Capolinea

30 Nov 2014
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capolinea_zoom Non serve nessuna altra parola, nessun commento, nessuna precisazione, sofismo, sfumatura, accento o dettaglio.
Serve solo sapere dove e quando ci si incontra per mettere fine a questa sceneggiata a solo danno di agricoltori e scienziati.

http://www.larena.it/stories/2613_cerea/963230_agricoltori_in_ginocchio_prefetto_ci_aiuti_lei/?refresh_ce

32 commenti al post: “Capolinea”

  1. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Roberto,

    finalmente un post contro gli OGM (calo dei prezzi, agricoltori in crisi, ecc.), ma soprattutto in linea con chi chiede l’etichettatura dei derivati (carne, latte, uova, ecc.), al fine di consentire al consumatore una scelta consapevole.

    Profezia facile…facile…..in presenza di etichettatura dei derivati da OGM, i mangimi OGM in Italia spariranno.

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Roberto,

    finalmente un post contro gli OGM (calo dei prezzi, agricoltori in crisi, ecc.), ma soprattutto in linea con chi chiede l’etichettatura dei derivati (carne, latte, uova, ecc.), al fine di consentire al consumatore una scelta consapevole.

    Profezia facile…facile…..in presenza di etichettatura dei derivati da OGM, i mangimi OGM in Italia spariranno, con buona pace degli agricoltori e della produzione interna di derrate agricole.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/11/anche-i-derivati-da-ogm-carne-latte.html

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Questi se ne accorgono ora in che condizioni è l’agricoltura italiana. Non hanno mai raffrontato la produttività agricola italiana con quella di chi ha accesso ai nostri mercati? Non se l’erano immaginata prima una situazione del genere, io si da tanto tempo? Se non l’hanno fatto significa che non sono agricoltori professionali e quando non si è tali il mercato ti esclude. Così è e così sarà! Vogliono l’autarchia? Essa è già stata attuata ma con questo risultato, che gli agricoltori si sono fatti i soldi e la collettività non aveva da mangiare a sufficienza. Ecco applicarla ora comporterebbe un risultato nei termini detti ancora peggiore. Quindi si mettano il cuore in pace che nessuno li ascolterà.

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma possibile che in questo blog ci sia sempre un pirla che fa commenti cretini!!!!

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    VEDISEMU…..vai a cagare…..commenta e non offendere…vecchio imbecille!

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    scusate, ma ho perso la pazienza

  7. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    OGM & Alberto:
    Mi spiegate la vostra ultima lite all’ultimo insulto?
    Non siete proprio capaci di discutere, anche animatamente senza insultarvi?
    Un po’ di calma per cortesia…

  8. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Nel merito:
    Non mi pare proprio che l’articolo in oggetto sia contro gli OGM.
    Forse sono fesso, ma la mia impressione é che corrisponda in toto all’idea che abbiamo qui su Salmone.
    Se OGM é “buono” coltiviamolo anche noi
    Se OGM é Satana lasciamolo fuori dai confini (con quali conseguenze lo vedremo…)

    Franco

  9. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    quante altre ‘etichettature’ dovremmo pretendere in base alla trasparenza?

  10. bacillusNo Gravatar scrive:

    Comunque, detto tra noi, aver lasciato spazio senza una precisa presa di posizione “morale” contro l’ambientalismo cialtrone del biogas per la produzione di EE sta semplicemente alimentando l’insostenibilità di un sistema di produzione agricola che sappiamo essere da anni agonizzante. Troppi agricoltori si sono lasciati affascinare dalla bufala del biogas, nessuno di noi si è speso per contrastare quella che sembrava una gallina dalle uova d’oro (e che era chiaramente una semplice deiezione di gallina). Prendiamone atto, se possibile.

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Tu ti sei dimenticato che OGM bb (che è un vigliacco perchè non dice nome cognome e indirizzo come ha fatto io) io l’ho definito in precedenza una “non persona” quindi ha e avrà sempre il mio massimo disprezzo e quindi io lo tratterò sempre a pesci in faccia, che piaccia on non piaccia. CHIARO!

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Tu Bacillus credo mi possa fare da testimone che io fin dall’inizio ho detto che la produzione di energia da campi prima coltivati a derrate alimentari era un non senso, soprattutto in Italia dove mancavamo di produzioni agricole sufficienti. Ecco perchè ho detto ad una “non persona” che la smetta di raccontare cazzate.

  13. bacillusNo Gravatar scrive:

    Sì, Alberto, confermo che non hai mai avuto tentennamenti in merito: il discorso del biogas è stato per te da sempre (come per me) un oltraggio a questo nostro mestiere ed a questa nostra passione.
    Diciamo questo. Abbiamo sbagliato a non enfatizzare i disastri che questa via di uscita “malata” ai problemi dell’agricoltura italiana ci avrebbe riservato. Purtroppo, com’è evidente dai fatti, la maiscoltura italiana ha ricevuto tre anni almeno di “bonus biogas”, in cui si poteva appunto fare quintali senza preoccuparsi della qualità. Ovvero chi aveva il problema della qualità aveva comunque una soluzione. Robe da matti, tre anni persi fondamentali, in cui è successo di tutto (micotossine a manetta), ma che NON hanno dato una scossa al settore proprio per merito del biogas.
    Insomma, tutto il comparto va rivisto dalle fondamenta. Non è solo questione di autorizzare o meno un tratto genetico. Dobbiamo rivedere tutto.

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bacillus

    Io sono stato collaboratore fisso della rivista Spazio Rurale per sette anni( La rivista ha chiuso due anni fa) e ogni mese vi pubblicavo uno o due articoli e ti posso dire che di articoli contro ne ho scritto non uno ma almeno una quindicina.

    Che l’agricoltura italiana sia da rivedere in toto è una sacrosanta verità: è da rivedere nelle strutture, negli organi rappresentativi, e nella mentalità degli agricoltori.

  15. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGMmb,
    come al solito dici solo mezze verità.
    Dire che questo è il primo articolo contro gli Ogm e che chiede l’etichettatura degli Ogm vuol dire che o hai la memoria corta o non sai leggere i post che poi commenti.
    In questo post anche abbastanza recente un certo Defez chiede due cose precise: etichettatura dei derivati da Ogm e chiusura delle frontiere alle importazioni di Ogm per non svantaggiare gli agricoltori italiani:
    http://www.salmone.org/petrini-cattaneo-ogm/

    Ti consiglio una attenta lettura per evitare di fare affermazioni approssimative. Per quanto riguarda le premonizioni su cosa avverrà dei mangimi se si dovesse etichettare forse non ti è chiaro che in tutti i casi per noi è un vantaggio. Se si vieta i prodotti agricoli italiani spuntano prezzi migliori, se si autorizzano gli Ogm allora bene facciamo a chiedere di coltivarli.

    Forse non ti è ancora chiaro che noi (al contrario di chi vende mangimi Ogm nei suoi consorzi agrari) con gli Ogm non facciamo affari, quindi chiudere le importazioni ed etichettare i derivati puo’ preoccupare Monsanto e voi, non noi.

  16. SimoneNo Gravatar scrive:

    Bacillus

    Potevi enfatizzare fin che volevi i disastri di questa via d’uscita malata..ben che ti andasse ti asfaltavano.. purtroppo l’unica è stato denunciare isolati e inascoltati, mettersi a fare diversamente e aspettare ..
    L’ambientalismo cialtrone e gli agricoltori avevano una minima parte dei capitali necessari a far installare cosi tante “galline dalle uova d’oro” ( biogas.biomasse legnose,fotovoltaico,eolico) su terreni che prima erano destinati a produzioni alimentari. Se si va a vedere chi ha investito gran parte dei capitali , forse si riesce a capire perché in Italia con il primo conto energia ,abbiamo costruito impianti da biogas da un mega in su, a prevalente utilizzo di mais e non piccoli impianti alimentati prevalentemente a scarti e reflui,come in Austria e Germania ad es e come è poi stato fatto quando i buoi erano già scappati, con il successivo conto energia .
    Tra gli agricoltori che si sono fatti incantare dal business,ne vedo diversi che si son fatti mangiare terra e capitali dai soci terzi (finanziarie) e ora sono schiavi in quella che un tempo era la propria azienda ..altri con terreni che dopo 3 /4 anni iniziano a manifestare segni di perdita di fertilità fisica e biologica..
    Assurdamente questi 3 anni di clima balordo e mais con tossine sono serviti a far diminuire i costi di materia prima ai digestori, ritardando i fallimenti di quelli gestiti da chi attratto dal business ma provenendo da altri settori, non ha molta dimestichezza con le pratiche agricole e imprevisti connessi.

    Tra chi ha continuato a fare granella, quest’anno in diversi si son trovati alle prese con problemi di sanità ,nonostante avesse messo in atto tutte le strategie possibili ( trattamento piralide,contenimento diabrotica etc ) ..Se come sembra, è stata la casualità delle condizioni in cui si è verificata la fioritura,che ha determinato l’esposizione agli attacchi fungini (in assenza di presenza e danni da piralide) e di conseguenza gli effetti sulla sanità o meno del mais..diventa difficile stabilire a priori una strategia che assicuri la sanità del mais..Al limite si potrebbe stabilire un protocolllo da rispetttare..ma siccome nessun protocollo (purtroppo neanche nella remota possibilità che fosse ammesso,uno che preveda l’uso di mais bt)garantisce sanità del mais..
    che si fa? Qualcuno propone un protocollo da rispettare (qualche cooperativa lo sta facendo) e visto che richiede spese aggiuntive si richiede che preveda garanzia per chi lo rispetta di ritiro del prodotto a prezzo minimo garantito..quello non adatto sia inviato ai digestori… ma la differenza di prezzo chi la tira fuori?
    Fin che si trattava di piccoli quantitativi e piccole cifre ,alcune cooperative negli anni passati hanno spalmato queste perdite tra tutti i soci conferenti..quest’anno la questione è più spinosa da gestire..premi il socio che ha speso e messo in atto il protocollo ma purtroppo ha ugualmente mais inadatto? o quello che ha conferito mais sano ma con minori spese perchè non aveva aderito al protocollo?

  17. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    non travisare…..non ho scritto che è il primo post contro gli OGM…….ma ho scritto “finalmente un post contro gli OGM”…… che è cosa diversa.

    Comunque, l’OGM, bb! pensiero è da sempre:

    - piante OGM che non generino inquinamento genetico, così non ci sono problemi di coesistenza con altre forme di agricoltura;

    - etichettatura anche dei derivati da OGM (carne, latte, uova, ecc.), al fine di consentire al consumatore una scelta consapevole;

    - libero mercato, così come tutti auspicano, e vinca il migliore.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/12/gli-ogm-che-vorrei.html

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Per chi ha la testa bacata (da dove è uscito tutto il comprendonio, ammesso che ne avesse) Ecco un’amena lettura a proposito dell’etichettatura:

    http://thefoodiefarmer.blogspot.ca/2014/04/the-costs-of-gmo-labeling.html

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Questo link invece è per quelli non con la testa bacata, ma che in buona fede credono che l’etichettatura sia una cosa sostenibile e fattibile:

    http://www.geneticliteracyproject.org/2014/11/24/food-scientist-bruce-chassy-although-some-gmo-sympathizers-embrace-labeling-its-a-disaster-in-waiting/

  20. TC1507No Gravatar scrive:

    A me non sembra che l’articolo -Capolinea- sia contro gli Ogm. Anzi semmai mette il dito nella piaga che non possiamo (chi vuole) coltivarli pur importandoli (per necessità, non essendo sufficienti).
    Che mettendo l’etichettatura sui derivanti Ogm poi spariscano i mangimi con Ogm mi sembra solo un’opinione. E poi? Sparirebbero anche le colture Ogm?
    Di questo passo leggere l’etichettatura dei prodotti diventerà più impegnativo di un lavoro.

  21. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    In USA l’etichettatura non passa, si è visto in Vermont e dunque d noi via USA, Brasile e Argentina ci arriveranno OGM a tutto spiano, anche perchè, se passa la rinazionalizzazione, come contrappasso la Commissione approverà tutto quello a cui l’EFSA darà OK.

    In un tale scenario una eventuale etichettatura interna all’Europa (nessun paese può stabilire di etichettare autonomamente) comporterà spese pazze che si ripercuoteranno sui consumatori e faranno ammattire l’industrai agroalimentare. INfatti se si etichetta non può più valere la tolleranza dello 0,9% e quindi chi diichiara “senza OGM” lo deve assicurare in assoluto, cioè non ci deve essere nessun DNA modificato. Ma vi immaginate quale situazione vivremmo?

  22. roberto defezNo Gravatar scrive:

    se non si etichetta, allora si coltiva

  23. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Un tweet non serve a discutere nel merito, dobbiamo aspettare i testi scritti

    http://www.repubblica.it/ambiente/2014/12/04/news/galletti_libert_agli_stati_europei_su_bloccare_o_no_gli_ogm-102080709/?ref=HRER2-1

  24. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giusto in quanto ne vedremo delle belle.

  25. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Nel mio commento n° 3 ho dato dei “gonzi” agli agricoltori ora rincaro la dose.

    Perchè non sono insorti quando sono stati privati dell’uso dei neonicotinoidi? Eppure ve n’erano i motivi in quanto non esisteva nessuna evidenza scientifica che provasse la loro pericolosità sulle api.

    Io in altri commenti avevo preventivato che nell’affare “gatta ci covava” Eccone la prova: è stata tutta un’azione combinata già nel 2010.

    http://www.thetimes.co.uk/tto/environment/article4286838.ece

    Oppure per avere un quadro più completo ecco:

    http://www.science20.com/science_20/when_it_comes_to_neonics_activists_understand_pr_better_than_chemical_companies_do-150299#.VIBNVLuSEaQ.twitter

  26. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco un supplemento al posto n° 25

    http://risk-monger.blogactiv.eu/2014/12/02/iucn%E2%80%99s-anti-neonic-pesticide-task-force-an-expose-into-activist-science/#.VIEFCdKG9DS

  27. SimoneNo Gravatar scrive:

    Guidorzi
    Se dovessimo insorgere per le azioni di lobbyng che mettono in atto ong e corporation( non siamo cosi ingenui da pensare che le metta in atto una parte sola) dovremmo smettere di coltivare e diventare attivisti di una fazione piuttosto che dell’altra.
    Quello che dovrebbe essere importante è che i risultati degli studi non siano falsi e non mi pare che nei link da lei postati emerga questo.
    Come agricoltori dovremmo badare al sodo almeno per quello che ci compete . Dovremmo essere in grado,di capire se nella propria situazione specifica i soldi spesi ,per un mezzo di produzione ,siano un investimento proficuo ,una perdita o un risultato economicamente nullo e se non vi siano alternative più vantaggiose. Al limite se proprio non si è in grado di di fare queste valutazioni nella situazione specifica ,farsele nel medio periodo.
    Invece quando l’uso dei neonicotinoidi era consentito ,si era arrivati al punto che era quasi più solo possibile “scegliere” di utilizzarli perché in commercio di determinate varietà si trovava più solo seme conciato con neonicotinoidi .

    E quando sono stati vietati ,c’è stata la pezza peggiore del buco con il ritorno ai geodisinfestanti con ben poche valutazioni sulla loro reale necessità o vantaggio nell’utilizzo..La giustificazione all’utilizzo inizialmente è prevalentemente stata la sola generica prevenzione del rischio con ben pochi monitoraggi e valutazioni sul rischio reale ,oppure il classico qualcosa farà…almeno fino a quando non ci si è accorti che chi, dopo anni di seme conciato non essendo più fornito di seminatrici predisposte per la distribuzione dei microgranuli ,pur non geodisinfestando aveva in molte situazioni ,risultati produttivi pressoché uguali a chi li utilizzava.
    Siccome andare più a fondo nelle valutazioni è abbastanza impegnativo, adesso in pratica esistono due prevalenti convinzioni fideistiche :quelli che geo disinfestano perché ne hanno visto a volte la necessità e “non si sa mai”.. e quelli che non li usano perché non hanno avuto evidenze di necessità e/o pensano che son soldi che con questi prezzi del mais è dura recuperarli.

  28. roberto defezNo Gravatar scrive:

    faccio una scommessa: il TTIP passera’ e sara’ Coldiretti in Italia a farlo passare

    http://www.repubblica.it/economia/2014/12/05/news/un_milione_di_firme_contro_il_libero_scambio_dagli_ogm_ai_farmaci_le_paure_degli_europei-102158371/?ref=HREC1-2

    Il motivo dopo tanti bla bla lo dice questo articolo nelle sue ultime righe, stiamo per inventarci i prodotti tipici del Patto Atlantico

  29. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Simone

    Ma per questo ci dovrebbero essere le Organizzazioni agricole, sennò che ci stanno a fare.

  30. SimoneNo Gravatar scrive:

    Nel 1992 con l’introduzione degli aiuti al reddito è iniziata la fase in cui i sindacati agricoli italiani hanno iniziato a occuparsi,rispetto ai decenni precedenti, sempre più di burocrazia e sempre meno di attività sindacale e divulgazione tecnica.
    Attualmente il tipo di rapporto che i sindacati hanno con gli associati, più che di rappresentanza è il tipo di rapporto che i patronati della triplice hanno con i lavoratori dipendenti .Lo stesso paragone si potrebbe fare per la competenza tecnica specifica .
    Siccome l’offerta di servizi delle OS agricole è pari se non inferiore a quelli dei CAA ,si è creata una situazione in cui i sempre meno agricoltori professionali, per giunta divisi tra le diverse OS e CAA privati , oltre ad avere per interessi spesso contrastanti, scarsa coesione con conseguente basso potere contrattuale ,hanno pure maturato un forte distacco con chi dovrebbe tutelare i loro interessi a livello politico sindacale .
    Questo fa si che i sindacati perseguano una politica il cui obbiettivo principale è:
    tutelare se stessi,mantenendosi divisi per mantenere più poltrone possibili.
    Giustificano la loro ragion d’essere come indispensabili attuatori della politica agricola di un Europa nelle cui decisioni a livello di politica prettamente agricola, contiamo quanto conta una periferia di provincia rispetto alla capitale.
    Questo da quando negli ultimi anni in cui cadendo dal pero ci si è accorti che con la crisi in corso e da deindustrializzati , le attività produttive legate al settore primario nel loro insieme, sono tra le poche che ci sono rimaste,perché prima riuscivamo a contare ancora meno .Stiamo scontando le scelte fatte in quegli anni spero di sbagliarmi, ma temo che le sconteremo ancora per molto.

  31. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Simone

    sono sacrosante verità le tue anche perchè nel tuo commento vi ritrovo espresse tutte le considerazioni che io ho fatto già in tempi passati, solo che io a differenza di te mi specchiavo in quello che facevano i francesi e mi era facile capire presto gli errori che commettevamo.
    Quando poi sento ministri, politici a tutti i livelli e giornalisti che commentano, pur avendo tenuto da sempre il comportamento delle tre scimmiette, mi chiedo: ma a chi la vogliono raccontare che la nostra agricoltura vive un momento magico? (immissione di tanti giovani, made in Italy, export la sola che da reddito)

  32. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Agricoltori trasformatevi in ONG e vedrete che di soldi ve ne sono anche per voi….

    Ecco ad esempio quanti dei nostri e vostri soldi incassa l’immacolato Petrini:

    http://ec.europa.eu/environment/life/funding/ngos/list_ngos.htm

    Certo che chi è vicino al potere, vedi mafia a Roma, di soldi riesce ad averne di più (osservate le organizzazioni con sede in Belgio

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Ambiente

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