Catania chiude il cancello (quando le vacche sono già scappate)

04 Apr 2013
Post2PDF Versione PDF

gatto_e_volpe Articolo modificato dopo la pubblicazione iniziale
La stagione di semina del mais è già iniziata in quasi tutta Italia, i semi sono stati acquistati o prenotati da mesi. Ora Due ministri non eletti e non fiduciari dal Parlamento, in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, prendono una iniziativa che avrebbero potuto prendere mesi fa, ma che non hanno saputo prendere. Non si capisce nemmeno bene cosa sia questo atto visto che non si parla apparentemente nemmeno di clausola di salvaguardia (per la quale evidentemente non sono stati in grado di mettere insieme un dossier scientificamente non indecente).
Intanto plaudono alla mutata sensibilità di Corrado Clini: http://www.ilvelino.it/it/article/ogm-clini-scrive-a-balduzzi-e-catania-per-nuovi-dati-su-rischi/3c849fc4-80fc-46d1-91bd-a991f2af9c10

Vedremo nelle prossime ore di dipanare questa intricata matassa.

http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6133
Ogm, Catania: Italia chiede sospensione autorizzazione Mais Mon810
(04/04/2013)

“Il Ministero della Salute ha dato seguito alla nostra richiesta e al dossier predisposto dal Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), chiedendo alla Commissione europea la sospensione d’urgenza dell’autorizzazione alla messa in coltura di sementi di Mais Mon810 in Italia e nel resto dell’Unione europea”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania commenta la richiesta inviata dal Ministro Balduzzi alla Commissione europea affinché quest’ultima effettui una nuova valutazione completa del Mon810 alla luce delle ultime linee guida, definisca adeguate misure di gestione che dovrebbero essere rese obbligatorie per tutti gli utilizzatori di tali Ogm e nel frattempo sospenda urgentemente l’autorizzazione alla messa in coltura di sementi di Mais Mon810 nel nostro Paese e nell’Ue.

“Quando parliamo della possibilità di coltivare Ogm in Italia, dobbiamo tenere ben presente - ha proseguito il Ministro - che l’opinione pubblica, i consumatori e le stesse rappresentanze degli agricoltori hanno espresso una posizione negativa sulla questione. Abbiamo il dovere di essere particolarmente rigorosi, a tutela dei consumatori e degli agricoltori italiani”.

“Prendo anche atto con grande soddisfazione del mutato atteggiamento del Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sugli organismi geneticamente modificati. Questo ci consentirà - ha spiegato Catania - di proseguire con maggiore forza nella direzione che era stata già intrapresa, collaborando con tutte le istituzioni e le rappresentanze politiche e sociali, allo scopo di salvaguardare l’identità e la ricchezza che sono alla base del successo dell’agroalimentare italiano”.

[Aggiunto il 5-4-2013]
…e Manzato parla di clausola di salvaguardia. Ma parla anche di semi OGM per 50.000 ettari, quindi crede alla favola di Facco mecenate. Insomma fioccano i comunicati stampa, ma manca il documento e quindi una qualunque forma di direttiva o prescrizione per gli agricoltori.
Sembra anzi che quelli che hanno spinto il duo Catania-Balduzzi a scrivere quello che si può definire una petizione, interpretino i loro sogni come se fossero realtà.
Non ci resta che aspettare con fiducia, visto che la cosa è nelle mani dei nostri politici più accorti.
Leggi Manzato sulla salvaguardia da OGM.

43 commenti al post: “Catania chiude il cancello (quando le vacche sono già scappate)”

  1. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Era ora, non se ne può più!

    Secondo il dossier preparato dal Ministro sono stati identificati altri rischi rispetto a quelli individuati nel 2009, allorchè si autorizzò il MON810. In particolare:

    - diffusione incontrollata della tossina BT con effetti su insetti non-target;

    - persistenza nel suolo della tossina BT;

    - comparsa di resistenze negli organismi nocivi bersaglio della tossina BT;

    - impatto del mais MON810 sugli invertebrati.

    Nel documento ci sono 3 pagine di bibliografia peer review.

  2. marco pastiNo Gravatar scrive:

    OGM,bb! dove ha trovato tutti questi dettagli così presto? forse è lei uno degli autori del testo?

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Pare che Balduzzi abbia anche chiesto all’Unione Europea di iniziare il genocidio di tutti i Bacillus turingensis che vivono liberi nei suoli nazionali e che anche loro rilasciano tossina Bt. Tale tossina Bt rilasciata dai batteri intatti, naturali, selvatici, come Natura crea fanno i seguenti disastri:
    - diffusione incontrollata della tossina BT con effetti su insetti non-target;

    - persistenza nel suolo della tossina BT;

    - comparsa di resistenze negli organismi nocivi bersaglio della tossina BT;

    Peccato che chi doveva oramai ha già seminato i campi: troppo tardi (e forse non è un caso). Leggeremo con interesse la petizione ministeriale, anche per vedere cosa prevedono per campi già seminati con mais Bt (a proposito OGMbb si scrive Bt, non BT perchè il nome della specie in latino è minuscolo, come Homo sapiens, oppure Escherichia coli)

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Questi credono che all’EFSA occorra segnalare della bibliografia? Credono che i lavoro segnalati non siano già stati presi in considerazione?, Che non siano già stati valutati? Se fossero persone serie quelli del CRA avrebbero dovuto fare uno studio originale e dire: noi abbiamo queste risultanze scientifiche originali, valutatele perchè dicono che vi sono fatti nuovi non considerati.

    Signori del CRA di tesi compilative sono piene le università, ma a voi sono richieste tesi sperimentali innovative, è per questo che vi paghiamo. Il lavoro che avete fatto a supporto dell’iniziativa ministeriale fatta da ministri dimissionati e dimissionari vi squalifica come ricercatori, anzi meritate che vi si dica: ma andate a zappare che è meglio! Compreso evidentemente anche OGM bb che da sempre rappresenta due braccia perse per l’agricoltura.

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Ha parlato il grande ricercatore che pur di sostenere la bietola OGM afferma per mari e per monti che la bietola non va a seme il primo anno di coltivazione.

  6. PieroNo Gravatar scrive:

    Con qualche imbarazzo, non sono sicuro che questa sia la sede giusta, tuttavia al momento non ne conosco altre, vorrei lanciare una proposta a frequentatori/trici di questo blog.
    Meglio, a frequentatori/trici che, come me, si dedicano all’attività politica di base (una volta detti: militanti)
    E’ urgente intervenire, non singolarmente, presso gli organi di partito che si occupano di questi temi, per evitare prese di posizione antiscientifiche e superficiali.
    In SEL, per esempio, la responsabile agricoltura Loredana de Petris, ha in più occasioni dimostrato di avere idee alquanto confuse. Ho provato a intervenire sul sito con esiti facilmente immaginabili.
    Ripeto, mi rendo conto di proporre forse una forzatura di quest’ambito, ma quando leggo le categoriche affermazioni di illustri dirigenti(peraltro mai confrontate con la base) su Ogm mi sento costretto a tentar qualcosa.

  7. claudioNo Gravatar scrive:

    Piero,

    giusto per avere materiale di discussione, ci puoi fornire qualche dettaglio sulle affermazioni della De Petris.

  8. PieroNo Gravatar scrive:

    Ogm, Sel presenta in Senato una mozione per l’applicazione della clausola di salvaguardia
    «La lettera del ministro della Salute è un primo passo verso la tutela dei prodotti italiani e recepisce le preoccupazioni espresse a più riprese dal mondo agricolo e dalle associazioni dei consumatori. Ora è necessario chiarire rapidamente il quadro giuridico, con l’applicazione della clausola di salvaguardia, e dare certezze, con controlli tempestivi e diffusi, sulla qualità delle semine». E’ il commento di Loredana De Petris, senatrice di Sel e presidente del gruppo Misto a Palazzo Madama, alla lettera inviata oggi alla Commissione europea dal Ministro della Salute in merito all’utilizzo del mais transgenico MON810.
    «Ho avviato in Senato, insieme al senatore Dario Stefano – prosegue De Petris – la raccolta delle firme per la presentazione di una mozione, da condividere con i rappresentanti di vari gruppi, che impegna il governo ad applicare quanto prima la clausola di salvaguardia e ad attivare i controlli da parte del Corpo Forestale per accertare che non siano distribuiti illegalmente, durante le semine in corso, prodotti sementieri transgenici. Ci adopereremo affinché la mozione sia discussa al più presto».
    —————–

    Loredana De Petris su clonazione animale. L’Europa ci risparmi l’orrore delle fabbriche di animali
    lunedì 20 settembre 2010 16:44 - di redazione - Categorie: Comunicati stampa
    “L’Europa ci risparmi l’orrore delle fabbriche di animali prodotti in serie: la clonazione è un fallimento tecnico e un’aberrazione etica e ambientale, che serve solo gli interessi di chi vuole brevettare le specie da allevamento”.
    Loredana De Petris, membro della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, così commenta la nuova dichiarazione diffusa dall’Autorità’ Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dopo la validazione del comitato scientifico, nella quale si dichiara che “nulla lascia supporre che esistano differenze nella carne e nel latte dei cloni e della loro progenie rispetto a quelli di animali allevati in modo tradizionale”.
    “Il nuovo parere dell’EFSA – prosegue l’esponente di Sel – potrebbe essere il preludio all’immissione in commercio in Europa di carni e latte da animali clonati, imminente negli Stati Uniti. Mi auguro che le istituzioni europee, a cominciare dal Parlamento Europeo che domani voterà una importante risoluzione sulla tutela della biodiversità, abbiano un sussulto di buon senso e blocchino questa procedura”.
    “Nel nostro continente – conclude la De Petris – c’è un grande patrimonio di razze da allevamento, eccezionale per varietà e qualità. La diffusione di cloni prodotti in serie, oltre a forzare oltre ogni limite le regole della natura, sarebbe un danno irreparabile per il settore, perpetrato nell’interesse esclusivo della multinazionale di turno”.

  9. claudioNo Gravatar scrive:

    Piero,

    scusami……ma che cosa ha detto di tanto deprecabile? Ha detto cose scontate. In pratica, a mio parere, ha detto di far rispettare la Legge.

    A chi sono rivolte le Sue frasi? A quelli del Partito Democratico, forse l’unica forza politica a favore degli OGM.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/10/il-partito-democratico-e-favorevole-o.html

  10. PieroNo Gravatar scrive:

    prima di continuare la discussione, aspetterei di sapere da chi ci ospita se la ritiene praticabile in questo ambito

  11. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Piero,
    in primis tu sei un proprietario di salmone e non un ospite. (lo sarebbe anche Claudio e/o OGMbb se anche lui sostenesse la causa).
    Secondo. Tutte le discussioni sono utili se non prevedono insulti personali e non fanno pubblicità ad un partito politico. Ne approfitto per dissentire dati alla mano dall’affermazione che il PD sia pro-OGM. Forse lascia aperto qualche spiraglio quando è all’opposizione, per poi cambiare versante quando è al governo. Identico atteggiamento lo si ritrova nel PDL che fa lo stesso identico tira e molla.
    Quindi una analisi degli orientamenti interni a tutti i partiti deve tenere in considerazione se trattasi di partito al governo o meno e la presenza di Loredana de Petris ex-Verde di fede pecoraniana lascia pochi dubbi sulle sue personali inclinazioni che sono in totale coerenza con quelle del governatore Vendola.
    Detto ciò da quanto tu scrivi Piero non trovo che dica nulla di sorprendente dato il suo passato, anzi vorrei vedere se i grillini abboccano ad un un simile amo senza esca.
    Continuate pure, poi se ne vete bisogno posso intercettare il buon lEONARDO FACCO (quello che dovrebbe dare in beneficenza 10 milioni di euro) e gli posso chiedere di scrivere qualcosa per salmone.

    Ultima nota. Siamo già in possesso del documento originale di Balduzzi spedito al Bruxelles e stiamo cercando di pubblicarlo in network tra vri siti. Dovrebbe essere cosa ghiotta per il palato dei salmoni. Ma vorrei rifare a OGMbbla domanda che Marco Pasti gli ha rivolto nel post numero 3 senza ottenere risposta: caro OGMbb tu lo hai solo letto quel testo o ne sei tra gli ispiratori/redattori/estensori???????

  12. claudioNo Gravatar scrive:

    Roberto,

    proprio non capisco:
    - il PD è contrario agli OGM…dati alla mano…ce li fai vedere;
    - stranissimo, il PD è favorevole agli OGM quando è all’opposizione…..è contrario quando è al governo. Ma non dovrebbe essere il contrario? in relazione al fatto che i 3/4 dei votanti è contro gli OGM? Proprio non capisco!
    - relativamente alla Tua ultima domanda, spero di essere tra gli ispiratori, in relazione al fatto che ogni tanto scrivo qualcosa sul Tuo Bolg. Probabilmente qualcuno legge i miei post, crede a quello che scrivo e poi li diffonde (purtroppo sono, e rimarrò, “carne da cannone”).

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    OGM bb

    Sono reduce da un viaggio in Marocco di una settimana (quella appena trascorsa) colà invitato per una consulenza sulla bieticoltura di quel paese, il mio nome è stato fatto dall’ITB francese come esperto di bieticoltura mediterranea.
    Ebbene ti posso dire che la bietola in Marocco non va a seme neppure al secondo anno, infatti la loro semina è tutta autunnale e non vi sono le condizioni per far scattare il meccanismo di salita a seme (vernalizzazione). La bietola coltivata non sale mai a seme al primo anno salvo che non sia stata inquinata dalla bietola selvatica che ha appunto il gene dell’annualità, gene che nella bietola coltivata è stato ridotto a frequenze pressochè insignificanti.

    Pertanto il buon seme di bietola industriale non va mai a seme al primo anno, che ti piaccia o non ti piaccia, ci va solo nel caso che sia seminata in condizioni di vernaliìzzazione e che non si verifichino condizioni di devernalizzazione.

    Se vuoi studiare l’argomento, come ho fatto io da tempo, devi prendere i lavori di Margara.

    La lezione è gratuita…..

    Nota
    Guardate che ho forti dubbi, se non la certezza, che Claudio e OGM bb siano la stessa identica persona. Regolatevi quindi.

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto
    mi sono letto la documentazione presentata a Bruxelles e ti posso anche suggerire cosa capiterà in futuro.

    1° non è stata invocata la clausola di salvaguardia, in quanto per farlo occorre dire esplicitamente che si invoca e che a suffragio si portano risultanze sperimentali nuove. Mentre si è fatto solo un’elencazione bibliografica ormai datata.

    2° Bruxelles risponderà che non ci sono le condizioni per applicare la clausola in Italia

    3° La risposta che darà l’EFSA a Bruxelles, se sarà interpellata, sarà in pratica la seguente: Il vostro CRA ha fatto un elenco di lavori che sono nuovi solo per dei ricercatori fannulloni, ma non per chi ha sotto controllo la ricerca e ne valuta le risultanze ben prima che siano denunciate, quindi rinvieranno al mittente il tutto dicendo che sotto il sole non vi è nulla di nuovo.

    4°° L’Italia se applica la clausola e verrà denunciata verrà condannata dalla corte di giustizia di Strasburgo.

    Ancora una volta assistiamo a bizantinismi e a dei ministri che pur di stare a galla venderebbero l’anima al diavolo e non hanno nessuna remora a comportarsi da perfetti pataccari, solo che Totò nel cercare di vendere la fontana di Trevi è stato più serio.

  15. claudioNo Gravatar scrive:

    guidorzi,

    le solite “mezze verità” da azzeccagarbugli! Cosa significa: “Pertanto il buon seme di bietola industriale non va mai a seme al primo anno, che ti piaccia o non ti piaccia, ci va solo nel caso che sia seminata in condizioni di vernaliìzzazione e che non si verifichino condizioni di devernalizzazione”.

    E’ ovvio che ci va solo in condizioni di vernalizzazione (Lysenko, da te tanto criticato, insegna) ed è altrettanto ovvio che non ci va se ci sono condizioni di devernalizzazione, ed è altrettanto ovvio che ci può andare in condizioni di rivernalizzazione.

    Sono d’accordo sulla coltivazione della bietola OGM in Marocco, così possiamo importare zucchero dal Marocco, come contropartita per le nostre esportazioni di prodotti industriali. In Marocco hai lavorato per l’industria e non per l’agricoltura italiana. Complimenti.

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Appunto in Italia le semine primaverili non danno piante che prefioriscono. nel sud dell’Italia invece prefioriscono ma si è volutro solo forzare una forma di bieticoltura non adatte al 42° parallelo, mentre è adatta al 35° parallelo.

    Prego vado dove m’invitano e mi pagano e non ho parlato certo di bietole OGM, loro hanno altri problemi che sono le malattie fungine e le crisi di estivazione e quindi ho dato loro consigli su trattamenti anticercosporici, uso di varietà tolleranti la malattia, e irrigazione di soccorso (volumi, metodo, calcolo dei bisogni in base all’evapotraspirazione.

    La bietola in Italia muore da soloa non vi è bisogno di spingerla.

    Altra lezione gratuita!

  17. claudioNo Gravatar scrive:

    perchè nelle bietole ci sono anche delle semine autunnali?

    La bietola muore perchè hanno chiuso gli zuccherifici ed è stata quindi una scelta politica. ti ricordi che prima degli anni ‘90 in Italia c’erano 110 zuccherifici….adesso sono 5/6.

    bravo……………sempre “mezze verità”!

    Rimane il fatto che in Marocco hai lavorato per l’industria e non per l’agricoltura italiana. Complimenti.

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    La tua ignoranza degli argomenti che tratti è tale per cui il detto: “il miglior tacer non fu mai scritto” ti si addice totalmente.
    Non so se leggere il tuo primo quesito con un sarcasmo o come ignoranza totale. Sappi che alle latitudini dove canna da zucchero e bietola sono possibili e si compenetrano, si preferisce di gran lunga la bietola alla canna in quanto essa , essendo a semina autunnale sfrutta l’acqua piovana, mentre la canna (pianta C4 e non C3 come la bietola)esige coltivazione estiva.

    IL Marocco produce molto meno del suo consumo come l’Italia d’altronde (anche quando aveva 270.000 ettari) Quindi nessuna concorrenza reale, ma solo esistente nel tuo cervello.

    Di quale politica parli, non sarai anche tu uno di quelli che crede che Bruxelles abbia obbligato a chiudere gli zuccherifici italiani. Gli zuccherifici italiani hanno chiuso solo perchè non erano competitivi come lo era la bieticoltura. Bruxelles ha solo messo dei soldi sul tavolo e tanti che gli italiani si sono precipitati ad arraffare.

    Guarda che i 110 zuccherifici non ci sono mai stati in Italia al massimo sono stati 72 , ma ben mezzo secolo fa, prima delle chiusure del 2006 erano 21 ora sono invece solo 4 di cui uno (quello di Termoli) in cattivissime acque e li, per tuo insegnamento, si coltiva bietola a semina autunnale.

    No in Marocco ho lavorato per i bieticoltori se mi vorranno ascoltare, perchè se continuano a coltivare come stanno facendo non ricaveranno reddito. In molti paesi si ritornerà a raffinare lo zucchero grezzo brasiliano.

    Terza lezione gratuita.

  19. claudioNo Gravatar scrive:

    alberto, sarai anche un grande bietologo, ma, per favore, non andare a dire in giro che la bietola è impossibile che possa andare a seme il primo anno di coltivazione.

    Rimane il fatto che in Marocco hai lavorato per l’industria e non per l’agricoltura italiana. Complimenti.

  20. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Scusa Claudio, cosa vuol dire hai lavorato per l’industria e non per l’agricoltura italiana? mi pare che l’agricoltura italiana sia una somma di imprenditori privati rappresentati da sindacati privati che cercano di fare pressioni sul settore pubblico per trarne dei vantaggi privati. Cosa che non ha nulla di negativo a mio modo di vedere, detto ciò non so cosa abbia fatto Alberto in Marocco, ma nella veemenza dei vostri battibecchi mi sembra che si stia materializzando una “agricoltura italiana pubblica” che stento a capire cosa sia ed al tempo stesso una demonizzazione della imprenditoria che altrettanto non capisco.
    Tu stesso poi non sie un imprenditore privato?

  21. claudioNo Gravatar scrive:

    Roberto,

    il problema nasce dal fatto che nel Commercio Internazionale vige ancora il “baratto”, per cui se io “Italia” vendo al Marocco macchine utensili o computer (prodotti industriali)…….poi il Marocco mi paga con quello che ha…….per esempio zucchero (prodotti agricoli)……poichè questi Paesi hanno solo prodotti agricoli (ormai meloni, fragole, fagiolini, ecc. provengono spesso dal nord Africa). Per cui, se una persona si reca in Marocco (o in qualsiasi altro Paese che può esportare prodotti agricoli in Italia) per fare agricoltura, aiuta, indirettamente, la nostra industria e danneggia l’agricoltura nazionale.

  22. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Oggi l’Onorevole Cenni ha presentato una Mozione alla Camera firmata da altri 27 deputati…..di seguito…

    MOZIONE

    La Camera

    premesso che,

    l’agroalimentare è uno dei settori che resiste meglio alla crisi economica in atto e, in particolare,
    l’agricoltura italiana registra risultati migliori dell’industria e dell’economia nel complesso sia in
    termini di contributo alla crescita economica (Pil) che di occupazione; ancora meglio si posiziona
    l’industria alimentare che presenta indicatori in termini di valore aggiunto che sono costantemente
    migliori della media dell’industria in generale; l’export si conferma il motore dell’agroalimentare
    italiano, con un nuovo record di 32 miliardi di euro di fatturato nel 2012 (+5,4% sul 2011), e un
    avvio di 2013 molto promettente (Ismea su dati Istat);

    le performance attuali del settore dipendono sia da fattori generali del sistema Paese, che specifici
    del settore caratterizzati da un enorme sforzo dei produttori italiani a tutela della qualità e della
    tracciabilità della produzione agroalimentare nazionale che si contrappone ad una visione che a
    livello internazionale tende a considerare la produzione agricola solo una commodity che, al pari del
    petrolio, può determinare ingenti fortune finanziarie; in tale ultimo contesto, l’attività lobbistica
    delle multinazionali che vogliono trarre profitto dal transgenico, a prescindere dalle conseguenze
    che derivano dalla loro coltivazione e commercializzazione, ha spesso il sopravvento nelle decisioni
    in materia di alimentazione ponendo ostacoli alla ricerca indipendente a causa dei brevetti sui semi
    detenuti;

    ad oggi i nodi da sciogliere connessi al transgenico sono ancora molti: oltre ai rischi per la salute e
    l’economia del nostro Paese, che si contraddistingue per i suoi tradizionali prodotti tipici e di
    qualità, resta irrisolto il problema dell’impossibilità di coesistenza tra le colture Ogm con quelle
    convenzionali, dato che non esistono misure idonee ed efficaci per evitare la contaminazione che
    determina un inquinamento dell’ambiente irreversibile;

    una vasta parte della comunità scientifica continua ad esprimere forti e rinnovate perplessità e
    significative resistenze all’impiego di tecnologie transgeniche in agricoltura richiamando
    l’attenzione sull’importanza che sia la comunità dei cittadini a prendere le decisioni di merito
    sull’uso di tali tecnologie, in considerazione delle ricadute globali ed incontrollabili su salute e
    ambiente che potrebbero derivare da eventuali errori di valutazione;
    una eventuale introduzione di colture transgeniche avrebbe inoltre come diretta conseguenza la
    messa in discussione di uno dei principali fattori di creazione di valore aggiunto del Paese e, cioè, il
    nostro modello agricolo, fondato su produzioni di qualità apprezzate sul mercato interno ma, anche
    di più, all’estero che danno vita a quel Made in Italy così apprezzato da essere costantemente
    minacciato da imitazioni e falsificazioni;

    in realtà la maggioranza dei cittadini italiani ed europei ha già manifestato la propria volontà di non
    autorizzare la coltivazione di sementi transgeniche sui propri territori al fine di tutelarne l’integrità
    per le future generazioni;

    la direttiva 2001/18/CE del 12 marzo 2001 costituisce il testo normativo fondamentale, in punto sia
    di “immissione in commercio” di OGM, sia di “emissione deliberata” di OGM nell’ambiente e
    prevede, per i singoli stati membri, la possibilità di dichiarare l’intero territorio nazionale come
    libero da Ogm attraverso l’applicazione del principio di “salvaguardia”;

    la direttiva n. 2001/18/CE sull’emissione deliberata di organismi geneticamente modificati è stata
    recepita in Italia con il decreto legislativo n. 224/2003. Con tale atto il Ministero dell’Ambiente è
    stato indicato quale autorità competente a livello nazionale con il compito di coordinare l’attività
    amministrativa e tecnico-scientifica, il rilascio delle autorizzazioni e le comunicazioni istituzionali
    con la Commissione Europea, con il supporto della Commissione Interministeriale di Valutazione.
    il decreto 224/2003, all’articolo 25 recepisce quanto stabilito dall’articolo 23 della direttiva n.
    2001/18/CE, in relazione alla cosiddetta “clausola di salvaguardia” mediante la quale le autorità
    nazionali preposte – per l’Italia i Ministeri dell’ambiente, delle politiche agricole e della salute -
    possono bloccare l’immissione nel proprio territorio di un prodotto transgenico ritenuto pericoloso.
    Con l’attivazione di tale clausola si dà luogo ad una serie di consultazioni fra la Commissione
    europea, le autorità nazionali, il produttore, gli organismi che sono intervenuti nella procedura di
    valutazione della conformità e tutte le parti interessate. La normativa comunitaria consente
    comunque alla Commissione europea di annullare il ricorso alla clausola di salvaguardia in caso di
    evidenze scientifiche contrarie;

    la Direttiva 2001/18/CE costituisce anche la norma che getta le basi per regolamentare la cosiddetta
    coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche. Infatti, con l’articolo 22 è previsto
    che gli OGM autorizzati in conformità alla direttiva devono poter circolare liberamente all’interno
    dell’Unione Europea, mentre con l’articolo 26 bis (introdotto dal Reg. 1829/2003), si dispone che
    «gli Stati membri possono adottare tutte le misure opportune per evitare la presenza involontaria di
    OGM in altri prodotti». Questa disposizione consente quindi agli stati membri di poter introdurre,
    nel proprio ordinamento, norme specifiche per regolare la coesistenza;

    con il decreto legge n. 279/2004, convertito con la legge n. 5/2005, erano state previste disposizioni
    per assicurare la «coesistenza» tra colture transgeniche, biologiche e convenzionali. La Corte
    costituzionale con la sentenza n. 116/2006 ha dichiarato la parziale incostituzionalità del D-L
    279/2004 nella parte ritenuta di esclusiva competenza legislativa regionale in materia di agricoltura.
    L’intervento della Corte ha causato un vuoto normativo molto dannoso poiché sono stati mantenuti
    in vigore sia il principio della libertà di scelta dell’imprenditore sia il principio della coesistenza,
    mancando però del tutto le parti operative e tecniche per attuare la coesistenza. Il risultato è che
    ogni norma nazionale o regionale che vieta l’utilizzo di colture transgeniche diventa contraria al
    principio di coesistenza stabilito a livello europeo;

    tale orientamento è stato da ultimo riconfermato nella sentenza della Corte di Giustizia Europea
    dell’ottobre 2012 (sul caso di specie Pioneer Hi Bred Italia Srl contro Ministero delle Politiche
    agricole alimentari e forestali) con cui la Corte si è pronunciata in via pregiudiziale
    sull’interpretazione dell’articolo 26-bis della direttiva 2001/18/CE. Per la Corte uno Stato membro,
    ai sensi del citato articolo 26-bis, può disporre restrizioni e divieti geograficamente delimitati, solo
    nel caso e per effetto delle misure di coesistenza realmente adottate. Viceversa uno Stato membro
    non può, nelle more dell’adozione di misure di coesistenza dirette a evitare la presenza accidentale
    di organismi geneticamente modificati in altre colture, vietare in via generale la coltivazione di
    prodotti OGM autorizzati ai sensi della normativa dell’Unione e iscritti nel catalogo comune;
    fin dal 2010 il Parlamento italiano si è espresso a favore della proposta di regolamento di modifica
    della direttiva 2001/18/CE - attualmente in fase di stallo presso le istituzioni europee - che
    consentirebbe agli Stati membri di decidere in merito alle coltivazioni OGM sulla base di più ampi
    criteri oltre a quelli già previsti di tutela della salute e dell’ambiente; più in generale e in ambito
    comunitario, l’Italia ha da sempre sottolineato l’importanza dell’impatto socio-economico derivante
    dall’uso del transgenico che deve essere valutato a pieno titolo accanto a quelli già riconosciuti in
    merito all’ambiente e alla salute;

    al riguardo si evidenzia l’intenzione del commissario europeo alla salute Tonio Borg di rilanciare il
    negoziato Ue sugli Ogm rendendo gli stati membri maggiormente autonomi sulle linee guida da
    autorizzare a livello nazionale;
    anche le Regioni hanno ripetutamente dichiarato la loro ferma opposizione all’introduzione di
    colture transgeniche in Italia sottolineando la necessità che il futuro regolamento del Parlamento
    europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per
    gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di Ogm sul loro territorio sia il più possibile
    adeguato a salvaguardare l’agricoltura italiana, la qualità e la specificità dei suoi prodotti;

    a tal proposito la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha approvato un ordine del
    giorno con cui impegna il “Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, nelle more
    dell’approvazione della proposta di modifica della direttiva 2001/18/CE in materia di possibili
    divieti alla coltivazione di piante geneticamente modificate, di procedere con l’esercizio della
    clausola di salvaguardia ai sensi dell’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo
    e del Consiglio del 12 marzo 2001” (..) e “tenuto conto delle competenze in materia riconosciute
    dalla Costituzione impegna il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali a rappresentare
    al Ministro dell’ambiente e in occasione delle riunioni in sede comunitaria la posizione unanime
    delle Regioni e delle Province autonome di assoluta contrarietà rispetto alla autorizzazione della
    coltivazione degli organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale;”

    il rischio che corre il sistema agroalimentare nazionale, in assenza di una chiara posizione del
    Governo con l’adozione della clausola di salvaguardia, potrebbe essere imminente se, come si
    apprende da alcune notizie stampa, fosse vero che “nei silos di stoccaggio della Lombardia, del
    Veneto, dell’Emilia e del Friuli ci sono 52 mila sacchi di mais transgenico autorizzato dalla UE
    MON810, sufficienti a coltivare 32 mila ettari, pronti per le semine di primavera”;

    la tutela e la valorizzazione della qualità del nostro sistema agroalimentare è un obiettivo di
    rilevanza strategica che trova attuazione attraverso una concreta tutela istituzionale del comparto
    primario dall’inquinamento transgenico ed un efficace sistema di tracciabilità, di riconoscibilità e di
    etichettatura dei prodotti agroalimentari;

    in presenza di rischi concreti per il sistema agricolo nazionale di inquinamento da colture
    transgeniche che potrebbe verificarsi a causa di una normativa nazionale e comunitaria
    contraddittoria e incompleta lo stesso Ministro delle politiche agricole, lo scorso 28 gennaio, ha
    chiesto formalmente al Ministro dell’Ambiente, in qualità di Autorità nazionale in materia, di
    “guardare concretamente alla prospettiva di una clausola di salvaguardia per le coltivazioni di Ogm
    in Italia”; ad oggi otto nazioni (Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Ungheria, Grecia,
    Bulgaria e Polonia) hanno già adottato delle clausole di salvaguardia per vietare le colture di Ogm
    autorizzate nei loro territori;

    in realtà l’ultimo Rapporto del Servizio Internazionale per l’acquisizione delle applicazioni
    biotecnologiche per l’agricoltura (ISAA) sullo Status globale della commercializzazione di colture
    biotech/Ogm dello scorso febbraio, ha evidenziato che in Europa sono rimasti solo cinque paesi
    (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania) a coltivare Ogm, con 129.000 ettari di
    mais transgenico piantati nel 2012, una percentuale irrisoria della superficie agricola comunitaria
    che conferma l’opposizione in Europa alla diffusione del transgenico in agricoltura;
    al fine di difendere le produzioni nazionali da possibili contaminazioni da colture geneticamente
    modificate e collocarne i prodotti ad un livello di maggiore interesse e competitività nel panorama
    economico mondiale;
    che in data 29 marzo il Ministro della Salute Balduzzi ha inoltrato alla Direzione generale Salute e Consumatori della Commissione europea la richiesta di sospensione d’urgenza dell’autorizzazione della messa in coltura in Italia e nel resto d’Europa di sementi di mais Mon810, con allegato il dossier elaborato dal ministro del MIPAF Catania a norma dell’art.34 del regolamento(CE)1829/2003 ;

    impegna il Governo:

    ad adottare la clausola di salvaguardia, di cui all’articolo 25 del decreto legislativo n. 224 del 2003,
    di recepimento della direttiva n. 2001/18/CE, al fine di evitare ogni forma di coltivazione in Italia di
    Ogm autorizzati a livello europeo e di tutelare la sicurezza del modello economico e sociale di
    sviluppo dell’agroalimentare italiano;

    a prevedere, in relazione alla stagione delle semine avviata in gran parte del Paese, l’incremento delle attività di controllo per potenziare, d’intesa con le Regioni, la sorveglianza sui prodotti sementieri in corso di distribuzione ed intervenire in presenza di sementi transgeniche non autorizzate.

    1. Cenni
    2. Rosato Ettore
    3. Braga Chiara
    4. Gnecchi
    5. Benamati
    6. Mongiello
    7. Realacci
    8. Lenzi
    9. Arlotti
    10. Magorno
    11. Fanucci
    12. Lodolini
    13. Miotto
    14. Manfredi
    15. Rubinato
    16. Murer
    17. Moscatt Tonino
    18. Antezza Maria
    19. D’Incecco
    20. Petrini
    21. Fossati
    22. Marantelli
    23. Marchi
    24. Bianchi
    25. Mariani
    26. Fregolent
    27. Dallai
    28. Bratti

  23. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Claudio,
    premesso che non credo che chi vende macchine utensili se ne torni a casa con un vagone di meloni dati in baratto della macchina che ha venduto, ti domando: ma allora è secondo te è vero anche il contrario? ossia quando il Parmigiano reggiano vende una forma in Francia soffre la nostra industria del cinema, se Vinitaly esporta in Cina a pagare sono le produzioni di calzature e se invece Eataly apre un ristorante-supermercato a New York venderemo meno occhiali da sole?
    Quale è la soluzione: ognuno resta a casa sua?
    Oppure chi e come dirige questo traffico?
    Possiamo ancora ospitare dei turisti o in questa ottica nessuno potrà più vedere i nostri musei? (ne noi andare all’estero?)

  24. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGMbb,
    uso questa Mozione parlamentare a firma del deputato del PD Cenni come ennesima prova documentale da mostrare come risposta a Claudio che mi chiedeva nel commento numero 12 di vedere quale fosse la posizione del PD sugli OGM

  25. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma è possibile che uno con un po’ di cervello possa dire baggianate del genere. Un professionista che viene chiamato per una consulenza per il fatto di avere acquisito esperienza e di essere uno specialista nel suo campo si deve fare riguardo se viene chiamato all’estero per lavorare. Questo però non è il mio caso e lo specifico sotto. Ma dove siamo, o meglio so dove siamo: vi sono cervelli che sono stati modificati geneticamente dal marxismo-leninismo e come tali ancora si comportano, non pensando che loro stessi avrebbero svenduto l’Italia ad un regime totalitario e sarebbero stati contenti di vedere la cortina di ferro sulle sponde del Mediterraneo.

    D’ora in poi secondo Claudio alias OGMbb alias Ch.mo Prof. Claudio Malagoli(forse) SI DOVREBBE RITIRARE IL PASSAPORTO A TUTTI I PROFESSIONISTI PERCHE’ ALTRIMENTI POTREBBERO ANDARE ALL’ESTERO PER FARE CONSULENZE AI DANNI ((fantomatici) DELL’iTALIA.

    Siamo veramente fuori dal mondo!!!!!

    Adesso però vi preciso com’è scaturita questa consulenza.

    La filiera marocchina si è rivolta all’ITB (Institut Tecnique de la Betterave) francese a cui aveva fatto richiesta di altre consulenze, regolarmente eseguite (SONO PROPRIO DEGLI ANTIPATRIOTTICI QUESTI FRANCESI!!!!) solo che le condizioni di coltivazione francesi non presentano le problematiche tipiche dei climi mediterranei e quindi la ditta per cui ho lavorato per 40 anni, la Florimond Desprez, che detiene il 60% del mercato del seme bietole del Marocco ha suggerito il mio nome per una consulenza, sono stato contattato e mi è stato chiesto quanto avrei preteso, al che io ho risposto che per la riconoscenza che dovevo alle persone della ditta Desprez, avrei eseguito la visita ed espreesso le mie valutazioni senza nulla pretendere, salvo le spese vive di viaggio e soggiorno. E’ ciò che ho fatto.

    Ma vi è di più secondo Claudio io avrei dovuto portare rispetto alla filiera italiana quando questa era corrotta al massimo grado e mi ha ricattato (come tanti altri) perchè pretendeva solo tangenti. So che questa è un’accusa da provare e per questo la faccio ben volentieri, è sufficiente che vi leggiate questo link:

    http://lavalledelsiele.com/2012/08/22/authority-allitaliana-lantitrust-e-il-settore-bieticolo-saccarifero-nel-racconto-di-un-protagonista/#comment-4229

    Purtroppo però la filiera (bieticoltori e zuccherifici) ne è uscita intascando soldi a palate a scapito dei consumatori che pagano lo zucchero molto caro appunto per questo. E’ quindi stata solo un’opera meritoria l’averla mandata al diavolo.

    Questa è la quarta lezione gratuita, ma è l’ultima perchè è inutile perdere tempo con un insipiente (vedi significato sul vocabolario) come te.

  26. PieroNo Gravatar scrive:

    dalla lunghissima mozione di cui sopra:

    “in tale ultimo contesto, l’attività lobbistica delle multinazionali che vogliono trarre profitto dal transgenico, a prescindere dalle conseguenze che derivano dalla loro coltivazione e commercializzazione, ha spesso il sopravvento nelle decisioni in materia di alimentazione ponendo ostacoli alla ricerca indipendente a causa dei brevetti sui semi detenuti;”

    Peccato che le stesse multinazionali operino praticamente in regime di monopolio da decenni; ma le sementi per le produzioni bio da dove si crede che arrivino?

    “ad oggi i nodi da sciogliere connessi al transgenico sono ancora molti: oltre ai rischi per la salute e l’economia del nostro Paese, che si contraddistingue per i suoi tradizionali prodotti tipici e di
    qualità,[...]”

    effettivamente … è da decenni che corriamo rischi per la salute, forse sarebbe ora di prenderne atto! Così come del fatto che molti dei più rinomati prodotti tipici italiani contemplano nella filiera l’impiego di Ogm; se problemi economici vi sono, o vi sono stati, non son certo da ricercare in quelle pratiche.

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    OGM bb

    Hai perso un’altra occasione per tacere e per non dimostrare che sei un’incompetente in fatto di legislazione sementiera vigente (anche in Italia per tua norma e regola)

    Il mais con il MON 810 incorporato ha subito i controlli in USA, in tutti gli altri paesi dove è stato approvato e anche in Europa. Nessuna opposizione basata su dati sperimentali scientificamente validati è stata trovata, pertanto tutte le varietà di mais GM con l’evento MON 810 hanno subito la verifica d’iscrizione in un paese comunitario. Il parere di sulla base di disntinguibilità, omogeneità ecc, e valore agronomico è stato per tutte positivo e quindi esse sono salite a far parte del Registro comunitario delle varietà. L’aver avuto accesso a queste registro ne ha reso la commercializzazione libera in tutto il territorio dell’UE. Questa prassi però ha la possibilità di essere sospesa (attenzione sospesa e non proibita) in funzione di una opposizione scritta suffragata da dati sperimentali nuovi e scientificamente validati che mostrino che vi sono pericoli per la salute umana e animale non valutati in precedenza. In altre parole si invoca la “Clausola di Salvaguardia” che può essere concessa in attesa di valutare il nuovo dossier presentato. In funzione del giudizio o si rivede tutto oppure si dice che la Clausola di Salvaguardia non ha luogo di essere applicata.

    Fino ad ora tutti i paesi che hanno fatto questa richiesta (tra l’altro sono paesi con una ricerca che si rispetta, non come in Italia dove si ricerca ancora in funzione del colore politico) si sono visti rifiutare la richiesta.

    L’Italia non ha mai avuto il coraggio di depositarla una domanda simile perchè non ha mai avuto nulla in mano (ha solo usato escamotages mariuoleschi da veri calpestatori del vivere delle regole di un paese di diritto) IL documento finalmente presentato per invocare la clausola di salvaguardia e tanto sbandierato, ancora ora non è supportato motivazioni valide (ha solo chiesto di esaminare una serie di ricerche elencate in una lunga bibliografia che hanno già subito l’esame dell’EFSA e questa non vi ha trovato nulla di nuovo e ben presto lo riaffermerà.

    Ora tu mi presenti una petizione che definire bizantina è un complimento, perchè di questo si tratta, ma le petizioni non sono comprese tra le motivazioni di invocazione di clausola di salvaguardia, quindi da questo punto di vista si tratta di CARTA STRACCIA.

    Perchè l’Italia non ha fatto includere quando si discutevano le regolamentazioni anche la salvaguardia dell’agroalimentre italiano, come elemento di invocazione?, Dov’erano i tuoi amici ex-comunisti (che hanno cambiato solo il nome, ma non il cervello come te d’altronde)? Perchè non l’hanno fatto? E perchè lo fanno solo adesso? Semplice L’ideologia rimasta a corto di idee e cerca di trovarne disperatamente altre, ma sempre motivazioni ideologiche restano.

  28. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto,

    si tratta di “Regole del Commercio Internazionale” e di “Pareggio della Bilancia Commerciale”. Se così non fosse nel Paese “Troppo importatore o troppo esportatore” si verificherebbero situazioni di mercato (inflazione, potere d’acquisto della moneta, tasso di cambio della moneta, ecc.) dannose per tutte e due le economie dei Paesi. Pertanto, di solito, i Paesi tendono ad un pareggio della Bilancia Commerciale. Se non hanno tecnologia e importano tecnologia, poi pagano (cioè vendono/esportano)con quello che hanno (prodotti agricoli).

    Rispondo al Tuo sarcasmo………. chi vende macchine utensili se ne torna a casa con dollari/euro, che il compratore ha ottenuto da un’altra vendita (per esempio prodotti agricoli). Se il compratore non ha niente da vendere e non ha dollari/euro…..sta a guardare…..nessuno gli vende nulla!

    Parmigiano e compagnia li esportiamo in Paesi ricchi, tecnologicamente più avanti di noi….per cui il discorso può essere ribaltato….

    Questa situazione sta determinando la “Crisi della nostra agricoltura”. Pur di esportare prodotti industriali accettiamo come pagamento qualsiasi cosa (concentrato di pomodoro ai vermi, polli alla diossina, maiali alla diossina, ecc.) da Paesi che:
    - utilizzano il lavoro minorile;
    - utilizzano antiparassitari che da noi sono vietati;
    - non hanno la 626;
    - non hanno i nostri costi burocratici;
    - non hanno la Legge nitrati; ecc.

    In questo senso c’è gente che “rema contro” l’agricoltura del nostro Paese.

  29. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    OGMbb,
    ma allora possiamo esportare Parmigiano, vino e mozzarella, i produttori di occhiali da sole e scarpe non avrebbero le stesse ragioni di protestare? Il fatto che esportiamo verso Paesi ricchi non cambia la storia.

    Da un lato facciamo tanta pubblicità al Made in Italy alimentare che vogliamo esportare in tutto il mondo, qui propagandiamo il Km zero e poi se qualcuno cerca di vendere macchine utensili in Marocco sono traditori della Patria da mettere al muro: a me sembra che ci sia un difetto di logica in tutto questo: o si commercia o si sta a casa e se il baratto non conviene non fai l’affare.

  30. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    io parlo di economia dell’agricoltura, non di economia del Paese. E’ ovvio che sono scelte politiche. Il Paese può decidere di premiare con gli accordi commerciali l’industria o l’agricoltura.

  31. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma avete sentito la Vandana Shiva? Quella che ci voleva far credere che i cotonicoltori indiani si sarebbero tutti suicidati?

  32. roberto defezNo Gravatar scrive:

    un commento di Alberto Guidorzi e uno di OGMbb sono stati rimossi e mi scuso per la loro pubblicazione
    la redazione di salmone.org

  33. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    guidorzi…….bietologo……..la semplice differenza tra noi due è che io parlo di economia del Paese Italia….tu parli di seme di bietola, di cercospora, di zappa, di irrigazione, ecc.

    In Marocco hai remato contro la nostra agricoltura e non ti sei nemmeno fatto pagare! se un bel ……..(parola a scelta del lettore)

  34. deborah piovanNo Gravatar scrive:

    Mi ero ripromessa di non commentare più i post di OGM, bb! e dei suoi vari alias, in quanto lo ritengo un troll con tanto tempo da perdere e ben poche competenze da offrire.
    Vorrei dire a Alberto: sei andato a lavorare per l’industria? E’ un peccato capitale? No! Hai fatto bene, continua così e buon lavoro.
    Miei cari, rileggiamoci tutti La rivolta di Atlante di Ayn Rand, che ci fa solo bene.
    Ciao a tutti e diffondiamo appello al sostegno (economico!) delle libere menti pensanti che scrivono su salmone.

  35. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Deborah

    Io sono un “felice” pensionato (dico felice perchè ho potuto sfruttare le cuccagne di una volta, che hanno concorso a mandare in malora l’Italia, tuttavia per quanto mi riguarda cerco di fare risparmi affinchè la generazione dei miei figli possa godere di quanto è stato dato a me e che non sarà dato sicuramente a loro)che ha ritenuto di trasmettere le mie conoscenze ad altri, ma secondo OGM bb avrei dovuto fare l’autarchico (bel modo di pensare anzi mi ha dato del “fesso” perchè la sua “superiorità morale” gli suggerisce solo questo).

    Non mi sono fatto pagare per due motivi:

    1° Ho un debito perenne verso la ditta per cui ho lavorato quarant’anni e quindi la consulenza penso l’abbia favorita nel mantenere le vendite.

    2° Mi sembrava di andare a rubare in chiesa, in fin dei conti non mi avrebbero fatto vivere meglio.

    Quindi felicissimo di essere un “CRETINO”, se poi me lo dice OGM bb diventa come una medaglia la valore!!!

  36. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Mi dispiace ma il commento n° 19 non mi appartiene!!!!! E’ stato anche storpiato il mio nome.

  37. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    “Rinnegare l’evidenza dei fatti”

    Deborah, ma sei io vado a produrre scarpe in Albania, aiuto l’industria italiana di scarpe oppure no!

    Aiuto il reddito da lavoro degli operai italiani di scarpe, oppure no!

    Aiuto il reddito da capitale di coloro (italiani) che investono nella produzione di scarpe, oppure no!

    Aiuto il reddito fondiario degli italiani, oppure no!

  38. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    La posizione della Cenni (PD) è nota da tempo. Oltre ad essere amica della Shiva, ha di recente presentato una proposta di legge per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria, approvato all’unanimità dalla Commisione agricoltura della Camera nella scorsa legislatura.

  39. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quando il Minisro Balduzzi così sensibile ai misfati degli OGM non autorizzerà un braccialetto contro l’ingestione di OGM?

    Forse lo sta già facendo nell’intento di lasciare un ricordo imperituro del suo essere stato Ministro. Forse Catania lo sta già indossando.

    Vedi:
    http://www.pseudo-sciences.org/spip.php?article2049

  40. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Oggi la Senatrice Loredana Depetris ha presentato una Mozione al Senato firmata da altri senatori..di seguito…

    Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 011 del 10/04/2013
    DE PETRIS, STEFANO, PIGNEDOLI, PUPPATO, CIRINNA’, PETRAGLIA, DE CRISTOFARO, URAS, CERVELLINI, BAROZZINO, MARTINI - Il Senato,
    premesso che:
    l’agroalimentare è uno dei settori che resiste meglio alla crisi economica in atto e, in particolare, l’agricoltura italiana registra risultati migliori dell’industria e dell’economia nel suo complesso, in termini sia di contributo alla crescita economica che di occupazione; ancora meglio si posiziona l’industria alimentare che presenta indicatori in termini di valore aggiunto che sono costantemente migliori della media dell’industria in generale; l’export si conferma il motore dell’agroalimentare italiano, con un nuovo record di 32 miliardi di euro di fatturato nel 2012 (con un incremento del 5,4 per cento sul 2011), e un avvio di 2013 molto promettente;
    le performance attuali del settore dipendono da fattori sia generali del sistema Paese che specifici del settore, caratterizzato dalla profusione di un enorme sforzo dei produttori italiani a tutela della qualità e della tracciabilità della produzione agroalimentare nazionale, che si contrappone ad una visione diffusa a livello internazionale per la quale si tende a considerare la produzione agricola solo in termini di commodity; in tale ultimo contesto, l’attività lobbistica delle multinazionali che vogliono trarre profitto dalle produzioni transgeniche, a prescindere dalle conseguenze che ne derivano, ha spesso il sopravvento nelle decisioni in materia di alimentazione, ponendo ostacoli alla ricerca indipendente a causa dei brevetti sui semi detenuti dalle stesse multinazionali;
    ad oggi i nodi da sciogliere connessi al settore transgenico sono ancora molti: oltre ai rischi per la salute e per l’agricoltura del Paese, che si contraddistingue per i suoi tradizionali prodotti tipici e di qualità, resta irrisolto il problema dell’impossibilità di coesistenza tra le colture geneticamente modificate con quelle convenzionali, dato che non esistono misure idonee ed efficaci per evitare la contaminazione, che determina un inquinamento dell’ambiente irreversibile;
    una vasta parte della comunità scientifica continua ad esprimere forti e rinnovate perplessità e significative resistenze all’impiego di tecnologie transgeniche in agricoltura, richiamando l’attenzione sull’importanza che sia la comunità dei cittadini a prendere le decisioni di merito sull’uso di tali tecnologie, in considerazione delle ricadute globali ed incontrollabili su salute e ambiente che potrebbero derivare da eventuali errori di valutazione;
    un’eventuale introduzione di colture transgeniche avrebbe, inoltre, come diretta conseguenza la messa in discussione di uno dei principali fattori di creazione di valore aggiunto del Paese e, cioè, il modello agricolo italiano, fondato su produzioni di qualità apprezzate sul mercato interno, ma ancor più all’estero, che danno vita a quel made in Italy così stimato da essere costantemente minacciato da imitazioni e falsificazioni;
    la direttiva n. 2001/18/CE del 12 marzo 2001 costituisce il testo normativo fondamentale, per quanto concerne sia l’immissione in commercio di organismi geneticamente modificati (Ogm), sia l’emissione deliberata di Ogm nell’ambiente, e prevede, per i singoli Stati membri, la possibilità di dichiarare l’intero territorio nazionale come libero da Ogm attraverso l’applicazione della clausola di salvaguardia;
    la stessa direttiva sull’emissione deliberata di Ogm è stata recepita in Italia con il decreto legislativo n. 224 del 2003. Con tale atto il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è stato indicato quale autorità competente a livello nazionale con il compito di coordinare l’attività amministrativa e tecnico-scientifica, il rilascio delle autorizzazioni e le comunicazioni istituzionali con la Commissione europea, con il supporto della Commissione interministeriale di valutazione;
    lo stesso decreto, all’articolo 25, recepisce quanto stabilito dall’articolo 23 della direttiva n. 2001/18/CE, in relazione alla cosiddetta clausola di salvaguardia mediante la quale le autorità nazionali preposte, per l’Italia i Ministeri dell’ambiente, delle politiche agricole e della salute, possono bloccare l’immissione nel proprio territorio di un prodotto transgenico ritenuto pericoloso;
    la direttiva europea costituisce anche la norma che getta le basi per regolamentare la cosiddetta coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche. Infatti, con l’articolo 22 è previsto che gli Ogm autorizzati in conformità alla direttiva devono poter circolare liberamente all’interno dell’Unione, mentre con l’articolo 26-bis (introdotto dal regolamento (CE) n. 1829/2003), si dispone che «gli Stati membri possono adottare tutte le misure opportune per evitare la presenza involontaria di OGM in altri prodotti»;
    successivamente l’Unione europea ha compiutamente regolamentato le procedure concernenti l’autorizzazione e la circolazione degli alimenti e dei mangimi geneticamente modificati con il citato regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio;
    con il decreto-legge n. 279 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 5 del 2005, erano state previste disposizioni per assicurare la coesistenza tra colture transgeniche, biologiche e convenzionali. La Corte costituzionale con la sentenza n. 116/2006 ha dichiarato la parziale incostituzionalità del decreto-legge n. 279 del 2004 nella parte ritenuta di esclusiva competenza legislativa regionale in materia di agricoltura. L’intervento della Corte ha causato un pericoloso vuoto normativo poiché sono stati mantenuti in vigore sia il principio della libertà di scelta dell’imprenditore sia il principio della coesistenza, mancando però del tutto le parti operative e tecniche per attuare la coesistenza. Il risultato è che ogni disposizione nazionale o regionale che vieta l’utilizzo di colture transgeniche diventa contraria al principio di coesistenza stabilito a livello europeo;
    tale orientamento è stato da ultimo riconfermato nella sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea dell’ottobre 2012 con cui la Corte si è pronunciata in via pregiudiziale sull’interpretazione dell’articolo 26-bis della direttiva n. 2001/18/CE. Per la Corte uno Stato membro, ai sensi del citato articolo 26-bis, può disporre restrizioni e divieti geograficamente delimitati, solo nel caso e per effetto delle misure di coesistenza realmente adottate. Viceversa uno Stato membro non può, nelle more dell’adozione di misure di coesistenza dirette ad evitare la presenza accidentale di Ogm in altre colture, vietare in via generale la coltivazione di prodotti modificati autorizzati ai sensi della normativa dell’Unione e iscritti nel catalogo comune;
    fin dal 2010 il Parlamento italiano si è espresso a favore della proposta di regolamento di modifica della direttiva n. 2001/18/CE, attualmente in fase di stallo presso le istituzioni europee, che consentirebbe agli Stati membri di decidere in merito alle coltivazioni Ogm sulla base di più ampi criteri oltre a quelli già previsti di tutela della salute e dell’ambiente; più in generale e in ambito comunitario, l’Italia ha da sempre sottolineato l’importanza dell’impatto socio-economico derivante dall’uso del transgenico che deve essere valutato a pieno titolo accanto a quelli già riconosciuti in merito all’ambiente e alla salute;
    anche le Regioni hanno ripetutamente dichiarato la loro ferma opposizione all’introduzione di colture transgeniche in Italia, sottolineando la necessità che il futuro regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, che modifica la direttiva n. 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di Ogm sul loro territorio, sia il più possibile adeguato a salvaguardare l’agricoltura italiana, la qualità e la specificità dei suoi prodotti;
    a tal proposito la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un ordine del giorno con cui impegna il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, nelle more dell’approvazione della proposta di modifica della stessa direttiva in materia di possibili divieti alla coltivazione di piante geneticamente modificate, a procedere con l’esercizio della clausola di salvaguardia ai sensi dell’articolo 23 della direttiva n. 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 marzo 2001 e, tenuto conto delle competenze in materia riconosciute dalla Costituzione, impegna il Ministro stesso a rappresentare al Ministro dell’ambiente e in occasione delle riunioni in sede comunitaria la posizione unanime delle Regioni e delle Province autonome di assoluta contrarietà rispetto all’autorizzazione della coltivazione degli organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale;
    il rischio che corre il sistema agroalimentare nazionale, in assenza di una chiara posizione del Governo con l’adozione della clausola di salvaguardia, potrebbe essere imminente se, come si apprende da alcune notizie stampa, fosse vero che nei silos di stoccaggio della Lombardia, del veneto, dell’Emilia e del Friuli ci sono 52.000 sacchi di mais transgenico autorizzato dalla UE Mon810, sufficienti a coltivare 32.000 ettari, pronti per le semine di primavera;
    in presenza di rischi concreti, per il sistema agricolo nazionale, di inquinamento da colture transgeniche, che potrebbe verificarsi a causa di una normativa nazionale e comunitaria contraddittoria ed incompleta lo stesso Ministro delle politiche agricole, il 28 gennaio 2013, ha chiesto formalmente al Ministro dell’ambiente, in qualità di autorità nazionale in materia, di guardare concretamente alla prospettiva di una clausola di salvaguardia per le coltivazioni di Ogm in Italia; ad oggi 8 nazioni (Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Ungheria, Grecia, Bulgaria e Polonia) hanno già adottato delle clausole di salvaguardia per vietare le colture di Ogm autorizzate nei loro territori;
    in realtà l’ultimo Rapporto del Servizio internazionale per l’acquisizione delle applicazioni biotecnologiche per l’agricoltura (ISAA) sullo status globale della commercializzazione di colture biotech/Ogm del febbraio 2013, ha evidenziato che in Europa sono rimasti solo 5 Paesi (Spagna, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia e Romania) a coltivare Ogm, con 129.000 ettari di mais transgenico piantati nel 2012, una percentuale irrisoria della superficie agricola comunitaria;
    in data 29 marzo 2013 il Ministro della salute ha inoltrato alla direzione generale Salute e consumatori della Commissione europea la richiesta di sospensione d’urgenza dell’autorizzazione alla messa in coltura in Italia e nel resto d’Europa di sementi di mais Mon810, con allegato il dossier elaborato dal Ministro delle politiche agricole a norma dell’art. 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003,
    impegna il Governo:
    1) ad adottare la misura cautelare di cui all’articolo 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003, in base alla procedura prevista dall’art. 54 del regolamento (CE) n.178/2002, al fine di impedire ogni forma di coltivazione in Italia del mais transgenico Mon810 e di altri Ogm eventualmente autorizzati a livello europeo, a tutela della salute umana, dell’ambiente e della sicurezza del modello economico e sociale del settore agroalimentare italiano;
    2) a prevedere, in relazione alla stagione delle semine avviata in gran parte del Paese, l’impiego straordinario di reparti specializzati del Corpo forestale dello Stato per potenziare, d’intesa con le Regioni, le attività di controllo sui prodotti sementieri in corso di distribuzione e sull’eventuale presenza non autorizzata di sementi transgeniche.
    (1-00019) (Testo 2)

  41. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    Chissà se i nostri onorevoli firmatari dell’interrogazione sanno che il dossier elaborato dal C.R.A. riprende informazioni contenute in un dossier inviato nel febbraio 2012 dalla Francia alla Comunità Europea. Dopo aver cancellato la ricerca nel settore, si evita accuratamente di interpellare i ricercatori competenti e si preferisce utilizzare valutazioni fatte da altri.
    A scuola ci hanno insegnato che non bisogna copiare ma, se proprio costretti, a farlo bene!

  42. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    A come agricoltura

    Siamo in Italia, se non rubiamo bluffiamo sia a Destra che a Sinistra!!! Nessuno l’ha detto ai deputati firmatari che sono motivazioni che non hanno nessuna valenza regolamentare?

  43. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Visto che i firmatari del documento sopra postato sicuramente perorano l’agricoltura d’antan per l’Italia e che probabilmente loro stessi o il loro padri hanno invaso 40 anni fa le strade delle nostre città per dire no alla guerra in Vietnam e inneggiare alla Repubblca popolare del Nord Viestnam, chiedo: “trovano conformi al loro modo di pensare una iniziativa di questo genere già realizzata in Vietnam?”

    http://www.web-agri.fr/actualite-agricole/economie-social/article/une-ferme-de-23-000-vaches-au-vietnam-1142-84375.html

    Un’iniziativa del genere se fatta da una multinazionale è contro il popolo, mentre se fatta dal Vietnam è a favore del popolo? Sarebbe un bel modo strabico di vedere le cose!

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Politica

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…