Pomodori arricchite con molecole antitumorali
Scarica l’articolo dal Corriere della Sera (qui) del 27.10.08
Scarica l’articolo dal Corriere della Sera (qui) del 27.10.08
Scarica l’articolo dal Messaggero Veneto (qui) del 24.10.08
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Scarica lo studio (parte_1) e (parte_2). Fonte: http://www.kcl.ac.uk/consumerchoice
Vai al sito del IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change (quì)
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Da Il Riformista (qui) del 08.10.2008
<p align=”justify”>Il premio Nobel per la chimica e’ stato assegnato al giapponese Osamu Shimomura e agli americani Martin Chalfie e Roger Y. Tsien per la scoperta della cosiddetta “Proteina fluorescente verde” (Gfp) utilizzata da anni come “marcatore” nella ricerca medica. La Gfp, in natura presente in alcune meduse, e’ “uno degli strumenti piu’ importanti usati al giorno d’oggi”, si legge nella motivazione dell’Accademie delle Scienze svedese, secondo cui “grazie alla GFP, i ricercatori sono riusciti a studiare processi naturali prima invisibili come la crescita delle cellule nervose nel cervello o la diffusione delle cellule tumorali”.</p>
<p align=”justify”>Talvolta alcuni OGM non fanno paura, anzi portano al Nobel nonostante che i geni vengano da un organismo tanto temuto come la medusa. Chissa’ se qualcuno si sorprendera’ ancora riflettendo sul fatto che il DNA di medusa trasferito in cellule umane non e’ urticante.</p>
Scarica l’articolo da Il Corriere della Sera del 03.10.2008 (qui)
Scarica l’articolo da La Gazzetta di Modena (qui)
Scarica l’articolo da La Stampa del 24.09.08 (qui)
Nonstante l’aumento dei prezzi le risiere sono in crisi. Un interessante articolo che non parla di OGM, ma che da molti spunti per ragionare sul futuro dell’agricoltura in Italia. Ci viene detto ad esempio che chi impone prezzi e strategie e’ la grande distribuzione organizzata che ha bisogno di fare pubblicita’ ai suoi prodotti per venderli a prezzi piu’ elevati (da qui gli spot su prodotti piu’ costosi perche’ privi di OGM).
Vengono dati i numeri su quanto l’industrializzazione dell’agricoltura ha ridotto la manodopera e la fatica brutale nella moderna agricoltura (e che un ritorno al passato non e’ solo anacronistico, ma impossibile a meno di non intraprendere la tratta dei negri o degli asiatici). Ma ci viene anche detto come alcuni funghi si mangino tutti i guadagni, funghi che forse piante ingegnerizzate potrebbero sconfiggere senza ricorrere a prodotti di sintesi.
Scarica l’articolo da La Repubblica del 24.09.08 (qui)
Scarica l’articolo da La Stampa del 24.09.08 (qui)
Si apre il 24 settembre 2008 a Venezia la IV conferenza Future of Science dedicata a Cibo, Siccita’, Fame e Malnutrizione, con i relativi problemi etici, politici ed economici.(guarda il programma)
(AGI) - Roma, 17 set. - Per uscire dalla crisi dei prezzi e neutralizzare gli effetti negativi sulla sicurezza alimentare e’ necessario incrementare la produzione agricola mondiale. Lo ha ribadito il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ascoltato questa mattina dalle Commissioni Esteri e Agricoltura di Camera e Senato. L’indice Fao dei prezzi alimentari, ha esordito Diouf, ha registrato tra il 2005 e il 2006 un aumento del 12 per cento, del 24 per cento nel 2007 e di circa il 50 per cento fino a luglio 2008″. E ha aggiunto che nonostante previsioni migliori per la produzione cerealicola mondiale, i prezzi resteranno ancora sostenuti per diversi anni e nei Paesi poveri la crisi alimentare continuera’. “Prima dell’impennata dei prezzi del 2007-2008 le persone sottoalimentate erano 850 milioni”, ha affermato Diouf, ma “nel solo 2007 questo numero e’ aumentato di 75 milioni”. Diouf ha fatto presente che l’agenzia Onu gia’ a luglio del 2007 propose l’organizzazione di una conferenza ad alto livello sulla sicurezza alimentare e che a dicembre dello stesso anno, intuendo l’imminenza e l’entita’ della crisi, lancio’ l’Iniziativa contro il rialzo dei prezzi alimentari per incrementare la produzione agricola mondiale. Nell’ambito di questa iniziativa -si legge in una nota- l’agenzia e’ oggi impegnata a potenziare la produzione alimentare in circa 79 Paesi mediante la fornitura di sementi di qualita’, di fertilizzanti, di attrezzi ed altro. La Conferenza ad alto livello dello scorso giugno organizzata dalla Fao a Roma, che vide la partecipazione di delegati di 181 Paesi, di 43 capi di Stato e di governo, di 5.000 soggetti, tra cui oltre 1.350 giornalisti, secondo Diouf ebbe un esito positivo. Un giudizio che solleva non poche perplessita’, giacche’ gran parte degli esperti internazionali di sicurezza alimentare e molti governi, tra cui quello italiano, non esitarono ha manifestare la propria delusione per la mancanza di decisioni operative. Ma Dioouf la pensa diversamente: “Nella dichiarazione finale l’agricoltura e la sicurezza alimentare sono tornate a essere una priorita’ dello sviluppo mondiale, al centro dell’agenda politica internazionale, dopo almeno tre decenni in cui gli aiuti allo sviluppo nel settore avevano registrato un calo costante, passando dal 17 per cento del 1980 al 3 per cento nel 2006″.
E lo testimonia, ha continuato Diouf, il fatto che che sebbene la conferenza non fosse finalizzata alla raccolta di fondi, molti Paesi e istituzioni annunciarono risorse per un totale di circa 11 miliardi di dollari. Se si aggiungono i contributi promessi prima e dopo la conferenza, l’ammontare complessivo e’ di circa 23 miliardi di dollari. Ma lo stesso direttore ammette che molte di queste promesse devono ancora concretizzarsi. In occasione di questo invito rivoltogli dalle due commissione parlamentari, Diouf ha ringraziato l’Italia per il suo impegno nella lotta contro la fame e la poverta’. Dei 100 milioni di euro annunciati in occasione del vertice mondiale del 2002 sull’alimentazione, nel 2007 il governo italiano ne ha versati gia’ 87, di cui 14 milioni di euro proprio in seguito alla conferenza di giugno. Questi contributi sono andati al Fondo fiduciario per la sicurezza alimentare della Fao e hanno consentito di attuare 29 progetti nazionali in 41 Paesi, oltre a progetti regionali in 15 Stati membri della Comunita’ dei Caraibi (CARICOM) e in altri 15 insulari del Pacifico. “In virtu’ di questi impegni l’Italia nel 2008 e’ diventato uno dei Paesi che ha piu’ contribuito ai fondi fiduciari della Fao”, ha sottolineato Diouf. La Fao, ha ricordato il direttore generale, e’ impegnata a collaborare con il G8 e la comunita’ internazionale per l’attuazione di “un partenariato globale sull’agricoltura e sull’alimentazione” e nell’ambito della presidenza italiana del G8 dell’anno prossimo, l’agenzia ha stabilito contatti preliminari con le autorita’ italiane, per istituire una rete mondiale di esperti di alimentazione e di agricoltura, che analizzi bisogni e rischi futuri. “Siamo di fronte a una sfida di grandi proporzioni”, ha detto Diouf, “dobbiamo mobilitare 30 miliardi di dollari l’anno per raddoppiare la produzione alimentare mondiale al fine di nutrire i 9 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nel 2050″. Questa cifra e’ assai modesta se confrontata con il sostegno che i Paesi Ocse danno al proprio settore agricolo -376 miliardi di dollari nel 2006- e con le spese per gli armamenti che, nello stesso anno, hanno raggiunto i 1.204 miliardi di dollari. “E’ venuto il momento che la comunita’ internazionale si unisca per affrontare la crisi alimentare mondiale. E l’Italia, che presiedera’ il G8 l’anno prossimo, ha in questo contesto una responsabilita’ storica”, ha concluso Diouf.
Leggi l’intervista (qui)
Molta parte dell’ultimo numero di Mondo Agricolo e’ dedicata agli OGM ed anche alla “eresia” OGM e biologico potrebbero coesistere per ridurre l’impatto della chimica in agricoltura.
Leggi l’articolo (qui)
Nell’articolo di Terra e Vita (Leggi) si capisce quanto il quadro di prospettiva sia molto inquietante. La diabrotica, che attacca le radici del mais, e’ arrivata fino in Piemonte ed e’ ben radicata in tutta la Lombardia. Centinaia di migliaia di ettari coltivati a mais sono a rischio e vedendo il numero di adulti che sono nati quest’anno e’ fin troppo facile prevedere che gli attacchi saranno devastanti l’anno prossimo. Se non si adoteranno soluzioni pragmatiche il rischio per il mais italiano e’ fortissimo e non vorremmo che una lunga lista di divieti finisca per aprire un mercato nero di insetticidi a lunghissima persistenza nel suolo gia’ da tempo vietati.
Inutile notare che non si nasconde nell’articolo il fatto che esistono piante GM resistenti a piralide e diabrotica gia’ in campo negli USA. Mais prodotto da queste piante e’ gia’ autorizzato per il consumo in Europa, ma non per la coltivazione: ancora una volta ci facciamo servire a caro prezzo un alimento su cui avremmo tutto l’interesse a fare ricerca e coltivare commercialmente nel vecchissimo continente.
L’Espresso (vedi allegato) torna ad occuparsi di OGM conservando la sua storica posizione contraria: ognuno è libero di pensarla come vuole in questo Paese e se a qualcuno non piace la linea del giornale non è certo costretto a comprarlo.
Per validare le sue tesi l’Espresso intervista il Ministro Zaia che cinguetta con Carlo Petrini in un idillio di “locale è bello” e “mogli e buoi dei paesi tuoi”: anche qui le opinioni epresse con chiarezza si possono avversare e contestare, ma sono di certo tutte legittime.
Non contento l’Espresso dedica due interviste a due oppositori degli OGM, uno scienziato come Marcello Buiatti che rappresta solo se stesso, ma che è strumentale ad avvalorare la tesi che la “ricerca è divisa”. Anche qui nulla da dire, Buiatti dice fin dal 2000 che gli OGM hanno conseguenze sull’alimentazione o sull’ambiente paragonabili agli “effetti collaterali delle bombe lanciate dalla NATO sul Kossovo” e queste sue posizioni gli sono valse un unanime riconoscimento da parte di tanti politici anti-OGM nazionali, regionali e locali. Il secondo box è ancora più trasparente ed è una intervista a Stefano Masini di Coldiretti vera musa ispiratrice insieme a COOP della campagna anti-OGM. Come dire: tutto nella logica delle cose e della linea editoriale dell’Espresso, che ripetiamo sta sul mercato e nessun dottore ci ha mai costretto ad acquistare.
Che l’intera ricerca scientifica sia tutta compressa nel testo e che non un solo dei 10000 scienziati pro-OGM di valore e fama internazionale (non come Buiatti) venga intervistato con domande e risposte vere è cosa che ci si deve aspettare vista l’ideologia ed il giornalismo a tesi che impazza nel nostro disastrato Paese.
Spiace solo a chi scrive di aver trascorso diverse ore di questa estate mentre ero in vacanza e qualche volta anche in passeggiata in montagna, a fornire dati, informazioni, numeri di telefono, qualifiche, sull’intero scibile degli OGM al signor Stefano Pitrelli sulla base di un patto di lealtà e di educazione che lo stesso mi ha offerto fin dalla sua prima telefonata dicendomi: io non ne so nulla degli OGM e vorrei che Lei mi aiutasse ad orientarmi. Questa non è una intervista, ma per poterle fare una intervista ho bisogno prima di documentarmi. L’intervista non c’è mai stata. Lo scenario generale, ma sarebbe più giusto dire la lezione sugli OGM che ho tenuto al signor Pitrelli (mentre ero in vacanza con la mia famiglia) è stata convertita in intervista nel pezzo dell’Espresso. Le parole che mi vengono attribuite sono mie, ma io non le ho mai pronuciate nell’ambito di una intervista formale, né le ho mai autorizzate.
Sia chiaro non c’è alcun reato ed in realtà non c’è nemmeno tanta sorpresa, perché il giornale lo conosciamo bene, ora abbiamo imparato a conoscere anche le doti morali di un suo collaboratore: grazie della sua lezione signor Pitrelli, a buon rendere.
Roma, 4 set (Velino) - Futuragra, l’associazione che si batte per l’introduzione delle biotecnologie in agricoltura e per la libertà d’impresa degli agricoltori, deve constatare con rammarico che il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia non sta dalla parte dei maiscoltori del Nord d’Italia che da tempo chiedono a gran voce di poter utilizzare sementi Ogm come previsto dalla Direttiva europea recepita in Italia e che attende solo il varo dei piani di coesistenza regionali. “Basterebbe che il ministro girasse per le campagne del Friuli e del Veneto per rendersi conto che gli agricoltori sono favorevoli all’introduzione degli Ogm”, commenta Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra. “Anche il sondaggio di Demoskopea, reso noto in febbraio, ha rivelato che il 67 per cento dei maiscoltori della Lombardia sono pronti a coltivare da subito mais Ogm. È inoltre del tutto infondato e sconcertante l’attacco alle colture intensive che rappresentano invece ancora oggi la vera ricchezza dell’agricoltura italiana e che sono necessarie a sostenere le nostre filiere di qualità. Il ministro Zaia - prosegue Campagnolo - forse non sa che il 90 per cento dei mangimi venduti in Italia, a partire dalla soia, sono Ogm ma devono essere importati da Paesi che da tempo hanno investito sulle biotecnologie. Senza questi mangimi l’Italia non potrebbe produrre i salumi e i formaggi di qualità che tutto il mondo ci invidia”.
“La realtà - spiega il presidente di Futuragra - è che contrariamente a quanto affermato dal ministro le biotecnologie continuano a crescere in modo esponenziale in tutto il mondo. Nel solo 2007 le piantagioni di Ogm nel mondo sono cresciute del 12 per cento portando la superficie coltivata a 114 milioni di ettari e contribuendo a incrementare le rese, diminuendo notevolmente l’uso dei pesticidi e offrendo un maggiore profilo di sicurezza alimentare e ambientale. Ci auguriamo che il governo non basi le decisioni politiche su posizioni meramente ideologiche e su logiche di partito ma assuma decisioni sulla base delle evidenze scientifiche e tenendo conto del quadro economico globale. Ci piacerebbe - conclude Campagnolo - che il ministro si dimostrasse in futuro più sensibile ai bisogni degli agricoltori della pianura padana piuttosto che alle illusioni delle lobby agricole romane che da anni prevaricano la libertà di scelta degli agricoltori e dei consumatori. Il rischio di un Medioevo agricolo è sempre in agguato”.
L’allarme di Assalzoo e’ della massima rilevanza perche’ coincide con una aumentata richiesta di mangimi e quindi dovrebbe coincidere con una fase positiva del settore. Le prospettive future delineate dal rapporto sono invece molto negative e del tutto in linea con analoghe considerazioni elaborate sia nel rapporto del’Unione Europea a gennaio 2007 che dal rapporto Nomisma del gennaio 2008. I rischi concreti sono quelli della sempre piu’ massiccia delocalizzazione della zootecnia, di un forte aumento dei prezzi collegato ad una caduta dell’occupazione, con un calo complessivo della competitivita’ dell’Italia.
BASF Plant Science takes Amflora case to EU Court - vai al sito (qui)
- BASF filed action against the EU Commission for failure to act
- Approval for Amflora still not granted despite positive safety assessments and a 12-year approval process
- Amflora is a safe and environmentally friendly product that brings a yearly added value of more than €100 million to Europe’s farmers and potato starch industry
Limburgerhof, Germany – July 24, 2008 – BASF Plant Science today filed an action with the European Court of First Instance in Luxembourg against the EU Commission for failure to act. According to the company, the approval process of the cultivation of Amflora, its genetically improved potato, has been unjustifiably delayed by the EU Commission on several occasions. In particular, this includes the period between July 2007 and May 2008 during which Commissioner Stavros Dimas did not adopt the approval for the cultivation of Amflora following the completion of all other procedural steps.
“EU Commissioners have postponed Amflora’s approval despite repeated positive safety assessments by EFSA, the European Food Safety Authority. Although we welcome some positive signs by the Commission and President Barroso, such as their commitment to base decisions regarding genetically modified products purely on science, we are not prepared to accept any further delays,” said Dr. Stefan Marcinowski, Member of the Board of Executive Directors of BASF SE
“We are filing this case in order to ensure that European farmers and starch producers get access to an innovative product that offers them a potential added value of more than €100 million annually. In addition, we estimate that failure to approve Amflora is depriving BASF Plant Science of peak license income of €20 to 30 million per lost cultivation season,” said Dr. Hans Kast, CEO and President of BASF Plant Science GmbH
The process to date:
- The Amflora approval process was initiated 12 years ago with the request for authorization submitted in August 1996
- During the moratorium on genetically modified products between 1998 and 2004, no approvals for genetically modified plants where granted in the EU.
- BASF Plant Science resubmitted a dossier for cultivation and a dossier for food and feed use in 2003 and 2005, respectively, due to modified EU regulations
- In 2006, EFSA concluded for both dossiers that Amflora is as safe for humans, animals and the environment as any conventional potato
- In November 2006, Commissioner Dimas forwarded his proposal for authorization of cultivation of Amflora to the EU Member States
- After two inconclusive votes in the Regulatory Committee in December 2006 and the Council of Agricultural Ministers in July 2007, Commissioner Dimas failed to adhere to the defined approval procedure defined by the EU and to adopt the proposal for cultivation.
- BASF addressed the issue through an open letter to Commissioner Dimas on April 17, 2008.
- The dossier for food and feed use was voted upon in the Standing Committee in October 2007 and Council of Agricultural Ministers in February 2008. According to the defined EU approval procedure, the responsible Directorate-General Health and Consumers has been responsible for adopting the proposal since February 2008.
- In its “orientation debate” on genetically modified plants on May 7, 2008, the Commission decided to request EFSA to prepare a new consolidated scientific opinion on the use of antibiotic resistance marker genes in genetically modified plants by September 30, 2008. Such a marker gene is also used in Amflora.
- In a press release following the debate, Commission President Barroso stated that Amflora will be approved “if and when” EFSA confirms the safety of antibiotic resistance marker genes.
- EFSA responded recently that an opinion can be finalized not earlier than by December 15, 2008.
- On May 19, 2008, BASF Plant Science formally requested access to any documents in the possession of the EU Commission in connection with the authorization procedure for Amflora. These documents did not reveal any new scientific evidence regarding the safety of Amflora
- Today, one year after the vote in the Agricultural Council, the last formal step prior to adoption of a decision, BASF Plant Science filed an action with the European Court of First Instance against the EU Commission for failure to act.
About Amflora
Amflora is a genetically optimized potato that produces pure amylopectin starch and is ideal for technical applications. Conventional potatoes produce a mixture of amylopectin and amylose starch. For many technical applications, such as in the paper, textile and adhesives industries, only amylopectin is needed; separating the two starch components is uneconomical. Amflora produces pure amylopectin starch and thus helps to safe resources, energy and costs. Moreover, paper produced with amylopectin starch has a higher gloss. Concrete and adhesives can be processed for a longer period of time.