Asiago, latte e controlli

06 Nov 2015
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La vicenda richiama in qualche modo la vicenda Volkswagen, degli standard irraggiungibili se non  per i grafici pubblicitari che cercano di colpire l’immaginario del consumatore, pascoli alpini dove passeggiano le vacche, mulini che macinano la farina, sempre tutto fatto a mano. A furia di contrabbandare un mondo artigianale con costi al consumatore finale da grandi imprese industriali, qualcuno deve poi convertire i sogni in azioni concrete. Qualche volta l’anello debole della catena sono gli ingegneri dell’azienda tedesca qualche volta un casaro vicentino. Mai chi si inventa pubblicità irrealizzabili e mondi da sogno da vendere a noi utenti, forse, e’ andato un po’ oltre il limite.

http://www.corriere.it/cronache/15_novembre_05/vicenza-furti-vendette-denunce-cosi-producevo-l-asiago-fuorilegge-95d81af6-8401-11e5-8754-dc886b8dbd7a.shtml

4 commenti al post: “Asiago, latte e controlli”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Guardate che quella frode, perchè tale è, la si faceva anche nelle nostre case contadine, ma qui non era frode, ma solamente il poter congiungere il “pranzo con la cena”. Quanti formaggi si sono fatti in casa con latte che sarebbe stato rifiutato dal caseificio? Almeno poi vi era qualcosa da mettere sulla polenta.

    Ah quanta prosopopea vi è nel vagheggiare il mangiare genuino di una volta!!!! Alla base di questo sognare vi un agognare la giovinezza.

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    La notizia mi ha lasciato basito.
    Come sapete credo tutti, oltre che Agricoltore sono anche produttore di un salame D.O.P. lombardo e per 12 anni presidente del relativo Consorzio di Tutela.
    Vi assicuro per esperienza personale che per aggirare ed eludere i controlli di una D.O.P. bisogna essere decisamente scaltri e soprattutto dei delinquenti per natura. Lavoro difficile…
    I controlli non sono per nulla approssimativi, a meno di avere l’Organismo di controllo connivente.
    E in questo caso si tratta di associazione a delinquere.
    E se un Organismo di controllo si chiama “Istituto Parma Qualità” come il nostro vi assicuro che funziona molto bene e non gli scappano nemmeno le “virgole”.
    Purtroppo i delinquenti ci sono ovunque, anche nella filiera dei prodotti di qualità della gastronomia Made in Italy d’eccellenza.
    Ma lo ripeto si tratta di delinquenti contro cui non c’é controllo che tenga.
    Il loro lavoro é delinquere e lo sanno fare molto bene…
    Qui ci sono solo i NAS e la Guardia di Finanza.

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Che poi le campagne di comunicazione diffondano l’idea di modelli irrealizzabili nel normale processo industriale (anche artigianale) di produzione agricola - agroalimentare é altra verità.
    Far vedere le vacche al pascolo coi fiorellini in bocca é patetico e dovrebbe essere proibito in un ottica di difesa del consumatore.
    Ma qui si apre un tema di un respiro enorme.
    E ancora una volta il grande difetto é la mancanza di informazione vera.
    E anche di ignoranza globale della filiera di alimentare.
    E ancora di potenza della comunicazione pubblicitaria.
    I bambini di città di oggi credono purtroppo che gli yogurt nascano in un vasetto sullo scaffale del supermercato e che una gallina sia grande come un a vacca: le hanno viste solo in fotografia sui libri di scuola 5X5 cm… (situazione vissuta di persona con la gita in cascina dei compagni dei miei figli elementari - asilo)

  4. Franco OliviNo Gravatar scrive:

    L’unica cosa che colpisce, in questa vicenda, e’ la velocità con cui una notizia divulgata da un soggetto indagato per truffa, si diffonde. I controlli sulla filiera di un formaggio DOP sono severi e numerosi. E poi tutti sanno che questi controlli certificano comunque un livello di qualità decisamente superiore alla media, come nel caso dell’Asiago dop. Quindi, se anche fosse vero ciò che questo signore dice (e c’è di che dubitarne, visto che è stato arrestato in flagranza di reato), ovvero nella peggiore delle ipotesi, avremmo comunque un prodotto di livello superiore allo standard medio dei prodotti comuni. Anziché creare finti scandali, dovremmo forse cercare di capire meglio cosa c’è nei formaggi di importazione, spesso fatti senza latte (eh già, proprio così, lo sapevate?), piuttosto che in quelli rispetto ai quali abbiamo la certezza della provenienza della materia prima, in questo caso al 100% italiana.

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

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