Ma la definizione di OGM è obiettiva?

Marzo 25th, 2014
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Di Alberto Guidorzi

L’acronimo OGM alla lettera “O” associa “organismo”, sottintendendo “un essere vivente”, mentre con GM si intende una modifica genetica, che però non assume un significato univoco.
Esempio le modifiche genetiche eseguite su delle cellule somatiche quindi non ereditabili dalla progenie possono venire eseguite su cellule isolate o in vivo, ma nel primo caso sono delle “transfezioni” ossia processi fisici di transfert di geni, mentre nel secondo caso sono delle terapie geniche. Ora queste per il fatto di non essere ereditabili non appartengono alla categoria degli OGM. Il vocabolo “transgenesi” è un neologismo in uso da una trentina d’anni e si applica solo agli organismi pluricellulari (piante e animali) e non ai microrganismi e consiste in un trasferimento di geni indipendentemente dall’origine ed in maniera tale da essere poi trasmissibili alla progenie. Per i microrganismi si usa di preferenza nei laboratori scientifici il vocabolo “trasformazione” e con ciò s’intende sia il trasferimento spontaneo di geni per opera di minicromosomi, come i “plasmidi”, ma anche un trasferimento forzato in modo tale da far incorporare al solo cromosoma presente nei batteri un gene estraneo. Anche in questo caso non si parla di OGM di cui alla definizione.

Altro aspetto lessicale usato nei laboratori di ricerca è che una cellula animale si definisce trasformata quando essa ha assunto la capacità di moltiplicarsi indefinitamente ed un esempio sono le cellule precancerose che hanno subito delle mutazioni spontanee o indotte (compreso il trasferimento di un gene). La sigla OGM è dunque praticamente impiegata per definire una PGM (pianta geneticamente modificata) o AGM (animale geneticamente modificato) ambedue destinati ad essere usati come animali da compagnia , come piante ornamentali. La sigla OGM è molto meno usata quando si tratta di modifiche genetiche apportate su piante o animali usate per la ricerca medica o la ricerca fondamentale.

Altro aspetto altamente contraddittorio è l’uso delle cisgenesi e/o intragenesi; intendendo con ciò il trasferimento di un gene all’interno di specie sessualmente compatibili. In questo contesto quindi si ottiene lo stesso identico risultato che si è sempre ottenuto mediante l’incrocio e successiva fissazione del carattere e contemporanea eliminazione dei caratteri sfavorevoli ereditati. Ora con la tecniche che si usa per la transgenesi si potrebbe agire in modo più mirato e in molto minor tempo nel miglioramento delle piante. Evidentemente, dopo, le piante trasformate devono poter essere rivelate e selezionate, ecco che si ricorre all’immissione di geni marcatori di resistenza agli antibiotici. Questo è stato uno dei punti maggiormente attaccati dai contrari agli OGM, ma questi dimenticano che se un gene è trasferibile esso è anche eliminabile e guarda caso è ciò che si fa, nel senso che lo si usa per selezionare le piante trasformate ma poi lo si elimina nelle piante che sono coltivate. Tuttavia la cosa che più è incongruente è che un gene trasferito con un incrocio non da una pianta OGM e non se ne pretende nessun controllo a posteriori, mentre se lo è per cisgenesi o intragenesi, lo si fa appartenere agli OGM e quindi ha bisogno di controlli meticolosi; eppure si tratta della stessa identica pianta, niente vi è di diverso. Queste sono le incongruenze di quando il modo di ragionare è ideologico, che è tipico degli anti-OGM.

Tuttavia soffermiamoci un po’ su questo benedetto “geneticamente modificato” e sul significato reale che ha e su quello fuorviante che gli è stato attribuito. Per farlo facciamo una semplice constatazione: 100.000 miliardi di cellule, contenenti ognuna 25 mila geni codificanti delle proteine e formati da 3 miliardi di basi azotate tra le quali una ogni mille differisce a seconda degli individui, è un’altra definizione che si può dare dell’uomo. Inoltre, geneticamente parlando, è un po’ più grande del topo, ma meno del riso. Tutto ciò ci dovrebbe portare ad avere una certa umiltà nello stilare la gerarchia naturale. Tuttavia a ciò occorre aggiungere un biliardo di virus e di batteri che « passeggiano » negli organi umani. Una vita microscopica che è demandata a mantenere la mia omeostasia, vale a dire la regolazione armoniosa del nostro corpo. In altri termini il nostro considerarci superiori non dipende da un genoma molto diverso rispetto agli altri esseri viventi, ma piuttosto da solo qualche mutazione piccola ma determinante. Pertanto a rigore di termini siamo tutti OGM. (si pensi che il mais coltivato che differisce dal teosinte, la specie da cui lo si considera derivare, solo per la mutazione avvenuta in 5 geni maggiori e ciò ha comportato ad esempio che nel teosinte vi siano 10 semi per spiga che si staccano a maturazione mentre nella spiga di mais odierna ne abbiamo 400 e non si staccano).Nel corso della vita l’uomo subisce il rinnovo incessante delle sue cellule e quindi si espone sistematicamente a delle mutazioni endogene. I globuli bianchi si rinnovano tutti i 5 giorni, quelle della pelle ogni 15, quelle del fegato ogni anno, quelle dell’intestino ogni 15 anni; anche i neuroni il cervello che si credevano immutabili cambiano, seppure lentamente. Venti milioni di cellule di un corpo umano si dividono e ognuna ne da produce due nuove. In altri termini ieri non ero lo stesso di oggi e oggi non sarò lo stesso di domani. Si nasce OGM e si muore sempre come un OGM ma diverso da quello della nascita. In tutto questo sobbollimento di cambiamenti le possibilità che avvenga un errore di codificazione, di traduzione o di trasferimento d’informazione, che si chiama in realtà mutazione, è dunque con-sostanziale ad ogni individuo. Mediamente da un genitore ad un figlio si deve mettere in conto almeno 30 mutazioni che capitano nella moltiplicazione di un genoma completo. A queste mutazioni occorre, però, aggiungere quelle dovute ad elementi esterni.

Ebbene i burocrati di Bruxelles arbitrariamente e solo per compiacere le spinte di politici incompetenti, hanno deciso che una modifica genetica non sia un OGM fino a quando non vi è l’intervento dell’uomo tramite la messa in pratica di una operazione di ingegneria genetica eseguita su del DNA isolato. Stabilendo così, e senza che vi sia nessun fondamento logico e scientifico, che i virus trasferenti geni diversi alle piante e agli animali non appartengono alla categoria degli OGM, eppure siamo comunque in presenza di un agente estraneo alla cellula che subirà la modificazione; ma il colmo della illogicità lo si raggiunge quando l’uomo opera la fusione di protoplasti, cioè un’operazione di ingegneria genetica che implica il trasferimento di geni o addirittura di tutto il genoma da un individuo ad un altro e dalla definizione non viene considerata una creazione di OGM. Le specie si sono evolute perché man mano si sono geneticamente modificate e se non fosse avvenuto ciò l’uomo e tutto il resto del mondo vivente non ci sarebbe. Eppure anche qui l’uomo ha copiato dalla natura ed è intervenuto per provocare lui delle mutazioni genetiche e creare maggiore biodiversità, ma anche in questo caso si è preferito lasciar fuori i prodotti vegetali mutati ottenuti, dalla categoria degli OGM.

Non solo, ma si è sorvolato sul fatto che le mutazioni indotte non sono sotto il controllo umano, seppure eseguite dall’uomo, in realtà è uno “sparare alla cieca”, che tra l’altro non prevede controlli di enti terzi. Perché questo? Semplice da spiegare: perché l’uomo induce modificazioni nelle piante da circa un secolo e quindi era difficile giustificare pericolosità presunte o paventare derive e quant’altro di queste piante geneticamente modificate. Non solo, ma si è arrivati addirittura a condannare una tecnica in quanto tale e non perché comportante pericolosità, infatti quest’ultima nel caso di una PGM non è generalizzabile, ma eventualmente va valutata caso per caso. Si è convinta molta opinione pubblica che essendo un’opera umana e quindi non naturale, travisando completamente il significato di naturalità, essa è da condannare solo per questo. Come se un’operazione chirurgica non si dovesse praticare in attesa che le forze della natura, naturali quindi, provochino la guarigione. Almeno i popoli di derivazione anglosassone hanno avuto il coraggio di parlare chiaro ed hanno scartato la dizione di OGM, chiamandoli in modo palese “GEO” (genetically engineered organism), rivendicando cioè da subito l’intervento dell’uomo e lasciando ad un consesso degli stessi valutare caso per caso equivalenza ed impatti di ogni GEO creata. Sarebbe quindi ora che i “terzomondisti” valutassero l’impatto e le conseguenze dei loro rifiuto e conseguenti atti vandalici distruttivi, che non fanno il danno a chi coltiva OGM o a chi ne produce le sementi, bensì ai coltivatori italiani prima di tutto e a chi, dei paesi poveri, vuole commerciare con noi, ma non può godere dei vantaggi delle piante OGM. Si pensi solo al danno che si arrecherebbe ai produttori di cotone asiatici e africani se effettivamente e volendo essere coerenti rifiutassimo il loro cotone al 95% OGM. Invece lo importiamo e con quello sterilizzato ci puliamo anche le ferite. Gli Stati produttori non li penalizziamo con il nostro rifiuto ma offriamo loro il destro di applicare ritorsioni verso i nostri prodotti perché andiamo contro a degli accordi anche da noi accettati. I produttori di seme multinazionali invece gongolano: 1° perché comunque continueranno a venderci i loro semi vecchi: 2° perchè sanno che occorrerà solo attendere e poi ci imporranno le loro regole in quanto noi non potremo concorrenziali.

Ma la cosa che più preoccupa sono i movimenti che si sono creati per aver dato credito a della pseudoscienza e che, orfani di altre ideologie, ne hanno trovato una che permette loro di scaricare le loro frustrazioni. Lo schema è ben rodato:
1° Senza nessuna prova scientifica a supporto, decidono ciò che è ammesso e ciò che non lo è e brandiscono solo la semplice nozione di “rifiuto assoluto” quasi sacralizzato.
2° Si richiede alla scienza di provare l’innocuità delle tecniche di modifica genetica al solo fine di ritardarne le scadenze attraverso moratorie senza fondamenti giuridici. Il principio di precauzione è usato controsenso in quando si impedisce la sperimentazione che è il solo mezzo per provare un’ipotesi.
3° si bandiscono tutte le discussioni serie sugli effetti delle PGM pretendendo che sono solo chiacchiere di gente al soldo delle multinazionali, viste come divoratrici dei poveri cittadini alla stregua dell’orco di Pollicino.
4° tutto è ben congegnato in modo da impaurire, ricattare e rendere comunque la vita difficile a chi lavora nelle biotecnologie vegetali, e non si limitano ciò, infatti gli studi sulle nanotecnologie stanno subendo la stessa sorte, seppure la massaia faccia delle nanotecnologia quando monta la panna.
Dicono che deve essere la società tutta intera a prendere le decisioni, ma non specificano quale modello di società vogliono, appunto per non far aprire gli occhi ai cittadini.

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Banane sterili e biodiversità dei funghi

Marzo 17th, 2014
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Cosa è meglio il sapore di una tradizionale varietà scomparsa per l’ostilità alle biotecnologie o nuovi ibridi probabilmente sempre meno saporiti ma OGM-free? E poi queste banane che sfatano il mito degli OGM sterili proprio non ci volevano…

Leggi sulla moria delle banane

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Cosa c’entra il Ministro dell’Agricoltura nazista con Expo 2015: ce lo spiega Elio Cadelo

Dicembre 27th, 2013
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Suolo e Sangue è una brutta storia di orgoglio nazionalistico di una Europa che speriamo sia tramontata per sempre e che veda invece un continente che sia aperto e desideroso di innovarsi e proiettarsi verso un migliore futuro.

Leggi il rischio è demonizzare l’innovazione.

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EXPO non può essere OGM-free

Dicembre 10th, 2013
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Trovato l’accordo con Petrini, resta centrale la questione OGM ed anche il Cardinale Scola ne parla mantenendo il proverbiale equilibrio della Chiesa che detesta essere tirata per la giacchetta: non banale il passaggio in cui si stigmatizza l’idolatria verso l’ambiente.

Leggi Scola: sfida l?Expo per Milano e  Pace fatta tra Scola e Slow Food

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Patrick e Michael Moore per un ambientalismo adulto

Ottobre 3rd, 2013
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Patrick Moore è stato per 16 anni ai vertici di Greenpeace per poi uscirne in polemica per l’approccio populista ed antiscientifico (http://it.wikipedia.org/wiki/Patrick_Moore_%28Greenpeace%29 Michael Moore non credo sia il noto regista e sceneggiatore

Allow Golden Rice Now!

Advance Notice of a New Campaign to Break Through the Opposition to Golden Rice.

September 25, 2013
IN STRICTEST CONFIDENCE: Distribute Only to Trusted Individuals.
www.allowgoldenricenow.org

Dear Friends of Golden Rice,

We are writing to a limited group of people that we know support Golden Rice, or would be interested in this new campaign. As many of you know, the World Health Organization estimates that up to 500,000 children go blind each year from vitamin A deficiency, half of whom die within a year. Golden Rice is the cure yet Greenpeace and its allies are working to prevent it from being adopted, 13 years after it was invented.

We are about to launch the AllowGoldenRiceNow! Campaign. The website www.allowgoldenricenow.org is now public so you can preview the information that will go out to thousands of journalists, politicians, and interested individuals.

Here is a link to the flyer we intend to hand out at our demonstrations. Please give us your feedback so we can correct/edit the website and other documents before it goes public.

The campaign will demand that Greenpeace make an exemption for Golden Rice, on humanitarian grounds, from its zero-tolerance policy on GM crops. We are not asking them to drop their (misguided) position on GM, only to make an exception.

With my brother Michael and other members of our family we have incorporated the non-profit Allow Golden Rice Society in British Columbia and this will be the organization’s only objective. We will conduct direct actions to gain media attention. We will target Greenpeace and its allies. We will focus public pressure on Greenpeace to reverse its opposition to Golden Rice. We hope that the grass roots members of the science, agriculture, health, and humanitarian communities will support us.

The campaign launch will be at an Information Session at Pauper’s Pub in Toronto at 7 PM October 1. At 10 AM the next morning we will hold a demonstration in front of the Greenpeace Toronto office. We will have a large banner that brings attention to the fact that eight million children have died unnecessarily since Golden Rice was invented in 1999 and that Greenpeace is leading the campaign against Golden Rice. The campaign will continue to target other Greenpeace offices and the visits of Greenpeace ships around the world.

(Please keep this very discreet until 7 PM Eastern Time Tuesday, October 1, at which point please help spread the word)

We aim to raise enough funds to support travel, media communications, newspaper placements etc. We will go to the big Greenpeace offices in Europe: Amsterdam, London, and Hamburg. This will also be a public education campaign. I will bring to bear my 15 years with Greenpeace and 25 years as an independent ecology activist to take this issue up several more notches in public awareness. Greenpeace has done some very good things, but this is a terrible mistake on their part and must be corrected. Please help us to reverse their position on Golden Rice.

Please get involved. We will copy you with all media releases and other information as the campaign begins and develops. When you see the effectiveness of our campaign I hope you will contribute to it so we have the resources to take it to the heart of Greenpeace’s base in Europe.

We look forward to working with the community of Golden Rice supporters who have worked so long to make this cure a reality.

Allow Golden Rice Now!

Contacts:
Patrick Moore - patrick@allowgoldenricenow.org
Michael Moore - michael@allowgoldenricenow.org

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Le rubriche di Salmone