Bio polli

27 Ago 2014
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Da questo regolamento comunitario si capisce che forse non abbiamo mai mangiato un pollo o un uovo biologico e non lo mangeremo fino a tutto il 2017.
In cosa consista il 5% di non-biologico sono aperte le supposizioni: da come è scritto il regolamento potrebbe trattarsi di soia OGM. Leggi anche il regolamento EU intero

Sezione 2
Norme di produzione eccezionali in caso
d’indisponibilità di fattori di produzione
biologici ai sensi dell’articolo 22,
paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE)
n. 834/2007
Articolo 42
Uso di animali non biologici
Ove ricorrano le condizioni di cui all’articolo 22, paragrafo 2,
lettera b), del regolamento (CE) n. 834/2007 e previa auto-
rizzazione dell’autorità competente:
a) in caso di prima costituzione, rinnovo o ricostituzione del
patrimonio avicolo e in mancanza di un numero sufficiente
di avicoli allevati con il metodo biologico, possono essere
introdotti nelle unità di produzione biologiche avicoli
allevati con metodi non biologici, a condizione che le
pollastrelle destinate alla produzione di uova e il pollame
destinato alla produzione di carne abbiano meno di tre
giorni di età;
b) in mancanza di pollastrelle allevate con il metodo
biologico, fino al 31 dicembre 2011 possono essere
introdotte nelle unità di produzione biologiche pollastrelle
destinate alla produzione di uova allevate con metodi non
biologici, di età non superiore a 18 settimane, nel rispetto
delle pertinenti disposizioni del capo 2, sezioni 3 e 4.
Articolo 43
Uso di alimenti per animali non biologici di origine agricola
Ove ricorrano le condizioni di cui all’articolo 22, paragrafo 2,
lettera b), del regolamento (CE) n. 834/2007 e qualora gli
allevatori non siano in grado di procurarsi alimenti per animali
ottenuti esclusivamente con il metodo di produzione biologico, è
consentito l’impiego in proporzioni limitate di alimenti non
biologici di origine vegetale e animale. Sono autorizzate le
seguenti percentuali massime di alimenti non biologici nell’arco
di 12 mesi per le specie non erbivore:
a) 10 % nel periodo dal 1
o
gennaio 2009 al 31 dicembre
2009;
b) 5 % nel periodo dal 1
o
gennaio 2010 al 31 dicembre 2011.
Le percentuali sono calcolate annualmente in percentuale di
sostanza secca degli alimenti di origine agricola. La percentuale
massima autorizzata di alimenti non biologici nella razione
giornaliera è pari al 25 %, calcolata in percentuale di sostanza
secca.
Gli operatori conservano i documenti che provano la necessità di
ricorrere alla presente disposizione.

3 commenti al post: “Bio polli”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Anche il Minsitero ci considera dei “polli” (ne biologici e nemmeno non biologici, ma semplicemente “polli” da imbeccare). Basta vedere il documento pubblicato circa il biologico italiano. Una vera presa per i fondelli che capirete quando Salmone renderà pubblica un’analisi dei dati pubblicati.

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2014/09/11/biologico-220-le-vendite-nella-gdo-in-meno-di-10-anni/39688?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2350

    Se bisogna essere acculturati per farsi fregare dal biologico dico “POVERA LA NOSTRA SCUOLA. Renzi è irrecuperabile!!!!!

  3. OGM, biodiversità e decisioni consapevoli scrive:

    [...] il disciplinare europeo per l’agricoltura biologica, la mangimistica vive in uno stato di deroga (www.salmone.org/bio-polli/). Queste deroghe consentono di usare mangimi non-biologici nella dieta di animali allevati con [...]

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Nella categoria: News, OGM & Europa

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