Gli Agronomi di Milano dicono cose sensate

Novembre 30th, 2014
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http://77.238.20.116/ConfagricolturaIntranet/PDF/2014/2014-11-30/2014113028975244.pdf

E nel dire cose normali mostrano quali siano state le scelte politiche di EXPO che ha escluso questi pensieri includendo solo gli agronomi “convertiti” al verbo del no-Ogm

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Alberto Guidorzi spiega il termine “girarci attorno”

Settembre 30th, 2014
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Leggi Queste sono le voci che circolano sugli OGM


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Le produzioni alimentari in un mondo inquieto [Aggiornato]

Settembre 16th, 2014
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1256309418552_6aA Venezia si dibatte di tecnologie avanzate per la produzione di più’ cibo per un mondo dove ancora oggi la FAO stima esserci 850 milioni di denutriti. Il tutto in un pianeta che si scopre sempre meno solidale ed accogliente ossia dove (come riportava stamattina la rassegna stampa di Massimo Bordin) un utente di twitter ammetteva che si e’ emozionato per la morte dell’orsa la scorsa settimana perché’ l’orsa sarebbe comunque tornata nel bosco prima o poi, mentre i circa 800 migranti morti affogati solo in questa settimana se fossero sbarcati poi ce li saremmo trovati a competere con noi per cibo, spazio, lavoro, etc. Questo e’ il mondo dove viviamo, dove la solidarietà’ e’ per l’orsa, non per bambini e donne gestanti che scappano dalle guerre.
David Baulcome illustra quale dovrebbe essere il patto tra scienziati, cittadini ed ambientalisti per le sfide che già’ incombono su noi tutti.
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Cresce la richiesta di cibi senza OGM in USA

Agosto 27th, 2014
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http://online.wsj.com/articles/the-gmo-fight-ripples-down-the-food-chain-1407465378

“Non-GMO” is one of the fastest-growing label trends on U.S. food packages, with sales of such items growing 28% last year to about $3 billion, according to market-research firm Nielsen. In a poll of nearly 1,200 U.S. consumers for The Wall Street Journal, Nielsen found that 61% of consumers had heard of GMOs and nearly half of those people said they avoid eating them. The biggest reason was because it “doesn’t sound like something I should eat.”

Una ulteriore evidenza che OGM e non-OGM coesistono anche nella patria degli OGM. Una ulteriore prova che dagli OGM si può tornare indietro.

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OGM da animali

Agosto 27th, 2014
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Alberto Guidorzi ci fa una rassegna della letteratura scientifica disponibile che tratta della ricerca di transgeni in animali nutriti con OGM.

Ci possono essere degli OGM nei prodotti di origine animale?

In questa forma la domanda non ha senso: un OGM è un organismo, e, in questo, caso specifico una pianta geneticamente modificata (PGM). Come tutti sanno, non c’è nessuna pianta nel latte o nella carne, anche se l’animale che ha prodotto le piante ha mangiato delle piante.

L’unica questione pertinente per il consumatore è:  c’è qualche differenza per il consumo umano di un prodotto alimentare derivato da un animale che si è nutrito con alimenti derivati ​​da colture biotecnologiche (soia, mais o colza) e un alimento equivalente derivato da animali allevati con mangimi ottenuti da piante che definiremo convenzionali, cioè non modificate geneticamente nel senso che qui è dato al termine?

Va tenuto presente che l’intero processo di selezione di una linea di PGM, fino alla sua autorizzazione di messa sul mercato, si confronta ad ogni generazione con una linea convenzionale ben conosciuta, con inclusa la valutazione della sua equivalenza in termini di qualità nutrizionale e tossicologica. Se, dunque, il cibo (PGM e convenzionale) sono equivalenti, è quindi molto improbabile che il consumo di alimenti di origine animale derivati da ​​PGM abbia diverse qualità nutrizionali. Infatti, ci sono più di 100 studi nutrizionali su animali d’allevamento che concludono tutti con il non esserci differenza di effetti dei derivati delle ​​PGM rispetto agli alimenti derivati da piante tradizionali di riferimento.
Leggi l’ articolo di rassegna di Gerhard Flachowsky (marzo 2007)

Tuttavia, esistono differenze riscontrabili analiticamente tra PGM e piante convenzionali. Le differenze sono: 1 o 2 geni esogeni (questo DNA è chiamato transgene) che permettono alla pianta di sintetizzare 1 o 2 proteine supplementari. Si ricordi che una pianta ha in media altri 30.000 geni circa).

Altro dato importante da considerare è che il DNA è uno tra i composti normali di un alimento (un uomo consuma tra 0,1 e 1 g di DNA al giorno, una vacca 40-60 g). In questa operazione, il transgene di PGM è pari a circa 0,005% del DNA alimentare totale, ammesso che i soggetti consumino il 50% di PGM nella dieta).

Questo DNA transgenico, o la proteina corrispondente, rappresentano l’unica possibilità di differenziare un alimento vegetale ottenuto da PGM, da un alimento derivato ​​da piante convenzionali. Dunque per differenziare un animale alimentato con PGM da un’ altro non così alimentato, occorre che sia possibile individuare il transgene della PGM, o la proteina corrispondente. Ma gli animali, come l’uomo, degradano il DNA, che è una proteina esso stesso, e tutte le proteine ​​alimentari.

Tuttavia, c’è da chiedersi, sapendo che ora abbiamo metodi di rilevamento estremamente sensibili, si possono comunque rilevare le tracce di questo DNA (o proteine) trangenico negli animali nutriti PGM e dopo la digestione?
Generalmente, la risposta è no.

La digestione del DNA e delle proteine ​​viene avviata nello stomaco (nel rumine nel caso dei ruminanti) e continua nelle varie parti dell’intestino. Una frazione di un frammento di DNA digerito può attraversare la barriera intestinale, ma poi continua ad essere digerito fino alla sua completa scomparsa.
Ecco un paper di Alexander TW et al (2007), una  Sintesi  in lingua francese e il parere dell’EFSA in breve e in dettaglio

I risultati più recenti riguardanti latte .
° Uno studio condotto da Agodi et al. (2006) ha rilevato piccoli frammenti di tale DNA nel latte di vacca, ma questo è stato interpretato dagli autori come presenza di contaminanti esterni durante la raccolta del latte (contaminanti che provengono da alimenti derivati ​​da PGM o da batteri contenente naturalmente questo gene).
° Uno studio Tudisco et al. (2010) riporta il rilevamento di un frammento di transgene di soia nel sangue e latte sulla capre, nonché in diversi organi di capretti alimentati solo con latte materno, ciò è a priori molto sorprendente, infatti, contenendo il latte materno solo tracce transgene, è molto strano che se ne sia trovata traccia nel capretto …).
° Un terso studio Guertler et al. (2009)  non ha trovato né il DNA transgenico di un mais resistente agli insetti, né la proteina insetticida, in nessuno dei campioni analizzati di latte vaccino. Lo stesso gruppo ha confermato nel 2010  non aver trovato transgeni nel latte, nel sangue e nell’urina di vacche alimentate per 25 mesi con mais OGM Bt.  Leggere anche.
 
I risultati più recenti riguardanti il sangue .
Paul et al. (2008) non ha rilevato la proteina insetticida in mais resistente agli insetti nel sangue di vacche.  Allo stesso modo Bertheau et al. (2009) non ha rilevato la proteina o il DNA transgenico. Circa i lavori dell’ INRA: leggere.
 
In conclusione: non esiste attualmente alcun metodo di rilevazione di routine, affidabile e a posteriori ,  che permetta di controllare l’esattezza delle dichiarazioni di marketing (comprese quelle delle catene di grande distribuzione come Carrefour, Auchan o COOP che fanno dell’annucio “liberi da OGM” un richiamo propagandistico) circa l’assoluta non presenza di OGM in alimenti di origine animale dichiarati assolutamente OGM-free. Si tratta quindi di dichiarazioni non supportate da dati obiettivi di analisi di post-controllo e pertanto destituiti di veridicità assoluta per il semplice fatto che in Europa si importa mais e soprattutto soia OGM in grandi quantità e soprattutto crescenti. Ci si deve fidare della lealtà,ma….

Allo stato delle conoscenze questa conclusione può essere estesa ad altri animali.

° Nei polli Rehout et al. (2008) riportano l’individuazione in tre campioni di fegato di transgene di soia ( ma non di mais). Tuttavia non si è potuto confermare la cosa con la ripetizione dell’esperimento. Swiatkiewicz et al. 2010 non ha rilevato frammenti di transgeni nel sangue e negli organi interni di polli
° Nei conigli non è stato possibile evidenziare frammenti di DNA (salvo casi particolari).
° Nei pesci, alcuni studi, ma non tutti, hanno trovato tracce di piccoli frammenti di transgeni di PGM che hanno oltrepassato la barriera intestinale, ma la loro presenza non è stata riscontrata durare.

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Sentenza Fidenato

E così finalmente siamo arrivati alla fine della vicenda giudiziaria…