Perchè Salmone

Perchè Salmone

Il “salmone” è un animale fragile ed indifeso, ma determinato come pochi. Nel momento più importante della sua vita, quando risale i fiumi, è esposto all’aggressione di predatori famelici ed impietosi che senza rischiare nulla ne fanno strage, mentre lui nuota ostinatamente controcorrente per arrivare alla sua meta. I pochi che giungono alla meta moriranno anche loro, ma lo fanno per dar vita ad una nuova generazione.

L’idea di questo sito nasce dall’esigenza di catalogare ed ordinare l’enorme massa di dati, rapporti, articoli scientifici e documenti che riguardano il dibattito sui “cosidetti” organismi geneticamente modificati: gli OGM.
Gli OGM sono una sigla coniata per il dibattico mediatico su una tecnologia di larghissimo uso da decenni in tutti i laboratori di biologia molecolare. Il fatto stesso che ancora oggi si parli indistintamente di OGM fa capire quanto il dibattito non sia interno alla comunità scientifica, che nella sua stragrande maggioranza ha accettato come valida ed affidabile questa tecnologia ed è passata da anni a discutere della validità ed efficacia dei singoli eventi e delle diverse strategie (di trasformazione, di espressione, di modifica, etc.).

Ma le angosce e talvolta le vere e proprie fobie che genera in vasti settori dell’opinione pubblica richiedono al mondo della ricerca di aprirsi, di trovare il tempo e le parole per “spiegarsi” nel senso più profondo del termine spiegarsi, ossia aprire ed esporre tutte le pieghe dei loro saperi. La ricerca deve uscire dal linguaggio cifrato delle riviste scientifiche ed accogliere le ansietà, le paure ed i timori di tanti per cui quella degli OGM è una accellerazione a cui non si sentono preparati.

Su queste angosce vere e profonde hanno agito in questi anni le più diverse organizzazioni in caccia di molti possibili tornaconti. Si va dalla visibilità politica al sostegno per la propria organizzazione o lobby, da interessi industriali di aziende che non hanno fatto innovazione e ricerca (e che quindi perderebbero larghe fette di mercato) agli interessi di vasti settori produttivi che devono alzare i vari costi del cibo per non essere espulsi dalla partita alimentare in un mercato sempre più globalizzato. In molti casi si cerca di giustificare il costo più elevato di un alimento col suo essere OGM-free, quasi che questo volesse dire più sicuro da un punto di vista della sicurezza alimentare. Con strategie communicative di questo tipo si è condotta in Italia la battaglia ai Discount e si è trovata una sorgente inesauribile di idée pubblicitarie per vedere i prodotti più astrusi dal cibo per cani alle gonne di mais.

Una partita tanto complessa, giocata da attori tanto forti come multinazionali dei semi e della chimica, grande distribuzione organizzata, associazioni agricole che gesticono fiumi di aiuti comunitari, il tutto ammantato dal volto innocente di organizzazioni ambientaliste che investono nella campagna mediatica anti-OGM diverse decine di milioni di euro l’anno è quanto di più estraneo agli interessi della comunità scientifica che ha a lungo cercato di sfuggire inorridita e sdegnata da tanta incapacità di guardare i numeri, i dati e le prove scientifiche che andava accumulando per dimostrare le grandi potenzialità della ricerca biotecnologica in agricoltura.

Ma in aggiunta a tutto questo in Italia è successo qualcosa di estremo: mentre nel resto d’Europa l’avversione agli OGM ha significato ritardare solo di qualche anno le coltivazioni commerciali (forse solo in attesa che scadessero alcuni brevetti internazionali), in Italia questa cautela è stata l’ennesima scusa per colpire la Ricerca Scientifica Pubblica, levarle i fondi, vietare la sperimentazione e criminalizzare i ricercatori. Un simile approccio oscurantista non ha eguali il tutto il mondo sviluppato ed è in contrasto con le legislazioni Europee e con la stessa Costituzione italiana. In questo momento ci sono oltre 100.000 ettari coltivati con OGM per fini commerciali in Francia, Germania e Spagna e nemmeno un solo ettaro coltivato con OGM per la ricerca scientifica Pubblica in Italia.

Non è più possible quindi sottrarsi al dibattito e questo sito, povero di mezzi e di idée, cerca di essere un contenitore approssimativo e poco aggiornato di alcuni dati per i tantissimi che intuiscono che quando l’intera comunità scientifica di un Paese si schiera compatta contro il potere politico da cui dipende, per lo stipendio personale e per i finanziamenti alla ricerca, forse qualche ragione dalla sua deve pure averla.

La comunità scientifica nazionale, alcune associazioni culturali ed una rete di imprenditori agricoli che vivono del frutto dei loro terreni, riunite sotto la sigla SAGRI (SAlute, AGRicoltura, RIcerca), devono risalire il fiume del pensiero corrente sugli OGM dove sono appostati ogni tipo di predatori: quasi tutta la classe politica fino ai vertici di Confindustria, le grandi organizzazioni agricole, la grande distribuzione organizzata e la galassia ambientalista che canta a dei media disattenti le sue litanie catastrofiste. Non c’è oggettivamente partita, nè speranza di passare indenni, ma al tempo stesso non è possibile consegnare ai nostri figli un Paese tanto ignorante, tanto antiscientifico che farà ancora una volta ricadere sulle loro spalle il frutto di scelte miopi e provinciali.

Chi sono

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Mi chiamo Roberto Defez e sono primo ricercatore all’Istituto di Genetica e Biofisica, Adriano Buzzati Traverso del CNR di Napoli dove dirigo il gruppo di ricerca di Biotecnologie microbiche. Sono nato a Roma nel 1956, sposato con due figli.

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