Sui siti web delle principali organizzazioni che avversano la tecnologia degli OGM in Italia (Slow Food, Consiglio diritti genetici, etc.) e’ presente da tempo un documento tecnico sugli OGM dal titolo: “Gli OGM in agricoltura, Le ragioni di chi dice no”.
All’interno del documento, come viene ampiamente descritto nel libro di Dario Bressanini ( http://www.salmone.org/tag/dario-bressaanini/ ) viene scritto che: “i rischi delle attuali PGM sono molto bassi se non assenti”.
Nello stesso documento si spiega che il dissidio e’ sostanzialmente economico. Se le proiezioni dell’ISAAA del 2010 si confermano, quest’anno il 10% di tutte le coltivazioni mondiali derivera’ da OGM e quindi sembra che ci siano forti ragioni economiche per occuparsi del tema senza fare come l’Italia che continua a mettere la testa sotto la sabbia come uno struzzo.
Il piu’ ostinato anti-OGM francese pubblica un nuovo articolo scientifico ( leggi seralini-3corn) in cui usa un un diverso approccio statistico per reinterpretare i dati prodotti da Monsanto 9 anni fa.
Non dubitiamo che questi dati faranno da base per la richiesta all’EU di una nuova moratoria anti-OGM transalpina e verranno anche portati come dato nella disputa al WTO per giustificare il rifiuto all’importazione e coltivazione di OGM. Nascerà quindi la necessità di approfondire tale reinterpretazione dei dati (postuma) e capire se questi dati possano dire qualcosa in maniera conclusiva.
Comunque sia mangiare l’11% di mais anche OGM al giorno non fa male, che equivale circa ad un piatto di polenta ogni 2 giorni.
Le conclusioni sono via via che Seralini scrive sempre più fosche, ma valutando di non aver dati convincenti (né originali) in mano chiude chiedendo che i test tossicologici siano fatti su ratti alimentati non per 3 mesi con vari tipi di mais, ma per 2 anni (leggi le-monde-seralini).
Una richiesta che dovrebbe essere presa come un regalo di Natale insperato dall’azienda di St.Louis che vede incoraggiata la sua politica di aumentare i test di sicurezza per poter escludere dal mercato degli OGM qualunque azienda medio-piccola.
Suggeriamo a Seralini di chiedere che nei 2 anni di alimentazione forzata con mais vengano inclusi nel pool di esperti anche un nutrito gruppo di psicologi dei ratti a cui demandare il compito di convicere i poveri malcapitati di alimentarsi per 2 anni di fila col 33% di mais senza indulgere ad atti di autolesionismo pur di cambiare una simile dieta.
(ANSA) - LONDRA, 30 SET - Un nuovo documentario che uscirà in Gran Bretagna il mese prossimo potrebbe aver risolto il mistero del declino a livello mondiale del numero di api.
Secondo ‘Vanishing of Bees’, questo il titolo del reportage di 90 minuti realizzato da due registi indipendenti, George Langworthy e Maryam Henein, la causa della moria mondiale delle api sarebbe una nuova generazione di pesticidi chiamati neonicotinoidi, che a lungo termine avrebbe un’effetto debilitante sugli insetti.
Uno di questi pesticidi è l’imidacloprid, prodotto dalla Bayer e distribuito in svariati Paesi del mondo con nomi diversi (in Italia si chiama Gaucho). In Francia l’utilizzo dell’imidacloprid è stato vietato proprio in seguito alle pressioni fatte dagli apicoltori.
Scarica qui di seguito la nostra selezione di articoli sul tema:
Il Manifesto ne partorisce un’altra delle sue sciegliando di affrontare i dietrologismi della vicenda della Daibrotica. Parla il direttore di Coldiretti di Brescia Mauro Donda: gli OGM contro la diabrtotica non funzionano perche’ negli USA c’e’ la Diabrotica.
E perche’ per sillogismo non diciamo che la Polizia non serve in Italia perche’ ci sono i ladri e che i sindacati sono inutili perche’ ci sono i licenziati? Ma anche che i cestini per i rifiuti sono inutili perche’ le citta’ sono sporche o che le scuole sono inutili perche’ ci sono gli ignoranti?
scarica qui l’articolo del Manifesto


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