Un articolo di Nature Biotechnology torna a parlare di coesistenza con gli OGM.
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Nemmeno il tempo di preparare la ghigliottina per gli OGM (ossia la bozza di coesistenza) e gia’ si ripiega su una grande consultazione popolare (ossia ghigliottina, impiccaggione e scioglimento con l’acido).
Una classe politica allo sbando che ha paura della propria ombra, che non sa piu’ quale e’ il suo compito di indirizzo e che ricorre ad attivita’ populiste che ne delegittimano totalmente il ruolo e la funzione. Che tristezza.
L’unica fortuna e’ che non hanno menzionato il mondo della ricerca tra quelli da consultare, almeno ci risparmiamo una sceneggiata. Addirittura mistificato il ricorso alla Corte Costituzionale che ben lungi dall’aver dato ragione alla Regione Marche (ricorrente) aveva abbrogato quasi tutta la vecchia legge tranne dove si diceva che si doveva garantire la coesistenza. Non contenta la Corte Costituzionale aveva anche spiegato come si allestiscono le commissioni tecniche di scienziati che devono decidere su materie tanto sensibili: tutto ignorato!
OGM/REGIONI: RINVIO ESAME PROVVEDIMENTO SU COESISTENZA
(ASCA) - Roma, 21 gen - Su proposta dell’assessore regionale dell’Emilia Romagna all’agricoltura, Tiberio Rabboni, e’ stato deciso oggi a Roma dalle Regioni il ritiro del documento di indirizzi sulla coesistenza tra ogm e colture tradizionali, che era all’esame in adempimento di un’indicazione dell’Unione europea. La riunione odierna, cui hanno partecipato gli assessori regionali alla sanita’ e il sottosegretario all’agricoltura Antonio Buonfiglio, era in preparazione della conferenza Stato - Regioni in programma nei prossimi giorni.
‘Come rappresentante di una Regione Ogm free - ha spiegato Rabboni - ho chiesto che prima di procedere all’esame del documento di indirizzi venga avviata una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo italiano, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori. Solo dopo questo confronto le Regioni decideranno il da farsi in sintonia con l’opinione pubblica italiana. Quanto avvenuto oggi - ha concluso Rabboni - e’ la migliore risposta alle insinuazioni di chi in questi giorni ha voluto pretestuosamente scorgere nella posizione della Regione Emilia-Romagna un atteggiamento di apertura verso la coltivazione di organismi geneticamente modificate in Italia.
La realta’ e’ esattamente l’opposto di quanto viene rappresentato, dal momento che nel 2004 e’ stato il Governo Berlusconi a legiferare sulla coesistenza e contro quella legge le Regioni hanno fatto ricorso alla Corte costituzionale, vincendolo.
Come era largamente prevedibile il testo della bozza di legge sulla coesistenza (leggi CoOGM) elaborato Conferenza Regioni e Provincie autonome e’ fatto solo per essere bocciato e far perdere tempo e denaro. Le misure contenute nel testo sono semplicemente impossibili da poter consentire che si metta in campo anche un solo seme da OGM e per questo non possono superare il vaglio di agenzie tecniche dell’UE. Lo scopo non dichiarato e’ di far vedere che si e’ lavorato ad un nuovo testo (5 anni dopo quello bocciato dalla Corte Costituzionale), ma anche usare un argomento fresco per la campagna elettorale di Zaia e soci che si rincorrono a chi e’ piu’ sadico nel portare al patibolo gli OGM ((leggi Coe) ). Questa legge serve solo a tutelare gli alveari anche selvatici e stabilisce distanze di coesistenza tra le 3 e le 4 volte superiori alle piu’ restrittive distanze vigenti in Europa. In realta’ si arriva a distanze anche 60 volte superiori a quelle tecnicamente necessarie. La vera domanda e’ se chi ha redatto queste linee guida riceve un compenso per aver elaborato il testo in tutti i casi o solo se le linee guida superano l’esame Europeo. Perche’ se si viene remunerati in tutti casi, non conviene redigere un testo che venga approvato altrimenti termina il vitalizio.
Nature da anni non e’ piu’ un giornale inglese, ma e’ stato acquistato da editori tedeschi. Qui lancia l’allarme per una coltivazione sperimentale di mais da OGM nel Nord del Messico (Leggi l’articol.o da Nature.com) Non si capisce bene dal testo se l’inquietudine riguardi la contaminazione del teosinte o del mais tradizionale coltivato dei messicani. Appare strano che un simile campo sperimentale nel luogo dove il mais e’ stato addomesticato abbia una sola agenzia per la valutazione del gene flow, ma sembra anche strano che non si chieda l’adozione di misure per impedire il flusso genico come la trasformazione dei cloroplasti, Terminator ed aggiornamenti, frutti partenocarpici, etc. Di certo sentiremo parlare spesso in futuro di questi esperimenti e delle loro valutazioni per la coesistenza delle agricolture.
Da Italia Oggi (qui) del 12.09.2009


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