Ora manca la quarta gamba del tavolo

Gennaio 8th, 2016
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Qualcuno all’inizio la potrebbe prendere per un assurdo, ma ora serve l’entrata in gioco di una quarta tipologia di produzione alimentare. Negli USA esistono alimenti Ogm, Non-OGM che ora valgono 13 miliardi di dollari e biologici (organic) da 11 miliardi.

Manca l’ultimo passaggio ossia il Biologico grazie agli Ogm.

Leggi “Non OGM batte organico“.

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Priorità Agricoltura

Gennaio 8th, 2016
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Gli USA chiedono una nuova rivoluzione verde investendo più fondi federali rispetto a quanto investono le aziende private e selezionando i progetti per merito e peer-review escludendo i politici.

http://www.nytimes.com/2016/01/04/opinion/we-need-a-new-green-revolution.html?_r=0

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Le politiche del latte

Novembre 9th, 2015
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11513-latte-martina-servono-strumenti-contro-crisi-mercato Chi chiude col latte a 50 centesimi al litro, chi chiude a 40 e chi lo produce a costi ancora più bassi: una riflessione di Piero Rostagno.

Questo articolo di Annemarie Kaser, probabilmente al di là delle intenzioni, ripropone per l’ennesima volta e in maniera equivoca l’annoso problema della qualità non pagata.
Detto che la montagna si difende con interventi sulla salvaguardia dell’ambiente, in particolare l’assetto idrogeologico e che il reddito di chi vive in montagna e costituisce il primo anello della catena per la salvaguardia dovrebbe essere assicurato indipendentemente dalle leggi di mercato, almeno da quelle che ci vogliono far credere siano leggi, se si riduce tutto a sussidi alla produzione, non si fa altro che incentivare a produrre di più, non a produrre meglio. lo diceva già Prodi nel ’92 e sarebbe istruttivo rileggersi quei testi che già allora denunciavano gli sprechi e ne indicavano le cause (R. Prodi, Il Tempo delle scelte, edizioni Il Sole 24ore)

Detto questo: se e quando si parla di qualità bisogna intendersi bene. Individuare, come fa Annemarie Kaser, nell’Ogm free la caratteristica della filiera (70000 analisi per escludere gli Ogm? – ovvio che non è così ma così appare) significa non valorizzare il prodotto.

Tuttavia c’è chi fa di peggio. È un po’ noioso dover citare ancora una volta Petrini e/o la Coldiretti, ma non è colpa nostra se sui media pare esistano solo loro! Se questi signori continuano a sostenere che i prodotti della zootecnia intensiva sono di scarsa qualità, come si fa a difenderne il valore? Ancora pochi giorni fa dal suo balcone preferito, Repubblica, Petrini affermava: “… il latte è un prodotto altamente industrializzato e standardizzato, il suo prezzo mette in crisi i produttori, diventati ingranaggi di un sistema che li divora, mentre ci consegna prodotti di scarsa qualità”. Stessi concetti che ho avuto modo di ascoltare da un alto dirigente della Coldiretti in occasione di una conferenza.

Gli allevatori che protestano devono anche a costoro questo stato di cose. La crisi in Alto Adige (o in generale in montagna), col latte a 50 centesimi, o quella denunciata a Ospedaletto Lodigiano (http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_novembre_08/ospedaletto-lodigiano-lactalis-guerra-latte-continua-oltranza-blocco-camion-a850b7a0-862d-11e5-af91-bb1507114fbb.shtml ), dove il latte si paga a poco più di 30, sono figlie di stagioni politiche a dir poco miopi (quanto ci è costato il regime delle quote per l’insipienza dei nostri rappresentanti a Bruxelles nell’84?)

Invocare il blocco delle importazioni sapendo che la nostra produzione è ben lontana dal coprire i fabbisogni (d’altronde non è stato forse questo l’argomento con cui ci hanno per anni spiegato che il regime delle quote era iniquo?) o sostenere che il latte all’estero costa meno perché è più scadente, non ci aiuterà a modificare il giudizio di “furbetti” che ci siamo guadagnato negli anni! Poi mettiamoci d’accordo: all’estero, con i pascoli, producono latte scadente; da noi, per via della zootecnia intensiva, produciamo latte scadente. Forse è giusto che chiudano le stalle: passiamo tutti al latte di soia, non gm mi raccomando!

Qualcuno ha ricordato che il latte al consumo in Germania costa meno di un euro a litro. Il Ministro Martina fa bene a svegliarsi all’alba per solidarizzare con gli allevatori. Speriamo resti sveglio quando si tratta di mettere in campo politiche di vero sostegno al comparto, magari osando sfidare il cartello delle industrie.

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Mangimi Ogm garantiti

Novembre 6th, 2015
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mangimi-ogm Allevatori e mangimisti tirano un sospiro di sollievo, gli agricoltori meno. Almeno chiedono la sperimentazione in pieno campo, forse questo potrebbe dare una speranza di un miglior futuro agli agricoltori.

Leggi gli articoli del Sole24Ore:
Soddisfatta l’industria mangimistica
e
OGM, Strasburgo salva il mercato UE

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Tiene l’accordo tra Stati ed aziende biotech

Settembre 21st, 2015
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Gli stati EU si assumono la responsabilita’ di legiferare sui circa 100mila ettari coltivati ad Ogm in Europa, ma come previsto lasciano nelle mani di Bruxelles la responsabilità’ del lavoro sporco, ossia continuare a far arrivare in Europa circa 40 milioni di tonnellate di Ogm per la mangimistica, il tutto col benestare di quelli del chilometro zero:

http://www.isaaa.org/kc/cropbiotechupdate/article/default.asp?ID=13727

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…