Il trionfo del giornalismo equilibrato e d’inchiesta. In un pezzo davvero minore si cita l’AIAB, la FdG e Capanna. Forse volevano intervistare per par condicio anche un pro OGM ma tutte le multinazionali del settore oramai non hanno rappresentanti in Italia e quindi ne hanno fatto a meno.
Una agricoltura irrilevante non merita nemmeno di avere una ricerca al suo servizio e così gli anti-OGM si rallegrano di questo investimento extra-europeo di una azienda europea che evidentemente pensa che sia talmente rilevante fare OGM che preferisce spendere di più e spostare il centro ricerche altrove pur di non rimanere tagliata fuori dal progresso. Questo è l’ennesimo downgrading dell’agricoltura europea e questa volta ce lo siamo cercati noi. (leggi comunicato)
Solo in una società basata sull’immagine e la pubblicità si può continuare per anni a lanciare allarmi senza avere dati e passarla liscia. Questa volta l’organizzazione fondata da Patrick Moore ed altri riceve gratis una lezione universitaria di entomologia e di pratica scientifica tanto accurata quanto inutile (per loro). Il testo del documento è a: (mais bt geneticamente modificato: un risposta a Greenpeace - Germania).
Interessante è leggere l’intera ricostruzione da: (Gli scienziati respingo le affermazioni di Greepeace sul Mais Bt)
A furia di parlare di cose che danneggiano le sue imprese commerciali (OGM) Petrini ha finalmente cominciato a studiare qualcosa senza far finta di sapere tutto. Certo la strada è ancora molto lunga per un neofita non proprio giovanissimo e non abituato a leggere dati tecnici, ma qualche miglioramento si nota. Nel suo attacco al sistema dei brevetti ( leggi broccoli) non si sente più l’ossessione anti-OGM, non si demonizzano i brevetti in quanto tali (che occasione persa forse starà pensando non brevettare il Parmigiano Reggiano o la mozzarella) e sembra quasi che appaia normale brevettare un OGM. Poi ci mette del suo la redazione del giornale nel mescolare broccoli e patata Amflora o presentare solo le tesi degli oppositori dimenticando di chiedere a qualcuno che ne capisce di brevetti o di legislazione internazionale che problemi vede, ma si sa quando l’informazione è telecomandata senza possibilità di accendere il cervello queste sono le conseguenze.
Anche l’attacco alle multinazionali questa volta è meno viscerale, forse avendo dovuto osservare che alcune aziende chiedono il brevetto, ma Syngenta e Limagrain lo osteggiano e quindi non si tratta della rivolta dei braccianti senza terra ma di normalissime battaglie commerciali.
L’idea non è male perché quando l’EPO boccerà alcune delle estensioni che sempre si chiedono le più ampie possibili al momento di depositare un brevetto (anche io quando brevetto a nome e per conto dello Stato Italiano lo faccio) Petrini potrà incassare lo scarto della buccia esterna della cipolla brevettuale come un suo grande successo. Ma così non è e tutte le vicende brevettuali prevedono una trattativa in cui chi chiede chiede la Luna perché ha trovato un lampione. Insomma ancora una volta siamo al lucciole per lanterne.
In Francia si fanno avanti coloro che cercano di non soccombere allo zucchero prodotto dalla canna in Brasile. Per farlo vogliono usare una barbabietola OGM, e si devono sbrigare perché il 2016 è alle porte e perdere ancora tempo può costarci caro.



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