuovi nati e consentire il miglioramento degli standard di vita di vaste popolazioni.
Scarica l’articolo (qui) dal Corriere della Sera del 14 aprile 2008
Scorte al minimo nei Paesi in via di sviluppo a causa delle misure protezionistiche dei governi.
Leggi l’articolo dal Corriere della sera on line del 11.04.2008 (qui)
Gli Eurodeputati Cappato e Pannella chiedono alla Commissione EU quali iniziative intende prendere per consentire la coltivazione di OGM in Italia. Due dei fondatori di SAgRI, Futuragra e Associazione Luca Coscioni, portano in Europa i paradossi italiani.
Leggi (qui) l’interrogazione
Scarica il (documento)
Molti scienziati pro-OGM, ben sapendo di sostenere una tesi considerata a torto una eresia, dicono esplicitamente che il miglior modo di fare agricoltura biologica è quello di usare alcune varietà di piante geneticamente ingegnerizzate che riducono l’uso di pesticidi. Una recente intervista al presidente dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, Andrea Ferrante chiama in causa direttamente SAgRi e ci da l’occasione di correggere qualche inesattezza, ma soprattutto di sottolineare qualche punto di sintonia.
L’intervista disponibile al sito (clicca qui)
1) Ferrante intervistato sul problema di aflatossine ed OGM risponde lasciando intendere come se SAgRi avesse assecondato la confusione sul tema. Ci teniamo quindi a ribadire per l’ennesima volta che noi abbiamo sempre e solo parlato di riduzione delle fumonisine e mai di riduzione di aflatossine tramite vatietà Bt. Una ulteriore riprova di questo la si trova sul sito web del Corriere TV al sito (clicca qui);
2) Molto interessante e condivisibile è l’accusa di Ferrante alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) di aver creato delle linee di prodotti biologici fatti in supermercato che stavolgono la visone dell’agricoltura biologica vera come agricoltura di basso impatto sull’ambiente, fatta di produzioni locali vendute da piccoli produttori e solo con produzioni di stagione;
3) Ancora più interessante è la soluzione proposta da Ferrante ossia la vendita diretta ai gruppi d’acquisto. Questa soluzione è non solo auspicabile, ma è anche la riprova del fatto che non c’è dissidio tra OGM ed agricoltura biologica. Noi consideriamo che gli unici derivati da OGM che possano realisticamente raggiungere la commercializzazione sono le commodity, le grandi derrate alimentari, quelle che hanno raddoppiato i prezzi in un anno e di cui le scorte sono già scese alla metà delle soglie consigliate dalla FAO: riso, grano duro e tenero, mais, cotone, soia. Forse qualche riflessione più pacata gioverebbe a molti di noi. Quindi bene il GUS ed uniamo le forze contro i pesticidi.