Bio oppure Logico?

20 Feb 2012
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Sempre più documenti pongono la questione se il biologico è migliore o anche solo più sostenibile delle coltivazioni tradizionali.
Qui (http://oggiscienza.wordpress.com/2012/02/15/il-cibo-biologico-e-migliore/ ) si solleva qualche dubbio, riflessioni che sono ancora più opportune e frequenti visti gli alti costi richiesti in un periodo di crisi come quella attuale.

Ma non basta. Le prove di campo che paragonano pomodori tradizionali e da agricoltura biologica mostrano come il gioco non vale la candela.

Piero Rostagno a riguardo ci ha mandato un altro contributo della Agenzia Francese di Sicurezza Sanitaria degli Alimenti: “Evaluation nutritionnelle et sanitaire des aliments issus de l’agriculture biologique“.

4 commenti al post: “Bio oppure Logico?”

  1. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Nella mia vita io ho mangiato ed ho visto mangiare prodotto bio a pranzo e a cena, si produceva solo di quelli!!” Ma posso dire che di buono vi era poco o nulla, che faceva venir buono ciò che si mangiava era la tanta fame.

    Credete poi che se le produzioni bio di cui parlo sopra avessero risposto alle esigenze di dar da mangiare a chi aveva fame e ristorarli, io come tecnico agricolo avrei perso tempo a valutare l’azione dei concimi, del quando darli, del come darli nella rotazione, oppure a fare prove sull’efficacia dei prodotti che mi andavano a sostituire il Rame o il piretro?

    Credete che se le vecchie varietà avessero dato prodotti più abbondanti e più buoni come qualche “sfigato” vuol far credere, me ne sarei andato in Francia fare miglioramento vegetale ed a rischiare i miei quattrini a cercar di vendere sementi migliorate e selezionate?

    Vi è di più, in Italia basta affermare una cosa perchè sia vera, Capanna dice puttanate e tutti ci credono e molti di quelli che ne dubitano si ritirano in un cantuccio e non dicono niente per quieto vivere.

    Se però non verifichiamo le cose in Italia, non è detto che non lo facciano all’estero, ecco qui un documento.

    http://www.agriculture-environnement.fr/AE/ENTRETIEN/La-consommation-d-aliments-issus.html

    Sarò pure un agronomo fesso, ma i quattrini li so contare.

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Anch’io faccio pomodori bio nel mio orto.
    Talmente “bio” che lo scorso anno, su 10 piantine, ho mangiato 4 pomodori mezzi marci…
    Buoni, però; anzi buonissimi!
    Li ho conditi con uno specialissimo sale che mi hanno regalato (non ne ricordo il nome e la provenienza) anche lui con particolarissime doti di naturalità (per quanto mi riguarda era Na Cl)…

    Franco

    P.S. con calma leggerò gli articoli in link.

  3. PieroNo Gravatar scrive:

    ho inviato a Roberto questo lavoro
    AFSSA – Agence française de sécurité sanitaire des aliments
    Evaluation nutritionnelle et sanitaire des aliments issus de l’agriculture biologique
    Juillet 2003
    è interessante e anche onesto perchè riporta anche alcune critiche
    nella sostanza emerge che l’approccio corretto è quello di controllare l’abuso non certo l’uso di mezzi chimici
    caratteristiche di naturalezza, bontà o maggior valore nutritivo,sono allegre favole (allegre ahimè mica tanto, causa di lievitazione di costi per lo più del tutto inutili)

  4. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Il pane biologico sinonimo di più naturalità ed il pane integrale visto come capace di dare qualcosa di quasi metafisico, hanno rappresentato dei temi che non sono solo attuali, ma molto più antichi di quanto si creda.
    Se qualcuno è interessato a conoscerne la storia e le correnti di pensiero che essi hanno ispirato le può trovare qui in sintesi:

    http://lavalledelsiele.com/2012/02/23/quanto-sono-antichi-i-miti-sul-pane-naturale/

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