Anche il Consiglio di stato francese la pensa come il Consiglio di stato italiano (Il divieto di OGM in Francia ribaltato dal giudice) ed abbroga il divieto di coltivare OGM. Ancora una volta la classe politica annuncia di non voler rispettare la legge: le multinazionali ringraziano sentitamente.
Appare su Repubblica l’ennesimo intervento che mira a fare allarmismo su brevetti e prodotti agricoli
http://www.repubblica.it/economia/2011/10/25/news/brevetti-23791788/?ref=HREC1-12
I lettori di salmone sanno bene che (come dice Luca Simonetti), se per uso personale anche i semi OGM possono essere riseminati all’infinito dopo averli acquistati una sola volta. Ma non basta. Ora anche gli Stati Uniti si stanno conformando alle regole europee per la concessione dei brevetti che prevedono non si possa brevettare nulla se non per uno scopo innovativo e non ovvio, quindi nessuna varietà di prodotti agricoli tradizionali rischia nulla.
Se non fosse così Craig Venter avrebbe brevettato il DNA umano e saremmo tutti sua proprietà privata, cosa che palesemente è falsa…
Mi domando come mai prima di scrivere qualcosa non chiedono a qualcuno che ha studiato il problema? La risposta è che contemporaneamente apprenderebbero qualcosa e non potrebbero spaventare il pubblico. Ossia non potrebbero scrivere l’articolo ed il giornale venderebbe meno copie, ecco quale è la vera schiavitù dal denaro.
Eccezionale scoperta scientifica al processo sui campi coltivati nel 2010 da Fidenato. L’esperto di Slow Food e ricercatore dal 2011 dell’Università di Slow Food dott. Paola Migliorini ha coniato una novità assoluta il DNA non naturale nel suo intervento in cui a parla di mais contaminato da OGM.
Attendiamo la pubblicazione (che certamente si stanno contendendo Nature e Science) dei dettagli di questo DNA marziano, o alieno o contro-anti-altro dalla materia…
Dal Corriere della Sera riportiamo la notizia che la corte europea di giustizia dà torto alla Francia sulla proibizione di coltivare OGM:
IL GOVERNO FRANCESE: «QUESTIONI PROCEDURALI»
Ogm: Corte europea di giustizia dà torto alla Francia che li aveva proibiti
Parigi ha preso di sua iniziativa una clausola di salvaguardia senza rispettare la normativa Ue.
Qui l’articolo completo:
http://www.corriere.it/ambiente/11_settembre_08/ogm-francia-sentenza_bd9094f8-da26-11e0-89f9-582afdf2c611.shtml
Caduta la clausola bocciata dalla Corte Europea si potrebbe piantare anche solo a scopo dimostrativo, anche solo per voler ristabilire la legalità, ma nulla di tutto questo avverrà e scommetto che la Francia resterà stabilmente priva di OGM (coltivati) ancora a lungo.
Aver vinto questa battaglia legale non cambia i termini della partita. Non è interesse delle grandi aziende multinazionali stravincere la partita delle coltivazioni OGM. Basti pensare che già così (con una Europa fintamente OGM-free) controllano il 90% del mercato della soia destinato alla mangimistica. Per il mais è solo questione di tempo. L’Italia con una politica miope già ne deve importare il 30% del suo fabbisogno pagandolo in questi giorni a prezzi salatissimi. Per le grandi aziende sementiere la partita del mais si puo’ anche pertdere (almeno per qualche tempo ancora) ricevendo in cambio una scarsa conflittualità sulle importazione di OGM anche non ancora autorizzati dall’ EFSA. In questo modo tutto il nuovo si fa nei grandi Paesi agricoli e l’Europa, ricca decaduta, finanzia la ricerca, l’agronomia, la coltivazione e le lavorazioni dei Paesi sviluppati ed emergenti.
Ma non basta. Una Europa che perde la partita delle grandi coltivazioni e si dedica ai prodotti di nicchia (se non ai germogli ) sposta il suo interesse sulla coltivazione delle orticole. Per preservare la pace mediatica sul mercato dei semi delle orticole si possono ben sacrificare sia la coltivazione del mais e tutti i maiscoltori che gli scienziati che ancora cercano di dire cose (quasi) ragionevoli. Il baratto è vantaggioso: i semi per le orticole valgono almeno 3 volte più del valore dei semi di mais (OGM e non). In fondo le aziende attaccano solo il ciuccio lì dove il padrone chiede.
Con una simile sentenza le aziende sementiere dovrebbero partire lancia in resta alla riscossa dopo anni di umiliazioni. Non muoveranno un sopracciglio e non daranno alcun fastidio ai manovratori politico-sindacali che stanno scavando da anni la fossa all’agricoltura continentale. Condendo il tutto con 42 miliardi di euro di sovvenzioni tanto anestetiche e soporifere quanto letali.
Ora è il momento di passare all’incasso e chiedere i danni. In un convegno con Confagricoltura Lombardia, Futuragra pianifica la richiesta di rimborsi per mancati guadagni causati dal divieto di coltivare mais Bt. Il giornalista sbaglia diversi passaggi nel suo testo, ma coglie il fatto che ora è il momento di mirare al portafoglio.
Leggi (con gli OGM reddito su del 30%)



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