
Grandi polemiche per lo scontro sui cibi per bambini tra Plasmon e Barilla che si disputano il mercato dei bambini a suon di dosaggi di DON ed ocratossine. Non cambia molto rispetto ai dosaggi di fumonisine nel mais che, come tutti sanno, non vengono indicati in etichetta sulle confezioni di polenta. Infatti non si capisce se le polente che consumiamo sono per adulti (fumonisine 1000) o per bambini (fumonisine 200). Quello del dosaggio delle micotossine negli alimenti è stato il tema principale trattato durante la puntata di Occhio alla spesa del primo dicembre su RAI1.
In prospettiva chi produrrà cereali più sani (casomai con gli OGM) potrebbe avere un vantaggio commerciale. Sarà molto interessante seguire il dibattito tra i due colossi dell’alimentazione (per ora senza OGM) a cui un grano OGM forse farebbe
molto comodo, ora.
Guerra Plasmon Barilla sul Corriere della Sera
Scontro Plasmon Barilla sulla Repubblica di Parma
Plasmon contro Barilla su la Stampa
Barilla contro Plasmon su Il Fatto Quotidiano
Il Salvagente, della Coop, parla dello scontro Barilla - Plasmon
Un grande leader di mercato, un grande gruppo industriale, ma anche un’azienda che oltre che fare prodotti fa anche cultura di un popolo: tutto questo è Barilla. Per tutti questi ruoli che indubbiamente Barilla ricopre appare sempre più triste leggere quali siano le barilla anti ogm di un grande gruppo industriale che pensa di andare indietro nel tempo e nell’evoluzione tecnologica per non essere più dipendente da OGM, fertilizzanti e monoculture.
Insomma come se la FIAT, costretta dalla competizione internazionale non avesse dovuto allestire le pesantissime catene di montaggio che equivalgono nel nostro parallelo alle coltivazioni tradizionali con pesticidi. Quindi per migliorare la vita in fabbrica FIAT ora invece di introdurre macchine che sostituiscano gli operai alla catena di montaggio avesse introdotto degli artigiani che curano i particolari di ogni singolo modello personalizzandolo. Questa è più o meno l’immagine della prospettiva che ci da Barilla.
Sembra che l’Italia abbia alzato bandiera bianca decidendo di dismettere l’agricoltura e tutte le attività correlate.
Ci attende un’agricoltura con meno fertilizzanti, meno chimica e nessun OGM: ossia un’agricoltura dove percentuali insignificanti di prodotto verranno coltivati in Italia e la gran parte sarà frutto d’importazione, finché ce lo potremo permettere.
GianTommaso Scarascia Mugnozza lascia davvero un vuoto incolmabile, ma anche un insegnamento chiaro che va perseguito. (Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale)
Leggi “Il signore degli OGM” apparso su il sole24 ore.
A questo articolo segue un interessante confronto in cui Manuela Giovannetti critica l’articolo di Corbellini e le risponde direttamente il direttore del Sole 24 ore Gianni Riotta sul Sole24Ore dell’8 Marzo.
Leggi “Gli Ultras e gli OGM, lasciamo gli slogan fuori dalla Scienza”
Segue ancora ildibattito Pisano
I Prof. Amedeo Alpi e Sergio Bartolommei intervengono sulla vicenda del grano Creso OGM
Leggi Spaghetti OGM
Barilla decide di acquistare il grano che Coldiretti (attraverso Consorzi d’Italia) produrrà nel Centro-Nord. Su 118 mila tonellate che Barilla acquisterà il prossimo anno solo 2 mila vengono dalla Puglia, poi tutto proverrà dal Centro-Nord.
Intanto le scorte di mais stanno per raggiungere i minimi da 4 anni e quindi i prezzi andranno alle stelle e la nostra bilancia dei pagamenti ne soffrira’ dovendo noi importare il 35% del mais di cui necessitiamo grazie alla strategia di rottamazione della maiscultura portata avanti da 13 anni a questa parte.
Da un editoriale della Libera si vede come la pasta italiana di grano duro oramai non ha più alcun diritto di chiamarsi italiana (leggi duro-grano).
Come faremo a difendere anche i prodotti tipici se le materie prime non sono nazionali?



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