Da Le inchieste de La Repubblica on line: Agricoltura al verde
Riportiamo qui sotto una serie di frasi che mirano tutte a far uscire l’agricoltura dalle attività produttive del Paese per farla entrare in quello del turismo e spettacolo.
“Vale un terzo del bilancio europeo e in Italia muove 40 miliardi di euro all’anno. Ma c’è scontro di valutazioni sul nuovo piano per le Politiche agricole comunitarie, che distribuisce i sussidi con nuovi criteri. Regole che, secondo gli assessori regionali, rischiano di mettere in ginocchio i produttori italiani. Sul versante opposto, gli ambientalisti plaudono ai contenuti della Pac: “Così si tutela il paesaggio”
“L’Europa finanzia chi salvaguarda un mosaico paesaggistico complesso, che è una delle caratteristiche più apprezzate del paesaggio rurale italiano”
“L’Europa investe fondi nella tutela del paesaggio, favorendo chi limita le emissioni di carbonio e i concimi chimici e contrastando un’agricoltura divoratrice di energia”, spiega Mauro Agnoletti, professore alla Facoltà di Agraria di Firenze, fra i promotori di questa inversione di tendenza“.
I numeri del dramma dell’agricoltura vengono peggiorati da altri dati appena usciti sul reddito degli agricoltori, calato di quasi il 15% in un anno (Leggi ArenaVerona :Redditi Agricoli in calo del 14,6%).

Mega truffa di prodotti biologici scoperta dalla Guardia di Finanza a Verona che copriva il 10% della produzione biologica italiana.
Ora chi sapeva e copriva da tempo farà sentire alta e forte la sua voce di condanna verso chi ha tradito la fiducia dei consumatori a danno dei coltivatori onesti: ecco è proprio di questi che avrei paura.
Gli agricoltori biologici onesti continueranno a fare da foglia di fico ad un movimento che se non serve a fare il biologico da grande supermercato, non ha sbocchi.
Svegliatevi, cari agricoltori biologici veri.
Il 20% degli imprenditori dell’agricoltura biologica italiana lavorano in Sicilia e su questo comparto si incentra una interessante indagine giornalistica.
Leggi (L’inchiesta: la Sicilia batte tutti nel business dell’agricoltura biologica)
Quando si pensa agli OGM si immaginano sempre e solo gigantesche multinazionali fameliche, non pensando che esisterebbero anche aziende italiane del settore finite nel tritacarne delle falsita’ mediatiche sugli OGM.L’azienda leader in Italia nel settore e’ la Metaponto Agrobios, ma forse dovremmo dire “era”. Riceviamo dalll’amico e collega Francesco Cellini l’invito a sottoscrivere un testo al sito: http://www.agrobios.it/petizione/index.html,
La Metapontum Agrobios rappresenta la più importante esperienza privata a livello nazionale per la ricerca biotecnologica applicata alle piante ed ha contribuito in modo significativo all’avanzamento delle tecnologie applicate alla biotecnologie agrarie nei suoi venticinque anni di attività. La Società ha investito in modo rilevante in ricerche aventi un rilevante potenziale di impatto sull’agricoltura nazionale. Si ricordono le esperienze sulla costituzione di linee di S. Marzano resitenti al CMV con approcci di RNA interference, lo sviluppo di genotipi di melanzana e patata resistenti a inseetti mediante l’impiego di geni Bt, lo sviluppo di linee di pomodoro con profili nutrizionali speciali mediante ingegneria metabolica, l’induzione di resistenza a stress abiotici in ponmodoro impiegando fattori di trascrizione di Arabidopsis.Metapontum Agrobios possiede una significativa esperienza nei rilasci deliberati di PGM in pieno campo. I suoi campi sperimentali sono stati oggetto di rilasci deliberati nell’ambiente di piante geneticamente modificate fin dal 1994. In particolare tredici prove derivanti da undici richieste, sono state proposte e gestite dalla Metapontum Agrobios in seguito al rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti come previsto dal D.M. 92 del 3 marzo 1993 che recepisce la normativa europea 90/220, sostituita il 17 aprile scorso dalla normativa 18/2001/CE.
Tra le varie PGM sono state sperimentate varietà di patata e melanzana resistenti agli insetti tramite espressione di tossine Bt e varietà di pomodoro resistente al virus del mosaico del cetriolo (CMV).L’area può quindi essere indicata come una possibile area di studio per effettuare un monitoraggio “ex post” al fine di valutare l’eventuale impatto ambientale delle PGM.
Metapontum Agrobios è presente nei più importanti progetti nazionali ed Europei di genetica e genomica di colture di interesse agrario .
Per chi volesse sapere quale e’ la situazione aziendale di Metapontum Agrobios ecco il testo di un messaggio del Direttore Scientifico, Francesco Cellini
Caro Roberto
Metapontum Agrobios è arrivata ad un punto di crisi molto critico e delicato, attarverso un processo politico-decisionale che ha avuto una rapida evoluzione nell’estate appena trascorsa.In sostanza la Regione Basilicata, azionista unico della nostra società che contribuisce in modo determiannte al sostentemento del centro mediante comesse in campo ambientale, per una serie di vincoli normativi e per le note restrizioni finanziarie che gli enti pubblici stanno attraversando, ha deciso, con una legge votata nell’agosto scorso, di supportare temporaneamente Agrobios (fino al 30/06/2012), per sviluppare un nuovo piano che verifichi le condizioni di un rilancio.
Condizioni che sono di tipo economico (risorse disponibili) e mission della società. Il nuovo piano prevede la possibilità di una ristrutturazione societaria ed attività, come ad esempio la ricerca di nuovi partner. In sostanza sembra che la Regione non possa, o non intenda, supportare l’attività di Agrobios con gli analoghi impegni economici assunti nel passato.
Se queste condizioni non ci saranno Agrobios è a rischio chiusura, e la legge regionale indica già la prospettiva di liquidazione del centro ricerche.Intanto nelle more di queste nuove decisioni e degli affidamenti, Agrobios ha avviato la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per tre settimane per tutti i dipendenti, dal 12 al 30 settembre 2012.
La situazione è dunque particolarmente critica, anche per i tempi che la regione Basilicata si è imposta.Diventa dunque necessario il sostegno della comunità scientifica affinchè il nuovo piano della Regione punti ad un rilancio delle attività di R&D, che non disperda il patrimonio di conoscenze, competenze ed infrastrutture costruito nei venticinque anni.
Per questo abbiamo predisposto un appello rivolto al Presidente della Regione Basilicata, aperto alla comunità scientifica ed alla società civile, il cui link è http://www.agrobios.it/petizione/index.html, che spinga convintamente al sostengo delle attività di ricerca in Agrobios.Mi appello alla tua sensibilità per diffondere tale appello su Salmone.org
Un caro saluto,
Francesco
Il peggiore spettro degli anti-innovazione si è materializzato. Chi ha visto crescere una pianta di mais Bt ora vuole poterla usare per poter avere ancora una azienda viva invece di doverla chiudere in deficit.
Quartro campi di mais Bt sonno stati identificati in Friuli e l’assessore all’agricoltura pensa che il fenomeno sia molto più esteso. Si tratta in realtà di una “modica quantità per uso personale”. Lo coltivano anche grandi aziende che invece di importare soia e mais OGM dall’estero cercano di far fruttare i campi italiani.
Vedremo come si evolverà la vicenda nei prossimi giorni, ma l’insurrezione può solo nascere da chi lavora la terra e deve viverci con i suoi prodotti: la politica arriverà a giochi fatti a ratificare scelte che non possono più essere imposte dal Palazzo.
Leggi “Campo di mais OGM, Comune contrario“.



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