Coltivo biologico, anzi bio-ragionevole

Settembre 7th, 2010
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Antonio Pascale pubblica sull’inserto culturale del Sole 24 ore del 5 settembre 2010 una documentata ed interessante ricostruzione degli eventi estivi in chiave ambientalista, ma aggiungendovi una elevata dose di ragionevolezza che come è nota non fa rima con ideologia.
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Questa estate uno dei campi piantati a mais forse-OGM è stato distrutto da sedicenti disobbedienti che sembrano aver obbedito alle aspirazioni del governatore Zaia che li ha ringraziati per “aver ripristinato la legalità”.

Gli ispettori del Ministero sono andati a fare dei prelievi di campioni anche per informare la magistratura della eventuale presenza di un eventuale reato.

Il campionamento ha mostrato come il mais piantato fosse davvero OGM del tipo Bt, ma ha detto molto di più. Gli ispettori hanno voluto accertarsi dell’eventuale presenza accidentale di ibridi tra mais Bt e tradizionale nei campi di mais tradizionale fiancheggianti il campo di Giorgio Fidenato.

Due notazioni sugli ispettori che devono essere di certo al soldo di SAgRi e di salmone…

Per prima cosa hanno prelevato i campioni da altre piante di mais, e non da pioppi, insalate o girasoli: davvero delle strane persone questi ispettori!

Ma addirittura criminale è stata la loro scelta di prelevare i campioni a 5 ed a 8 metri di distanza dal campo di Fidenato, quando tutti i più presigiosi senatori ambientalisti ed entomologi loro consulenti avevano detto loro che il polline trasportato dalle api va a decine di chilometri. Che bisogno c’era di campionare a 5 ed a 8 metri?

I risultati sono che su trenta campioni, nessuno ha violato le normative vigenti. In particolare 15 hanno una commistione ZERO e quindici valori al di sotto della soglia di legge dello 0,9%.
Insomma degli ignoti ispettori della forestale hanno dimostrato che la coesistenza è possibile!
Scommettterei che questi ispettori sono dei professionisti che sanno fare il loro mestiere e quindi devono aver accolto come una ottima notizia la salita dell’On.Galan alla guida del Dicastero…

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Demolita la clausola di salvaguardia tedesca

Luglio 20th, 2010
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In una meticolosa analisi Marcel Kuntz (Leggi l’articolo) e colleghi demoliscono l’intero impianto della clausaola di salvaguardia tedesca prima ancora che l’EFSA si pronunci. Dati confusionari e non ripetibili si sommano ad effetti trovati per un mais ed estesi senza ragione ad altri mais Bt.

Insomma il solito pasciccio in cui le dichiarazione o i dati di qualche scienziato cauto sono travisati ed usati per una moratoria che non ha basi scientifiche.

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Anche in Francia meglio il mais OGM

Luglio 12th, 2010
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Nel sud-ovest della Francia hanno potuto comparare mais Bt ed isogenico per il tenore di micotossine. Il 93% del mais dei campi coltivati con mais Bt potevano essere commercializzati contro solo il 45% di quelli da mais tradizionale se si vuole rispettare la direttiva 1126/2007. La carenza di funghi produttori di fumonisine potrebbe essere la causa di un leggero aumento di DON nei campi di mais Bt. Anche questo dato sull’aumento del DON e’ controverso tanto che in 19 studi pubblicati su 23 si ha una diminuizione di DON nei campi di mais Bt, mentre in 4 casi si ha un risultato opposto come se non fossimo in grado di controllare tutte le variabili. Ma sopratutto se si vuole tenere conto della Direttiva 128/2009 sulla limitazione nell’uso dei pesticidi, si dovrebbe promuovere l’uso del mais Bt.

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Abbassare i livelli di micotossine nel mais Bt grano

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Denuncia o autodenuncia?

Giugno 23rd, 2010
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(Articolo aggiornato il 24/6/2010 dopo la pubblicazione iniziale)

La notizia benché lasciata passare sottotono è di quelle molto rilevanti. Le ipotesi possono essere tre:
a) uno scherzo di un burlone (bravo, l’idea è geniale)
b) la denuncia di un compaesano invidioso (meno bravo, lo fa anche per te)
c) autodenuncia (un gran gesto)

L’ultima ipotesi è la più ambiziosa e forse visionaria. Visto che la muta che abbaia contro gli OGM non ha avuto il coraggio di fare altro che latrare alla Luna, ma non è entrata in una Procura a denunciare temendone il giudizio, forse c’è chi chiede che la Procura se ne occupi davvero e dica se esiste un reato.
E se poi dice non c’è reato?

In busta anche mappa con indicazione del terreno di coltivazione

23 giugno, 13:48

(ANSA) - TRIESTE, 23 GIU - Una busta anonima contenente sementi transgeniche
e’ stata inviata al direttore dell’ Ersa del Friuli Venezia Giulia, Mirko
Bellini. Le sementi, ha riferito l’assessore regionale all’Agricoltura,
Claudio Violino, sono state sottoposte ad analisi di laboratorio che ne
hanno accertato la natura genetica modificata. La busta era accompagnata da
una mappa che indicava, con precisione, un terreno in provincia di Pordenone
dove tali sementi sarebbero state utilizzate per la coltivazione.(ANSA).

Intanto comincia la battaglia legale (mentre fiorisce il mais)… Leggi Fidescienza

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Futuragra: con l’estate arrivano i parassiti del mais

Giugno 22nd, 2010
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danni-piralide-2010

Guarda danni piralide nei campi di mais italiani nell'estate 2010

Ancora un anno senza OGM e intanto l’agricoltura italiana cala a picco

Pordenone, 21 giugno 2010 - La piralide, il parassita all’origine della formazione delle temute fumonisine, tossine cancerogene pericolose per la salute dell’uomo e degli animali, sta già infestando i campi di mais del Friuli e della Lombardia con anticipo rispetto alle campagne precedenti. “Siamo solo alla prima generazione, ha commentato Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra, e temiano si tratti di un degli attacchi più precoci degli ultimi anni”.

Futuragra ha raccolto segnalazioni anche dalla Lombardia, dove oltre alla piralide ha fatto la sua comparsa anche la diabrotica, un altro parassita che danneggia le piantagioni di mais. “Anche quest’anno, per salvare il raccolto, saremo costretti a fare più trattamenti con insetticidi, aggiunge Dalla Libera, che oltre ad essere costosi hanno un impatto ambientale più pronunciato rispetto ad una tecnologia dolce come quella della resistenza agli insetti. Si pensi, sostiene Dalla Libera, che per trattare un ettaro i costi si aggirano intorno ai 100 euro per passaggio. Come può pensare la maiscoltura italiana di essere competitiva con costi aggiuntivi di questa entità?”

“Per i maiscoltori del resto del mondo questi trattamenti fanno ormai parte del passato, invece in Italia sono all’ordine del giorno, sostiene Dalla Libera. E’ avvilente dover constatare che le biotecnologie offrono già oggi una soluzione e che nel nostro paese l’accesso all’innovazione viene negato da chi continua a raccontare favole su un’agricoltura che non esiste più. Negli ultimi anni la superficie a mais in Italia è diminuita del 40% e il reddito agricolo in un solo anno è sceso del 25%, più che nel resto dell’Unione Europea. Chiediamo che il Ministro Galan intervenga e dia finalmente un forte segnale di discontinuità rispetto all’opera di propaganda lasciata dal suo predecessore”.

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