Arrivano i mostri

22 Gen 2013
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Il problema aflatossine nel mais è in mani sicure: COMUNICATO STAMPA: Mipaaf al lavoro per fronteggiare problema aflatossine

Eppure sapevamo da mesi delle condizioni del mais italiano.
Ecco cosa propone Confagricoltura: come a dire arrangiatevi.

11 commenti al post: “Arrivano i mostri”

  1. ZenoNo Gravatar scrive:

    La proposta di confindustria: “…costringere i ministeri competenti a far sì che il mais inquinato venga commercializzato come mangime…”.

    Quando vado al supermercato trovo confezioni di carne e latticini da animali nutriti senza ogm, come se gli ogm fossero pericolosi. Invece ricavare latte e carne da animali nutriti con mais inquinato da aflatossine viene auspicato.
    Bel esempio della famosa qualità dell’agricoltura italiana e dei cibi slow food di cui blaterano politici, coop e confagricoltura.

  2. marco pastiNo Gravatar scrive:

    La mancata gestione del problema delle partite sopra i limiti da parte dei ministeri dell’agricoltura e della Salute costerà ai produttori circa 200 mln di euro una cifra enorme che comunque a ben pensarci non si discosta molto dal danno causato ogni anno dalla piralide e per il quale ormai più nessuno, neppure confagricoltura, dice più nulla…..siamo forse un paese ricco con agricoltori ricchi che possono permettersi questi lussi?

  3. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    No Marco,
    siamo un Paese dove l’agricoltura è considerata un costo, un sussidio ad una categoria svantaggiata e anacronistica e dove la domenica sera in prima serata ne può parlare l’ineffabile Carlin Petrini (Che tempo che fa) parlando di Contadini e non di imprenditori agricoli che devono lavorare per La Cura del Paesaggio.
    Quindi abbandona il trattore e prendi cavalletto, colori e pennello: questo è il futuro che ci aspetta.
    Poi quando le nostre donne cominceranno ad andare all’estero a fare le badanti e noi (ed i nostri figli) ci imbarcheremo su scialuppe alla deriva per fare i clandestini forse qualcunoi capirà che le economie non si guidano dai salotti riscaldati e ovattati.

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Se non vado errato, ed avrei il piacere se mi si correggesse se sbaglio, essendo io un agronomo e non un anatomo-patologo umano, le micotossine del mais trasformato in mangime animale e che entreranno a far parte delle carni degli animali, non è che perdano la loro tossicità e cancerogenicità quando l’uomo mangia le relative bistecche? Quindi la soluzione proposta dalla Confagricoltura oltre a denotare di non possedere totalmente la problematica delle micotossine è una non soluzione. Ci restano solo gli impianti da biomassa, che però si sono accorti dell’aumento dell’offerta ed hanno già calato i prezzi di acquisto.

  5. Diego LevaNo Gravatar scrive:

    Le soluzioni possibili sono 2: acquisto di partite di mais “pulito” e sapiente miscelazione (70-80 € in più sul listino a t), oppure alzare i limiti tramite decreto e le aflatossine ce le ritroveremo nel latte da bere. Anche se la legge permette dei limiti di 50 ppt, in questo caso non vale il principio di precauzione, vista la conclamata cancerogenità?

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    E le micotossine prodotte nelle aree rifugio?

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/11/mais-ogm-o-mais-non-ogm-il-problema.html

  7. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    OGM bb
    non esistono micotossine di serie A e di serie B, il tenore deve essere ugualmente basso per tutti, qualunque cosa tu coltivi a fianco

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Tu sei come quello che voleva togliere l’ultimo vagone del treno perchè pericoloso.

  9. Vincenzo CappelliniNo Gravatar scrive:

    “Inspiegabile posizione della Coltivatori Diretti”
    Leggo sulla stampa che l’On. Luca Bellotti sta “ considerando seriamente di non rinnovare la sua iscrizione alla Coldiretti in quanto si tratta di un’Associazione inadeguatamente governata”. La materia del contendere sta nelle aflatossine presenti nel mais prodotto, già in quantità meno che dimezzata del normale, nell’anno 2012. Su questa imprevista presenza si è innestata una riprovevole speculazione commerciale e la Coldiretti, non si sa perché e comunque senza fare nulla di concreto in difesa degli agricoltori, impedisce di fatto, con i suoi continui Niet o posizioni equivoche e fumose, la possibile soluzione del problema, soprattutto in sede romana.
    Per l’opinione pubblica, spiego che queste micotossine, in Italia, per una norma oltremodo restrittiva, non devono superare il livello di 20 PPB (20 parti per bilione), mentre questo parametro, negli USA, Paese primo al mondo per civiltà, progresso ed agricoltura avanzata, la soglia è di 200 PPB. Dieci volte più della nostra.
    La richiesta degli agricoltori italiani ai competenti Ministeri è stata quella di elevare il livello dei 20 PPB a 50: un quarto di quello ordinariamente permesso in USA.
    Purtroppo a distanza di 5 mesi dalla constatazione del problema, nessuna concessione è venuta da Roma e ciò per causa delle preclusioni della Coldiretti.
    Preciso poi che questo mais verrebbe utilizzato per un consumo zootecnico e solo per la produzione di carne; non latte. Controlli seriamente eseguiti hanno accertato che i bovini così allevati sono sani e non comportano rischio alcuno per la salute umana. Ripeto nessun rischio.
    E qui, come per gli OGM irrazionalmente quanto assurdamente impediti dalla miopia della Coldiretti, siamo alle solite. Importiamo carni e cereali OGM dall’estero, li immettiamo sul mercato,ma non possiamo né allevare bovini né produrre mais come fanno negli USA, Paese, lo ribadisco, più avanzato al mondo. Un paradosso del quale dobbiamo ringraziare la Coldiretti. Bene ha fatto pertanto l’On. Luca Bellotti “ a prendere la posizione di considerare la sua iscrizione alla Coldiretti” e mi auguro che ne esca del tutto al più presto.
    Altrettanto dovrebbero fare gli agricoltori operanti soprattutto nelle quattro principali regioni maidicole italiane: Lombardia, Veneto, Emilia –Romagna e Friuli - Venezia Giulia, i quali, con la politica anti OGM nonchè l’attuale equivoca posizione sulle aflatossine, non traggono certo giovamento ad essere iscritti alla Coltivatori Diretti.
    Rovigo,25/01/2013 Vincenzo Cappellini

  10. Vincenzo CappelliniNo Gravatar scrive:

    “LA COLDIRETTI RAPPRESENTA SOLO SE STESSA”
    La settimana scorsa, l’On. Bellotti ha esternato sulla stampa la decisione di voler rivedere la sua iscrizione alla Coldiretti e ciò a causa dell’inadeguatezza degli indirizzi seguiti dalla stessa, soprattutto in merito al problema delle aflatossine, che hanno colpito il raccolto di Mais 2012.
    Il giorno successivo, i giornali hanno pubblicato sulla vicenda una mia lettera con la quale, nell’esprimere compiacimento all’On. Bellotti per la sua determinazione, puntavo il dito contro la citata Coldiretti in quanto, non solo non aveva fatto nulla per risolvere la grave avversità, ma anzi, con la sua posizione equivoca, aveva impedito, in sede Ministeriale, l’adozione di un possibile e doveroso rimedio al problema. Ovviamente ho motivato quanto assumevo ricordando la paradossale situazione esistente in Italia ove, sempre per pressione della Coldiretti, noi, da almeno 17 anni, possiamo comperare cereali e mangiare cibi O.G.M., mentre non ci è dato di produrli, né allevare animali con gli stessi metodi e parametri di altri Stati evoluti. Citavo poi come esempio gli Stati Uniti, Nazione notoriamente avanzata in tutti i campi e di riconosciuta civiltà.
    Il Presidente della Coldiretti, invece che accettare costruttivamente la doglianza del suo iscritto e farne tesoro, è per contro intervenuto sulla stampa con titoli avversi all’On. Bellotti, mettendo in evidenza argomentazioni inaccettabili e sostenendo, tra l’altro, di rappresentare “gli interessi dell’agricoltura”. Sic!
    Ciò non è vero! La Coldiretti rappresenta solo se stessa. In tal senso ricordo al Presidente che la Sua Associazione è quella che tutela la “Piccola Proprietà Contadina” mentre, in Italia esistono anche altre Unioni di produttori e fra questi Confagricoltura, la quale, nelle sue varie sezioni, raggruppa tutto il primario: dagli Agricoltori imprenditori, ai coltivatori diretti, ai proprietari di terreni, agli affittuari coltivatori ed ha una visione ben più ampia e globale del settore agricolo. Confesso poi che, pure io, così come l’On. Bellotti, ho difficoltà a capire il valore “dell’autonomia politica” di questa associazione.
    In ogni caso la Coldiretti, della sua “autonomia politica” faccia quello che vuole. Non deve e non può, però, interferire dannevolmente sull’attività economica produttiva del “Primario Imprenditoriale”, che costituisce tanta parte dell’Agricoltura italiana e del quale non ha alcun titolo di rappresentatività. Il grave è che, purtroppo, in questi ultimi tempi, la Coldiretti, con le sue arretrate posizioni, assunte anche nel campo degli O.G.M., sta gravemente compromettendo l’Agricoltura italiana e bene farebbero i suoi iscritti ad abbandonarla, come scelto dall’On. Bellotti.
    Rovigo,29/01/2013 Vincenzo Cappellini

  11. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Forza! Tutti in massa da Coldiretti a Confagricoltura.
    Prima però dell’iscrizione, impegni scritti da parte di Confagricoltura per un cambiamento “culturale” anche al suo interno… Parola di socio Confagri da sempre.

    Franco

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