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Vincenzo Cappellini torna a scrivere al Ministro De Girolamo

Novembre 5th, 2013
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Ora quasi nella forma di una implorazione a non commettere altri errori in materia di OGM e quantomeno a rispondergli dopo l’illuminante risposta del dott. Cacopardi di poco tempo fa: http://www.salmone.org/ministero-agricoltura-dice-ogm-importati-sono-sicuri/

Leggi la lettera di Cappellini al ministro De Girolamo

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Guerra, eserciti, epurazioni, pensiero unico: storie già tristemente note

Ottobre 17th, 2013
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Mentre noi trebbiavamo altri progettavano strategie differenti: FRANCO TRINCA Presidente Assoc. NO OGM (l’applauso più lungo)

Gli argomenti sono chiari e documentano l’assenza di un qualunque dato tecnico avverso agli OGM tanto che pensano solo a tavoli di lavoro. Non guardano in faccia nessuno ed anche i grandi o consorzi di tutela sono nemici (loro).

Una brutta aria di autarchia, intolleranza e certezze costruite a tavolino.

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Il guizzo di genio di Catania frustrato dall’EFSA

Settembre 25th, 2013
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Il Ministro della Salute Balduzzi a tempi ampiamente scaduti aveva invocato l’adozione dell’articolo 34 da parte dell’Unione Europea, immaginando così di avversare la semina di mais Bt.
La pressione politica veniva dal ministro Catania, più esperto della materia. La risposta che ottengono ora dall’EFSA è di quelle capaci di scatenare una certa ilarità se non derivasse dall’opera di due Ministri della Repubblica.

Web site: The September 24, 2013 EFSA Scientific Opinion is posted at
http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/3371.htm

* Specifically at
http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/doc/3371.pdf

Information about the EFSA Panel on Genetically Modified Organisms is posted at
http://www.efsa.europa.eu/en/panels/gmo.htm

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Tentata aggressione al campo di mais Bt

Settembre 3rd, 2013
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Di polline non se vede più l’ombra, evidentemente a far paura ora è il raccolto…. Intanto Futuragra rilascia un comunicato stampa:

OGM, Futuragra: collaborazione con forze dell’ordine determinante per evitare atti vandalici a vivaro

Pordenone, 2 settembre 2013 – La manifestazione di sedicenti gruppi di ambientalisti tenutasi ieri a Vivaro presso il campo di mais OGM dell’agricoltore Giorgio Fidenato ha vissuto momenti di tensione, ma gli atti vandalici sono stati limitati grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine. “La collaborazione tra pubblici ufficiali e agricoltori è stata determinante per scongiurare situazioni difficili, malgrado i propositi dei manifestanti che hanno provato a invadere una proprietà privata senza alcun permesso. A nome di Futuragra desidero ringraziare sentitamente tutte le forze dell’ordine intervenute” ha commentato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra.

“A tutti coloro che pensano di ergersi a presunti paladini della giustizia è bene ricordare una volta di più che le semine di mais OGM sono avvenute nel pieno rispetto delle norme e della legalità europea, nazionale e regionale. Nel nostro Paese si è creato un clima da caccia alle streghe, ha proseguito Campagnolo. In un simile scenario è facile scatenare reazioni violente e sconsiderate, come già capitato nell’agosto 2010 sui terreni di Fidenato”.

Per informazioni:

Ufficio Stampa: +39 02 43511671

Leggi anche articoli su Libero quotidiano e Messaggero

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Doppio salto mortale per il Governo

Luglio 5th, 2013
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Atto a cui si riferisce:

C.3/00158 in data 26 giugno 2013 rispondendo all’interrogazione n. 5-00428 di Franco Bordo (SEL) riguardanti iniziative in materia di OGM, per l’adozione della clausola di salvaguardia o di altre misure…

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00158presentato daBINETTI Paolatesto diMartedì 2 luglio 2013, seduta n. 44
BINETTI. - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . - Per sapere - premesso che:
in data 26 giugno 2013 rispondendo all’interrogazione n. 5-00428 di Franco Bordo (SEL) riguardanti iniziative in materia di OGM, per l’adozione della clausola di salvaguardia o di altre misure cautelari, il Sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali Giuseppe Castiglione riferiva che le condizioni per ricorrere alla clausola di salvaguardia «vera e propria» di cui all’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE non sembrano sussistere, in quanto tale possibilità sembra essere preclusa da una sentenza della Corte di giustizia europea dell’8 settembre 2011 e che conseguentemente si ritiene necessario seguire un’opzione differente individuata in un decreto interministeriale in attuazione dell’articolo 34 del Regolamento (CE) 1829/2003;
la sentenza della Corte di giustizia dell’8 settembre 2011 citata dal Sottosegretario Castiglione chiarisce che l’articolo 34 del regolamento n. 1829/2003 impone agli Stati membri di dimostrare, oltre all’urgenza, l’esistenza di una situazione in grado di comportare un rischio che ponga a repentaglio in modo manifesto la salute umana, la salute degli animali o l’ambiente;
il decreto interministeriale menzionato dal Sottosegretario Castiglione si baserà sul dossier predisposto dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura che è già stato notificato nel mese di aprile 2013 dal Ministro della salute alla Commissione europea nell’ambito della richiesta di adottare misure di emergenza che proibissero la coltivazione del mais transgenico MON810 in tutta Europa e che in seguito dalla Commissione europea è stato trasmesso per valutazione all’Autorità per la sicurezza alimentare Europea che non ha ancora emesso un parere scientifico al riguardo;
il citato dossier predisposto dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura ammette che i rischi per gli organismi non target e per i parassitoidi dei vari trattamenti insetticidi che si eseguono sul mais per combattere la piralide sono in realtà maggiori di quelli inerenti all’uso del mais MON810;
la Società italiana di genetica agraria, che rappresenta circa 450 esperti di genetica applicata all’agricoltura, in gran parte ricercatori del settore pubblico, ha denunciato ufficialmente che il dossier predisposto dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura sia pressoché una semplice traduzione del dossier scientifico presentato dalle autorità francesi alla Commissione europea il 20 febbraio 2012 e che è stato poi utilizzato come base scientifica del decreto francese del 16 marzo 2012 che vieta la coltivazione di mais MON810 in Francia;
l’Autorità per la sicurezza alimentare ha emesso il 7 maggio 2012 un’opinione sul dossier scientifico francese menzionato affermando che esso non conteneva nessuna specifica evidenza scientifica che giustificasse una misura di emergenza ex articolo 34 del regolamento n. 1829/2003;
il dossier francese è stato sottoposto ad un’analisi punto per punto per quanto riguardo la sua validità scientifica ed è stato oggetto di una recente pubblicazione apparsa su Nature Biotechnology il 10 giugno 2013; tale pubblicazione a giudizio dell’interrogante dimostra inoppugnabilmente che il dossier francese, oltre ad aver ignorato articoli scientifici rilevanti per il soggetto esaminato, abbia distorto, citato erroneamente e non correttamente interpretato pubblicazioni e rapporti scientifici, compresi quelli dell’EFSA. A questa conclusione si giunge per esplicita dichiarazione di diversi autori che hanno prodotto i dati citati a sostegno nel dossier francese. Questo invalida le conclusioni del dossier;
la Federazione italiana scienze della vita, che rappresenta circa 12.000 ricercatori delle principali società scientifiche italiane attive nel settore della biologia di base e applicata ha ricordato in una sua comunicazione ufficiale di commento dell’ordine del giorno recentemente approvato dal Senato della Repubblica italiana sulla coltivazione di OGM che in oltre 15 anni di coltivazione delle colture transgeniche e di consumo dei relativi prodotti non è riportato nella letteratura scientifica mondiale un solo caso accertato di danni per l’uomo;
in una dichiarazione pubblica apparsa sul Corriere della Sera del 24 giugno 2013 il Ministro De Girolamo ha precisato che un decreto interministeriale di divieto della coltivazione di mais MON810 potrebbe esporre l’Italia ad una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea;
le semine di mais sono ormai terminate in tutta Italia -:
quale sia la reale differenza tra la procedura dell’articolo 34 del regolamento 1829/2003 e quella di cui all’articolo 23 della direttiva 2001/18/CE in riferimento al requisito giuridico vincolante della dimostrazione dell’esistenza di una situazione in grado di comportare un rischio che ponga a repentaglio in modo manifesto la salute umana, la salute degli animali o l’ambiente;
se si ritenga di adottare il decreto interministeriale prima ancora che l’Autorità sulla sicurezza alimentare rilasci una opinione sulla documentazione presentata dall’Italia nell’aprile 2013;
se si intenda specificare sulla base di quale mandato il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura ha ritenuto di redigere il dossier scientifico presentato;
se sia stato verificato che il dossier predisposto dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura sia effettivamente una mera traduzione e copia della documentazione scientifica francese;
se si ritenga, dopo la pubblicazione dell’articolo di Nature Biotechnology, di continuare ad usare il dossier predisposto dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura come base scientifica del decreto interministeriale;
se si ritenga di specificare i fattori che caratterizzano il carattere di urgenza dell’eventuale decreto ministeriale, in particolare con riferimento alla giustificazione scientifica della sua urgenza;
se sia stata fatta un’analisi dei rischi per gli organismi non target e per i parassitoidi dei vari trattamenti insetticidi che si effettuano sul mais per combattere la piralide e nel caso fossero confermate le evidenze del dossier prodotto dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura s’intenda bloccare l’uso di tali insetticidi;
se si intenda richiedere alla Commissione europea un’analisi preventiva informale di conformità con il diritto comunitario del preannunciato decreto interministeriale, al fine di scongiurare una procedura d’infrazione che gli stessi Ministri coinvolti nell’adozione del decreto ministeriale ritengono possibile;
cosa intenda fare il Governo per le semine già effettuate. (3-00158)

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