Nella loro ossessione compulsiva i vari anti-OGM fanno finta di non capire che BASF non ha rinunciato a fare OGM, ma ha solo licenziato 140 persone in Europa per riassumerle in USA, quindi a costi di certo superiori. Si tratta di sfiducia nella ragionevolezza Europea, non di rinuncia agli OGM. La considerazione è che l’Europa crede di essere determinante mentre diventa sempre più irrilevante ed economicamente inaffidabile. Intanto il pianista del transatlantico continua a suonare.
Leggi da Italia OGGI: Ricerca OGM - La BASF saluta l’Europa
Leggi da LA STAMPA: Se i colossi della chimica lasciano l’Europa
Il trionfo del giornalismo equilibrato e d’inchiesta. In un pezzo davvero minore si cita l’AIAB, la FdG e Capanna. Forse volevano intervistare per par condicio anche un pro OGM ma tutte le multinazionali del settore oramai non hanno rappresentanti in Italia e quindi ne hanno fatto a meno.
Una agricoltura irrilevante non merita nemmeno di avere una ricerca al suo servizio e così gli anti-OGM si rallegrano di questo investimento extra-europeo di una azienda europea che evidentemente pensa che sia talmente rilevante fare OGM che preferisce spendere di più e spostare il centro ricerche altrove pur di non rimanere tagliata fuori dal progresso. Questo è l’ennesimo downgrading dell’agricoltura europea e questa volta ce lo siamo cercati noi. (leggi comunicato)
Solo in una società basata sull’immagine e la pubblicità si può continuare per anni a lanciare allarmi senza avere dati e passarla liscia. Questa volta l’organizzazione fondata da Patrick Moore ed altri riceve gratis una lezione universitaria di entomologia e di pratica scientifica tanto accurata quanto inutile (per loro). Il testo del documento è a: (mais bt geneticamente modificato: un risposta a Greenpeace - Germania).
Interessante è leggere l’intera ricostruzione da: (Gli scienziati respingo le affermazioni di Greepeace sul Mais Bt)
A furia di parlare di cose che danneggiano le sue imprese commerciali (OGM) Petrini ha finalmente cominciato a studiare qualcosa senza far finta di sapere tutto. Certo la strada è ancora molto lunga per un neofita non proprio giovanissimo e non abituato a leggere dati tecnici, ma qualche miglioramento si nota. Nel suo attacco al sistema dei brevetti ( leggi broccoli) non si sente più l’ossessione anti-OGM, non si demonizzano i brevetti in quanto tali (che occasione persa forse starà pensando non brevettare il Parmigiano Reggiano o la mozzarella) e sembra quasi che appaia normale brevettare un OGM. Poi ci mette del suo la redazione del giornale nel mescolare broccoli e patata Amflora o presentare solo le tesi degli oppositori dimenticando di chiedere a qualcuno che ne capisce di brevetti o di legislazione internazionale che problemi vede, ma si sa quando l’informazione è telecomandata senza possibilità di accendere il cervello queste sono le conseguenze.
Anche l’attacco alle multinazionali questa volta è meno viscerale, forse avendo dovuto osservare che alcune aziende chiedono il brevetto, ma Syngenta e Limagrain lo osteggiano e quindi non si tratta della rivolta dei braccianti senza terra ma di normalissime battaglie commerciali.
L’idea non è male perché quando l’EPO boccerà alcune delle estensioni che sempre si chiedono le più ampie possibili al momento di depositare un brevetto (anche io quando brevetto a nome e per conto dello Stato Italiano lo faccio) Petrini potrà incassare lo scarto della buccia esterna della cipolla brevettuale come un suo grande successo. Ma così non è e tutte le vicende brevettuali prevedono una trattativa in cui chi chiede chiede la Luna perché ha trovato un lampione. Insomma ancora una volta siamo al lucciole per lanterne.



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