OGM, Monsanto rinuncia all’Europa: ci stiamo dando la zappa sui piedi

Giugno 3rd, 2013
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zappa-sui-piediUn grande successo (ma non per le prossime generazioni). Con questa nuova notizia, fatta senza approfondimenti e senza capirne le reali conseguenze, si dovrebbero chiudere i finanziamenti alle organizzazioni anti-OGM. Oppure si tratta di una notizia di terz’ordine.
Chissà quanti posti di lavoro ci porterà Greenpeace e quanti OGM entreranno in Italia non targati Monsanto, dove quindi pagheremo anche gli intermediari…

Monsanto rinuncia all’Europa su La Repubblica

Ogm, la Monsanto rinuncia all’Europa e dagli Usa allarme frumento contaminato

La multinazionale delle biotecnologie non farà più attività di lobbying sui Paesi Ue per le sue sementi. Allarme dagli Stati Uniti: in Oregon un agricoltore ha scoperto nei suoi campi la presenza di frumento ogm mai autorizzato. Greenpeace: “Fare più controlli”

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Italia-Germania 2-5

Maggio 22nd, 2013
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Questo è il punteggio quasi tennistico che si ottiene sommando le cifre dell’export di Italia e Germania. Semplicemente imbarazzante che l’export tedesco ci surclassi su carni, latte,formaggi e latticini. esportano il doppio anche su caffè tè, e cioccolata e pareggiano la partita anche sulla pasta. L’Italia prevale solo sul vino: come a dire che si deve investire sul resto e non sul vino per non intasare il mercato, per non scommettere su un solo prodotto, per non giocarsi l’intera agricoltura alla roulette.

Leggi l’alimentare nei salotti buoni

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La corsa degli OGM continua inarrestabile

Febbraio 25th, 2013
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Mappa coltivazioni OGM

Mappa coltivazioni OGM

Nell’ultimo rapporto ISAAA ancora numeri di grande crescita delle superfici e del gradimento degli OGM nel mondo.
Per la prima volta dall’introduzione degli OGM i Paesi in via di sviluppo superano i Paesi sviluppati per numero di ettari coltivati con OGM.

Ancora 17 milioni di nuovi ettari coltivati ad OGM nel mondo. Come se molto più di tutta la superficie agricola dell’intera Italia si fosse aggiunta alle superfici coltivate con OGM solo 12 mesi fa. Ancora una volta la superficie media per campo OGM nel mondo resta sotto i 10 ettari, dimostrando che è una tecnologia anche per piccoli proprietari, ma non per coloro che hanno piccole capacità di visione.

Il Brasile continua la corsa agli OGM e raggiunge i 36 milioni di ettari ad OGM, secondo stato al mondo per superficie coltivata.
L’India aumenta gli ettari coltivati a cotone ed aumenta la percentuale di questi coltivati a cotone OGM: 93%. Quindi o Vandana Shiva ha ragione e l’India sta per suicidarsi in massa oppure è l’attivista indiana a non sapere cosa accade in quello che era il suo paese.

Aumentano del 13% le coltivazioni di OGM in Europa con in testa la Spagna che è arrivata al 30% di uso di mais OGM.

Arrivano nuovi Paesi coltivatori di OGM, tra questi il Sudan e Cuba che coltiva 3000 ettari del SUO mais OGM per un programma di abbattimento dell’uso dei pesticidi

In a landmark event Cuba joined the group of countries planting biotech crops in 2012. For the first time, farmers in Cuba grew 3,000 hectares of hybrid Bt maize in a “regulated commercialization” initiative in which farmers seek permission to grow biotech maize commercially. The initiative is part of an ecologically sustainable pesticide-free program featuring biotech maize hybrids and mycorrhizal additives. The Bt maize, with resistance to the major pest, fall armyworm, was developed by the Havana-based Institute for Genetic Engineering and Biotechnology (CIGB).

Oramai l’81% sia della soia che del cotone mondiale sono OGM ed anche il trend del mais OGM è in costante aumento: il 35% del mais mondiale è OGM. La siccità ha colpito anche gli USA sul 55% del suo miliardo di ettari coltivati. Le perdite per la scarsa qualità di soia e mais sono state ingenti. La stima è che solo per la siccità in Texas il mais abbia subito perdite nel 2011 di 7,6 miliardi di dollari e questa cifra sarà ancora superiore per i valori del mais 2012. Non sorprende quindi il lancio nel 2013 del primo mais OGM resistente alla carenza d’acqua: ne vedremo l’efficacia e la produttività.

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Dopo la mancanza di prodotto ora ci manca anche il seme

Novembre 9th, 2012
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Il testo di un comunicato di Assosementi

Aumento semine e calo produzioni riducono le scorte di sementi di Mais

L’aumento quest’anno di un 9% circa delle superfici coltivate a mais nella
grande Europa (UE27 e paesi dell’Est), insieme ad una produzione del seme che
registra in molte aree un forte calo per la grave siccità estiva, hanno fatto
scendere ad un livello minimo le scorte di sementi di mais per le prossime
semine. La situazione è stata esaminata dalla Sezione colture industriali di
Assosementi, il cui presidente Giuseppe Carli precisa che “nonostante il forte
aumento delle superfici investite per produrre seme di mais, salite da circa
110.000 ad oltre 158.000 ettari nella sola UE, le produzioni non sono in linea
con le normali attese e pertanto per le semine primaverili 2013 sono possibili
difficoltà per soddisfare tutte le richieste dei maiscoltori”.

“Per cercare di recuperare produzione – continua Carli – le maggiori aziende
hanno avviato nuove moltiplicazioni di seme in contro stagione, nell’emisfero
meridionale, andando incontro a sicuri maggiori costi per l’imprevista e
aumentata richiesta e comunque senza la certezza di riuscire ad avere il seme
in tempo utile per le prossime semine. Le richieste europee di coltivazioni in
contro stagione nell’emisfero meridionale si scontrano peraltro con una analoga
e forte necessità ad esempio del nord America, che si trova anch’esso a dovere
fronteggiare un drastico calo produttivo sempre a causa della grave siccità
2012″.

Anche la produzione italiana di sementi di mais, che secondo i dati dell’Ente
di certificazione ex ENSE è salita nel 2012 di circa il 35% rispetto al 2011,
con 8.230 ettari contro 6.100, dovrà scontare una importante contrazione.
Secondo le stime diffuse da ESA (European Seed Association), le scorte di
sementi di mais riportate ogni anno alla campagna successiva sono d’altra parte
consistenti, ma i danni provocati in tutta Europa dalla siccità debbono portare
a rivedere il bilancio di approvvigionamento, che verrà inevitabilmente
appesantito anche dall’aumento dei costi legati al maggior prezzo della
granella, direttamente collegata ai contratti di produzione del seme.

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Quando sono gli altri a volere i chilometri zero

Giugno 26th, 2012
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Niente prosciutti e salumi italiani in Argentina: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-06-26/dalle-tavole-argentini-spariscono-084012.shtml?uuid=AbOc7IyF

Forse vogliono la certificazione che consumino solo mangimi OGM. Ecco cosa succede a voler spingere tanto sulle produzioni autarchiche…

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Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale

Destra e sinistra sconfitte da un bufala

I prodotti made in Italy mettono in crisi molti luoghi…

Luca Simonetti

Ordinanza UE sul caso Fidenato

La recente pronuncia della Corte UE nel caso Fidenato (Ordinanza…