Broccolino

31 Ott 2011
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imagesLa vicenda del brevetto sui broccoli continua a tenere banco. Ancora non si riesce a capire quale sia il problema vero evocato da chi protesta. Dalle dichiarazioni dei manifestanti si capisce che:

1. l’aumento dei prezzi atteso (ossia il 10% in 3-5 anni) sarà inferiore all’aumento dell’inflazione nello stesso periodo.
2. gli effetti generali si dovrebbero riperquotere sulla spesa generale dei cittadini che viene artificiosamente stimata al 25% dei budget familiari (in Italia vale il 16% in media) . Si vorrebbe far capire che dal 25% si passerebbe al 27,5% come se broccoli e pomodori incidessero più di carne, pesce e derivati del latte.
3. non si capisce perchè il broccolo anticancro dovrebbe diventare il primo alimento consumato in Europa (chi dice che funziona davvero?, a che dosaggi funziona come anticancerogeno?, quanti cittadini sono disponibili a modificare la loro dieta in maniera da consumare abbastanza broccolo senza avere garanzie? visto che l’anticancerogeno è presente in tutte le brassicacee, perchè non continuare a mangiare cavoli, broccoli baresi o di Natale e verze?).

Nei prossimi giorni cercheremo di avere l’opinione di un esperto che ci aiuti a capire quale è il problema. Resta la domanda di chi abbia pagato il viaggio ai manifestanti.

Ecco come ti brevetto il broccolo: da contadini e consumatori appello all’Ue contro le multinazionali
di Antonella Loi
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I tentacoli delle multinazionali sui broccoli, le patate e i pomodori, quelli che ogni giorno si trovano sulle nostre tavole. Ebbene, intorno agli ortaggi di cui la nostra dieta non può fare a meno, ieri come oggi, si sta stringendo la morsa del brevetto, cioè il diritto del privato di disporre (economicamente) del prodotto naturale come se fosse un’invenzione. La protesta che si è svolta mercoledì scorso davanti all’Ufficio europeo brevetti (Epo), a Monaco di Baviera, alla quale hanno partecipato cittadini, agricoltori e Ong europee, contro le royalties sul broccolo (il caso EP1069), su cui la corte d’Appello dell’Epo si sarebbe dovuta esprimere - ma l’udienza è stata annullata - proprio mercoledì. Una mobilitazione che ha lo stesso sapore delle grandi manifestazioni degli “Indignati” che dall’Europa agli Stati Uniti dicono “no” a governi asserviti alla logica del profitto privato. Nella morsa dei brevetti - “Siamo scesi in piazza lo stesso e con motivazioni ancora più forti - spiega Fabrizia Pratesi, segretaria generale del comitato scientifico di Equivita - Non pronunciare la sentenza significa aprire la strada surrettiziamente alla brevettazione degli organismi viventi”. Cioè degli esseri viventi, come le piante, frutto di selezioni naturali praticate dall’uomo nei millenni.

Cosa cambia oggi allora, tanto da tornare su quei principi dalle chiare connotazioni etiche e morali, fino ad oggi incontestati? “Cambia il fatto che le multinazionali hanno bisogno di nuovi canali per guadagnare altre fette di mercato”, spiega l’ambientalista. E qualche breccia in Europa, che fino ad ora ha retto alle pressioni delle corporation agroalimentari, quali Monsanto (”la più aggressiva”), Dupont, Syngenta o Bayer solo per citarne alcune, sembra si stia aprendo. “Dopo aver perso la battaglia contro il brevetto sugli Ogm, il rischio è perdere quella per i prodotti della natura”.

Il broccolo e il pomodoro - E allora si combatte sul campo di una varietà di broccolo con proprietà “anticancerogene” ottenuta non attraverso un procedimento biotecnologico (Ogm) ma con metodi convenzionali usati da sempre in agricoltura. Il sì a questo tipo di brevetto spalancherebbe le porte alle potenti multinazionali che nel giro di poco tempo finirebbero per controllare l’intero mercato europeo, come già fanno per gli organismi geneticamente modificati. Stesso discorso per una varietà di pomodoro (il brevetto è stato concesso nel 2003 dallo Stato di Israele) sul quale la corte dell’Epo si troverà a decidere il prossimo 8 novembre. “Noi abbiamo sempre denunciato la pericolosità per gli effetti prodotti sull’agricoltura e sui consumatori - dice ancora Pratesi -: le royalties si pagano ad ogni risemina e si ripercuotono sui prezzi finali. Per chi detiene quei diritti i guadagni sono immensi”. Le pressioni che questi giganti sono poi capaci di fare sui governi e di riflesso sull’Europa, sono spaventosi: le rivelazioni di Wikileaks ne hanno dato la misura.

Prezzi su del 10% - Le conseguenze, in soldoni, al di là della ovvie motivazioni ideologiche, sarebbero visibili a partire dal nostro piatto di insalata. “Secondo le nostre stime - ci spiega Flavio Mollicone, portavoce dell’Adoc consumatori - nell’arco di tre-cinque anni si avrebbe un aumento del 10 per cento dei prezzi dei prodotti sottoposti a brevetto”. E il broccolo potrebbe essere l’apripista di una serie di riconoscimenti che impatterebbero senza pietà sul prezzo finale dell’alimento. “In un calcolo generale sulla spesa delle famiglie europee - aggiunge Mollicone - gli alimenti incidono per il 25 per cento: è chiaro che quel 10 per cento ulteriore metterebbe in difficoltà molti fra gli 800 milioni di cittadini europei”. Tutto ciò, chiarisce, “all’interno di un’esigenza generale di rivedere l’intero comparto agro-alimentare dal punto di vista della qualità e della sicurezza dei prodotti”.

A rischio le ditte semenziere - Come cambierebbe quindi il mercato agricolo? “Il cibo passerebbe in breve nelle mani di poche multinazionali e questo avrebbe come effetto di far scomparire la ricerca pubblica e condannare i contadini alla dipendenza dai privati. Inoltre, danno gravissimo, scomparirebbero le ditte semenziere che nel mondo dominato dai brevetti non hanno né spazio né potere economico”, spiega Riccardo Bocci, coordinatore nazionale della Rete semi rurali. L’urgenza c’è tutta: in questo momento “non bisogna abbassare la guardia”, dice, “ma portare a conoscenza dell’opinione pubblica quanto sta accadendo intorno ai beni comuni, tra cui rientrano tutti gli organismi viventi inclusi i prodotti naturali della terra”. Norme in contrasto - “E poi - aggiunge la segretaria di Equivita - bisogna agire attraverso i governi perché facciano pressione sull’Unione europea affinché intervenga e blocchi questo tipo di brevetti”. Che peraltro sarebbero contrari alla norma comunitaria, in particolare alla Direttiva 98/44/EC, visto che nel caso del broccolo “l’elemento anticancerogeno” è già presente in natura. Il problema allora è un altro: l’Ufficio europeo brevetti è un organismo indipendente rispetto all’Ue, nato attraverso una convenzione firmata da 19 Stati nel ‘72. E oggi l’Europa dei 27 ha chiare difficoltà ad armonizzare la sua disciplina con quella dell’Epo. “Ci aspettiamo che, come già in passato, Stati quali l’Italia e l’Olanda facciano pressioni sull’Europa perché i brevetti sugli esseri viventi non passino”, chiosa Pratesi. E di recente la stessa Olanda e la Germania hanno promesso un loro impegno a Bruxelles per una revisione più restrittiva delle norme. E’ prima di tutto una battaglia di civiltà che, come spesso accade, si combatte su piano squisitamente economico.
27 ottobre 2011 http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/11/10/brevetti_broccoli_pomodoro.html

14 commenti al post: “Broccolino”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    DUE PESI e DUE MISURE

    “La scheda Triticum Durum Il “Creso” è una varietà di frumento ottenuta nei i laboratori ENEA del centro ricerche Casaccia nei primi anni ‘70. Rappresenta un vero fiore all’occhiello dell’ente, in quanto questo brevetto, depositato nel 1975, vanta ben 4 record nel settore: è un brevetto ancora in vigore a distanza di 35 anni dal deposito; ha avuto un’ampia diffusione, tale che negli anni ‘80 e ’90 ha rappresentato oltre il 50% della produzione di frumento duro in Italia; è stato il primo importante risultato della ricerca genetica ENEA applicata al miglioramento produttivo di un cereale di base; dal 1975 ad oggi, con le royalties ha reso all’Ente 1 milione 678 mila euro ( 3 miliardi 239 milioni di lire)” http://www.heos.it/Cronaca_11/0100103_Il-caso-del-grano-Creso-marchio-ENEA.htm

    Perchè non hanno dimostrato di fronte all’ENEA?

    Perchè non gli si sbatte in faccia che nessuna prevaricazione è stata consumata brevettando il Creso, ma si è semplicemente finaziata la ricerca pubblica? Nessuno si è appropriato del frumento duro anzi la varietà per molto tempo ha concorso a rendere la nostra bilancia alimentare in fatto di frumenti per fare la pasta (che anche loro hanno mangiato) meno negativa.

    Tra l’altro per la brevettazione del frumento Creso è stata fatta un’eccezione, ecco del perchè dei 35 anni di validità del brevetto (il brevetto dura solo 20 anni poi l’innovazione diviene libera di sfruttamento.

    A questo proposito vi voglio raccontare un storiella che bene si confà a descrivere queste amnesie.

    Un vecchio anziano era al capezzale della moglie morente e si scambiavano confidenze per la bella vita passata insieme. La moglie ad un certo punto confessa al marito che avrebbe un cosa da dirgli, ma pensa che dato che è una storia vecchia forse non è il caso, al che il marito la esorta facendogli notare che la loro è stata un vita era fondata sulla fiducia, però la moglie gli risponde che non ne vale la pena. La cosa continua con dei si e dei no per un po’ di tempo, poi finalmente la moglie si decide di rivelargli che una volta, ma una volta sola, gli ha messo le corna, ma tanto tempo fa e quindi si tratta di una cosa vecchia di un passato lontano. Al che il marito gli risponde pronto e piccato: “Sarà una cosa vecchia per te, ma per me è nuova!”

    Ecco molti di questi dimostranti o meglio di chi li guida hanno il difetto di dimenticare ciò che non si confà al loro disegno ideologico.
    Un po’ come hanno fatto i vecchi militanti comunisti italiani che quando è stato loro rinfacciato di aver creduto a Stalin come benefattore dell’umanità e che quindi erano stati ingannati ti rispondevano che: “Era un altro contesto e poi si trattava di una roba vecchia!”

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Chiedo scusa ma ho dimenticato di dire che le ditte sementiere sono scomparse prima della messa in pratica delle biotecnologie, in quanto la ricerca per migliorare i costi e soprattutto i rendimenti della genetica classica è da tempo che sono insostenibili.

    Cito solo il caso della barbabietola da zucchero il cui seme ha sempre goduto e gode di un mercato privilegiato e con con congrui plus valori.
    Ebbene negli anni 1950-1960 di ditte che selezionavano la barbabietola in Europa ve n’erano almeno una trentina. Una prima falcidiata è avvenuta quando si dovette creare il seme monogerme il cui costi di ricerca non erano alla portata di molti e successivamente quando si dovettero creare sementi resistenti alla malattie. Quest’ultima esigenza è di trent’anni fa e ciò ha ridotto a tre sole ditte nel mondo ad essere rimaste attive: due multinazionali ed una ancora a capitali privati (quest’ultima è quella per la quale ne sono stato il rappresentante in Italia per quarant’anni)

    Se si vuole salvare la ricerca sementiera europea e valorizzare la biodiversità genetica di molte speci agrarie, l’unica cosa è avere istituti di ricerca che fanno studi di alto impegno tecnologico e finanziario (un settore sono i tratti trasngenici transgenici e l’alro i marcatori molecolari), che brevettino i loro ritrovati e che cedano i diritti dei loro brevetti a chi ancora detiene materiale genetico diversificato, ma non lo può sfruttare perchè i costi per stare al passo del progresso sono troppo elevati.

    TUTTO IL RESTO E’ SOLO IDEOLOGIA alla stessa stregua quando hanno innalzato Lissenko a padre della genetica, ma sservita ad un’ideologia.

  3. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    Guidorzi ha ragione, non a caso i Capanna e C. sono gli epigoni stalinisti di coloro che mettevano in galera i genetisti anti-Lissenko…

  4. PieroNo Gravatar scrive:

    vorrei far notare che l’opposizione al brevetto è stata fatta da Limagrain e Syngenta, benemerite cooperative di coltivatori diretti….

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Piero,
    tu hai seguito più di me questa vicenda, come fai a dire che l’opposizione è stata presentata da Limagrain e Syngenta?, se hai un file pdf mandamelo ed io lo aggiungo a questo post. L’invito vale per tutti, contribuite a migliorare salmone mandandomi documentioriginali che credete sia importante condividere,
    grazie roberto

  6. PieroNo Gravatar scrive:

    E’ scritto nel Background: The “Broccoli” patent che ho messo su La macchina del fango

  7. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non ho seguito dall’inizio la storia dei Broccoli e ho cercato di documentarmi fra i vari thread di questo sito (fra Piero, Alberto ed altri…).
    Sinceramente mi viene da ridere. O meglio da piangere…
    Ma è mai possibile che dobbiamo stare qui a disquisire se si possa brevettare un Broccolo modificato? Ma stiamo scherzando? Che fine sta facendo la logica?
    Chi finanzia quei cretini che vanno a manifestare davanti alle sedi istituzionali?
    Questa è una domanda che sempre più spesso fa capolino nella mia mente… Chi sono?? Cui prodest?
    Le vituperate Multinazionali o gli Istituti pubblici di ricerca che ci “inventano” Broccoli con un elevato contenuto di principi anticancerogeni sarebbero da insignire di benemerenze, Nobel compreso.
    Bisognerebbe scrivere fiumi di articoli ringraziando i Ricercatori che “inventano” qualcosa di nuovo e utile per la collettività.
    No! Se qualcuno innova, “inventa” e scopre il modo di modificare il “Broccolo” in modo da renderlo più utile per un nobile scopo (che broccoli e cavoli siano potenzialmente anticancerogeni lo so da quando è morta mia cognata a 40 anni per un glioblastoma cerebrale) bisogna “castrarlo” perché col suo lavoro rischia di guadagnare e/o far guadagnare una Multinazionale.
    Che tristezza…

    Franco

    P.S. Per sdrammatizzare… Che buone le orecchiette con i broccoli, acciughe e qualche bacca di peperoncino :-)

  8. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @Franco Mistretta

    Scusami se ti faccio un piccolo appunto non di merito, ma di forma.
    Nelle chiacchierate di Salmone evitiamo di evocare “epiloghi stalinisti” o simili locuzioni.
    Cerchiamo di non portare la nostra discussione, che vuole essere tecnica e/o logica, verso posizioni ideologiche.
    Perdonami per l’appunto critico bonario…
    Ovvio che non sono “moderatore” di questo gruppo di discussione e chiedo scusa a tutti i partecipanti se questa mia piccola “critica” la ritenete inopportuna.

    Franco Nulli

  9. franco nulliNo Gravatar scrive:

    So di essere un rompiscatole, ma ciononostante vi allego una traduzione “Google” dell’articolo di Piero dal sito EPO a proposito del … brevetto dei Broccoli citato nell’articolo “la macchina del fango”.

    segue traduzione Google, molto pittoresca e tutta da interpretare con molta fantasia internettiana…

    La scheda tecnica di ricorso dell’UEB che fare con il ricorso contro il brevetto “broccoli” ha annullato l’udienza prevista per il 26 ottobre in risposta a quanto sostenuto recentemente depositati dalle parti coinvolte nel caso.

    Tenendo conto della sentenza della Commissione allargata di ricorso dell’UEB che i metodi per la produzione di piante che compongono passi selezione convenzionale così come quelli tecnici non sono brevettabili virtù della legislazione applicabile brevetto europeo, il titolare del brevetto ha proposto di limitare il suo brevetto originale escludendo i metodi di allevamento. Pertanto, solo le piante broccoli come tali rimangono protetti. Le due imprese attraente il brevetto fatto la loro richiesta di un’audizione pubblica alla condizione che se la commissione decide di non seguire la proposta del titolare del brevetto. Pertanto, il consiglio ora emettere la sua decisione motivata per iscritto.

    La scheda ha informato le parti e il pubblico della cancellazione dell’udienza del 12 ottobre, e con una nota a parte sul sito web di nuovo il 18 ottobre.

    La scheda tecnica di ricorso competente in caso di “Broccoli” fa parte dell’Ufficio europeo dei brevetti di secondo grado in sede giudiziaria. Si compone di due membri con un background scientifico e un esperto legale. Ci sono attualmente 28 schede tecniche di appello, più il consiglio legale di ricorso, la Commissione allargata di ricorso e la commissione di disciplina di ricorso. Le schede sono indipendenti presso l’Ufficio nelle loro decisioni e sono vincolati solo dalla Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE).

    La procedura orale nelle procedure presso l’UEB sono regolati dalla EPC. Essi possono essere richiesti dalle parti, o nominati dal EPO, per garantire il diritto delle parti di essere ascoltato. La procedura orale vengono cancellati se non sono più necessari. In questi casi la procedura è poi proseguita in forma scritta. Questa politica è regolarmente applicato da tutte le istanze prima della dovunque EPO appropriate al fine di garantire l’efficienza e l’efficacia della procedura di concessione. L’informativa completa di tutti i documenti liberamente accessibili nel registro dell’Ufficio europeo dei brevetti europeo dei brevetti garantisce la tempestiva informazione del pubblico interessato.

    Background: Il brevetto “Broccoli”
    Società britannica impianto Bioscienze è stato concesso un brevetto europeo (EP 1069819) per un metodo per la produzione di piante in cui il livello di una sostanza potenzialmente antitumorali in impianti di broccoli può essere aumentata.

    Società francese Limagrain e gruppo svizzero Syngenta ha presentato le comunicazioni di opposizione al brevetto nel 2003 e hanno mantenuto la loro sfida nei ricorsi successivi. Essi sostengono, tra l’altro, che il brevetto tutela un metodo essenzialmente biologici di piante allevamento escluse dalla brevettabilità ai sensi della Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) vincolanti per l’EPO. La scheda tecnica di ricorso sentite le due ricorsi sospeso il procedimento e ha sottoposto alla Commissione allargata di ricorso (EBA) al fine di ottenere chiarimenti dei “procedimenti essenzialmente biologici per la produzione di piante (o animali)” termine e il relativo eccezioni alla brevettabilità.

    Domande simili sono stati deferiti alla EBA nel caso relativo al brevetto “pomodoro” (EP 1211926) concessa al ministero israeliano dell’Agricoltura e contrastato da Unilever. Si riferisce a un metodo per la produzione di pomodori con ridotto contenuto d’acqua e sui prodotti di quel metodo.

    Nelle sue decisioni sui rinvii (G 2 / 07 e G 1 / 08), che sono state emesse il 9 dicembre 2010, l’EBA, il cui compito è quello di garantire l’applicazione uniforme del diritto nel EPC e risolvere le questioni giuridiche di importanza fondamentale , ha ritenuto che i metodi di selezione e di riproduzione comprendenti sessualmente attraversando tutto il genoma delle piante non possono essere brevettate. Il semplice uso di marcatori molecolari non rende tali metodi brevettabili.

    In seguito a tale sentenza, che è vincolante per l’EPO e le sue commissioni di ricorso, le due procedure di ricorso sono stati ripresi. La scheda dovrà controllare i brevetti rilasciati per i broccoli e le piante di pomodoro deve ora decidere se essi soddisfano i requisiti di brevettabilità e può essere mantenuta. L’audizione nel caso “pomodoro” è prevista per l’8 novembre.

  10. AssosementiNo Gravatar scrive:

    ASSOSEMENTI
    Associazione Italiana Sementi,
    Bologna, via dell’industria n. 33
    Telefono 051/503881 - Telefax 051/355166
    e-mail: info@sementi.it
    Agli organi di informazione, loro sedi
    —–
    Comunicato stampa (2 novembre 2011)
    BREVETTI E VARIETA’ VEGETALI: LA TUTELA E’ NECESSARIA PER LA RICERCA
    E PER ASSOSEMENTI TROPPO ALLARMISMO CONFONDE L’OPINIONE PUBBLICA

    “Ogni forma di innovazione ha bisogno di specifici strumenti di tutela se vuole progredire e riuscire ad autoalimentarsi con il frutto economico dei propri risultati ed anche la ricerca in campo varietale non sfugge a questa regola. Per la protezione delle nuove varietà vegetali si può ricorrere a strumenti diversi, disciplinati da norme non semplici, che tuttavia è necessario cercare di spiegare all’opinione pubblica affinché comprenda anche questi meccanismi, evitando – afferma Assosementi, l’Associazione italiana delle aziende sementiere – il confuso allarmismo mediatico di questi ultimi giorni”.
    “Le nuove varietà vegetali vengono tradizionalmente tutelate nei paesi europei ricorrendo ad un titolo di privativa, il cosiddetto brevetto vegetale, che viene concesso secondo i criteri della Convenzione UPOV adottata nel 1961 e che a livello comunitario è gestito da una apposita agenzia denominata CPVO. Da alcuni anni, comunque, anche in campo vegetale per la tutela delle invenzioni biotecnologiche è stato dato spazio al brevetto di tipo industriale, per il quale si fa riferimento all’ufficio europeo brevetti (EPO) di Monaco. La differenza tra i due regimi – spiega Marco Nardi, direttore di Assosementi – è che la tutela secondo i principi dell’UPOV consente ad altri costitutori di varietà vegetali di utilizzare varietà protette per il proprio lavoro di ricerca, mentre la tutela di tipo industriale di norma non ammette questa facoltà”.
    “Nel 2000 l’ufficio brevetti di Monaco ha rilasciato un brevetto industriale per una varietà di cavolo broccolo, ottenuta ricorrendo all’impiego di marcatori molecolari e con particolari procedimenti di incrocio e di selezione. Questa nuova varietà secondo il titolare è così molto più ricca rispetto alle altre varietà di glucosinolati, che sembra abbiano proprietà anticancro. Alla concessione di questo brevetto si sono opposte altre due aziende sementiere – continua Nardi – contestando la mancanza del requisito di novità nelle tecniche di incrocio e selezione utilizzate, tanto che nel dicembre 2010 l’Alta camera dei ricorsi dell’EPO ha emesso un parere per chiarire che l’incrocio sessuale tra due diversi interi genomi e la conseguente selezione di una nuova varietà è un processo essenzialmente biologico e quindi non brevettabile. Lo scorso 26 ottobre secondo le procedure dell’Ufficio europeo brevetti era pertanto in calendario una nuova udienza sulla validità del brevetto, che però è stata cancellata in quanto le due aziende appellanti si sono dichiarate soddisfatte del parere dell’Alta Camera dei ricorsi del dicembre scorso e della successiva decisione del titolare di escludere dal brevetto in discussione il metodo di selezione, lasciando così all’Ufficio la decisione finale se mantenerlo o meno”.
    “A parte che ogni titolo di tutela vegetale ha durata limitata, in genere 20 anni, e che solo varietà nuove, che prima non sono mai state commercializzate, possono venire tutelate, è evidente che è in atto un confronto per un nuovo assetto dell’interazione tra i tradizionali diritti sulle varietà vegetali ed i brevetti industriali. Qualora l’Ufficio europeo brevetti decidesse alla fine di mantenere il brevetto industriale su quel broccolo non sarebbe comunque assolutamente in pericolo la ricerca varietale, così come la possibilità per gli agricoltori ed i consumatori di coltivare e consumare le tante altre varietà di broccoli esistenti in natura. Le royalties ottenute con la commercializzazione di nuove varietà, cui sia stato rilasciato un titolo di protezione varietale – sottolinea Nardi – sono importanti per finanziare la ricerca ed assicurare il miglioramento qualitativo delle varietà coltivate, così come dei prodotti che consumiamo, al pari di ogni altro campo di attività dove si cerca di tutelare la proprietà intellettuale e l’innovazione”.
    “ESA, l’associazione europea dell’industria sementiera, cui aderisce anche Assosementi, ha di recente approvato una mozione con la quale chiede che vengano esclusi dalla brevettabilità industriale i processi di costituzione di nuove varietà vegetali basati sull’incrocio e sulla successiva selezione, in quanto processi essenzialmente biologici. ESA è inoltre dell’avviso che vadano resi più severi i requisiti per la concessione di brevetti alle varietà vegetali – conclude Assosementi - e che solo le vere invenzioni biotecnologiche possano usufruire di una protezione brevettuale”
    …….
    Assosementi è l’organizzazione nazionale che rappresenta tutti i comparti dell’industria sementiera (mais ed oleaginose, cereali e riso, ortive, foraggere, bietola da zucchero), con oltre 170 aziende associate.

  11. MauroNo Gravatar scrive:

    Questa storia, che all’inizio scoprii grazie a un articolo di Repubblica pieno di scemenze (qui i miei “commenti” all’articolo con link all’articolo stesso: http://pensieri-eretici.blogspot.com/2011/10/ignoranza-brevettata.html), è tutto sommato un’ennesima dimostrazione di quanti danni provochi l’ignoranza tecnico-scientifica (di cui invece tanti si vantano, considerando “cultura” solo ciò che è materia umanistica).

    Saluti,

    Mauro.

  12. arturoNo Gravatar scrive:

    Tutto sommato?

    “ESA, l’associazione europea dell’industria sementiera, cui aderisce anche
    Assosementi, ha di recente approvato una mozione con la quale” CHIEDE CHE VENGANO ESCLUSI “dalla brevettabilità industriale i processi di costituzione di nuove varietà vegetali basati sull’incrocio e sulla successiva selezione, in quanto processi essenzialmente biologici. ESA è inoltre dell’avviso che vadano resi più severi i requisiti per la concessione di brevetti alle varietà vegetali – conclude Assosementi - e che solo le vere invenzioni biotecnologiche possano usufruire di una protezione brevettuale

    mi sa che la presupponenza a volte ..fa fare danni pari all’ignoranza

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Arturo

    Devi essere meno ermetico per poter permettere discussione.

  14. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Si Arturo, spiegaci meglio il tuo pensiero. l’ESA probabilmente include tutte le aziende sementiere, sia quelle che chiedevano il brevetto sia quelle che vi si sono opposte. Forse ci dovresti dire anche la data in cui l’ESA ha detto le cose che citi.

    Spiegaci meglio, roberto

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