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La mela che non annerisce

Gennaio 9th, 2014
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Certo che la mela che non annerisce non è il massimo dal punto di vista scientifico, ambientale, agronomico e non sapremmo dire nemmeno come sapore, ma vedere la reazioni dei coltivatori nostrani che difendono la “NATURALITA’” delle mele indigene (nel senso che sono coltivate in una sola regione, ma tutte di origine Nord Americana) perché bloccare gli enzimi dell’annerimento è innaturale, mentre fare tra i 32 ed i 40 trattamenti l’anno è del tutto Naturale: ognuno si fa la Natura a sua immagine e somiglianza.

Leggi, il nuovo pomo della discordia: la mela OGM che non annerisce

Leggi, perché quelle macchie scure non compromettono il gusto?

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La strategia di Ermacora

Gennaio 9th, 2014
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Si potrebbero verificare una di queste tre condizioni ed io temo sopratutto la terza:

1. che il Friuli diventi il primo produttore di miele in Italia
2. che il Friuli diventi il primo produttore di arnie vuote d’Italia
3. che si debba fare una colletta per pagare l’ammoniaca a Fidenato perché invece di api ci metteranno dentro delle vespe

Leggi: Il Movimento cinque stelle: I sindaci tutelino la salute della gente

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Solo figuracce

Gennaio 8th, 2014
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E con EXPO 20145 aqlle porte rischiamo di pagare il conto per tutta Europa quando saremo noi, ossia i delegati di Petrini e Farinetti, a fare da padroni di casa: un interessante articolo tradotto da Alberto Guidorzi.

Chi ha ragione ?

J.A. Bobo, un consigliere del segretario di stato  USA John Kerry, ha incontrato recentemente  un certo numero di ricercatori  e responsabili politici dell’UE coinvolti nelle decisioni sugli OGM.  E’ stato intervistato (1) da un giornalista britannico, al quale  ha espresso le sue perplessità:

  • Ha detto che considera disastrosala gestione degli OGM nell’UE e ci ha invitati a pensarepiù scientificamente invece che politicamente.
  • Ha detto che non comprende come si possa mantenere bloccato questo dossier quando nel restodel mondo tutto procede in modo diametralmente opposto. (2)
  • E’ sicuro cheun tale atteggiamento evolverà verso una crisi che l’UE pagherà cara
  • Ha detto di non capire come gli agricoltori dell’UE non riescano a vedere che presto vivranno una situazione impossibile da sopportare rispetto agli altri produttoridel resto del mondo. Questi, più il tempo passa e piùriusciranno a porre sul mercato, a dei prezzi molto più vantaggiosi di quelli dell’UE, degli alimenti di qualità per gli animali e gli umani.
  • L’UE presto si ritroverà nell’incapacità di rispondere alla domanda mondiale di nutrimento e chi avrà del nutrimento da cedere sarà favorito e preferito negli scambi mondiali.
  • Il minor reddito degli agricoltori dell’UE, che si verificherà non potendo coltivare OGM, rischia di divenire insopportabile (3,4)
  • La minaccia di una crisi alimentareper gli allevamenti dell’UEè già stata prevista nel 2007 (5)(il capitaleanimale della Francia è già diminuito del 30%)

Dal canto suo D. Boy, ricercatore al CEVIPOF di Parigi constata che il blocco degli OGM nell’UE ha caratteristiche di atipicità, appunto per l’inusitata persistenza e aggiunge:

  • La comunità scientifica europeaha totalmente fallito nella comunicazione versol’opinione pubblica
  • Io non credo più purtroppo in un capovolgimento spontaneo dell’andamento di questa situazione.
  • Purtroppo, è dell’opinione che il cambiamento di visionedegli OGM nell’UE potrà venire modificato solo in presenza di una crisi generata dal rifiuto e già messa in preventivo, oppure, quando si constaterà che certi OGM apporteranno molti più vantaggi che rischi per i consumatori. In particolare quando si vedranno i risultati di OGMapportanti benefici diretti al consumatore e non solo all’agricoltore. Specialmente se questi vantaggi andranno a favore dei popoli sottosviluppati (6), che quindi vedranno con occhi grati i produttori di questi cibi.

Qualche nota di ottimismo comunque traspare, specialmente nel constatare che due ministri britannici si sono dichiarati favorevoli alla messa in atto di una ricerca intensiva sulle biotecnologie vegetali ed una revisione delle regole per ammettere l’uso degli OGM nell’UE. Si compiace inoltre che Mark Linas  (7,8) dopo le sue tesi contro gli OGM abbia reso pubblico il suo ravvedimento. Infine  vede di buon occhio il fatto che  un’osservatrice olandese auspichi che  nelle discussioni 2015-2020  sulla PAC si discuta seriamente della situazione insostenibile venutasi a creare nell’UE (9), in quanto più tempo passa e più vengono meno le capacità di stare al passo con le scoperte da parte dei ricercatori europei. Almeno si salvaguardino le prove sperimentali  dai distruttori di OGM! (10)

Tuttavia, la visita di J.A. Labo non può avere avuto solo lo scopo di “esortare”, in fin dei conti le sorti dell’UE non gli interessano più di tanto. Probabilmente gli scopi sono stati altri, vale a dire sondare come in questa situazione si possono trovare campi d’intesa tra due realtà economiche che hanno fatto scelte diametralmente opposte. Sicuramente  si vuole preparare il terreno per i negoziati commerciali che presto dovranno iniziare. Ad esempio, la posizione UE è  ai limiti dal violare le norme del WTO, ora gli USA potranno anche accettare che il rifiuto degli OGM da parte dell’UE, ma pretenderanno altre compensazioni in altri settori dell’agroalimentare. Con quali conseguenze? Sicuramente con costi economici a nostro svantaggio e diminuzione  di occupazione. Ad esempio dato che noi dipendiamo e dipenderemo in futuro molto da loro in fatto di sementi soprattutto non OGM, ma che loro creano per ingegnerizzarle, non sarà che pretenderanno di essere dei fornitori più esclusivi? Ma l’industria sementiera europea dove andrebbe a finire? Limitando gli sbocchi commerciali molto materiale genetico ora detenuto dalle ditte sementiere europee resterebbe inutilizzato e per non perderlo del tutto probabilmente verrebbe venduto proprio alle ditte americane. Perché non è possibile spiegare ai cittadini tramite i mass-media, alla stessa stregua degli oppositori che sono cercati ed accolti come oracoli, quali rischi stanno correndo i cittadini e quali costi poi dovranno sopportare?

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Fonti:

[1] Case P. Food crisis will prompt GM foods rethink, says US aide. Tuesday 05 March 2013
[2] ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications) 2012,http://www.isaaa.org
[3] Park J., McFarlane I., Phipps R. and Ceddia G. The impact of the EU regulatory constraint of transgenic crops on farm income. 2011, New Biotechnology doi :10.1016/j.nbt.2011.01.005
[4] L.M. Houdebine. À qui ne rapportent pas les OGM ?, SPS n° 298, 2011
[5] Mitchell P, Europe’s anti-GM stance to presage animal feed shortage ? 2007, Nature Biotechnology. 25, 1065-1066.
[6] Boy D, OGM l’opinion des Européens. 2012, Futuribles. 383, 119-134. DOI :http://dx.doi.org/10.1051/futur/383119
[7]. Bosch T. La confession-choc d’un célèbre écologiste devenu pro-OGM. 2013,www.slate.fr/story/66861/ogm…
[8] La force de conviction des arguments scientifiques. Science et pseudo-sciences, n° 304, avril 2013, p. 77.
[9] Fresco L.O., 2013. The GMO stalemate in Europe. Science. 339 (6122), 883. doi : 10.1126/science.1236010.
[10] Romeis J., Meissle M., Brunner S., Tschamper D., Winzeler M. 2013. Plant biotechnology : research behind fences. Trends Biotechnol. 31(4), 222-224. doi : 10.1016/j.tibtech.2013.01.020.

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Il Golden Rice tour fa tappa a Roma

Gennaio 7th, 2014
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copertina-ambientalista-mooreTappa alla Sapienza di Roma del tour che toccherà molte capitali Europee e sedi di Greenpeace. A guidarlo uno dei fondatori stessi di Greenpeace e suo Presidente Patrick Moore. Il tema è chiaro e le accuse alla multinazionale ecologista non ambigue.Rome events of the AllowGoldenRiceNow movement (26.-27.1.2014), call for contacts

*Call for contacts with students, assistants and colleagues for events in Rome Jan. 26-27 to promote the GOLDEN RICE*The European Tour of the former Greenpeace founder Dr. Patrick Moore, together with his brother Michael Moore, will organize a three days stopover in Rome, following a schedule of scientific forums, press events in Berlin, Brussels, Bern and London and demonstrations at Greenpeace offices in Hamburg, Amsterdam and London (international Press release January 6).

Monday morning 27^th is already fixed for a round table event and roundtable (10:30 — 12:00) including a press conference organized at the University Sapienza, with the help of colleagues from Sapienza.

We would like to hold a public information session/demonstration at the Sapienza University on the Sunday 26^th prior to the roundtable — ideally held in partnership with a student organization or club. The event would feature the Golden Rice Now banner (attached) and an information table with displays and documents. A preferred area would be a high traffic student area. Dr Moore will address the group and we would be looking to have press coverage to help lift awareness of the Golden Rice debate.

/So, even if you are not living in Rome, you may have some friends in this region to suggest so we can get into contact and if you have interest in taking part actively, you are welcome for proposals./

Arriving on Saturday January 25^th late evening, there is time to organize meetings for the next day with interested representatives and possible manifestation locations.

If you can assist us with this, please let us know now, so we can begin the organizing and promotion

You may see more about the project here — www.allowgoldenricenow.org

Many thanks

Golden Rice Now European Program

Dr. Patrick Moore
Michael Moore
Prof Klaus Ammann (+41 79 429 70 62)
Dr. Uwe Schrader

Prof. Dr. Piero Morandini

You can contact Michael Moore mmoore@allowgoldenricenow.org

Or Klaus Ammann klaus.ammann@ips.unibe.ch

Michael Moore

Executive Director
Allow Golden Rice Society
www.allowgoldenricenow.org

Tel: +1 250.888.7762

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No fly zone

Dicembre 28th, 2013
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cina-le-api-di-yangL’inalienabile diritto di sorvolo e raccolta del polline delle api sono la nuova scusa per vietare la coesistenza delle agricolture. Poi un corso a pagamento, l’esame finale, gli avvisi, i cinquecento metri di distanza e tutti e solo oneri a carico di chi vuole essere un libero imprenditore agricolo. Ecco la coesistenza secondo il Friuli: manca solo che decidano di usare i droni o la base di Aviano (a due passi da Vivaro).

SINTESI DELLE PROPOSTE PER LA CONSULTAZIONE DI CUI ALL’ARTICOLO 11 BIS, COMMA 1 DELLA LEGGE REGIONALE 5/2011 e allegato

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